Pescina (Pescìna ) è un comune italiano di abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. È stato elevato a rango di città con decreto del presidente della Repubblica nel 2001.D.P.R. del 2001 firmato dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Geografia fisica Territorio

Il comune marsicano è situato nel settore orientale della piana del Fucino, lungo la valle del Giovenco. Il settore nord-orientale del suo territorio è incluso nell'area protetta del parco naturale regionale Sirente-Velino, mentre il versante sud-est ricade nell'area di delimitazione esterna del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Pescina confina con i territori comunali di Castelvecchio Subequo, Celano, Collarmele, Gioia dei Marsi, Ortona dei Marsi, Ortucchio, Ovindoli, San Benedetto dei Marsi e Trasacco.

Clima Affacciata a est della piana del Fucino, Pescina presenta un clima montano mediterraneo. Le temperature medie, nel mese più freddo (gennaio), si aggirano sui 2,5 °C e, in quello più caldo (luglio), sui 22,9 °C. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti (circa 820 mm annui) e concentrate soprattutto nel tardo autunno. In pieno inverno la neve cade quasi sempre in maniera abbondante.

Origini del nome Sull'origine del toponimo Pescina non ci sono certezze. Tra le diverse ipotesi formulate le più attendibili farebbero derivare il nome della cittadina dalla morfologia del territorio in cui è presente un piccolo bacino di raccolta delle acque del fiume Giovenco; oppure dall'attività piscatoria degli abitanti del luogo.

Storia

Origini La grotta Tronci e il riparo Maurizio, situati in località Rupe di Cardito, fanno risalire la presenza dell'uomo in modo continuativo al Paleolitico superiore e al Mesolitico. Nel VI secolo a.C. anche qui giunsero le popolazioni del ramo umbro-sabellici che, unendosi con gli indigeni, formarono il popolo italico dei Marsi. Questi saranno al centro di numerose vicende storiche in epoca imperiale, prima fra tutte la guerra sociale detta anche "guerra Marsica" che fu combattuta contro Roma per il riconoscimento della cittadinanza e dei diritti ad essa connessi.

Condottiero dei Marsi e dei popoli italici fu Quinto Poppedio Silone originario dell'area del Giovenco, dal quale lo scrittore Ignazio Silone, al secolo Secondino Tranquilli, acquisì lo pseudonimo "Silone".

Medioevo Incluso nel gastaldato dei Marsi in seno al ducato di Spoleto e, dalla seconda metà del IX secolo, nella contea dei Marsi, il monastero pescinese di Santa Maria in Apignanici (Apinianici) fu scelto presumibilmente come "corte" in affiancamento alla principale sede feudale della Civitas Marsicana, situata presso l'antico foro romano di Marruvium.

Fin dall'alto medioevo il centro marsicano era considerato uno dei luoghi religiosi più importanti del territorio. A Pescina San Francesco d'Assisi diffuse il suo ordine, mentre nella limitrofa San Benedetto operava quello benedettino, tanto che a pochi chilometri di distanza erano presenti entrambi gli ordini monastici. La prima presenza a Pescina del santo di Assisi risulterebbe nell'inverno tra il 1215 e il 1216, quando soggiornò nella vicina San Benedetto dei Marsi dove dormiva, insieme con i poveri, in una località chiamata "Luogo" (in dialetto locale "i loche"), nei pressi dell'anfiteatro di Marruvium. Un successivo viaggio nella Marsica, a Pescina, Celano e San Benedetto dei Marsi, ci sarebbe stato con ogni probabilità tra il 1219 ed il 1222. Di sicuro nel 1225 a Pescina venne fondato il convento accanto alla chiesa di Santa Maria Annunziata, l'edificio di culto che venne dedicato prima a San Francesco e successivamente a Sant'Antonio di Padova..

