Figlia dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria e dell'imperatore Francesco I di Lorena, sposò Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia nel 1768 nell'ambito dell'alleanza tra gli Asburgo e i Borbone. Dopo la nascita del primo figlio maschio, nel 1775, ottenne il diritto di partecipare al Consiglio di Stato, assumendo un ruolo di primo piano nella politica del regno. Nei primi decenni del suo governo sostenne un programma di riforme ispirato all'assolutismo illuminato, promuovendo lo sviluppo culturale e amministrativo del Regno di Napoli e rafforzandone l'autonomia rispetto alla Spagna.

La Rivoluzione francese e, soprattutto, l'esecuzione della sorella Maria Antonietta determinarono una svolta nel suo orientamento politico: divenne una convinta sostenitrice della causa controrivoluzionaria e si alleò con la Gran Bretagna e l'Austria contro la Francia rivoluzionaria e napoleonica. Costretta all'esilio in Sicilia durante l'occupazione francese del 1799 e nuovamente nel 1806, esercitò una notevole influenza sulla politica borbonica fino al 1813. Morì a Vienna nel 1814, pochi mesi prima della restaurazione del marito sul trono del Regno di Napoli sancita dal Congresso di Vienna.

Biografia Infanzia ed educazione

Maria Carolina nacque il 13 agosto 1752 nel Castello di Schönbrunn, a Vienna, era la tredicesima e decima figlia femmina sopravvissuta di Francesco I di Lorena, imperatore del Sacro Romano Impero, e di Maria Teresa d'Asburgo, sovrana dei domini asburgici. Fu battezzata con i nomi di Maria Karolina Luise Josepha Johanna Antonia; i suoi padrini furono il re di Francia Luigi XV e la regina Maria Leszczyńska.Lever, p. 411Fu chiamata con lo stesso nome di due sue sorelle maggiori, Maria Carolina, morta due settimane prima del proprio primo compleanno, e Maria Carolina, che morì alcune ore dopo essere stata battezzata. All'interno della famiglia imperiale era tuttavia conosciuta con la variante francese del nome, Charlotte.

Fin dall'infanzia manifestò un carattere impulsivo, deciso e dominante, accompagnato da una notevole perseveranza e capacità di applicazione.Coletti, pp. 9-10 Tali qualità le valsero ripetuti richiami da parte della madre, che ne censurava la caparbietà e l'alterigia,Coletti, p. 10 pur riconoscendo in lei la figlia che più le somigliava per temperamento.Bearne, p. 53

Nei primi anni fu allevata insieme ai fratelli minori, instaurando un rapporto particolarmente stretto con la sorella minore Maria Antonietta, alla quale rimase profondamente legata. Nell'agosto 1767 Maria Teresa dispose la separazione delle due arciduchesse, cresciute fino ad allora quasi come gemelle, ritenendo eccessivamente vivace il loro comportamento nei confronti della governante. In quell'occasione l'imperatrice dichiarò a Maria Carolina: «Ti tratterò come una persona grande».Fraser, pp. 33-34, p. 42 Nello stesso periodo la contessa Brandis, responsabile della loro educazione, fu sostituita dalla contessa Lerchenfeld.

La formazione dell'arciduchessa comprendeva lo studio del latino, delle scienze e delle lingue straniere; incontrò tuttavia difficoltà nell'apprendimento della lingua italiana scritta. Ricevette inoltre un'educazione nelle arti di corte, distinguendosi nella danza, nella musica e nell'equitazione.

Matrimonio

Nell'ottobre 1767 la sorella maggiore di Maria Carolina, Maria Giuseppina, destinata a sposare Ferdinando IV di Napoli nell'ambito dell'alleanza tra la monarchia asburgica e quella borbonica, morì all'età di sedici anni durante un'epidemia di vaiolo. In precedenza anche un'altra sorella, Maria Giovanna Gabriella, già promessa al sovrano napoletano, era deceduta per la stessa malattia a dodici anni.Crankshaw, p. 274 Al fine di preservare l'alleanza austro-spagnola, Carlo III di Spagna, padre di Ferdinando IV, richiese che una delle altre arciduchesse prendesse il posto della defunta promessa sposa. Maria Teresa propose le figlie Maria Amalia e Maria Carolina; la corte di Madrid, che negoziava anche per conto di quella di Napoli, scelse infine Maria Carolina.Bearne, p 60.Prima che il vaiolo facesse una strage nella famiglia imperiale, Maria Teresa aveva ipotizzato di far sposare Maria Carolina con Luigi Augusto, delfino di Francia (Fraser, p. 40).

