Biografia Estrazione familiare e attività sindacale Antonio Pala nasce a Roma da umile famiglia di origine sarda. Lascia la scuola, dopo aver conseguito la licenza di avviamento professionale, per lavorare come ferraiolo nei cantieri ediliL'Unità, 9 marzo 1983. A 16 anni entra nel Partito d'Azione e poi, come partigiano, fa parte delle formazioni romane di Giustizia e LibertàL'Unità, 29 luglio 1982; partecipa alle lotte sindacali nei cantieri e, dal 1955 al 1960, è membro della segreteria romana della Camera del lavoro-CGIL. Si sposa e ha cinque figli.
L'ingresso in politica e l'incarico di assessore al traffico del Comune di Roma Alle elezioni comunali del 1960, Pala si candida nelle liste del PSI ed è eletto con circa 4.000 voti di preferenzaL'Unità, 31 ottobre 1993. Milita nell'opposizione di sinistra contro la giunta minoritaria monocolore DC di Urbano Cioccetti che, dopo solo sei mesi, non ottenendo i voti sufficienti per far passare il bilancio è costretta a dimettersi; segue un anno di commissariamento straordinario del Comune di Roma e, dopo le elezioni del 1962, è eletto sindaco il democristiano Glauco Della Porta che vara la prima giunta di centro-sinistra della Capitale. Pala entra in giunta come assessore preposto al traffico e alla motorizzazione, e mantiene l'incarico per sette anni nelle successive giunte di Amerigo Petrucci e Rinaldo Santini.
A partire dal 1963, Pala idea e crea l'”onda verde”, cioè una serie di semafori sincronizzati, da Corso Francia ai lungotevere, fino a Ponte Garibaldi e lungo Via Cristoforo Colombo, che permette agli automobilisti, ad una velocità programmata e indicata da alcuni pannelli elettronici, di passare sempre con il verdeVittorio Roidi, Corriere della sera, 1º luglio 2003. Pala, inoltre, vara le prime due isole pedonali d'Europa: Piazza Navona e Piazza S. Maria in Trastevere e avvia un piano di 25 parcheggi sotterranei; ne sarà costruito uno solo,quello del galoppatoio di Villa Borghese), inaugurato nel 1973.
L'esperienza nel PSDI: in giunta indifferentemente con la DC e il PCI Nell'ambito del Partito socialista, Pala fa parte della corrente di Mauro Ferri che, nel 1969, insieme all'ala socialdemocratica, dà vita alla scissione che costituisce il Partito Socialista Unitario (PSU), poi di nuovo ridenominato Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI). A Roma è sindaco il democristiano Clelio Darida, che compone quattro successive giunte di centro-sinistra, tra il 1969 e il 1976. Pala fa parte della componente del PSDI e fino al 1974 è ininterrottamente assessore all'urbanistica e all'edilizia privata; nella terza giunta Darida (1972-74) è anche assessore al patrimonio.
Nel 1976, il PCI vince le elezioni comunali a Roma; il PSDI entra a far parte della nuova maggioranza di sinistra. L'indipendente eletto nel PCI Giulio Carlo Argan è eletto sindaco, e Antonio Pala entra nella giunta come assessore al Piano Regolatore Generale e al servizio espropri.
Nel 1977, il pretore Adalberto Albamonte rinvia a giudizio per omissione di atti d'ufficio l'assessore Pala, per non aver perseguito l'abusivismo edilizio nel periodo 1969-1974L'Unità, 23 giugno 1977; Pala è assolto con formula piena ma, l'anno successivo, è nuovamente rinviato a giudizio, per interesse privato in atti d'ufficio in concorso con l'ex sindaco Santini ed altriL'Unità, 4 febbraio 1978 con l'accusa di aver rilasciato, nel 1969, alcune licenze di costruzione alla Magliana, nonostante che le aree fossero a sette metri sotto il livello del Tevere. Il 3 febbraio 1978, Pala rassegna le dimissioni dalla carica di assessore, e la delega al Piano regolatore è affidata a Lucio Buffa del PCI. Assolto nuovamente, Pala rientra in giunta il 12 ottobre successivo, come assessore ai lavori pubblici. Passano soli sette mesi e, per una circostanza analoga, l'8 giugno 1979 si dimette nuovamente: è infatti rinviato a giudizio quale componente della commissione casa per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica realizzati nell'ambito del programma ISVEURL'Unità, 13 maggio 1979l'ISVEUR-Istituto per lo sviluppo economico e industriale è un raggruppamento operativo delle maggiori imprese edilizie romane, al quale all'epoca era stato commissionato, tra l'altro, la realizzazione di 2002 alloggi di edilizia residenziale pubblica, principalmente nel nuovo quartiere di Spinaceto. Pala mantiene comunque l'incarico di consigliere comunale ed è eletto capogruppo del PSDI e designato membro della commissione consiliare urbanistica, della quale sarà per un breve periodo presidente.
