La cultura hippy o hippie, anche nota con il termine figli dei fiori, è un movimento di controcultura giovanile che ha avuto inizio negli Stati Uniti d'America nel corso degli anni 1960, presto diffuso in Europa e in altri paesi del mondo. Queste persone avevano ereditato i valori sottoculturali della Beat Generation, evolvendoli in una vera e propria controculturahttps://www.rsi.ch/cultura/letteratura/Gli-hippie-sono-tra-noi-ancora-e-sempre--3897026.html, dando vita a un sistema spontaneo di comunità autonome che adottavano stili di vita naturalihttps://www.npr.org/sections/thesalt/2018/01/23/579186110/the-far-out-history-of-how-hippie-food-spread-across-america, ascoltavano rock psichedelico, abbracciavano la rivoluzione sessuale e l'uso di alcuni specifici stupefacenti, come gli psichedelici e la cannabis, al fine di esplorare e allargare lo stato di coscienza, arrivando ad avere anche una propria stampa alternativa a quella ufficiale, con riviste e fanzinehttps://letterformarchive.org/news/periodicals-as-collections-04/?srsltid=AfmBOookpKix7WutkzVmcizCvP6FMW3Nb0o2ZT4oMR0jG5oG-ikZ0_7E che raggiungevano milioni di giovani attraverso canali di distribuzione underground.
Gli hippie erano caratterizzati da abiti decorati con fiori o realizzati con stoffe dai colori vivaci. Il loro ideale di pace e libertà era sintetizzato in slogan come «Mettete dei fiori nei vostri cannoni» (espressione del movimento «Flower power») e «Fate l'amore, non la guerra», che risuonavano in modo particolarmente evidente durante il periodo della guerra del Vietnam. La ricerca della totale libertà costituiva il significato profondo del loro stile di vita. Il movimento hippy emerse negli Stati Uniti d'America a metà degli anni Sessanta, promuovendo pace, amore libero, diritti civili e l'opposizione alla guerra del Vietnam, influenzò profondamente l'opinione pubblica dell'epoca.
Si diffuse globalmente negli anni Settanta, influenzando varianti locali: in Messico, il movimento prese il nome di jipitecas, caratterizzandosi per una fusione tra psichedelia e radici indigene, e trovò la sua massima espressione collettiva nel Festival de Avándaro del 1971; in Nuova Zelanda, gli housetruckers utilizzarono il Nambassa Festival come piattaforma per promuovere il nomadismo artistico e l'autosufficienza ecologica, definendo l'estetica e l'etica del movimento hippy del Pacifico; nel Regno Unito, le radici del nomadismo hippy (New Age Travellers) si consolidarono allo Stonehenge Free Festival (fondato nel 1974), ma fu solo nei primi anni Ottanta che nacque il vero e proprio Peace Convoy (carovana della pace), trasformando il raduno in un simbolo di resistenza politica e pacifista contro il governo Thatcher. Se a Stonehenge si usavano vecchi autobus di linea o furgoni postali, a Nambassa gli «housetruckers» neozelandesi creavano vere opere d'arte: camion con interni in legno, stufe a legna e vetrate istoriate, veri prototipi delle odierne tiny houses (abitazioni semimobili).
La moda e i valori hippie hanno avuto un notevole impatto sulla cultura, lasciando un'impronta significativa nella musica popolare, nella televisione, nel cinema, nella letteratura e nell'arte in generale. Dagli anni Sessanta molti aspetti della cultura hippie sono diventati di comune dominio. L'eredità hippie può essere osservata nella cultura contemporanea in una miriade di forme – dalla salute alimentare, ai festival di musica, ai costumi sessuali contemporanei – e ha influenzato anche la rivoluzione del cyberspazio.
