La Bonneville è un'autovettura prodotta dalla Pontiac dal 1958 al 2005.
Il contesto Il modello è stato introdotto nel model year 1957 come cabriolet ad alte prestazioni, e a produzione limitata, all'interno della gamma della Star Chief. Nel 1958 la Bonneville diventò modello autonomo.
La Bonneville e l'omologo modello che si basava sullo stesso pianale, la Grand Ville, furono tra le più grandi Pontiac mai costruite. Ad esempio, una delle versioni familiare prodotte, raggiungeva i 5,8 m di lunghezza.
La Bonneville fece parte delle Vetture Full-Size dal 1957 al 1981 e dal 1987 al 2005, mentre appartenne alla categoria delle Vetture Mid-Size dal 1982 al 1986. In Canada, fino al 1981, il modello fu conosciuto come Pontiac Parisienne.
Le origini
Il nome Bonneville comparve per la prima volta nel 1954 su una concept car presentata al General Motors Motorama, la Bonneville Special. La concept car citata e la Bonneville successivamente prodotta di serie, furono, a dispetto dell'omonimia, modelli completamente diversi.
La Bonneville fece il suo debutto sul mercato nel 1957 come cabriolet ad alte prestazioni e con interni lussuosi, all'interno della gamma Star Chief. Aveva come dotazione di serie tutti gli optional presenti sulla Star Chief standard, ad eccezione dell'aria condizionata. Ciò collocò il modello nella fascia di prezzo delle Cadillac. Era in vendita infatti a 5.000 dollari, più del doppio di una Star Chief berlina quattro porte, e se la vettura era full optional, costava più di una Cadillac.
Solamente 630 esemplari vennero assemblati nel primo anno di produzione, facendo di questa Bonneville uno dei più rari e ricercati modelli Pontiac. L'anno successivo la Bonneville diventò un modello a sé stante, collocandosi, per la maggior parte del periodo in cui fu in produzione, al top della gamma Pontiac.
La Bonneville prese il nome dalla Bonneville Salt Flats in Utah, cioè da una pianura dove si sono svolte molte gare automobilistiche e dove sono stati ottenuti diversi record di velocità terrestre. La pianura citata prende a sua volta il nome dall'esploratore Benjamin Bonneville.
La prima serie: (1958)
La Bonneville diventò un modello a stante nel 1958 . Al momento del lancio, fu disponibile in versione coupé e cabriolet. Già durante il primo anno di commercializzazione la Bonneville fu la safety car della 500 Miglia di Indianapolis. Nel momento in cui la Bonneville diventò un modello a parte, il prezzo scese a 3.000 dollari grazie all'eliminazione di molti accessori lussuosi presenti sulla Star Chief Bonneville, che dall'equipaggiamento di serie passarono nella lista degli optional. Anche il propulsore ad iniezione da 300 CV, di serie sulla Star Chief Bonneville, divenne optional, mentre ora entrava nell'equipaggiamento standard il motore V8 da 6,1 L di cilindrata e 255 CV di potenza., con carburatore a quadruplo corpo ed un doppio scarico, e fu di gran lunga più richiesto dalla clientela, causa il sovrapprezzo troppo alto (500 dollari) per avere la versione da 300 CV. Un'altra opzione disponibile, la Tri-Power con tre carburatori doppio corpo (da cui il nome) e 310 CV, era collocata sul mercato a 100 dollari. Un orologio elettrico era invece compreso nell'equipaggiamento standard.
Il motore era montato anteriormente, mentre la trazione era posteriore.
La seconda serie: (1959–1960) Nel 1959 la gamma della Bonneville si completò con l'aggiunta, nell'offerta, della berlina quattro porte e della familiare quattro porte. La Bonneville giocò una parte importante nella storia della Pontiac grazie all'introduzione, nel 1959, di due delle più grandi ispirazioni di marketing del marchio - la calandra divisa in due e lo slogan Wide Track (cioè "carreggiata allargata"). Quest'ultimo aspetto non rimase sulla carta, visto che la Pontiac fece effettivamente montare ruote più sporgenti di qualunque altra vettura, dando luogo a quella che venne considerata la vettura dal miglior comportamento in curva nell'intera industria automobilistica. Il differenziale Safe-T-Track, utilizzato per ridurre la rotazione delle ruote, fu offerto tra gli optional dall'inizio del 1959 . Questa serie di Bonneville montava un motore V8 da 6,4 L di cilindrata e 300 CV di potenza. Il cambio manuale disponibile era a tre o quattro rapporti, mentre era offerto tra gli optional la trasmissione automatica .