Età moderna Nel 1580 il vescovo dei Marsi, Monsignor Matteo Colli, trasferì a Pescina la sede della diocesi dei Marsi dalla vicina e decadente cattedrale di Santa Sabina. La bolla In suprema dignitatisTesto della bolla in: Muzio Febonio, Historiae Marsorum libri tres, Napoli 1678, pp. 39-41 del Catalogus. di papa Gregorio XIII determinò con "regio consenso" lo spostamento della cattedrale e della sede vescovile presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie, alla quale nel 1613 papa Clemente VIII riconobbe in via ufficiale il titolo di cattedrale.

Nel maggio del 1631 la diocesi marsicana vi collocò dalla chiesa di San Berardo le reliquie di Berardo dei Marsi.

Età contemporanea Alcuni anni dopo il terremoto del 1915, il 16 gennaio 1924, con la bolla Quo aptius di Papa Pio XI la sede vescovile, nonostante le accese polemiche, fu trasferita da Pescina ad Avezzano. La chiesa madre di Pescina, già fregiata del titolo di concattedrale, nel 2016 è stata elevata a dignità di basilica.

Il terremoto del 13 gennaio 1915 fu un drammatico evento sismico che colpì l'intera area marsicana e le limitrofe province dell'Italia centrale. Classificato come uno dei terremoti più catastrofici avvenuti sul territorio italiano, causò morti (secondo i dati del servizio sismico nazionale) su un totale di circa persone residenti nelle aree colpite. Avvenne alle ore 07:52:48 raggiungendo l'undicesimo grado della scala Mercalli (magnitudo 7.0 scala Richter). Nei successivi mesi ci furono circa repliche, mentre la scossa principale fu avvertita distintamente in un'ampia area dell'Italia centrale.

Pescina venne completamente rasa al suolo, la percentuale della popolazione perita sotto le macerie fu altissima. Circa su un totale di abitanti, i pochissimi sopravvissuti (in parte gravemente feriti) rimasero senza casa poiché tutti gli edifici crollarono su sé stessi. Il terremoto isolò completamente la zona e la notizia del disastro fu segnalata, complici i rudimentali mezzi di comunicazione dell'epoca, solamente nel tardo pomeriggio. I soccorsi, partiti a tarda sera del 13 gennaio, arrivarono il giorno dopo a causa dell'impraticabilità delle strade causata da frane e macerie.

L'evento sismico mise in evidenza l'impreparazione e, in parte, l'impotenza dello Stato, rispetto a una calamità di tale portata. Erminio Sipari, deputato eletto nel collegio di Pescina, portò la protesta per quelle vittime che, se soccorse con immediatezza, probabilmente si sarebbero potute salvare. Nell'estate del 1914, inoltre, ebbe inizio la Grande guerra, ciò influì pesantemente sulla permanenza dell'esercito nella regione colpita. I reparti impegnati, infatti, furono presto chiamati al fronte. Il terremoto del 1915 interessò un settore della catena appenninica per lungo tempo caratterizzato da una sismicità poco significativa. Il giudizio era basato sul fatto che prima del 1915 non vi erano stati, a memoria d'uomo, terremoti così disastrosi. Il paese, come gran parte dei centri marsicani, ha saputo rialzarsi dopo quella indicibile calamità. Nel 1945, 30 anni dopo il sisma, la popolosa frazione di San Benedetto dei Marsi divenne un comune autonomo della Marsica.

Nei primi anni della seconda guerra mondiale, tra il 1940 e 1943, Pescina fu uno dei comuni dell'Abruzzo a essere designato dalle autorità fasciste come luogo di internamento civile per profughi ebrei stranieri presenti in Italia. Gli internati furono 18, uno dei gruppi più numerosi nella provincia dell'Aquila.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 25 ottobre 2000.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Onorificenze