La designazione fu accolta con riluttanza dall'arciduchessa, che, secondo le testimonianze dell'epoca, manifestò apertamente il proprio timore, ritenendo infausto il destino delle sorelle precedentemente promesse al re di Napoli. Le sue obiezioni non modificarono tuttavia i progetti matrimoniali, e la contessa Lerchenfeld intensificò la sua preparazione al futuro ruolo di regina.Bearne, p. 62 Maria Teresa impartì personalmente alla figlia istruzioni riguardanti sia la gestione della corte sia il comportamento politico, raccomandandole di adattarsi agli usi del regno pur conservando i principi della propria educazione.Acton, p. 143, p. 147

Il 7 aprile 1768 Maria Carolina sposò per procura Ferdinando IV di Napoli nella Chiesa di Sant'Agostino di Vienna, con il fratello dell'arciduchessa, l'arciduca Ferdinando, in rappresentanza dello sposo.Nel periodo precedente, l'arciduchessa aveva giurato sul Vangelo di rinunciare solennemente ai diritti di successione alla Corona imperiale e alle terre possedute dai genitori (Coletti, pp. 12-13). Nello stesso giorno partì alla volta di Napoli. Il viaggio, scandito da cerimonie ufficiali, ricevimenti e festeggiamenti, attraversò numerose città della penisola italiana.«È una reginetta molto carina – scrisse l'ambasciatore inglese, che vide Maria Carolina a Bologna, a Horace Walpole – ma si teme che la sua estrema delicatezza ed ol suo buon senso le faranno sentire ancora di più la mancanza di queste cose nel suo Real Consorte, la cui deficienza in esse è stata certe volte interpretata come deficienza organica, [ma mi] si assicura che deriva soltanto dalla mancanza di educazione» (Acton, p. 144). A Mantova fu accolta dal duca di Parma, mentre a Bologna incontrò il fratello Leopoldo, granduca di Toscana, e la cognata Maria Luisa di Spagna, che la accompagnarono fino a Firenze e successivamente a Roma.Acton, pp. 144-145Bearne, p 67. Nella città pontificia fu ricevuta da papa Clemente XIII e salutata dalla comunità dei sudditi napoletani residenti nell'Urbe.Maria Carolina non ricevette gli omaggi dei porporati napoletani, vittime delle ostilità fra la casa dei Borbone e la Santa Sede e alla diatriba che si scatenò riguardo a come si sarebbero dovuti presentare al cospetto della nuova regina. Su ordine del sovrano di Napoli avrebbero dovuto indossare la porposa cardinalizia, per il pontefice invece un abito da viaggio: alla fine nessuno si presentò per non incorrere nelle ire di alcuno (Acton, p. 145).

Maria Carolina entrò nel Regno di Napoli il 12 maggio 1768. A Terracina si congedò dal seguito austriaco, mentre a Portella incontrò per la prima volta Ferdinando IV in un padiglione allestito per l'occasione. I due raggiunsero quindi la Reggia di Caserta, dove celebrarono il matrimonio religioso e trascorsero la prima notte di nozze. Secondo testimonianze coeve, il sovrano espresse un giudizio poco lusinghiero sulla giovane consorte dopo il loro primo incontro; disse: «Lei dorme come una morta e suda come un maiale».Acton, p. 146

Anche Maria Carolina lasciò nelle proprie lettere impressioni negative sul marito e sulle prime esperienze a corte. In una missiva indirizzata alla madre dichiarò: «Confesso apertamente che preferirei morire piuttosto che rivivere un'altra volta tutto ciò che mi è capitato».Herre, p. 323 In una lettera alla contessa Lerchenfeld descrisse Ferdinando come fisicamente poco attraente e caratterialmente distante dai suoi interessi. Rilevò inoltre le difficoltà di comunicazione dovute all'uso prevalente del dialetto napoletano da parte del sovrano e alla sua limitata familiarità con l'italiano di registro più elevato.Acton, pp. 146-147 Nonostante il disagio iniziale e la nostalgia per Vienna, Maria Carolina riuscì in breve tempo a instaurare un rapporto di fiducia con il marito, conquistandone progressivamente il favore.Acton, p. 147

