Da molti considerato uno dei più forti sciatori della storia, ha vinto quattro medaglie olimpiche, di cui due d'oro, sei medaglie mondiali (tre ori) e quattro Coppe del Mondo tra la fine degli anni novanta e gli anni duemila, quando ha ottenuto 54 vittorie nel circuito.
La carriera agonistica di "Herminator", soprannome attribuitogli dalla stampa per il fisico massiccio e l'aggressività in pista, è stata divisa in due dall'incidente motociclistico dell'agosto 2001. Sciatore più forte al mondo in quel momento, ha evitato di poco l'amputazione della gamba destra ed è stato costretto ad una lunga riabilitazione per recuperare le funzionalità dell'arto. Tornato nel Circo bianco nel gennaio 2003 tra molte perplessità, è riuscito, nella sua seconda vita sportiva, a riconquistare i vertici dello sci alpino.
Biografia Infanzia e adolescenza Primo di due figli, Maier nacque in una famiglia dedita agli sport invernali: suo padre, Hermann, e sua madre, Gerti, erano entrambi maestri di sci e gestivano una delle cinque scuole di Flachau. I fratelli Maier seguirono le orme famigliari, con Hermann che indossò per la prima volta gli sci all'età di tre anni, mentre Alexander sarebbe diventato uno snowboarder della nazionale austriaca.
A 15 anni venne ammesso nell'accademia sportiva della vicina Schladming, ma fu costretto ad abbandonarla dopo meno di un anno anche per via della sindrome di Osgood-Schlatter, disordine della crescita che colpisce preadolescenti e adolescenti. I problemi alle ginocchia erano dovuti all'improvvisa crescita di Maier, che in pochi mesi passò da 1 metro e 45 di altezza a 1 e 80. Tornato a Flachau trovò impiego come muratore d'estate, mentre d'inverno, dopo aver preso la licenza di maestro di sci a 19 anni, insegnava presso la scuola di famiglia per cinque ore al giorno. Il tempo restante lo impiegava ad allenarsi da solo.
Stagione 1995 Divenuto campione locale nel Salisburghese e nel Tirolo, , affinché potesse disputare i Campionati austriaci 1995, dove ottenne il 18º posto nello slalom gigante partendo col pettorale 141.
Stagione 1996 Il 6 gennaio 1996 Maier facesse da apripista allo slalom gigante di Coppa del Mondo che si tenne a Flachau. Se in quell'occasione fosse stato in gara, con il tempo realizzato da apripista Hermann avrebbe chiuso la prima manche al 7º posto e la seconda all'11º. la nazionale austriaca lo convocò per gli slalom giganti di Coppa Europa dell'8 e del 9 gennaio a Les Arcs, in Francia. Nella prima gara Maier giunse subito al secondo posto, alle spalle dello svizzero Steve Locher; il giorno seguente le posizioni sul podio furono invertite e arrivò così la sua prima vittoria internazionale della carriera. Nella stagione 1995-1996 in Coppa Europa l'allora ventitreenne di Flachau vinse cinque gare, anche grazie alle quali riuscì ad imporsi nella classifica generale con 193 punti (43 in più del secondo, Thomas Sykora) e in quella di slalom gigante.
Il 10 febbraio 1996 esordì inoltre in Coppa del Mondo nello slalom gigante di Hinterstoder, che chiuse, andando a punti, con il 26º posto. Un mese dopo a Kvitfjell, alla seconda gara nel massimo circuito internazionale, conquistò l'11º posto in supergigante.
Stagione 1997 Dall'inizio della stagione 1996-1997 Maier venne chiamato con continuità in Coppa del Mondo, soprattutto per gli slalom giganti. Nel secondo di questi, il 25 novembre, arrivò per la prima volta nei primi dieci di una gara di Coppa, con il 6º posto di Park City. In gennaio venne convocato per partecipare alla sua prima discesa libera, quella di Chamonix: dopo aver ottenuto il 2º e il 3º tempo nelle discese di prova, cadde in gara fratturandosi un braccio. Anche per questo venne escluso dalla squadra per i seguenti Mondiali, tenutisi a Sestriere dal 3 al 15 febbraio. Alla ripresa della Coppa del Mondo dopo la pausa iridata, Maier comunque ottenne a Garmisch-Partenkirchen, su quella che sarebbe una delle piste dove avrebbe vinto di più, due risultati di rilievo: il 21 febbraio arrivò infatti 2º in supergigante partendo con il pettorale 32 dietro al francese Luc Alphand, mentre due giorni dopo conquistò la vittoria nella medesima specialità, distaccando il più quotato Kristian Ghedina, secondo al traguardo, di 52 centesimi.
