LAglio bianco polesano è la denominazione di un ortaggio a bulbo della specie Allium sativum L., ottenuto a partire da ecotipi locali nonché dalla varietà Avorio e prodotto tradizionalmente nella zona del Polesine, nel Veneto.

L'aglio bianco polesano viene sovente definito "l'oro bianco del polesine" per le sue pregiate qualità gustative e per l'importanza rivestita a livello locale da questo prodotto. Dal novembre 2009, a livello europeo, la denominazione «Aglio Bianco Polesano» è stata riconosciuta denominazione di origine protetta (DOP).

Caratteristiche

Si tratta di un aglio di colore bianco brillante leggermente più piccolo di altre varietà di aglio, con bulbo dalla forma rotondeggiante e regolare con un lieve appiattimento della parte basale. Il bulbo è costituito da un numero di bulbilli che sono perfettamente adiacenti gli uni agli altri, formando una struttura compatta. Le sue tuniche hanno colorazione rosata nella parte concava e bianca in quella convessa.

Sue caratteristiche distintive sono l'aroma che lo contraddistingue e l'elevata conservabilità: al naso il profumo risulta delicato, mentre il profilo aromatico è intenso, persistente e non pungente, con gradevoli note di erba appena tosata o dolce fruttato.

Ha notevoli doti di serbevolezza ed elevata resa in sostanza secca, date da una quantità di acqua al suo interno minore rispetto ad altre varietà di aglio, il che lo rende particolarmente adatto per una lunga conservabilità, senza che ne venga compromesso l'aroma.

Area geografica

Fattori determinanti per la peculiarità e la qualità organolettica del prodotto sono il clima temperato asciutto e il fertile suolo del Polesine, che presenta caratteristiche legate alla sua origine alluvionale, con terreni di medio impasto limoso-sabbiosi, porosi, ben drenati e ricchi sia di sostanze organiche che di minerali quali potassio, calcio, magnesio, fosforo. Racchiuso infatti tra i fiumi Po e Adige, nel corso dei secoli e in special modo prima delle odierne arginature, il territorio polesano ha assistito a ripetute alluvioni, che hanno contribuito così alla sua attuale composizione. In particolar modo la composizione mineralogica del terreno polesano è essenziale per la resa finale del prodotto: l'elevato contenuto di fosforo e potassio fa in modo che l'aglio mantenga una buona conservabilità e ottenga il classico colore bianco brillante mentre calcio e magnesio contribuiscono alla qualità generale dei bulbi.

La zona geografica di produzione dell'aglio bianco polesano comprende il territorio di 29 comuni della provincia di Rovigo, nell'area compresa tra i fiumi Po e Adige: Adria, Arquà Polesine, Bosaro, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Ceregnano, Costa di Rovigo, Crespino, Fiesso Umbertiano, Frassinelle Polesine, Fratta Polesine, Gavello, Guarda Veneta, Lendinara, Lusia, Occhiobello, Papozze, Pettorazza Grimani, Pincara, Polesella, Pontecchio Polesine, Rovigo, San Bellino, San Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo e Villanova Marchesana.

Storia Le radici della coltivazione dell'aglio in Polesine si possono far risalire al periodo romano, con opere di bonifica e riassetto dei territori agricoli che hanno reso la zona adatta a questa coltura, modificandone la conformazione idrogeologica.

Durante il Medioevo, cronache come gli "Annali Pollicinensi" di Bocchi, riportano l'obbligo per gli abitanti di Rovigo di coltivare "l'alio loco bono".

Nel XVI secolo le pubblicazioni dell'epoca, in particolar modo quelle dell'Accademia dei Concordi di Rovigo, attestano la coltivazione dell'aglio come attività di rilievo nella zona di Selva, che corrisponde grosso modo ad alcuni comuni dell'attuale zona del Polesine qualificata per la produzione della DOP.

A metà del Novecento l'aglio era già una coltura industriale, commercializzata attraverso la piazza di Rovigo, come attestano uno scritto di Zennaro del 1949 e l'Archivio Storico della Camera di Commercio.

Lavorazione In media il lavoro sul campo richiede nove mesi. La raccolta avviene durante il mese di luglio e la commercializzazione fino al maggio dell'anno successivo.

L'essiccazione dura 25/30 giorni ed è fatta rigorosamente al sole e in modo manuale, specialmente in realtà familiari, facendo prendere all'aglio più sole e aria possibili e avendo cura di coprire gli stessi in caso di pioggia.

Dopo ogni raccolto vengono osservati quattro anni di pausa.

Commercializzazione L'Aglio Polesano DOP può essere commercializzato nei seguenti formati:

Treccia (da 350 g a 1,2 kg) Grappolo (da 1 a 4 kg) Grappolone (da 5 a 10 kg) Canestrino (da 150 g e 300 g) Mazzo (da 0,5 kg a 2 kg) Confezioni (dal peso compreso tra 50 g e 1 kg, con numero variabile di bulbi)

Cucina Nel territorio di Rovigo l'aglio bianco polesano viene tradizionalmente usato per profumare certi tipi di insaccati, come la sopressa, oppure in abbinamento a patate, carni o pesce del Polesine.

Note

Voci correlate Aglio rosso di Sulmona (PAT) Aglio di Voghiera (DOP) Aglio Bianco Piacentino (IGP) Aglio rosso di Nubia (PAT) Aglio di Vessalico (PAT) Aglio di Caraglio (PAT)

Altri progetti

Collegamenti esterni

, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. , Portale Ufficiale del Turismo della Provincia di Rovigo.

Categoria:Cucina veneta bianco polesano