Con i termini Bleeding Kansas, Bloody Kansas (in italiano: Kansas insanguinato) o Border War (Guerra di Confine) s'intendono una serie di scontri violenti avvenuti principalmente nel Territorio del Kansas ma anche nella zona occidentale del Missouri tra il 1854 ed il 1861, dovuti all'acceso dibattito politico inerente alla schiavitù negli Stati Uniti, che i Sudisti intendevano rendere legale anche nel Kansas, in procinto di diventare uno Stato federato.

Il conflitto fu caratterizzato da anni di azioni terroristiche, brogli elettorali, spedizioni punitive e omicidi, tra le fazioni rivali dei Free Staters, fautori dell'abolizionismo e dai cosiddetti "ruffiani di confine" schiavisti, sia del Kansas che del vicino Missouri. Al centro della lotta vi era la questione se la Costituzione del nuovo Stato del Kansas avrebbe dovuto permettere o al contrario porre fuori legge la pratica dello schiavismo, quindi se entrare nell'Unione in qualità di Stato libero oppure schiavista.

La legge conosciuta come Kansas-Nebraska Act del 1854, voluta dal senatore del Partito Democratico Stephen A. Douglas, avversario politico di Abraham Lincoln, sosteneva il "principio di sovranità popolare": la decisione sulla legalità o meno della schiavitù nel territorio avrebbe cioè dovuto essere presa autonomamente dai cittadini dello Stato stesso tramite un referendum. La legge prevedeva la creazione dei due nuovi Stati del Kansas e del Nebraska, divisi dal 40º parallelo Nord, e rinviava al voto popolare la decisione in merito al consentire o meno la schiavitù nei due territori, di fatto abrogando la legge che recepiva il compromesso del Missouri del 1820, stipulato durante la presidenza di James Monroe, che stabiliva che a nord del parallelo 36°30' la schiavitù doveva essere proibita in tutti i nuovi Stati.

Gli schiavisti sostenevano che ogni colono proveniente da uno Stato del Sud del paese doveva avere il diritto di condurre con sé tutte le sue proprietà, compresi gli schiavi; alcuni dei contrari alla schiavitù sostenevano la loro posizione con riferimenti alla morale e alla religione, ma l'argomento più efficace era economico, perché consentire la schiavitù nel Kansas avrebbe permesso l'instaurazione di grandi proprietà terriere coltivate dagli schiavi, mettendo in difficoltà i piccoli agricoltori e i braccianti.

Il Missouri, Stato che praticava la schiavitù fin dal 1821 a seguito del "compromesso del Missouri", era popolato da un numero sempre maggiore di meridionali favorevoli alla schiavitù; molti di questi cercarono d'influenzare la decisione finale dei coloni del Kansas infiltrandosi nel territorio.

Lo scontro fu combattuto sia politicamente sia tra civili sul campo, portando a una situazione di guerriglia tra bande paramilitari. Il termine Bleeding Kansas fu coniato dal redattore del New York Tribune Horace Greeley, un simpatizzante del neonato Partito Repubblicano (anche se molto tempo dopo sarebbe stato candidato alle elezioni presidenziali del 1872 contro il presidente in carica Ulysses S. Grant, repubblicano, avendo anche l'appoggio del Partito Democratico).

La guerriglia del Bleeding Kansas dimostrò la gravità a cui erano giunte le più pressanti questioni sociali dell'epoca, dalla problematica della schiavitù alla lotta di classe, le quali stavano emergendo con forza alla frontiera americana del West. La durezza dimostrata fu trattata dalla stampa nazionale con grandi titoli che suggerivano alla popolazione che un ennesimo compromesso sarebbe stato improbabile e implicitamente si paventava un'assai prossima guerra civile.

