Tra i personaggi chiave della rivoluzione scientifica.Albert Einstein, Leopold Infeld, L'evoluzione della fisica. Sviluppo delle idee dai concetti iniziali alla relatività e ai quanti, Torino, Editore Boringhieri, 1965, p. 19... per aver esplicitamente introdotto il metodo scientifico (detto anche "metodo galileiano" o "metodo sperimentale"),. il suo nome è associato a importanti contributi in fisicaPer testuali parole di Luigi Puccianti: «Galileo fu veramente cultore e propugnatore della Natural Filosofia: in effetti egli fu matematico, astronomo, fondatore della Fisica nel senso attuale di questa parola; e queste varie discipline considerò sempre e trattò come intimamente connesse tra loro, e insieme ad altri studi opera su ciascuno di essi, ma con ritorni successivi sempre più approfonditi e più generali, e in fine risolutivi» (da: Luigi Puccianti, Storia della fisica, Firenze, Felice Le Monnier, 1951, Cap. I, pp. 12-13).Fondamentali furono inoltre le sue idee e riflessioni critiche sui concetti fondamentali della meccanica, in particolare quelle sul movimento. Tralasciando l'ambito prettamente filosofico, dopo la morte di Archimede, avvenuta nel 212 a.C., il tema del movimento cessò di essere oggetto di analisi quantitativa e discussione formale allorché Gerardo di Bruxelles, vissuto nella seconda metà del XII secolo, nel suo Liber de motu riprese la definizione di velocità, già peraltro considerata dal matematico del III secolo a.C. Autolico di Pitane, avvicinandosi alla moderna definizione di velocità media come rapporto fra due quantità non omogenee quali la distanza e il tempo (cfr. Gerard of Brussels, "The Reduction of Curvilinear Velocities to Uniform Rectilinear Velocities", edito da Marshall Clagett, in: Edward Grant (ed.), A Source Book in Medieval Science, Cambridge (MA), Harvard University Press, 1974, § 41, pp. 232-237, e Joseph Mazur, Zeno's Paradox. Unraveling the Ancient Mystery Behind the Science of Space and Time, New York/London, Plume/Penguin Books, Ltd., 2007, pp. 50–51, trad. it.: Achille e la tartaruga. Il paradosso del moto da Zenone a Einstein, a cura di Claudio Piga, Milano, Il Saggiatore, 2019).Mario Gliozzi, "Storia del pensiero fisico", in: Luigi Berzolari (a cura di), Enciclopedia delle matematiche elementari e complementi, Vol. III, Parte II, Milano, Editore Ulrico Hoepli, 1972, Art. LX, Cap. III, § 15.Paolo Straneo, Le teorie della fisica nel loro sviluppo storico, Brescia, Morcelliana, 1959, Cap. III, § 33, p. 105.Giuliano Toraldo di Francia, L'indagine del mondo fisico, Torino, Giulio Einaudi editore, 1976, Cap. I. e in astronomia.Grazie al perfezionamento del telescopio, che gli permise di effettuare notevoli studi e osservazioni astronomiche, fra cui quella delle macchie solari, la prima descrizione della superficie lunare, la scoperta dei satelliti di Giove, delle fasi di Venere e della composizione stellare della Via Lattea. Per maggiori notizie, si veda: Luigi Ferioli, Appunti di ottica astronomica, Milano, Editore Ulrico Hoepli, 1987, pp. 11-20. Cfr. pure Vasco Ronchi, Storia della luce, II edizione, Bologna, Nicola Zanichelli Editore, 1952.George Gamow, Biografia della fisica, Biblioteca della EST, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1963, Cap. II. Di primaria importanza fu anche il ruolo svolto nella rivoluzione astronomica, con il sostegno al sistema eliocentricoDal punto di vista storico, un'ipotesi autenticamente "eliocentrica" fu quella di Aristarco di Samo, poi sostenuta e dimostrata da Seleuco di Seleucia. Il modello copernicano invece, contrariamente a quanto generalmente ritenuto, è "eliostatico" ma non "eliocentrico" (vedi nota seguente). Il sistema di Keplero, poi, non è né "eliocentrico" (il Sole occupa infatti uno dei fuochi dell'orbita ellittica di ciascun pianeta che gli ruota attorno) né "eliostatico" (a causa del moto di rotazione del Sole attorno al proprio asse). La descrizione newtoniana del sistema solare, infine, eredita le caratteristiche cinematiche (i.e., orbite ellittiche e moto rotatorio del Sole) di quella kepleriana ma spiega causalmente, tramite la forza di gravitazione universale, la dinamica planetaria. e alla teoria copernicana.A proposito del modello copernicano: «È da notare che, sebbene il Sole sia immobile, tutto il sistema [solare] non ruota intorno a esso, ma intorno al centro dell'orbita della Terra, la quale conserva ancora un ruolo particolare nell'Universo. Si tratta cioè, più che di un sistema eliocentrico, di un sistema eliostatico.» (da )Max Born, La sintesi einsteiniana, Torino, Editore. L'osservazione delle fasi di Venere, incompatibili con il modello geocentrico di Tolomeo,Le fasi di Venere osservate da Galileo dimostravano che tale pianeta non percorreva un epiciclo situato fra il Sole e la Terra, come previsto nel sistema tolemaico, ma un cerchio centrato sul Sole. Tale orbita era compatibile sia con il sistema eliostatico copernicano sia con quello geocentrico proposto da Tycho Brahe, ma non con il sistema geocentrico tolemaico. costituì una forte evidenza contro il sistema tolemaico.