Regina di Napoli e Sicilia Ascesa al trono

Sebbene il matrimonio con Ferdinando IV non fosse inizialmente felice sul piano personale, l'unione fu particolarmente prolifica. Tra il 1772 e il 1793 Maria Carolina diede alla luce diciotto figli, dei quali sette raggiunsero l'età adulta. Tra questi figuravano il futuro re Francesco I delle Due Sicilie, Maria Teresa, andata in sposa a Francesco II d'Asburgo-Lorena e ultima imperatrice del Sacro Romano Impero nonché prima imperatrice d'Austria, Luisa Maria Amalia, granduchessa di Toscana, Maria Amalia, futura regina dei Francesi, e Maria Antonia, principessa delle Asturie. Nei primi anni di regno Ferdinando IV esercitò il potere con il sostegno del Consiglio di Stato istituito durante il regno del padre Carlo III di Spagna e guidato da Bernardo Tanucci, il quale mantenne un ruolo predominante nell'amministrazione del regno anche dopo il raggiungimento della maggiore età del sovrano.Acton, p 114.

Seguendo le indicazioni ricevute dalla madre Maria Teresa, Maria Carolina si adoperò per conquistare la fiducia del marito, condividendone pubblicamente alcuni interessi, tra cui la caccia.Acton, p 172. La nascita dei primi due figli maschi, nel 1775 e nel 1777, consolidò ulteriormente la sua posizione a corte. Dal 1775 la regina ottenne il diritto di partecipare alle riunioni del Consiglio di Stato, accrescendo progressivamente la propria influenza politica. Nel 1777 Bernardo Tanucci fu allontanato dal governo e Maria Carolina divenne una delle principali consigliere del sovrano, favorendo un graduale riavvicinamento della politica estera napoletana all'Austria.Durante i primi decenni della propria attività politica la regina sostenne numerose iniziative ispirate ai principi dell'assolutismo illuminato, promuovendo riforme amministrative, economiche e sociali. Tra le realizzazioni più significative del periodo figura lo Statuto di San Leucio, promulgato per disciplinare la vita della Real Colonia di San Leucio, un insediamento manifatturiero fondato nei pressi della Reggia di Caserta. Lo statuto prevedeva, tra le altre disposizioni, una sostanziale parità giuridica tra uomini e donne in materia di istruzione, retribuzione, successione ereditaria e scelta del coniuge, rappresentando una delle esperienze sociali più originali dell'Europa del tempo.Carlo Francovich, Storia della Massoneria in Italia, i Liberi Muratori italiani dalle origini alla Rivoluzione francese, Milano, Ed. Ghibli, 2013, p. 201.

La corte napoletana divenne inoltre un importante centro di incontro per intellettuali, artisti e uomini di scienza. Tra i frequentatori figurava il naturalista forlivese Cesare Majoli, che a Napoli pubblicò nel 1783 le Praelectiones Physico-Mathematicae de Luce. Nello stesso periodo Maria Carolina sviluppò stretti rapporti con l'ambiente diplomatico britannico, instaurando una profonda amicizia con Emma Hamilton, moglie dell'ambasciatore britannico William Hamilton, relazione che contribuì a rafforzare i legami tra il Regno di Napoli e la Gran Bretagna.

Lo scoppio della Rivoluzione francese segnò una svolta nel suo orientamento politico. Secondo quanto riferito da Benedetto Croce, nelle fasi iniziali la regina avrebbe guardato con favore ad alcune rivendicazioni dei rivoluzionari, affermando: «Credo che abbiano ragione». L'evoluzione del processo rivoluzionario e, soprattutto, l'esecuzione di Luigi XVI e della sorella Maria Antonietta nel 1793 modificarono profondamente il suo atteggiamento. Da quel momento Maria Carolina adottò una linea politica decisamente contraria ai movimenti rivoluzionari e sostenne con maggiore determinazione le monarchie europee impegnate nella lotta contro la Francia rivoluzionaria.

Controrivoluzione