La Matiz è una monovolume compatta prodotta dalla casa automobilistica sudcoreana Daewoo a partire dal 1998. Nasce come erede del modello Daewoo Tico.

In Italia è stata commercializzata dall'estate del 1998 al dicembre 2004 con il marchio Daewoo mentre dal gennaio del 2005 fino al 2010 la Matiz è stata venduta con marchio Chevrolet (dopo l'acquisizione della casa coreana da parte della General Motors). Su vari mercati è stata venduta anche come Chevrolet Spark. Grazie allo stile di Giorgetto Giugiaro la Matiz in Italia ha avuto un buon successo commerciale.

Prodotta in due distinte generazioni sui mercati di tutto il mondo, la piccola utilitaria è stata sostituita nel 2009 dalla nuova Chevrolet Spark mentre solo sul mercato locale quest'ultima ha assunto la denominazione Matiz Creative.

Il progetto iniziale

La Matiz è il risultato finale del progetto Italdesign Lucciola, sviluppato nel 1992 dagli studi della Italdesign di Giorgetto Giugiaro e presentato al Salone dell'automobile di Ginevra nel 1993. La Lucciola venne proposta al Gruppo Fiat come una ipotetica erede della Cinquecento, dotata di una motorizzazione ibrida realizzata abbinando due motori elettrici da 7 kW ciascuno ad un propulsore diesel due cilindri da 0,49 litri capace di 8 cavalli di potenza massima, carrozzeria tre porte e una grande versatilità di carico. La carrozzeria era realizzata con materiali riciclabili. A causa delle soluzioni fin troppo costose per l'epoca il progetto venne bocciato dalla Fiat e Giugiaro, che aveva iniziato a collaborare con Daewoo disegnando Lanos e Leganza, lo propose alla casa coreana dopo l’interesse suscitato da parte di Who Woo Choonga, all'epoca presidente, il quale era intenzionato a produrre una piccola city car con carrozzeria monovolume e cinque porte per sostituire la vecchia Daewoo Tico.

Prima generazione (1998-2007)

Il progetto che ha visto nascere la Matiz prese il nome di M Series, iniziale di microcar, seguito dal numero 100 il quale indica la generazione della piccola autovettura (in questo caso il 100 indica la prima generazione). Nel 1997 lo sviluppo della Matiz M100 giunge al termine e la commercializzazione ebbe inizio a partire dal mercato interno dopo la presentazione ufficiale al Salone dell'automobile di Seul. Il modello finale non era molto dissimile nelle forme dalla concept car del 1992 ma per garantire una notevole flessibilità interna era stata rivista, sempre da Giugiaro, la forma della carrozzeria adottando il più classico schema con 5 porte. Questa fu una delle principali caratteristiche che ne decretò il successo anche in Europa. Nonostante le dimensioni contenute in di 3,49 metri la Matiz era omologata per cinque persone, e veniva considerata una mini monovolume. Al momento del debutto era anche disponibile in nove colori diversi.

Il design era caratterizzato dalle forme arrotondate con un frontale a muso corto, senza mascherina. Fanaleria circolare e ampi fascioni paracolpi che erano verniciati solo per le versioni al top della gamma. La fiancata possedeva una leggera nervatura lungo la linea di cintura, passaruota leggermente in rilievo e specchietti retrovisori di forma ovale mentre la coda disponeva della fanaleria di forma ovale che integrava i doppi proiettori circolari, fascioni paracolpi applicati sui paraurti (quasi sempre in tinta con la carrozzeria) e vano portabagagli con soglia di carico ribassata.

La Matiz M100 utilizzava come base una versione rivista della piattaforma della Suzuki Alto poiché la Daewoo era da tempo in joint venture con la casa giapponese Suzuki. Il motore si trovava in posizione trasversale e la trazione era anteriore, le sospensioni, all'avantreno, erano configurate secondo lo schema a ruote indipendenti con montante telescopico MacPherson, barra stabilizzatrice e ammortizzatori idraulici mentre al retrotreno era stato adottato uno schema a ruote interconnesse da un ponte torcente con il braccio longitudinale e ammortizzatori idraulici. L'impianto frenante era composto dai dischi pieni per l'avantreno e dei classici tamburi per il retrotreno. Lo sterzo adottava lo schema a pignone e cremagliera servoassistito (solo per le versioni di punta).