Molti giovani sono stati trascinati dalla rivoluzione, alla quale aderirono anche diversi artisti. Nel Regno Unito, oltre ai Cream, vi presero parte i Beatles, Brian Jones, Mick Jagger e Keith Richards dei Rolling Stones, la Plastic Ono Band, John Mayall, Keith Relf, Chris Dreja, Pete Townshend, Roger Daltrey, Mitch Mitchell, John Entwistle, Jimi Hendrix (statunitense di nascita), Bob Marley (giamaicano ma residente nel Regno Unito) e un giovanissimo e ancora sconosciuto Ritchie (all'epoca membro di una band londinese). In Canada aderirono al movimento due grandi musicisti come Stephen Stills e Neil Young, mentre in Messico esso divenne popolare grazie a Carlos Santana. Negli Stati Uniti d'America furono figli dei fiori Bonnie Bramlett, Janis Joplin, Grace Slick, Joan Baez, Bob Dylan, Johnny Winter e Woody Guthrie, insieme ai brasiliani Lulu Santos, Serguei e Renata Sorrah che diffusero poi il movimento nel loro paese d'origine.
Caratteristiche
Un hippy è un membro del gruppo di cultura alternativa che si manifestò nei primi anni sessanta. Dal 1965 divenne un ben individuato gruppo sociale e il movimento si diffuse in altri paesi, prima di declinare nella seconda metà degli anni settanta. Gli hippy, insieme alla New Left (Nuova Sinistra) e all'American Civil Rights Movement (Movimento statunitense per i diritti civili), sono considerati i tre gruppi di dissenso della cultura alternativa degli anni sessanta.
Originariamente il movimento hippy era composto per la maggior parte da adolescenti e giovani adulti bianchi, di età compresa tra i 15 e i 25 anni, che avevano ereditato una tradizione di dissenso dai primi bohémien e dai beatniks. Gli Hippy respingevano con forza le istituzioni, criticavano i valori della classe media, erano contrari alle armi nucleari e alla Guerra del Vietnam, abbracciavano aspetti della filosofia orientale, promuovevano la libertà sessuale, erano spesso vegetariani ed ambientalisti, promuovevano l'uso di droghe psichedeliche per espandere la propria coscienza, e creavano comunità intenzionali e comuni. Essi utilizzavano arti alternative, il teatro di strada, la musica popolare, e le sonorità psichedeliche come parte del loro stile di vita e come modo di esprimere i propri sentimenti, le loro proteste e la loro visione del mondo e della vita.
Gli Hippy si opponevano all'ortodossia politica e sociale, scegliendo una mite e non dottrinaria ideologia che favoriva la pace, l'amore, la fratellanza e la libertà personale, incarnata al meglio dai Beatles nella famosissima canzone All You Need Is Love. Essi percepivano la cultura dominante come corrotta, un'entità monolitica che esercitava un indebito potere sulle loro vite, e chiamavano questa cultura "L'Istituzione", "Grande Fratello", o "L'Uomo". Rilevando che essi erano "in cerca di significato e di valore ", studiosi come Timothy Miller descrivono gli hippy come un nuovo movimento religioso.
Dopo il 1965, l'etica hippy ha influenzato i Beatles e gli altri gruppi musicali nel Regno Unito e in Europa, e questi a loro volta influenzarono i loro omologhi statunitensi. La cultura hippy si è diffusa in tutto il mondo attraverso una fusione di musica rock, soprattutto nella variante psichedelica, folk e blues; essa trova espressione anche nella letteratura, nelle arti drammatiche, nella moda, e nelle arti visive, compresi i film, i manifesti pubblicitari che annunciano i concerti rock, e le copertine degli album. Alla fine, il movimento hippy si espanse ben al di là degli Stati Uniti, del Regno Unito e dell'Europa, manifestandosi anche in Australia, Canada, Nuova Zelanda, Giappone, Messico, Brasile e in molti altri Paesi.