In settembre, Luigi Petroselli succede ad Argan in qualità di sindaco di Roma; nelle more che si chiarisca la sua posizione giudiziaria, Antonio Pala non entra in giunta e mantiene la carica di capogruppo del suo partito. Dopo le elezioni comunali del 1981, Pala è il candidato "di bandiera" a sindaco di Roma del suo partito, che in quella fase si limita ad appoggiare esternamente la seconda giunta Petroselli; analogamente il PSDI procede nei confronti della prima giunta formata da Ugo Vetere dopo la morte di Petroselli. Infine, assolto ancora una volta, Pala rientra nella seconda giunta Vetere (1982-85) come assessore all'urbanistica, all'edilizia privata e all'avvocatura. Nel frattempo si presenta due volte alle elezioni politiche per la Camera dei deputati, risultando, in entrambi i casi, il primo dei non eletti.
Candidato al Parlamento europeo nel giugno 1984, nella circoscrizione Lazio, Toscana, Marche e Umbria, Pala si colloca al primo posto tra i candidati del suo partito che, tuttavia, non riesce a eleggere alcun deputato in quella circoscrizione.
Il ritorno nel PSI A livello nazionale, i rapporti tra Pala, che milita nella corrente di minoranza di Franco NicolazziGiovanni Scipioni, Corriere della Sera, 21 maggio 1985 e il segretario politico socialdemocratico Pietro Longo non sono ottimi. Quest'ultimo richiede più volte l'uscita del PSDI dalla maggioranza di sinistra al Comune di Roma. Pala rimane indifferente.
Alle elezioni comunali del 1985 Pala, pur conseguendo dodicimila preferenze, giunge solo terzo nella graduatoria degli eletti del suo partito; poiché al PSDI spettano solo due posti in giunta, la conferma del suo assessorato è a rischio. Pala, allora, abbandona clamorosamente il PSDI e rientra nel PSI, ed è nominato assessore al Piano regolatore e al servizio espropri. Ricopre tale carica per un quadriennio, nelle due giunte dirette da Nicola Signorello e in quella guidata da Pietro Giubilo.
Nel 1989, i partiti laici escono dalla maggioranza del Sindaco Giubilo che è costretto a dimettersi. Il 13 luglio Consiglio comunale è sciolto e il Comune commissariato. Il segretario politico del PSI, Bettino Craxi candida a sindaco di Roma il ministro Franco Carraro. Pala approva pubblicamente tale sceltaPaolo Boccacci, Corriere della Sera, 14 luglio 1989, Craxi, tuttavia, in un'ottica di rinnovamento decide di escludere tutti i consiglieri socialisti uscenti dalla lista elettorale. Dopo quasi trent'anni, Pala è costretto a lasciare l'amministrazione capitolina.
Coinvolgimento nella tangentopoli romana Tornato a vita privata, Pala è nominato presidente dell'Italstrade Appalti, società per azioni del gruppo IRI-ItalstatCorriere della Sera, 31 ottobre 1993, ma gli strascichi giudiziari della sua attività politica non sono finiti.
Nel marzo del 1993 è colpito da un mandato di arresto, con l'accusa di aver preteso due tangenti dal costruttore Federici e dalla società Intermetro, per l'esecuzione dei lavori di realizzazione di un ramo della Metropolitana di Roma, per un totale di 430 milioniCorriere della Sera, 9 marzo 1993.
Dopo due giorni di latitanza, Pala si costituisce; è interrogato, nega tutto e viene rilasciatoCorriere della Sera, 10 marzo 1993; è rinviato a giudizio per la quarta volta. Stavolta, però, non avrà modo di dimostrare la sua innocenza: nell'ottobre dello stesso anno è colpito da infarto cardiaco e muore a soli sessantacinque anni d'età.
Massoneria Il nome di Antonio Pala compare tra gli affiliati alla loggia massonica “Lira e Spada” di Roma, aderente al Grande Oriente d'Italia, in una lista di 550 nomi di massoni prodotta in aula dal deputato socialdemocratico Costantino Belluscio, in data 1º luglio 1981Aldo A. Mola, Storia della massoneria italiana dalle origini ai giorni nostri, Bompiani, Milano, 1992, pag. 800, a latere dell'inchiesta P2.
Onorificenze
Note
Bibliografia AA.VV., Interpretazioni di Roma. Contraddizioni urbanistiche e sociali nella “capitale del capitale”, anno I, n. 3, maggio/giugno 1978
Voci correlate Sindaci di Roma
Categoria:Massoni Categoria:Sindacalisti della CGIL Categoria:Politici del Partito Socialista Italiano Categoria:Politici del Partito Socialista Democratico Italiano