Il motore era montato anteriormente, mentre la trazione era posteriore. Questa serie di Bonneville è stata assemblata a Pontiac, Flint, Ypsilanti e Wentzville.
La terza serie: (1961-1964)
La Bonneville, negli anni sessanta, rimase il modello Pontiac più costoso e lussuoso. La Bonneville, rispetto ai modelli collocati più in basso nella gamma Pontiac, come ad esempio la Catalina e la Star Chief, possedeva interni più lussuosi che erano realizzati con materiali più pregiati. Il modello, tranne la versione familiare, era basato sulla variante a passo lungo del pianale B della General Motors. Inoltre, sulle Bonneville, si potevano trovare degli inserti in noce sull cruscotto e sui pannelli porta, oltre che una maniglia di sostegno lato passeggero, delle luci di cortesia ed un bracciolo sul sedile posteriori. Nel 1964 fu disponibile un allestimento, denominato Bonneville Brougham, che era dotato di caratteristiche ancora più lussuose, come il bracciolo per i passeggeri anteriori, degli interni migliori, dei pannelli porta ancora più ricercati ed una tappezzeria di materiale superiore.
Le Bonneville erano equipaggiati con cambio automatico Hydra-Matic (fino al 1964) o Turbo Hydra-Matic (dopo il 1965). Tra gli optional erano inclusi il servosterzo, i freni idraulici a tamburo, il cruise control e dei cerchi in lega di alluminio ad otto fori.
La Bonneville aveva anche installato i motori V8 più potenti della gamma della Pontiac. Erano disponibili, di serie, dei propulsori da 6,4 L e 6,6 L con carburatori quadruplo corpo (con una potenza compresa tra i 303 CV ed i 340 CV, a seconda degli anni). Tra i motori ottenibili su richiesta, erano offerti, all'interno dell'opzione Tri-Power (cioè quella con tre carburatori doppio corpo, da cui il nome), un motore V8 da 6,4 L, ed un V8 da 6,9 L. Nel 1962 la Pontiac offrì anche un propulsore da 6,9 L ad alte prestazioni da 405 CV..
Nel 1963 vennero aggiornati i lamierati e furono applicati dei nuovi fanali anteriori che si sviluppavano in altezza.
Per un utilizzo molto più spinto, il cliente poteva scegliere il motore Super Duty 421 che era disponibile in tre livelli di elaborazione, e che beneficiava di un rapporto di compressione innalzato da 11:1 a 12:1, oltre che di un incremento del regime massimo di rotazione da 5.900 a 6.400 giri al minuto. Questi modelli dalle linee tese dominarono i saloni automobilistici durante l'era delle muscle car.
Il motore era montato anteriormente, mentre la trazione era posteriore. Questa serie di Bonneville è stata assemblata a Pontiac, Flint e Ypsilanti.
La quarta serie: (1965-1970)
Una disposizione della General Motors del 1967 obbligò la Pontiac a togliere dal mercato l'opzione Tri-Power da tutte le proprie vetture. Nello stesso anno il V8 da 6,6 L sostituì il motore da 6,4 L nel ruolo di propulsore montato di serie, mentre il motore da 6,6 L venne rimpiazzato da un propulsore da 7 L, che erogava, tra l'altro, più potenza (390 CV). All'inizio del 1967, cambiò il tipo di alimentazione; il precedente carburatore a quadruplo corpo Carter, facente parte dell'equipaggiamento di serie, e l'opzionale carburatore Tri-Power, furono sostituiti dal nuovo carburatore Quadrajet, avente una capacità di flusso massimo superiore.
Nel 1969, il motore da 7 L diventò il propulsore standard della Bonneville. Nel 1970 esso fu sostituito da un motore V8 da 7,5 L e 370 CV.