I principali contributi di Galileo Galilei al pensiero filosofico derivano dall'introduzione del metodo sperimentale nell'indagine scientifica. Grazie a questo metodo la scienza abbandonò per la prima volta la posizione metafisica predominante fino ad allora. Si acquisì così una nuova prospettiva autonoma, sia realistica sia empiristica, che privilegiava la quantità rispetto alla qualità. Attraverso la determinazione matematica delle leggi della natura, si iniziò a elaborare una descrizione razionale e oggettiva della realtà fenomenica, superando la tradizione precedente che si concentrava solo sulla ricerca dell'essenza degli enti.Natalino Sapegno, Compendio di storia della letteratura italiana, 3 voll., 8ª ristampa, Firenze, La Nuova Italia Editrice, 1983, Vol. II, Cap. VII, § 3.Centro di Studi Filosofici di Gallarate (a cura di), Dizionario dei Filosofi, Firenze, G.C. Sansone Editore, 1976, pp. 415-418.Ludovico Geymonat (a cura di), Storia del pensiero filosofico e scientifico, 9 voll., Milano, Aldo Garzanti Editore, 1970-72, Vol. II, Cap. XI, §§ V, VI.Ludovico Geymonat, Lineamenti di filosofia della scienza, Biblioteca della EST, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1985, Cap. XI.Federigo Enriques, Giorgio De Santillana, Compendio di storia del pensiero scientifico, dall'antichità fino ai tempi moderni, Bologna, Nicola Zanichelli Editore, 1973 (ristampa anastatica dell'edizione 1936), Parte II, Cap. XXX, pp. 363-368..Renato Pettoello, Leggere Kant, Brescia, Editrice La Scuola, 2014, Cap. III, § 6.David Lerner (a cura di), Qualità e quantità e altre categorie della scienza, Torino, Editore Boringhieri, 1977.Arturo Uccelli (a cura di), Enciclopedia storica delle scienze e delle loro applicazioni, 3 voll., Editore Ulrico Hoepli, Milano, 1941-43, Vol. I, p. 107.
Inizialmente appoggiato dal papa e dai gesuiti,"Nel suo viaggio del 1611 a Roma, invitato da Clavio, ebbe modo di leggere il Nuncius agli astronomi gesuiti del Collegio Romano, che gli garantirono tutto il loro appoggio; mostrò le sue scoperte al più celebre teologo dell'epoca, il cardinale Roberto Bellarmino (1542-1621); venne cooptato nell'Accademia dei Lincei, la prima accademia scientifica al mondo, fondata da poco dal principe Federico Cesi (1585-1630); e fu perfino ricevuto con tutti gli onori da Papa Paolo V". Musso, P. (2021). Le grandi svolte del pensiero scientifico: Origini, storia e significato della grande rivoluzione scientifica rinascimentale - Vol. 1. Italia: Edizioni Studium S.r.l.]"Galileo fu accolto dal papa Paolo V e dai suoi cardinali e, dopo aver argomentato le sue teorie, ottenne l'appoggio dei gesuiti che ne proposero l'iscrizione all'Accademia dei Lincei". Dalessandro, R. (2017). Galileo Galilei: Biografie Storiche. Italia: Good Mood. venne poi sospettato di eresia,Pietro Redondi, Galileo eretico, Roma-Bari, Editori Laterza, 2009. accusato di voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture, processato e condannato dal Sant'Uffizio, nonché costretto, il 22 giugno 1633, all'abiura delle sue concezioni astronomiche e al confino nella propria villa (denominata "Il Gioiello") ad Arcetri.Sentenza di condanna di Galileo. Nel corso dei secoli il valore delle opere di Galileo venne gradualmente accettato dalla Chiesa e 359 anni dopo, il 31 ottobre 1992, papa Giovanni Paolo II, alla sessione plenaria della Pontificia accademia delle scienze, riconobbe "gli errori commessi" sulla base delle conclusioni dei lavori cui pervenne un'apposita commissione di studio da lui istituita nel 1981, riabilitando Galileo.Tullio Regge, Cronache dell'universo. Fisica moderna e cosmologia, Torino, Editore Boringhieri, 1981, pp. 147-149.
