La Legione Romana (dal latino legio, derivato del verbo legere, "raccogliere assieme", che all'inizio indicava l'intero Esercito) era l'Unità Militare di base dell'Esercito Romano. Nacque dalla trasformazione dell'Esercito alto-repubblicano dal modello falangitico a quello manipolare nel IV secolo a.C. L'Esercito Romano passò così dall'impiego del clipeus e dellhasta all'uso dello scutum, del pilum e del gladius, che divennero le armi fondamentali dei Legionari romani, conformi del tutto all'impiego imposto dalla tattica bellica romana.
Grazie al grande successo militare della Repubblica e, in seguito, dell'Impero, la Legione viene considerata come il massimo modello antico di efficienza militare, sia sotto il profilo dell'addestramento, sia dal punto di vista tattico e organizzativo. Altra chiave del successo della Legione era il morale dei soldati, consolidato dalla consapevolezza che ciascun uomo doveva contare sull'appoggio del compagno, prevedendo con la Legione l'integrazione dei soldati in un meccanismo complessivo di lavoro di squadra.
Era assimilabile a una Grande Unità complessa odierna, di rango variabile tra una Brigata e una Divisione, ma soprattutto riuniva attorno a sé, oltre ai Reparti dell'arma base, fanteria e cavalleria, altri reparti specializzati come frombolieri, sagittarii, esploratori e genieri. All'inizio autonoma sul piano logistico, era normalmente stanziata in una provincia, di cui aveva la responsabilità della sicurezza e della difesa militare. Nella storia di Roma, l'esercito poté contare su oltre 60 legioni (composte di ÷ armati) al termine della guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio,. e su un minimo di 28 agli inizi del principato (ridotte a 25 dopo la disfatta di Teutoburgo). Nel passaggio dalla Repubblica al Principato, e poi al Dominato, l'esercito, e con esso la struttura della legione (il cui numero di unità andò riducendosi), venne ristrutturato in modo drastico.
Età regia
Per tutta l'età regia di Roma l'esercito romano fu costituito da un'unica legione, tanto da identificarsi con quest'ultima e viceversa.
La legione si disponeva su tre file, nella tipica formazione a falange, con la cavalleria ai lati, chiamate alae.
Struttura della Legione Secondo la tradizione fu Romolo a creare sull'esempio della falange grecaLivio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 3. la legione romana, inizialmente formata da fanti (pedites) e 300 cavalieri (equites), scelti tra la popolazione.Plutarco, Vita di Romolo, 13, 1.Zonara, Epitome Historiarum, 7,3. Con l'inclusione del popolo Sabino, Romolo raddoppiò il volume delle truppe, potendo così contare su fanti e 600 cavalieri.Plutarco, De vite Parallele, Romolo 20, 1-3.
Fanti e cavalieri erano arruolati tra le tre tribù romane ( fanti e 100 cavalieri ciascuna) che formavano la primitiva popolazione di Roma: i Tities, i Ramnes e i Luceres. In epoca regia era formata da cittadini compresi tra i 17 e i 46 anni, in grado di potersi permettere il costo dell'armamento.Scheidel, W., 1996, "Measuring Sex, Age and Death in the Roman Empire" Journal of Roman Archaeology Supplementary series no. 21, Chapter 3
La riforma di Servio Tullio (metà VI secolo a.C.)
In età monarchica fu eseguita, secondo la tradizione da Servio Tullio, sesto re di Roma, una riforma timocratica che divise tutta la popolazione romana in cinque classi in base al censo (secondo altre fonti 6 classiDionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 18, 1-3.), ognuna divisa a sua volta in tre categorieGellio, Noctes Atticae, 10, 28, 1.:
seniores, cioè chi aveva più di 46 anni iuniores, cioè chi aveva tra 17 e 46 anni, ovvero i più adatti a combattere pueri, cioè chi era di età inferiore ai 17 anni
Se la prima classe, la più facoltosa, poteva permettersi l'equipaggiamento da legionario (il costo del tributo per gli armamenti veniva stabilito in base al censoDionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 19, 1-2.), quelle inferiori avevano armamenti via via più leggeri.