A un certo punto della disputa, il Kansas si trovò ad avere due capitali, Lecompton e Lawrence/Topeka, due diverse Costituzioni (quella abolizionista di Topeka e quella schiavista di Lecompton), e due diversi parlamenti, quello di Lecompton uscito da elezioni viziate da brogli, e l'abolizionista di Lawrence. Le due contrapposte strutture governative territoriali aumentarono entrambe di peso fino a simboleggiare il conflitto che stava per esplodere: il Kansas insanguinatoElizabeth R. Varon, Disunion! The Coming of the American Civil War, 1789–1859 (2007) ch 8. Entrambe le fazioni cercarono e ottennero aiuti esterni, gli schiavisti anche dal governo federale. Entrambe sostenevano di rappresentare la volontà del popolo del Kansas. I fautori della schiavitù facevano uso della violenza e di minacce, e gli abolizionisti, guidati da John Brown, pensavano che dovevano rispondere con la violenza. Dopo un periodo molto agitato, apparve chiaro che la maggioranza degli abitanti del Kansas voleva che il proprio Stato fosse uno "Stato libero".

Il Kansas fu ammesso nell'Unione in qualità di Stato libero nel gennaio del 1861, anche se improvvisi scoppi di violenza partigiana lungo il confine con il Missouri proseguirono per gran parte della guerra di secessione americana. Questo sanguinoso episodio della storia degli Stati Uniti d'America viene commemorato con numerosi monumenti alla memoria e designato da siti d'interesse storico-memorialistico.

Origini

Con il compromesso del Missouri del 1820 il Congresso mantenne un fragile equilibrio tra i rappresentanti del Nord e del Sud. Nel maggio 1854 la legge Kansas-Nebraska Act consentì ai cittadini statunitensi di emigrare nelle terre ancora non organizzate creando il territorio del Kansas e il territorio del Nebraska. Il fatto che fossero due territori anziché uno solo, chiamato Nebraska negli anni precedenti, fu una soluzione di compromesso trovata dall'autore della legge, Stephen Douglas, un democratico dell'Illinois. Infatti il Nebraska, essendo a nord del parallelo 36°30', avrebbe dovuto diventare uno Stato libero secondo il "compromesso del Missouri", ma questo avrebbe turbato l'equilibrio tra Stati liberi e Stati schiavisti, cosa che gli Stati schiavisti non volevano. La legge prevedeva quindi anche che ciascuno dei due territori scegliesse tramite elezioni locali se aderire all'Unione come Stato libero o Stato schiavista, di fatto abrogando il "compromesso del Missouri". Come molti al Congresso, Douglas pensava che i nuovi abitanti del Nebraska avrebbero scelto di proibire la schiavitù, mentre quelli del Kansas, provenienti maggiormente dal Missouri schiavista, avrebbero votato a favore, e quindi l'equilibrio al Congresso sarebbe stato mantenuto. Si vide poi che queste previsioni furono esatte per il Nebraska, i cui nuovi abitanti erano molto poco attratti dall'agricoltura basata sulla schiavitù, ma nel caso del Kansas gli abolizionisti si mostrarono ben più decisi a dire la loro di quanto si pensasse al Congresso. Velocemente cominciarono a giungere nel Kansas gruppi di immigrati a sostegno di entrambe le fazioni, con l'intento di stabilirvi la residenza e ottenere così il diritto di voto. I funzionari territoriali tuttavia furono nominati dall'amministrazione filo-schiavista della presidenza di Franklin Pierce.

Migliaia di non residenti schiavisti presero a entrare nel Kansas provenendo dal confinante Missouri, con l'obiettivo di influenzare le elezioni e far vincere l'opzione schiavista; utilizzando tale stratagemma riuscirono ad avere il successo sperato, molto spesso con la frode e l'intimidazione. Le prime elezioni locali tenute del Kansas videro la vittoria della fazione schiavista. Come risposta i sostenitori dell'abolizionismo, i free-soiler, presero ad affluire nello StatoThomas Goodrich, War to the Knife: Bleeding Kansas, 1854–1861 (2004) ch. 1 iii. Il più famoso di questi era di gran lunga John Brown, considerato come il capo dei più radicali free-soiler, e visto dal resto della nazione come un uomo del Kansas.