Il comune di Pescina si fregia del titolo di città.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Basilica di Santa Maria delle Grazie Risalente al XVI secolo è stata la chiesa madre della diocesi dei Marsi. I lavori di costruzione della nuova cattedrale marsicana si sono protratti dal 1579 al 1596, mentre il trasferimento della diocesi dalla chiesa di Santa Sabina avvenne ufficialmente già nel 1580. Ospita nella cappella della navata laterale sinistra le reliquie di san Berardo. La chiesa nonostante i danni subiti a causa del sisma del 1915 e dei bombardamenti del 1944 si presenta con elegante facciata, porticato con arcate su pilastri ed imponente campanile. Chiesa di Sant'Antonio di Padova In origine dedicata a Santa Maria Annunziata, con ogni probabilità risalente ad un periodo antecedente al 1200. Nella sua visita a Pescina san Francesco d'Assisi fece edificare l'annesso convento, soppresso tra il 1863 ed il 1872. I restauri in stile barocco furono effettuati da Giovanni Artusi Canale tra il 1640 e il 1648. I contestati lavori di restauro effettuati tra il 1967 ed il 1971 portarono alla distruzione dell'oratorio, del pavimento in marmo originale, delle canne settecentesche dell'organo a canne ed anche la dispersione del materiale di archivio. Sono visibili il coro barocco, gli interni con alcune preziose incisioni e dipinti e la parte rimanente dell'organo. Chiesa di San Berardo La chiesa abbattuta nel 1954 inglobò la struttura militare della torre medievale. Danneggiata gravemente dal sisma del 1915 la torre, utilizzata come campanile, è integra. Sotto di essa è collocata la tomba dello scrittore Ignazio Silone. Chiesa di San Giuseppe, custodisce la tomba della serva di Dio, Santina Campana. Chiesetta della Madonna del Carmine. Ruderi della chiesa di San Nicola. Chiesa di Santa Maria del Carmine a Venere. Santuario della Madonna del Buon Consiglio a Venere.

Architetture civili

Teatro San Francesco La struttura ospita le iniziative di carattere culturale che si svolgono a Pescina. L'edificio, situato nella parte più antica della città, ospita il centro studi siloniano, la sala teatrale e la sala convegni. La struttura, restaurata a cominciare dal 1980 su progetto dell'architetto Carlo ScocciaDeliberazione della giunta comunale n. 36 del 14-4-1980. Atto del consiglio comunale n. 52 del 10-5-1980. è dotata di una capienza di oltre 200 posti a sedere. Nel cortile del palazzo si trova la scultura realizzata nel 1980 da Pietro Cascella, Monumento a tutti i giorni, omaggio a Vino e pane di Ignazio Silone. Casa natale di Giulio Mazzarino Edificio ricostruito negli anni settanta, situato non distante dalla torre di San Berardo. Ospita la casa museo inaugurata nel 1972, dedicata al cardinale. Casa natale di Ignazio Silone L'edificio, ampiamente ristrutturato nel 2020, è situato nella parte più alta del borgo antico. Ospita dal 2021 la casa museo Ignazio Silone. Ponte della Valle Ponte ferroviario realizzato nel 1885 lungo la ferrovia Roma-Pescara. Edificio scolastico "Angelica Sgobbo Sipari".

Architetture militari

Torre Piccolomini Circondata dai resti del recinto fortificato del castello Piccolomini che fu di Ugo del Balzo, la torre pentagonale era nota nel medioevo con il nome di Rocca Vecchia. Torre di San Berardo Alla base si trova la tomba di Ignazio Silone. La torre fu utilizzata come campanile dell'omonima chiesa che inglobò la parte bassa del complesso militare. Fu gravemente danneggiata dal terremoto della Marsica del 1915. Torre medievale di Venere La torre di avvistamento è risalente al XIII secolo.

Monumenti

Monumento ai caduti delle guerre, collocato nella piazza del Municipio. L'opera di Benito Vittorio Pollio fu inaugurata nel 1976. Lungo la strada statale 83 Marsicana, nel tratto che attraversa l'abitato di Pescina, c'è il fontanile che avrebbe ispirato lo scrittore per il titolo del suo romanzo Fontamara, e di cui fa menzione nei suoi scritti.

Siti archeologici Reperti archeologici di vario genere e porzioni di tombe e mura ciclopiche sono tornate alla luce nelle località di Ansano, Vezzano (o Vezziano), Pretiolo, Villarea, Cornavino, Apianinico (Apinianici, Apignanici), Pactiano, Leone, Geno, Atrano e Castelrotto che alcuni storici hanno identificato nei casali posti intorno all'antica città marsa di Plestinia.