Catena di comando
Il Rex era il comandante supremo dell'esercito romano, a cui spettava il compito di scioglierlo al termine della campagna militare dell'anno. A lui erano subordinati tre tribuni militum, ciascuno dei quali posto a capo di una delle tre tribù o file di fanti; gli squadroni di cavalleria erano invece sottoposti al comando di tribuni celerum.Smith, William A Dictionary of Greek and Roman Antiquities, John Murray, London, 1875 - voce Tribunus
Con la riforma serviana, vi fu un'importante novità: coloro i quali si erano distinti in battaglia diventavano centurioni.Dionigi d'Alicarnasso, Antichità romane, IV, 17, 1-4.
Disposizione tattica
La legione si disponeva su tre file, nella tipica formazione a falange,Livio, Ab Urbe condita libri, IV, 59-60; e VIII, 8, 3. con la cavalleria ai lati, chiamate alae.Questo il significato etimologico che ne dà Aulo Gellio:
Con la riforma serviana dell'esercito romano, la prima classe risultava la più avanzata schiera rispetto alle altre.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 43.Dionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 17, 1-4
Effettuavano il combattimento in modo estremamente compatto, armati di lancia e spada, difesi da scudo, elmo e corazza o da altre protezione pettorali. Dietro la prima classe, in battaglia era posizionata la seconda, poi la terza classe che chiudeva lo schieramento.Dionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 16, 2-5. Quarta e quinta classe costituivano la fanteria leggera che solitamente era disposta al di fuori dallo schieramento.
Età repubblicana
Struttura della legione A differenza delle successive formazioni legionarie, composte esclusivamente di fanteria pesante, le legioni della prima e media età repubblicana consistevano di fanteria sia leggera che pesante.
Il termine esercito manipolare, cioè un esercito basato su unità chiamate manipoli (), è pertanto usato in contrapposizione con il successivo esercito legionario del tardo periodo repubblicano e alto imperiale, incentrato, invece, su un sistema di unità chiamate coorti.
L'esercito manipolare si basava in parte sul sistema di classi sociali e in parte sull'età e sull'esperienza militare;Boak, A History of Rome to 565 A.D., p. 87 rappresentava quindi un compromesso teorico tra il precedente modello basato interamente sulle classi e gli eserciti degli anni che ne erano indipendenti.
Prima repubblica
Stando alla storiografia latina, si deve l'introduzione del manipolo come elemento tattico a Marco Furio Camillo durante il periodo del suo quarto tribunato consolare.
L'unità costituì l'elemento fondamentale della legione romana dalle battaglie contro Equi e Volsci, vinte da Furio Camillo, fino alla Seconda guerra punica.
Le principali configurazioni sono: Legione manipolare impiegata nelle guerre nel Latium vetus – dal 389 a.C. al III secolo a.C. Legione manipolare impiegate nelle guerre per l'egemonia sulla penisola – dal III al II secolo a.C.. Legione manipolare impiegata da Publio Cornelio Scipione – Seconda guerra punica.
La legione veniva generalmente schierata su tre file, dette triplex acies, alle quali si aggiungevano i fanti leggeri, detti leves, per un totale che varia tra i 4200 e i 5000 effettivi a seconda del periodo:
costituita da quindici manipoli di HastatiLivio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 5. costituita da quindici manipoli di PrincipesLivio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 6. costituita quindici unità, ognuna formata da un manipolo di Triarii, uno di Rorarii e l'ultimo di Accensi.Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 7.
Questa differenziazione esisteva, oltre che sulla base dell'esperienza dei soldati, anche sulla base del censo, tanto che ogni soldato era tenuto a provvedere autonomamente all'equipaggiamento.
Tra i fanti, i più "benestanti" erano i triarii, che potevano permettersi l'equipaggiamento più completo e pesante, mentre gli accensi erano i più poveri, presi dalla quarta classe di cittadini, secondo l'ordinamento censitario di Servio Tullio.