Biografia
La giovinezza (1564-1588)
La famiglia d'origine e la nascita Galileo Galilei nacque il 15 febbraio 1564 a Pisa,Secondo Giorgio Del Guerra, nella casa sita al n. 24 dell'attuale via Giusti in Pisa (G. Del Guerra, La casa dove, nacque Galileo Galilei, Pisa, Tipografia Comunale, 1965). primogenito dei sette figli di Vincenzo Galilei e di Giulia Ammannati.Verosimilmente, Galileo non dovette avere buoni rapporti con la madre se non ricorda mai gli anni della sua infanzia come un periodo felice. Il fratello Michelangelo ebbe occasione di scrivere a questo proposito a Galileo, quasi augurandosene l'ormai imminente dipartita: « [...] di nostra madre intendo, con non poca meraviglia, che sia ancora così terribile, ma poiché è così discaduta, ce ne sarà per poco, sì che finiranno le liti.» (10 ottobre 1619; Ed. Naz., Vol. XII, Lettera N. 1422, p. 384) Gli Ammannati, originari del territorio di Pistoia e di Pescia, vantavano importanti origini;Un Tommaso Ammannati (ca 1345–1396) fu fatto cardinale da Clemente VII nel 1385, mentre il fratello Bonfazio Ammannati (ca 1350–1399) ottenne la porpora nel 1397 da uno dei successori di Clemente, l'antipapa Benedetto XIII; quanto a Giacomo Ammannati Piccolomini (1422–1479), cardinale dal 1477, fu umanista, continuatore dei Commentarii di Pio II e autore di una Vita dei papi che è andata perduta. Vincenzo Galilei invece apparteneva a una casata più umile, per quanto i suoi antenati facessero parte della buona borghesia fiorentina.Si ricorda un Tommaso Bonaiuti, che fece parte del governo di Firenze dopo la cacciata del Duca di Atene nel 1343, e un Galileo Bonaiuti (1370–ca 1450), medico noto al suo tempo e gonfaloniere di giustizia, il cui sepolcro nella Basilica di Santa Croce divenne la tomba dei suoi discendenti; a partire da Galileo Bonaiuti, il cognome della famiglia cambiò in Galilei. Vincenzo era nato a Santa Maria a Monte nel 1520, quando ormai la sua famiglia era decaduta ed egli, musicista di valore, dovette trasferirsi a Pisa unendo all'esercizio dell'arte della musica, per necessità di maggiori guadagni, la professione del commercio.
La famiglia di Vincenzo e di Giulia, contava oltre Galileo: Michelangelo, che fu musicista presso il granduca di Baviera, Benedetto, morto in fasce, e tre sorelle, Virginia, Anna e Livia e forse anche una quarta di nome Lena.William Shea, La Rivoluzione scientifica–I protagonisti: Galileo Galilei, in: Storia della Scienza Treccani (2012), Cap. XVIII.
Primi studi e scoperte Dopo un tentativo fallito di inserire Galileo tra i quaranta studenti toscani che venivano accolti gratuitamente in un convitto dell'Università di Pisa, il giovane fu ospitato "senza spese" da Muzio Tebaldi, doganiere della città di Pisa, padrino di battesimo di Michelangelo, e tanto amico di Vincenzo da provvedere alle necessità della famiglia durante le sue lunghe assenze per lavoro..