Stagione 1998 Nella stagione successiva Maier compì il definitivo salto di qualità che lo portò tra i grandissimi del Circo bianco. All'esordio stagionale in Coppa del Mondo conquistò subito il 3º posto nello slalom parallelo di Tignes, disciplina che prevedeva l'alternanza di porte di slalom speciale e gigante e disputata per la prima volta con questo formato. Malgrado la grande competizione presente all'interno della nazionale austriaca, che annoverava tra le sue file Andreas Schifferer, Stephan Eberharter, Hans Knauß e Josef Strobl, Maier riuscì a emergere con forza dimostrando in breve tempo di essere il più quotato per la vittoria finale in Coppa del Mondo. Tra l'ottobre e il 1º febbraio, giorno dell'ultima gara disputata prima dei XVIII Giochi olimpici invernali di (7-22 febbraio), vinse infatti dieci prove (tre slalom giganti, quattro supergiganti, due discese libere e l'unica combinata della sua carriera), andando a podio altre sette volte su ventuno gare da lui disputate. In occasione dello slalom gigante di Val-d'Isère del 14 dicembre inoltre Maier chiuse la gara al primo posto con 40 centesimi di vantaggio su Michael von Grünigen, ma venne squalificato essendosi tolto gli sci prima della linea prevista.
Nel frattempo l'intera nazionale austriaca ottenne risultati di rilievo: il 6 dicembre i primi cinque posti della discesa di Beaver Creek furono biancorossi (Maier 2º), mentre il giorno dopo sulla stessa Birds of Prey il dominio si fermò alle prime quattro posizioni (Maier primo). Un ulteriore poker arrivò il 29 dicembre sulla Stelvio di Bormio, con Maier che conquistò la prima vittoria in discesa libera. Subito prima della pausa olimpica tre austriaci occupavano le prime tre posizioni della classifica generale di Coppa, con Maier che aveva 587 punti di vantaggio su Schifferer e 997 su Eberharter.
L'austriaco di Flachau si presentò quindi alle sue prime Olimpiadi quale grande favorito nelle specialità che l'avevano visto primeggiare tutto l'anno: slalom gigante, supergigante e discesa libera. Il 13 febbraio si disputò la gara di discesa libera. Dopo soli 18'' dalla partenza, Maier fu autore di una spettacolare caduta: dopo essersi staccato dal suolo e aver battuto il casco sulla pista, andò a finire contro le due file di reti di protezione, abbattendole e precipitando per alcuni metri, senza tuttavia riportare gravi infortuni. Tre giorni dopo, nonostante i dolori al ginocchio e alla spalla dovuti all'incidente, si impose nel supergigante precedendo lo svizzero Didier Cuche e l'austriaco Knauß, medaglie d'argento a pari merito, di 61 centesimi. Il 19 si aggiudicò inoltre lo slalom gigante con 85 centesimi di vantaggio su Eberharter, secondo al traguardo. Maier diventò così il secondo austriaco a vincere la medaglia d'oro nello slalom gigante olimpico, dopo Toni Sailer a , e il secondo, sempre dopo Sailer, a vincere più di un oro nella stessa Olimpiade. La doppia medaglia olimpica, soprattutto perché arrivata dopo la spettacolare caduta nella discesa libera, diedero all'ex muratore fama internazionale.
Alla fine di quella stagione Maier si aggiudicò la Coppa del Mondo generale con 571 punti di vantaggio sul più diretto inseguitore, Schifferer; la Coppa generale tornò così in Austria 28 anni dopo la vittoria di Karl Schranz nel 1969-1970. A fine stagione oltre alla Coppa generale l'austriaco mise in bacheca anche le Coppe di specialità di supergigante (con 144 punti di vantaggio su Knauß) e di slalom gigante, quest'ultima con 60 punti in più di Von Grünigen.
