La United States Immigration and Customs Enforcement (in italiano Controllo Immigrazione e Dogane degli Stati Uniti) è un'agenzia federale statunitense. Nella stampa è spesso menzionata con le iniziali ICE. Fa parte del Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti d'America, ed è responsabile del controllo della sicurezza delle dogane e dell'immigrazione.

Descrizione

Ha sede nella capitale, Washington. La missione dell'ICE viene eseguita attraverso l'applicazione di oltre 400 statuti federali e si concentra sulle violazioni doganali, sull'applicazione delle leggi sull'immigrazione, sulla prevenzione del terrorismo e sulla lotta al movimento illegale di persone e merci.

Non pattuglia il confine statunitense, operazione che viene effettuata dalla Polizia di frontiera degli Stati Uniti, un'unità della United States Customs and Border Protection.

Con il decreto di bilancio del 2025, soprannominato da Donald Trump "Gran bel decreto" (Big Beautiful Bill), è diventata l'agenzia federale più finanziata della storia statunitense.

Attualmente, il direttore dell'ICE è Todd M. Lyons; il vicedirettore, che ha anche la funzione di Direttore associato esecutivo di HSI, è Charles Wall; il direttore associato esecutivo di ERO è Jason D. Killmeyer.

La "migra" L'ICE è soprannominata la migra da parte della comunità latinoamericana: la parola, di registro colloquiale, è un'abbreviazione di inmigración ("immigrazione") ed è stata originariamente usata dagli immigrati messicani, motivo per cui è stata integrata anche nel vocabolario spagnolo europeo.

ERO e HSI

LICE ha due componenti principali: "Operazioni di Controllo e Allontanamento" (Enforcement and Removal Operations, ERO) e "Indagini sulla sicurezza interna" (Homeland Security Investigations, HSI). Ha anche tre divisioni di supporto: Management & Program Administration, Office of Principal Legal Advisor (OPLA) e Office of Professional Responsibility (OPR).

Operazioni di controllo e allontanamento (ERO) La sezione "Operazioni di controllo e allontanamento" (Enforcement and Removal Operations, ERO) si occupa principalmente dell'espulsione degli immigrati privi di documenti. È una delle funzioni più controverse dell'ICE.

L'ERO gestisce delle strutture di custodia utilizzate per detenere persone sospettate di trovarsi illegalmente negli Stati Uniti. Era precedentemente nota come "Ufficio per le operazioni di detenzione e allontanamento" (Office of Detention and Removal Operations, DRO).

Centri di detenzione Negli uffici di frontiera, gli agenti dell'ERO ricevono e trattengono gli immigrati arrestati.

Questi centri di detenzione vengono accusati di non rispettare i diritti umani: nel 2017 l'amministrazione Trump ha deciso di separare i figli dai genitori immigrati espulsi e trattenerli in centri di detenzione speciali, anche se avevano meno di cinque anni; poi ha fatto adottare molti di questi bambini senza informare i loro genitori; negli anni, vi sono state allerte e segnalazioni anche da parte di dipendenti interni ai centri, secondo cui si sarebbero verificati migliaia di abusi sessuali, sterilizzazioni forzate, come delle isterectomie senza consenso informato e altri trattamenti degradanti, come obbligare detenuti musulmani a scegliere fra carne di maiale e cibo andato a male.

Indagini sulla sicurezza interna (HSI) La sezione Homeland Security Investigations (HSI) "Indagini sulla sicurezza interna" è la parte investigativa dell'ICE.

Modalità operative

Gli agenti dell'ICE utilizzano passamontagna per nascondere la propria identità. Tom Homan, "zar" delle frontiere sotto Trump, ha difeso l'uso del travisamento affermando: "Gli agenti dell'ICE indossano una maschera perché migliaia di loro sono stati vittime di doxxing".