La sicurezza automobilistica veniva garantita dalla presenza di serie del sistema anti bloccaggio delle ruote motrici (ABS) con sensori a quattro uscite e EBD, le barre anti intrusione erano presenti nelle portiere, mentre sulle versioni di punta erano presenti anche gli airbag frontali e gli attacchi isofix. Sottoposta ai crash test Euro NCAP la Matiz prima serie ottenne un risultato di tre stelle su un massimo di cinque. Per l'epoca il risultato fu più che soddisfacente visto il target della vettura. Un caso anomalo fu la seconda serie che totalizzò un punteggio inferiore a causa della maggiore severità dei test.

La Matiz è stata assemblata principalmente a Bupyong in Corea del Sud. Produzioni minori, dedicate ai mercati locali, hanno avuto luogo anche a Varsavia (Polonia), dove il marchio Daewoo ha utilizzato le strutture della FSO, rilevata alla fine degli anni novanta, per produrre la FSO Matiz dal 1999 al 2007, ad Asaka (Uzbekistan) per la UzDaewooAuto Matiz destinata al mercato locale e russo, ad Hanoi (Vietnam), a Craiova (Romania) e a Karachi (Pakistan).

Gli aggiornamenti e il passaggio al marchio Chevrolet

Nel 2001 venne commercializzato il primo restyling curato dal Daewoo Worthing Technical Centre in Inghilterra (progetto M150 dove il numero 150 indica una versione rinnovata facente però sempre parte della prima generazione), che riguardò principalmente l'esterno della vettura. All'anteriore è stata modificata la forma dei proiettori (più allungata) e degli indicatore di direzione, ora rotondi mentre è stato abbassato il corpo del cofano ed è stato ridisegnato il paraurti. Al posteriore è stato ricavato il vano porta targa nel portellone, modificato il taglio dei gruppi ottici con uno spigolo verso l'interno e cambiato il paraurti. All'interno dell'abitacolo sono state ridisegnate le portiere che inglobano i comandi dei vetri elettrici ed è stato aggiunto un portabicchiere nel tunnel centrale, nelle versioni di punta la console centrale era di color simil alluminio satinato e la predisposizione per i fendinebbia. I dati di vendita confermarono il grande successo anche di questa versione: alla fine del 2002 si contano 500.000 Matiz vendute in Europa di cui ben 157.000 in Italia.

Nel 2002 la Daewoo Auto & Technology, investita da una profonda crisi finanziaria, venne acquistata dall'americana General Motors che procedette ad un rinnovamento completo dell'intera gamma di veicoli. Nel febbraio 2003 venne aggiunta una nuova motorizzazione ad arricchire il listino della Matiz: si tratta di un 1.0 alimentato a benzina con quattro cilindri e distribuzione due valvole per cilindro derivato dal 0.8 tre cilindri.

Dal 1º gennaio 2005 l'intera gamma di modelli viene commercializzata nel mercato europeo col marchio Chevrolet. La Matiz prima serie ristilizzata (M150), che alla sua introduzione esibiva il marchio Daewoo, dopo aver portato per oltre due anni il logo aggiornato della GM Daewoo conclude quindi la sua carriera col logo Chevrolet. Della prima serie sono state prodotte 1,4 milioni di Matiz, di cui 215 000 esemplari sono stati venduti solo in Italia.

Allestimenti

La gamma viene declinata negli allestimenti City, Planet e Star, a cui si aggiunge successivamente la più economica Smile e la versione Van omologata come autocarro a due posti. La ricca dotazione di serie, per gli allestimenti Planet e Star, abbinati ai bassi consumi e al prezzo decisamente concorrenziale, ne decretano il successo in particolare in Italia, dove si ha il maggior numero di Matiz immatricolate a livello europeo. Con il restyling la gamma viene aggiornata e le versioni vengono rinominate in Lucky, Nice e Planet disponibili per il motore 0.8 e Energy e Star per il 1.0. All'inizio del 2004 viene installato sul solo allestimento Star il tettuccio apribile. È stata prodotta anche una versione in edizione limitata denominata Matiz Cyber Green caratterizzata dalla vernice metallizzata color verde lime.