Etimologia Lo scrittore Jesse Sheidlower, il principale editore statunitense della Oxford English Dictionary, afferma che i termini "hipster" e "hippy" derivano dalla radice "hip", le cui origini sono sconosciute. Il termine "hipster" fu coniato da Harry Gibson nel 1940 e fu spesso utilizzato nel 1940 e 1950 per descrivere i jazzisti. Uno dei primi usi registrati della parola "hippy" è rintracciabile in una trasmissione radiofonica del 13 novembre 1945, in cui Stan Kenton chiamò Harry Gibson, "Hippie". Tuttavia, pare che quando Kenton usò il termine volesse fare un gioco di parole con il soprannome di Gibson "Harry l'Hipster". Tornando indietro alla Harlem della fine degli anni quaranta, Malcolm X ricordava nella sua autobiografia del 1964 come il termine "hippy" venisse a quell'epoca utilizzato dagli afrostatunitensi come un termine per descrivere un determinato tipo di uomo bianco, che "agiva più da nero degli stessi neri."
Sebbene il termine "hippie" sia comparso sporadicamente nei primi anni sessanta, il primo uso della parola nel senso qui più proprio apparve per la prima volta in stampa il 5 settembre 1965, nell'articolo: A New Haven for Beatniks (Una Nuova Generazione di Beatniks) del giornalista di San Francisco Michael Fallon. In questo articolo, Fallon scrisse a proposito del Caffè Blue Unicorn, utilizzando il termine "hippy" proprio per indicare una nuova generazione di beatniks che si era trasferita da North Beach nel distretto di Haight-Ashbury.
Nel 2002, il giornalista fotografo John Bassett McCleary ha pubblicato un dizionario di slang integrale, di 650 pagine e vocaboli, dedicato al linguaggio degli hippy, intitolato The Hippie Dictionary: A Cultural Encyclopedia of the 1960s and 1970s. Il libro è stato poi rivisto ed esteso a 700 pagine nel 2004. McCleary ritiene che la controcultura hippie abbia aggiunto un significativo numero di parole alla lingua inglese, prendendole in prestito dal lessico della Beat Generation, accorciandole e rendendone l'uso popolare.
Storia
Gli hippy sono stati influenzati dal pensiero di Gesù Cristo, Hillel il Vecchio, Buddha, Francesco d'Assisi, Henry David Thoreau, Hermann Hesse e Gandhi e dalla sinistra radicale americana. Un altro antecedente storico-culturale è costituito dal "maledettismo" di alcuni poeti del Romanticismo (Byron) e soprattutto del Decadentismo (Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Stéphane Mallarmé), i quali furono dissacratori dei valori della tradizione e della società borghese ed improntarono la propria vita a princìpi di sregolatezza.Analogo stile di vita disordinato fu condotto dagli scrittori italiani della Scapigliatura.
Dal 1896 al 1908 si diffuse poi la controcultura giovanile dei Wandervogel che divenne popolare in Germania, attirando migliaia di giovani tedeschi i quali respingevano l'urbanizzazione e che sognavano un ritorno alla natura; gli stessi ideali erano stati promossi in Germania anche da un punto di vista salutistico dal movimento della Lebensreform.Agli inizi del Novecento nel Canton Ticino svizzero, sul Monte Verità sorse una comune alla ricerca della vita pura. I membri praticavano il naturismo, vivevano una vita da vegani senza prodotti animali, alcolici, tabacco, caffè e sale. ("I primi hippie", Focus storia, n. 183, gennaio 2022, pagg. 14-19). Queste convinzioni vennero introdotte negli Stati Uniti d'America dai tedeschi che erano andati a stabilirsi in vari suoi luoghi. I giovani statunitensi adottarono le credenze e le pratiche dei nuovi immigrati.
Il compositore Eden Ahbez scrisse una canzone intitolata Natura Boy, ispirata da Robert Bootzin (Gypsy Boots), che contribuì a diffondere negli Stati Uniti lo yoga, gli alimenti biologici e salutari. La Beat Generation di fine anni cinquanta influenzò lo sviluppo della controcultura degli anni sessanta, mentre il termine "beatnik" dava spazio a quello "hippy". Personaggi del Beat come Allen Ginsberg diventarono un punto fermo degli hippy e dei movimenti contro la guerra. Le preferenze stilistiche dei beatniks, colori sobri, lenti scure e barbette a punta, furono sostituite da vestiti coloratissimi e con fantasie psichedeliche, dai capelli lunghi, da petti nudi, bandane e pantaloni blu a zampa di elefante.
Gli inizi (1960-1965)