La piattaforma B della General Motors, su cui era costruita anche la Bonneville, fu il quarto pianale più venduto della storia.
Il motore era montato anteriormente, mentre la trazione era posteriore. Questa serie di Bonneville è stata assemblata a Pontiac, Flint e Ypsilanti.
La quinta serie: (1971–1976) Nel 1971, la Bonneville fu spostata nella gerarchia dei modelli Pontiac. Il posto della vettura al top di gamma fu preso dalla Grand Ville. La nuova serie della Bonneville sostituì la Executive, e si collocò tra la più economica Catalina e la Grand Ville. La Bonneville fu offerta con tre carrozzerie, hardtop quattro porte, coupé due porte e berlina quattro porte. Il motore standard per il 1971 ed il 1972 fu il V8 da 7,5 L di cilindrata, la cui versione con carburatore a quadruplo corpo era offerta tra gli optional.
Il 1971 fu il primo anno, per la Pontiac e gli altri marchi del gruppo General Motors, della riduzione del rapporto di compressione su tutti i motori. Ciò fu necessario per consentire ai motori di utilizzare la benzina senza piombo. Questa decisione fu presa per preparare le vetture al montaggio della marmitta catalitica, che era previsto per il 1975. A metà 1971, il cambio automatico Turbo-Hydramatic, il servosterzo, i freni idraulicia disco anteriori, furono compresi nell'equipaggiamento montato di serie, sia sulle Bonneville che su tutti i modelli full-size della Pontiac.
Dal 1973 al 1976, il motore standard della Bonneville fu il V8 da 6,6 L e 170 CV di potenza. Tra le opzioni, era disponibile il V8 da 7,5 L con carburatore a quadruplo corpo, che erogò 250 CV dal 1973 al 1974 e 200 CV dal 1975 al 1976.
Nel 1973 sulla Bonneville era possibile ottenere, come optional, il "Radial Tuned Suspension", che includeva gli pneumatici radiali con cinture in acciaio, delle sospensioni potenziate, degli ammortizzatori Pliacell e delle barre antirollio nel retrotreno e nell'avantreno. Questo pacchetto fu esteso nel 1974 su tutte le Pontiac full-size. Gli pneumatici radiali con cinture in acciaio diventarono di serie nel 1975 su tutti i modelli.
Con l'uscita di produzione della Grand Ville nel 1975, la Bonneville diventò nuovamente il modello di punta della gamma Pontiac. Al posto della Grand Ville, venne offerta la Bonneville Brougham, che possedeva degli interni lussuosi paragonabili a quelli del modello tolto di produzione.
Anche questa serie di Bonneville era costruita sul pianale B della General Motors.
Il motore era montato anteriormente, mentre la trazione era posteriore. Questa serie di Bonneville è stata assemblata a Pontiac, Flint e Ypsilanti.
La sesta serie: (1977–1981) La Bonneville continuò ad essere il modello di punta della Pontiac anche dopo la profonda rivisitazione della gamma del 1977, che portò al rimpicciolimento delle vetture. La nuova Bonneville era 360 mm più corta e 102 mm più stretta rispetto alle vetture vendute nel 1976. Nonostante questo, nell'abitacolo c'era più spazio per la testa dei passeggeri e per le gambe dei passeggeri posteriori. Inoltre, il bagagliaio era più spazioso. Il consumo di carburante diminuì, e ciò fu in linea con la tendenza della progressiva diminuzione dei consumi dei motori dell'epoca. Questa tendenza fu causata dalla crisi energetica del 1973.
Con l'aggiornamento del 1977, la versione hardtop fu tolta dal mercato. Fu reintrodotta la familiare, che mancava dal 1970. Questa station wagon possedeva degli inserti in legno applicati alla carrozzeria e poteva ospitare sei o nove passeggeri, a seconda della versione. Inoltre, possedeva un portellone a doppia configurazione di apertura, che poteva quindi essere aperto lateralmente oppure dall'alto in basso. Esso andava a sostituire i cosiddetti portelloni a conchiglia utilizzati sulle station wagon Pontiac di grandi dimensioni del periodo 1971-76, soluzione ormai sul punto di scomparire.