Motorizzazioni

La gamma motori si basa su due propulsori: il piccolo tre cilindri, denominato M-Tec (oppure S-Tec dove la M indica mono mentre la S indica single riferiti alla meccanica monoalbero) è stato sviluppato negli anni ottanta in collaborazione con la Suzuki e destinato ai modelli più piccoli delle due case: la Suzuki Alto e la Daewoo Tico, ma venne utilizzato anche per la Matiz poiché sono stati rispettati i parametri anti inquinamento per l'omologazione sui mercati sia europei che asiatici.

Il secondo propulsore era il 1.0 con quattro cilindri; introdotto nel 2003 è stato sviluppato dalla General Motors ed eroga 63 cavalli garantendo costi di gestione bassi e prestazioni leggermente più vivaci rispetto al 0.8. Nel 2001 tutte le Matiz sono state riomologate secondo gli standard della normativa Euro 3.

Nel 2005 venne offerta su tutta la gamma Chevrolet la doppia alimentazione, benzina e GPL, definita Dual Power che prevedeva l'installazione di un impianto a gas multipoint ad iniezione sequenziale fasata dell'italiana BRC Gas Equipment con serbatoio toroidale da 34 litri posizionato al posto della ruota di scorta.

Modello Disponibilità Motore Cilindratacm³ Potenza Coppia max Emissioni CO2(g/Km) 0–100 km/h(secondi) Velocità max(Km/h) Consumo medio(Km/l)Matiz 0.8debutto3 cilindri in linea, Benzina79638 kW (52 CV)68,6 N·m @4600 giri/min16117,014516,9Matiz 1.0dal 20034 cilindri in linea, Benzina99546 kW (63 CV)87,3 N·m @4300 giri/min15714,215515,8

Seconda generazione (2005-2010)

Anticipata dal prototipo Chevrolet M3X Concept esposto al Salone dell'automobile di Parigi nel 2004 la versione definitiva verrà svelata solo nel marzo del 2005 al Salone dell'automobile di Ginevra. La seconda generazione è stata ridisegnata da Giugiaro seguendo però sempre il family feeling introdotto dalla prima serie, ovvero linee morbide e arrotondate. Il frontale stavolta dispone di una fanaleria dalla forma più complessa e di una leggera mascherina che si raccorda con il cofano motore, nei paraurti troviamo una presa d'aria e i fendinebbia (disponibili come optional). La fiancata è stata addolcita e modernizzata, con la linea di cintura che risale verso la vetratura, i retrovisori di forma circolare e i passaruota leggermente in rilievo; la coda invece introduce i fanali di forma circolare, il lunotto concavo e i retronebbia riposizionati sui paraurti inferiori. Le barre sul tetto sono realizzate in plastica e introducono anche una fascia longitudinale in alluminio.

L'interno appare più spazioso, la plancia ridisegnata dispone del quadro strumenti in posizione centrale (come la sua concorrente Lancia Y) mentre dietro al volante troviamo raccolte le spie di servizio. Le plastiche sono di qualità solo modesta ma gli assemblaggi sono stati migliorati rispetto al passato. Un inserto in plastica simil alluminio per la zona centrale rende l'aspetto più piacevole, le bocchette d'aerazione sono di forma circolare, l'autoradio (con lettore di CD ed MP3) e il climatizzatore sono stati alloggiati proprio al di sotto della strumentazione centrale. La tappezzeria è disponibile in diverse colorazioni, il divano posteriore può essere in un unico pezzo o con schienale sdoppiato. Il bagagliaio possiede un volume pari a 170 litri ampliabili fino a 845 con il divano posteriore in posizione reclinata.