Tarda repubblica
Tra il 107 a.C. e il 104 a.C. il console romano Gaio Mario portò avanti un programma di riforme dell'esercito romano, al fine di dare la possibilità a tutti i cittadini di arruolarsi, indipendentemente dal benessere e dalla classe socialeBoak, A History of Rome to 565 A.D., p. 189..Questa sua iniziativa formalizzava e concludeva un processo, sviluppatosi per secoli, di graduale rimozione dei requisiti patrimoniali per l'accesso al servizio militare, permettendo così alla Repubblica di avere un esercito più numeroso della media dell'epoca.Emilio Gabba, Republican Rome, The Army And the Allies, p. 1La distinzione tra hastati, principes e triarii, che già era andata assottigliandosi, era ufficialmente rimossa,..Cary e Scullard, A History of Rome, p. 219 e fu creata quella che, nell'immaginario popolare, è la fanteria legionaria: un'unità omogenea di fanteria pesante.
La fanteria leggera di cittadini dalle classi meno abbienti, come i velites, fu sostituita dalle auxilia, cioè delle truppe ausiliarie che potevano consistere anche di mercenari stranieri..
L'organizzazione interna subiva inoltre un cambiamento fondamentale: il manipolo perse ogni funzione tattica in battaglia e fu sostituito in modo permanente dalle coorti, sull'esempio di ciò che era già stato anticipato da Scipione l'Africano un secolo prima.
Numerate da I a X,.Tale affermazione costituisce una congettura fondata sul fatto che l'ultimo a citare l'uso del manipolo sia stato Sallustio nel Bellum Iugurthinum; secondo alcuni il primo impiego della coorte dovrebbe risalire allo scontro con i Cimbri e i Teutoni ogni coorte era formata da tre manipoli oppure da sei centurie, per un totale di 3.840 fanti..
Unità complementari Cavalleria legionaria (e ausiliaria) Con la riforma manipolare descritta da Livio e da Polibio, la cavalleria legionaria tornò a disporre di 300 cavalieri,Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 14.Polibio, Storie, VI, 20, 8-9. divisi in dieci squadroni, a capo di ognuno dei quali erano posti tre comandanti, i decurioni, organizzati verticalmente.Polibio, Storie, VI, 25, 1-2.
Con la riforma mariana dell'esercito romano la cavalleria legionaria venne sostituita da speciali corpi di truppe ausiliarie o alleate a supporto e complemento della nuova legione romana.
Il costante contatto con Celti e Germani durante la conquista della Gallia indusse Gaio Giulio Cesare a rivalutare il corpo della cavalleria, tanto che ne fece un impiego crescente negli anni, reintroducendo unità di cavalleria permanente accanto a quelle fanteria e a quella ausiliaria.
Genio militare Fondamentale novità del periodo relativo alla legione manipolare, dovendosi condurre campagne militari sempre più lontane dalla città di Roma, vide il proprio gruppo di genieri costretti a trovare nuove soluzioni difensive adatte al pernottamento in territori spesso ostili. Ciò indusse i Romani a creare, sembra a partire dalle guerre pirriche, un primo esempio di accampamento militare da marcia fortificato, per proteggere le armate romane al suo interno.
Altro apporto del genio fu la costruzione di strade militari, che si cominciò a usare per migliorare e velocizzare gli spostamenti delle armate ed in seguito dalla stessa popolazione civile dopo che l'area era stata pacificata.
A partire dalle guerre pirriche furono mossi i primi importanti assedi ad opera dei Romani, tra cui l'assedio di Lilibeo,che comportò per la prima volta l'attuazione di tecniche d'assedio complesse.Polibio, Storie, I, 43.
Cesare apportò nel settore dell'ingegneria militare innovazioni determinanti, con la realizzazione di opere sorprendenti costruite con grande perizia e in tempi rapidissimi, come il ponte sul RenoCesare, De bello Gallico, IV, p 17-18; VI, 29. o la rampa d'assedio costruita durante l'assedio di Avarico.Cesare, De bello Gallico, VII, 18-28.
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