Biografia Romeo Antoniazzi, ottavo figlio di Gaetano Antoniazzi, lavorò inizialmente con il padre e col fratello Riccardo, presso il laboratorio di Leandro Bisiach. Tuttavia, dipendentemente dalle opportunità o necessità, lavorò anche in proprio, con il fratello, nel laboratorio di Antonio Giacomo Monzino e di Giuseppe Barlassina, oltre che per Bisiach.

L'aspetto instabile della sua vita influenzò il suo lavoro, piuttosto irregolare in termini di qualità. I suoi strumenti più interessanti, come quelli del fratello Riccardo, sono quelli prodotti dalla fine del XIX secolo.

Sotto la sua guida si sono formati un gran numero di alunni.

È sepolto al cimitero di Greco, nella tomba familiare.

Tecnica Benché lo stile della sua liuteria sia meno raffinato rispetto a quello del fratello (in particolare durante il suo ultimo periodo), ha comunque prodotto strumenti con spiccata personalità e grande spontaneità, che oggi sono molto ammirati. La sua vernice varia in colore e qualità a seconda del periodo, passando da una luce giallo-arancio ad un arancio-marrone, talvolta marrone scuro (spesso la vernice del suo ultimo periodo risulta sbiadita ed i suoi strumenti a volte appaiono poco brillanti). Ha usato varie etichette. Nell'ultimo periodo ne adottò una con la dicitura "fece a Cremona" e decorato con lo stemma cremonese, anche se non tornò mai a lavorare nella sua città natale (probabilmente la scelta fu dettata da motivi di lavoro e per distinguersi dal fratello).

Note

Bibliografia La Liuteria Italiana / Italian Violin Making in the 1800s and 1900s - Umberto Azzolina I Maestri Del Novicento - Carlo Vettori La Liuteria Lombarda del '900 - Roberto Codazzi, Cinzia Manfredini 2002 Dictionary of 20th Century Italian Violin Makers - Marlin Brinser 1978

Walter Hamma, Meister Italienischer Geigenbaukunst, Wilhelmshaven 1993, ISBN 3-7959-0537-0

Voci correlate Antoniazzi

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