Tecnologia

Nel maggio 2025, è stato riferito che l'ICE ha iniziato a utilizzare un'applicazione mobile, la Mobile Fortify, in grado di identificare una persona attraverso il riconoscimento facciale. L'applicazione sfrutta due base dati già esistenti: quello della sezione United States Customs and Border Protection (CBP) e quello della sezione United States Department of Homeland Security (DHS). Nel settembre 2025, l'ICE ha firmato un contratto da 10 milioni di dollari con Clearview AI, per un software di riconoscimento facciale che raccoglie immagini dai social media.

L'ICE ha combinato i dati personali provenienti da diverse agenzie federali al fine di sostenere l'applicazione delle leggi sull'immigrazione: i registri dell'Internal Revenue Service, dell'United States Department of Health and Human Services e di altri enti ancora; è stato riferito che l'amministrazione sta utilizzando i dati per individuare i casi di soggiorno oltre la scadenza del visto, identificare le persone prive di documenti e incrociare i dati relativi all'utilizzo dei sussidi con lo status di immigrazione. L'ICE ha anche avuto accesso a un database di richieste di rimborso spese sanitarie e assicurative auto; gli attivisti per i diritti civili sostengono che queste pratiche violano il Privacy Act del 1974, perché non pubblicano nel registro federale gli avvisi come richiesto dalla legge. Nel giugno 2025, venti Stati hanno intentato cause legali all'ICE, sostenendo che l'accesso del DOGE ai dati relativi a Medicaid fosse stato utilizzato per catturare degli immigrati.

L'ICE ha sottoscritto un accordo con Paragon Solutions, una società di spyware il cui strumento, Graphite, consente l'accesso remoto ai telefoni cellulari, comprese le app crittografate. Il contratto, da 2 milioni di dollari, fu inizialmente firmato sotto il presidente Joe Biden, ma venne sospeso nel 2023 in quanto si limitava lo spyware all'estero. L'amministrazione Trump ha riattivato il contratto nel 2025.

L'azienda Paragon Solutions è finita sotto i riflettori dopo che è emerso che il suo software sarebbe stato utilizzato in Italia per prendere di mira giornalisti, difensori dei migranti e collaboratori di papa Francesco. Gli attivisti per le libertà civili, tra cui il senatore Ron Wyden, hanno criticato vivamente l'uso di Paragon.

Storia Contesto storico La competenza del governo federale statunitense nel regolare l'immigrazione fu sancita nel 1876 dalla Corte suprema con la sentenza Chy Lung v. Freeman.

Con lImmigration Act del 1891 fu istituito un commissario per l'immigrazione nel Dipartimento del tesoro. Le competenze passarono poi al Dipartimento del commercio e del lavoro nel 1903 e, dal 1913, al Dipartimento del lavoro. Nel 1933 nacque l'Immigration and Naturalization Service (INS), che nel 1940 fu posto sotto il Dipartimento di giustizia per ragioni di sicurezza nazionale.

Origini e creazione dell'ICE Il 1º marzo 2003 l'INS e lo United States Customs Service furono sciolti. L'Homeland Security Act del 2002 trasferì le loro funzioni a tre nuove agenzie (USCIS, ICE e CBP) inserite nel Dipartimento della sicurezza interna (DHS), creato dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.

L'ICE divenne il principale organo investigativo del DHS e partecipa alle Joint Terrorism Task Force dell'FBI. Nell'agenzia confluirono le attività investigative doganali, le funzioni di detenzione ed espulsione dell'INS e, inizialmente, la Federal Protective Service, poi trasferita ad altra struttura del DHS.

Nel 2005 ICE avviò l'Operazione Community Shield, rivolta al contrasto della criminalità organizzata transnazionale, facendo uso anche dei poteri di espulsione di immigrati con precedenti penali. I dati sui detenuti nei centri ICE vengono raccolti regolarmente.

Presidenza Obama

Tra il 2009 e il 2016, sotto l'amministrazione Obama, furono rimpatriati circa 2,4 milioni di immigrati irregolari.

Questa politica fece guadagnare a Barack Obama il soprannome di "Espulsore capo" (Deporter-In-Chief) da parte di Janet Murguía, presidente dell'UnidosUS (National Council of La Raza), la più grande associazione di latinoamericani degli Stati Uniti.