Stagione 1999 La stagione 1998-1999 cominciò com'era finita la precedente. Maier dimostrò di essere in forma già alla prima gara vincendo lo slalom gigante inaugurale di Sölden davanti ad altri tre austriaci. Nei mesi successivi il dominio in classifica generale dell'atleta di Flachau non fu però così marcato come nel 1997-1998, anche per via di alcune prove concluse senza punti. Il 21 dicembre fu comunque il protagonista di una data storica per lo sci austriaco. In occasione del supergigante di Innsbruck infatti nove atleti biancorossi si piazzarono ai primi nove posti della gara, battendo un record trentennale detenuto dalla Francia che nella discesa dell'Abetone del 2 marzo 1968 aveva piazzato sei atlete nelle prime sei. Davanti a 20.000 spettatori, Maier precedette sul traguardo i connazionali Christian Mayer, Fritz Strobl, Stephan Eberharter, Rainer Salzgeber, Hans Knauß, Patrick Wirth, Andreas Schifferer e Werner Franz.
Prima dell'inizio dei Mondiali 1999, disputati a Vail e Beaver Creek dal 2 al 14 febbraio, Maier vinse sei gare in Coppa del Mondo (tre supergiganti, due slalom giganti, una discesa libera) e andò a podio in altre quattro occasioni. La classifica generale di Coppa, prima della pausa iridata, lo vedeva però al terzo posto con 1 053 punti dietro ai norvegesi Lasse Kjus (1 089) e Kjetil André Aamodt (1 054). Proprio i due scandinavi insieme al campione austriaco (al suo esordio iridato) erano i più attesi in vista dei Mondiali, per i quali fu anche convocato la nuova promessa austriaca, l'allora ventunenne Benjamin Raich vincitore di tre gare di Coppa durante l'anno.
La prima gara in programma fu il supergigante. Maier si aggiudicò la corsa, vincendo il suo primo oro mondiale ex aequo con Kjus, precedendo sul podio Knauß, medaglia di bronzo, di un solo centesimo. Quattro giorni dopo, il 6 febbraio, l'austriaco si piazzò nuovamente davanti a tutti, questa volta in solitaria, nella gara di discesa libera. La pista dei due successi fu la Birds of Prey, dove già l'anno prima aveva conquistato due podi in Coppa. L'uscita nella seconda manche dello slalom gigante invece non permise a Maier di primeggiare in tre specialità differenti. Al contrario Kjus si aggiudicò un altro oro (proprio nello slalom gigante) e con tre ulteriori argenti (discesa libera, slalom speciale e combinata) riuscì nell'impresa di andare a podio in ogni specialità nella stessa edizione dei Mondiali: il norvegese fu il primo a conquistare cinque medaglie in cinque specialità diverse durante la stessa rassegna iridata, anche se già Toni Sailer nel 1958 aveva conquistato quattro medaglie (tre ori e un argento) in quattro specialità (il supergigante non era ancora previsto nel programma).
Le ultime otto gare di Coppa del Mondo videro i tre pretendenti alla coppa di cristallo, Maier, Kjus e Aamodt, darsi battaglia per ogni punto, superandosi a vicenda in testa alla classifica. Alla fine con 1 465 punti vinse Kjus, alla sua seconda vittoria generale, davanti ad Aamodt con 1 442 e all'austriaco con 1 307. Maier si aggiudicò comunque la Coppa del Mondo di supergigante con un buon margine di 186 punti su Eberharter.
Stagione 2000 La beffa subita nella stagione precedente dalla squadra austriaca, che oltre alla Coppa generale aveva perso anche le Coppe di discesa libera (andata a Kjus) e di slalom gigante (Von Grünigen), e dallo stesso Maier, trovò vendetta nel 1999-2000. Maier partì subito fortissimo con quattro vittorie in quattro gare disputate tra il 31 ottobre e il 28 novembre e per il resto della stagione lasciò poco spazio agli avversari. Già a fine gennaio infatti l'assegnazione della Coppa del Mondo sembrò definita, con l'austriaco che proprio il 29, vincendo la discesa libera di Garmisch-Partenkirchen, appaiò Franz Klammer al sesto posto tra gli atleti più vittoriosi in Coppa del Mondo con 26 successi. La 27ª vittoria (5 febbraio, slalom gigante di Todtnau) gli permise invece di agganciare lo statunitense Phil Mahre. Sempre in gennaio inoltre stabilì il record di sette vittorie consecutive in supergigante, concludendo una serie iniziata a Val-d'Isère il 13 dicembre 1998.