Abano Terme (IPA: , , sino al 1924 Abano BagniR.D. N. 1988 del 30/10/1924 (G.U. n. 290 del 13/12/1924), Àbano in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Padova in Veneto.

Situato lungo il margine nordorientale dei colli Euganei, è il principale centro delle Terme Euganee. Sorge in una zona vulcanica spenta, nell'area metropolitana di Padova, a sud-ovest del capoluogo, ad un'altitudine media di 14 metri sul livello del mare. I suoi abitanti vengono chiamati aponensi.

I benefici terapeutici che si ricavano dalle acque termali, uniti all'organizzatissima struttura alberghiera che offre ospitalità a più di turisti ogni anno, fanno di Abano Terme una delle località fango-terapeutiche, e termali in genere, più importanti d'Europa..

È il primo dei comuni italiani in ordine alfabetico, seguito da Abbadia Cerreto (LO) e Abbadia Lariana (LC).

Geografia Territorio Il territorio comunale di Abano Terme si estende nella parte settentrionale dei Colli Euganei, in provincia di Padova, e rappresenta una zona di transizione tra l’area collinare e la pianura veneta. A ovest confina con le pendici euganee, includendo nel proprio territorio il colle di San Daniele e una parte di quello di Monteortone, mentre a est il limite naturale è segnato dal Canale Battaglia, che separa Abano Terme da Albignasego e Maserà. A nord il territorio è per lo più agricolo e a residenzialità rurale sparsa, mentre verso sud si apre la continuità urbana con Montegrotto Terme.

La città presenta una configurazione bipolare, con due centri urbani principali: il centro storico, sviluppatosi attorno al Duomo e alle antiche ville nobiliari come Villa Bassi, e il centro termale, sorto più a sud intorno al Montirone e all’area dell’Hotel Orologio, fulcro dello sviluppo turistico moderno. Tra i due poli si è progressivamente consolidato un tessuto urbano continuo che conserva però la distinta identità delle due aree.

Il territorio comunale comprende anche importanti frazioni e nuclei insediativi: tra questi, Monterosso vicino all'omonimo colle, Monteortone, ai piedi dei Colli Euganei e sede dell’omonimo santuario, e Giarre, situata nella zona nord-orientale, in prossimità del Canale Battaglia. La posizione baricentrica tra la città di Padova e il Parco Regionale dei Colli Euganei, unita alla presenza delle sorgenti termali e a un’elevata accessibilità metropolitana, rende Abano Terme un nodo strategico del quadrante metropolitano padovano, al tempo stesso porta d’ingresso ai Colli Euganei e stazione termale di rilievo europeo.

Idrografia Il territorio comunale di Abano Terme appartiene interamente al bacino idrografico dei Colli Euganei, in particolare al sottobacino del Rialto tra Fossamala e Acque Basse. Il bacino è delimitato a nord dal fiume Bacchiglione, a est dal Canale Battaglia e a sud-ovest dalle pendici dei Colli Euganei. Le acque meteoriche del bacino vengono convogliate verso le aree più depresse e, attraverso la botte idraulica del Pigozzo, localizzata nel territorio di Battaglia Terme, confluiscono nel canale Sottobattaglia, affluente del Bacchiglione.Piano delle acque, Relazione di piano. Comune di Abano Terme.

La rete idrografica è costituita prevalentemente da scoli e canali di bonifica che raccolgono le acque provenienti dalla pianura e dai versanti collinari. Tra i principali corsi d’acqua presenti nel bacino si trovano lo scolo Rialto, lo scolo Menona e lo scolo Poggese, ai quali si collegano altri canali minori come il Bolzan, il Piovega e il Fossamala. Il deflusso delle acque avviene in gran parte per via naturale, con l’eccezione dell’area di Treponti, dove è presente un impianto idrovoro che contribuisce al drenaggio del territorio.