Secondo dati ufficiali ICE, circa il 40% dei rimpatriati nel 2015 non aveva condanne penali, mentre la maggioranza era stata condannata per reati minori.

L'aumento delle espulsioni fu influenzato anche da cambiamenti nei criteri di conteggio. I criteri di conteggio erano cambiati durante la presidenza di George Bush e continuarono con Barack Obama.

Cittadini USA

Dal 2008 al 2018, l'ICE è stata citata in giudizio per arresto illegittimo da oltre due dozzine di cittadini statunitensi, che erano stati detenuti per periodi compresi tra un giorno e oltre tre anni. Alcuni dei cittadini statunitensi detenuti ingiustamente erano stati arrestati dall'ICE più di una volta. Un'indagine del quotidiano Los Angeles Times ha fatto emergere che dal 2012 all'inizio del 2018, l'ICE ha arrestato e detenuto ingiustamente 1 480 cittadini statunitensi, molti dei quali hanno trascorso mesi o anni in centri di detenzione per immigrati. Anche a causa di questi disservizi, negli anni successivi sono emerse richieste di riforma e, in alcuni casi, di abolizione dell'agenzia.

Prima presidenza Trump

L'impiego dell'ICE è cresciuto notevolmente durante la presidenza di Donald Trump.

In particolare la prima amministrazione Trump ha emanato un ordine presidenziale per proseguire la costruzione di un muro sul confine con il Messico. Il 27 gennaio 2017 varò il blocco temporaneo per 90 giorni dell'ingresso di immigrati da sette Paesi ad alta attività terroristica (Iraq, Siria, Sudan, Yemen, Iran, Libia e Somalia) e la sospensione del programma per l'accoglienza di rifugiati; cassato da un tribunale il provvedimento è stato reintrodotto con alcune eccezioni.

L'amministrazione ha pianificato anche arresti massicci a famiglie immigrate prive di documenti, anche in assenza di altri reati. Al fine dichiarato di scoraggiare l'arrivo di nuove famiglie, ha separato i figli dai genitori immigrati illegalmente, mettendo bambini anche sotto i 5 anni in custodia speciale.

Nel gennaio 2017 l'amministrazione Trump propose di ridurre i finanziamenti federali alle cosiddette "città santuario", ossia le amministrazioni locali che non collaborano attivamente con le autorità federali sull'accertamento dello status migratorio dei residenti, considerato una competenza esclusivamente federale. Alcuni mesi dopo, un giudice federale bloccò l'attuazione di questa misura. In seguito, nel 2019, il presidente Trump annunciò un piano di trasferimento interno di migranti irregolari arrestati al confine con il Messico verso la prossimità delle città santuario, con l'intento dichiarato di esercitare pressione sui governi locali.

Per rendere possibili queste politiche, l'amministrazione aumentò le risorse destinate alle agenzie per il controllo dell'immigrazione, ICE compresa, ampliandone il personale e facilitando le procedure di espulsione.

Già nel maggio 2017 gli arresti di immigrati irregolari erano aumentati del 40% rispetto all'anno precedente; soprattutto i fermi di persone prive di documenti senza precedenti penali erano cresciuti del 150%.

Nel giugno 2018 emerse inoltre che tra aprile e maggio circa 2 000 minori erano stati separati dai genitori espulsi. Nel luglio 2018, l'amministrazione Trump dichiarò che il numero di bambini separati dai genitori si aggirava sui 3 000, ma di non conoscerne il numero esatto. Sulle condizioni in cui questi bambini sono stati detenuti è stato mantenuto uno stretto riserbo: si sa che erano inclusi bambini sotto i cinque anni, alcuni anche sotto l'anno di età, che per loro sono state allestite delle tende e che molti di loro sono stati sedati con iniezioni. Un'inchiesta di ProPublica ha mostrato che in almeno uno di questi centri i bambini erano a centinaia in gabbie di ferro, senza libri o giocattoli, e senza supervisione di adulti, per cui i bambini più grandi cambiavano i pannolini a quelli più piccoli. Un numero imprecisato di questi bambini detenuti sono poi stati dati in adozione, senza informare i loro genitori.