Si prepara lo scontro tra Nord e Sud Non è certo chi propugnò inizialmente questa immigrazione in Kansas, probabilmente i primi a muoversi furono i residenti nel Missouri, che accompagnavano la loro iniziativa con dichiarazioni minacciose nei confronti dei coloni settentrionali.Raimondo Luraghi, Storia della guerra civile americana, Vol. I, p. 116 Tra i primi immigrati vi furono comunque cittadini degli Stati schiavisti, in particolare proprio dal vicino Missouri, che giunsero numerosi per potersi assicurare l'espansione della schiavitù nel territorio; le loro maggiori forze si concentrarono in città come Leavenworth e Atchison. Molti immigrati dal Missouri entravano in Kansas armati e si presentarono alle urne pretendendo di votare illegalmente con la prepotenza. Allo stesso tempo cittadini del Nord, molti dei quali aiutati e sostenuti da associazioni di mutuo soccorso come la "New England Emigrant Aid Company" di Boston, iniziarono i trasferimenti di massa nel Kansas per poterlo rendere uno Stato libero, colonizzando città come Lawrence, Topeka e Manhattan; l'intenzione era quella di costruire case, scuole e chiese per le comunità nordiste che vi si sarebbero formate.

Nel Sud si cominciò a spargere la voce che migliaia di Nordisti si stessero dirigendo verso il Kansas. Nel novembre del 1854 bande illegali di uomini in armi, conosciuti come i "Ruffiani di confine", si riversarono nel territorio (per lo più provenienti dal Missouri schiavista) tanto da riuscire a influenzare le elezioni di un delegato senza diritto di voto al Congresso favorevole al candidato filo-schiavista John Whitfield. L'anno seguente un comitato d'indagine, costituito dal Congresso, riferì che erano stati espressi almeno voti fraudolenti a fronte dei legittimi; in una particolare località risultò che soltanto 20 dei 604 elettori erano effettivamente residenti nel territorio del Kansas, in un'altra 35 residenti contro 226Cutler, William G. History of the State of Kansas, A.T. Andreas, (1883), Terratorial History, Part 8,. Il presidente degli Stati Uniti d'America Franklin Pierce si schierò dalla parte dei sudistiRaimondo Luraghi Storia della guerra civile americana, Vol. I, p. 117.

Tra i numerosi episodi di violenza collettiva, vi fu il saccheggio di Lawrence, con l'incendio di edifici pubblici da parte dei sudisti. Anche i residenti costituirono bande armate che si opponevano a quelle provenienti dagli altri stati schiavisti. Fu proprio qui che John Brown iniziò la sua attività di combattente antischiavistaRaimondo Luraghi, Storia della guerra civile americana, Vol. I, pp. 117-118.

Primo parlamento Il 30 marzo 1855 il territorio del Kansas tenne le elezioni per esprimere il suo primo parlamento; fondamentalmente questo avrebbe dovuto decidere se lo Stato avrebbe consentito o meno la schiavitù. Come già accaduto nel novembre precedente, i "Ruffiani di confine" si presentarono nuovamente per poter votare anche senza averne il diritto: risultarono così eletti delegati pro-schiavitù in 37 dei 39 seggi totali. Gli unici abolizionisti furono i membri del neonato Partito Repubblicano, Martin Franklin Conway e Samuel D. Houston della Contea di Riley. A causa dei forti dubbi di broglio elettorale, il primo governatore del territorio del Kansas Andrew Horatio Reeder invalidò i risultati in 11 distretti, indicendo una tornata elettorale speciale per eleggere i sostituti il 22 maggio. Degli 11 delegati così eletti 8 erano a favore dello Stato libero. Questo, se da un lato rafforzava la convinzione che le elezioni di marzo erano state viziate da pesanti irregolarità a favore degli schiavisti, dall'altro lasciava un'ampia maggioranza schiavista nel nuovo parlamento: 29 deputati contro 10. Per aiutare a contrastare la frode elettorale entro l'estate di quell'anno, circa Yankee della Nuova Inghilterra erano emigrati nel KansasWilliam Frank Zornow, Kansas: a history of the Jayhawk State (1957), pg. 72.