Accanto ai canali principali è presente una fitta rete di fossi e scoline che costituisce il sistema di prima raccolta delle acque meteoriche e svolge un ruolo importante nella regolazione del deflusso e nella prevenzione del rischio idraulico. Dal punto di vista idrogeologico il sottosuolo è caratterizzato da una struttura multistrato con livelli sabbiosi e argillosi che ospitano falde acquifere poco profonde, generalmente situate tra i 3 e i 6 metri dal piano campagna. Clima Abano Terme presenta un clima temperato subcontinentale, caratterizzato da estati calde e umide e inverni freddi. Le temperature medie estive si aggirano intorno ai 25-30 °C, mentre durante l'inverno possono scendere fino a 0 °C o leggermente al di sotto. Le precipitazioni sono distribuite durante tutto l'anno, con un leggero incremento nei mesi autunnali e primaverili. La posizione geografica ai piedi dei Colli Euganei contribuisce a una moderata variabilità climatica locale, influenzando lievemente le condizioni meteorologiche rispetto alle aree circostanti.

Storia Le origini I colli Euganei si formarono circa 34 milioni di anni fa dalle alluvioni della val Padana associate a fenomeni locali di vulcanismo. La morfologia che si è così sedimentata ha favorito la formazione delle sorgenti di acque calde termominerali, nonché lo stanziamento nella zona delle popolazioni richiamate dagli effetti benefici di tali acque.

Abano Terme è conosciuta fin dal VI secolo a.C., l'antico centro si trovava nel territorio dell'attuale comune di Montegrotto Terme, come documentano gli scavi archeologici ed i numerosi reperti conservati nei musei archeologici di Padova ed Este. L'importanza che il luogo aveva nell'antichità è documentata dalle citazioni di numerosi scrittori latini, tra cui Plinio il Vecchio, Marziale, Tito Livio (che, stando ad un versetto di Marziale, qui sarebbe nato), Svetonio, Cassiodoro, Claudiano, con la denominazione di 'Aquae Patavinorum.

Sempre secondo Marziale, oltre a Tito Livio, qui sarebbero nati anche i poeti Gaio Valerio Flacco e Arrunzio Stella. Secondo alcune fonti, l'origine del nome deriva da Aponus, il dio delle acque termali, il cui nome a sua volta risalirebbe alla radice indo-europea ap che significa "acqua". Le antiche terme occuparono una vasta area sul versante orientale dei Colli Euganei e raggiunsero il massimo splendore in età imperiale. Svetonio, che scrisse a cavallo tra il I ed il II secolo d.C., riferì che Tiberio, recandosi a guerreggiare in Illiria, si fermò al tempio di Aponus per consultare l'oracolo circa l'esito della guerra: dopo aver avuto un responso favorevole, gettò nella fonte alcuni dadi d'oroSvetonio, Vita di Tiberio, 14.3. Fu in quegli anni che Padova ed i territori limitrofi diventarono un municipio romano e la nobiltà locale, ad imitazione di quanto accadeva a Roma, diede grande importanza alle cure termali, sviluppandone l'attività e le relative infrastrutture.

Il Medioevo Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, le terme conobbero un brusco declino, da cui si sarebbero risollevate molti secoli più tardi. Vani risulteranno gli sforzi del re degli Ostrogoti Teodorico che, tramite il suo ministro Cassiodoro, agli inizi del VI secolo inviò una lettera all'architetto padovano Aloisius, perché provvedesse al restauro dei palazzi.

Intorno al IX secolo, l'antico centro termale cominciò a sdoppiarsi ed il termine Aponus indicò il territorio dell'odierna Abano Terme. Le prime notizie certe dell'esistenza in epoca medievale di un centro abitato risalgono all'anno 971, sono contenute nel Chronicon Farfensis, redatto da Gregorio da Catino, e riferiscono dell'esistenza in Abano di una chiesa dedicata a san Lorenzo le cui proprietà fondiarie erano state trasferite all'Abbazia di Farfa"In comitatu Paduano, loco ubi dicitur Abeno, quidam homo, nomine Attingo, tradidit in hoc monasterio Sanctę Marię de Farfa monasterium Sancti Laurentii. Valerius iudex scripsit ipsam cartam quę est in nostro monasterio.".

Nel XII secolo, Abano è un piccolo centro rurale sito in una zona subordinata all'autorità vescovile di Padova. Nel 1167, la quattordicenne Cecilia aveva ereditato dal padre, Manfredi dei Conti di Abano, un considerevole patrimonio. Il suo tutore, Spinabello da Sandrigo, desideroso di accasarla degnamente, la promise in sposa a Gherardo, figlio di Tisolino della nobile famiglia dei Camposampiero. Ma Ezzelino I il Balbo, suocero di Tisolino, impose che Cecilia sposasse il proprio figlio Ezzelino II il Monaco. L'affronto per i Camposampiero fu enorme e Gherardo, per vendicarsi, approfittò di un viaggio di Cecilia per rapirla e violentarla. Ezzelino II ripudiò Cecilia e, con l'appoggio del padre, prese le armi contro i Camposampiero, dando inizio ad una sanguinosa lotta che sarebbe durata a lungo e che si inquadrò nel più ampio contesto delle lotte fra il Papato e l'Impero.

Ad Abano ebbe i natali, nel 1257, il celebre medico, filosofo, astrologo ed alchimista Pietro d'Abano, che tanto contribuì alla diffusione della filosofia aristotelica rivisitata da Averroè.

Dopo l'affermazione dei comuni e con l'avvento delle signorie, nel 1318 la città entra nella sfera d'influenza dei Da Carrara, i signori di Padova. Più volte distrutta prima dagli Ezzelini e poi dagli Scaligeri, Abano seguì le sorti di Padova passando, nel 1405, sotto il dominio della Repubblica di Venezia.

Il dominio veneziano La città ebbe nuova fioritura a partire dal Cinquecento, quando le grandi famiglie padovane (Cittadella-Vigodarzere, Dondi dell'Orologio, Capodivacca, Treves) e veneziane (Mocenigo, Malipiero, Moro, Morosini, Todeschini), alcune delle quali qui insediatesi già da alcuni secoli, diedero grande impulso all'agricoltura, con ingenti opere di bonifica, e rifondarono un nucleo delle strutture termali.

In questo periodo viene ambientata ad Abano una delle opere di Carlo Goldoni, il dramma giocoso per musica I Bagni d'Abano, musicato da Baldassare Galuppi e rappresentato per la prima volta al Teatro San Samuele a Venezia nel 1753.

Dalla ristrutturazione settecentesca ai giorni nostri Con la caduta della Serenissima, nel 1797, la decaduta nobiltà fu costretta a vendere i propri beni ad alcune famiglie della ricca e vivace borghesia ebrea padovana (Trieste, Sacerdoti, Luzzatti e Sette). Queste famiglie investirono forti capitali per migliorare la ricettività alberghiera e diedero impulso ai primi studi scientifici sulle proprietà terapeutiche delle acque termali, ponendo così le basi della città moderna, la cui economia ruota sulle cure termali.

Nella zona delle fonti del Montirone fu avviata la costruzione di diversi stabilimenti termali, impreziositi dall'intervento dell'architetto Giuseppe Jappelli, il cui monumento celebrativo suggella il nuovo sforzo imprenditoriale. Tra i vari edifici, venne realizzato anche un ricovero per malati. A metà dell'Ottocento si contavano otto stabilimenti termali.

Nel collegio elettorale di Abano Terme (che all'epoca si chiamava "Abano Bagni") fu eletto ininterrottamente alla Camera dei deputati, dal novembre 1892 al maggio 1909, l'insigne economista Luigi Luzzatti. Nel corso della prima guerra mondiale, dopo la rotta di Caporetto, dal 5 febbraio 1918 al luglio del 1919 Abano Terme fu sede del Comando supremo militare italiano nell'Hotel Trieste, ospitando tutte le più alte personalità militari dell'epoca: Armando Diaz, che l'8 novembre 1917 prese il posto di Luigi Cadorna quale capo di stato maggiore dell'Esercito italiano. Proprio all'Hotel Trieste, dove occupava la suite 110, Diaz lesse, corresse, approvò e firmò il Bollettino della Vittoria, che è tuttora affisso sulla facciata dell'hotel. In ricordo di questo, D'Annunzio volle che l’albergo Trieste diventasse "Trieste & Victoria". Pietro Badoglio e Gaetano Giardino, entrambi sottocapo di Stato Maggiore. Ugo Cavallero, all'epoca colonnello addetto all'Ufficio Operazioni e futuro capo di stato maggiore. Ugo Ojetti, ufficiale addetto alla salvaguardia delle opere d'arte, giornalista, scrittore e futura grande firma del Corriere della Sera. Gabriele D'Annunzio, capitano pilota, che qui progettò il celebre volo su Vienna. Ferruccio Parri, ufficiale addetto al Comando e futuro Presidente del Consiglio.