Un terreno sabbioso è un suolo composto da oltre 60% di sabbia. Da un punto di vista chimico e mineralogico, la frazione granulometrica prevalente, la sabbia, è rappresentata da minerali di difficile disgregazione come quarzo, feldspati o altri tectosilicati. In suoli relativamente giovani può comunque essere rilevante anche la presenza di un terreno sabbioso.
L'aggettivo sciolto, attribuito a questo terreno, si deve alla scarsa incidenza delle forze di coesione e all'assenza di struttura, che appare sostanzialmente incoerente. L'aggettivo leggero è invece derivato dalla facilità con cui si esegue la lavorazione di questi terreni. In realtà la densità dei terreni sabbiosi, sia apparente sia reale, è superiore a quella dei cosiddetti "terreni pesanti", i terreni argillosi, sia per la minore porosità totale sia per la natura chimica e mineralogica delle particelle primarie.
Caratteristiche strutturali Salvo condizioni particolari, in cui ad un elevato tenore in sabbia si accompagna un'apprezzabile presenza di particelle finissime, della classe dell'argilla (almeno il 5-10% sulla terra fina), i terreni sabbiosi sono caratterizzati dall'assenza di struttura (struttura incoerente) a causa del bassissimo tenore in colloidi.
Conseguenza di una struttura di tipo incoerente è la mancata manifestazione dei fenomeni associati al potere colloidale del terreno, quali la coesività e l'adesività, la cui manifestazione ha in genere risvolti negativi, ma anche lo scarso potere assorbente, che in sostanza si identifica con l'accezione più diffusa del concetto di fertilità del terreno.
Proprietà fisico-meccaniche A causa dell'assenza di una vera e propria struttura, le proprietà fisico-meccaniche dei terreni sabbiosi sono sostanzialmente determinate dalle dimensioni delle particelle primarie e dal loro assetto geometrico. Dalla combinazione di questi fattori deriva un limitato sviluppo della superficie massica, che al massimo può giungere a valori dell'ordine di 20 m2 per grammo di terreno, contro i 150–250 m2/g dei terreni argillosi. Quest'ultimo aspetto ha riflessi di grande importanza sulle proprietà fisico-chimiche del terreno.
Le dimensioni delle particelle e la loro disposizione reciproca in condizioni di struttura incoerente determinano bassi valori della porosità totale, generalmente inferiore al 50%, e uno sbilanciamento del rapporto fra microporosità e macroporosità a favore di quest'ultima. Conseguenze dirette di questa condizione sono la modesta capacità d'invaso dei terreni sabbiosi e, soprattutto, la limitata capacità di ritenzione idrica e l'elevata permeabilità.
Al limitato valore della porosità si accompagna un valore alto della densità apparente, dell'ordine di 1,6-1,8 t/m3, poco influenzato dalle lavorazioni a causa dell'assenza di struttura.
Proprietà chimiche Le proprietà chimiche dei suoli sabbiosi sono strettamente correlate al basso valore della superficie massica, che porta a livelli marginali l'incidenza dei fenomeni chimico-fisici d'interfaccia. I suoli sabbiosi hanno perciò una bassa capacità di scambio cationico e la dotazione di elementi nutritivi è piuttosto bassa a causa del limitato potere assorbente.
Il tasso di saturazione in basi e la reazione sono invece influenzati dal concorso di diversi fattori, fra cui si evidenziano la bassa capacità di scambio, la piovosità e la natura mineralogica della frazione solida. La bassa capacità di scambio combinata con un clima piovoso, almeno in alcuni periodi dell'anno, sono causa di predisposizione alla lisciviazione delle basi, con conseguente tendenza all'acidificazione di questi suoli, in particolare quelli derivati da rocce magmatiche. Suoli sabbiosi di natura alluvionale o, più in generale, sedimentaria, possono invece avere una discreta presenza di calcare nella frazione sabbiosa. In questo caso i fenomeni di superficie possono assumere un ruolo non trascurabile in quanto incrementano il tenore in calcare attivo, portando la reazione del terreno su valori medi o alti (terreni neutri o sub-basici).
La dotazione in elementi nutritivi dipende dalla natura chimico-mineralogica della frazione solida e dal modesto potere assorbente. Macroelementi in forma cationica: potassio, calcio, magnesio, azoto ammoniacale. A causa della marcata presenza di tectosilicati di difficile disgregazione, prevalentemente feldspati dei metalli alcalini (potassio e sodio) e quarzo, questi terreni sono poveri in metalli alcalino-terrosi (calcio e magnesio) mentre possono presentare una elevata dotazione in potassio, specie in suoli derivati da rocce ignee acide (granito, riolite, porfido). Apprezzabili dotazioni in magnesio possono derivare da un discreto tenore in fillosilicati e inosilicati, in particolare in terreni sabbiosi derivati da rocce ignee neutre (diorite, andesite), meno frequenti dei precedenti. L'eventuale elevata dotazione in potassio e magnesio nei valori totali, tuttavia, non implica necessariamente un'elevata dotazione nelle forme assimilabili, specie nei terreni soggetti a lisciviazione. Infatti, questi elementi sono per lo più presenti in forma non assimilabile in quanto incorporati nei reticoli cristallini, la cui dinamica di rilascio si svolge in tempi piuttosto lunghi e incongruenti rispetto alla dinamica dell'assorbimento radicale e della lisciviazione. Suoli ben dotati di particelle sabbiose di natura calcarea, invece, possono avere apprezzabili dotazioni in calcio e magnesio, ma in subordine al tenore in calcare attivo e alla dinamica della lisciviazione. D'importanza marginale, sotto l'aspetto quantitativo, è invece la presenza di azoto ammoniacale, giacché la presenza di questo elemento della fertilità è strettamente dipendente dalla capacità di scambio cationico e dal tasso di saturazione in basi. Macroelementi in forma anionica: azoto nitrico, zolfo, fosforo. I macroelementi presenti in forma anionica (nitrati, solfati e fosfati) sono poco rappresentati nella composizione chimico-mineralogica della frazione sabbiosa, fatta eccezione per il fosforo, che in casi eccezionali può essere abbondantemente presente, sotto forma di apatite organogena, in suoli originati da sedimenti marini. I nitrati, provenienti dalla mineralizzazione della sostanza organica e successiva nitrificazione, sono presenti solo in forma solubile e, quindi, soggetti a rapido dilavamento. Lo stesso dicasi per i solfati, provenienti per lo più dalla mineralizzazione della sostanza organica, giacché lo zolfo proveniente dai processi pedogenetici a carico di sedimenti marini contenenti gesso ha una scarsa rilevanza nei suoli sabbiosi. Modesta è anche la dotazione in fosforo, elemento trattenuto principalmente attraverso i processi di scambio ionico e, quindi, poco rappresentato in suoli poveri di colloidi, La dotazione in elementi trattenuti principalmente attraverso l'assorbimento biologico (azoto e zolfo) è correlata naturalmente alla dotazione in humus e sostanza organica e si presenta perciò bassa, almeno nei climi caldi e soggetti a periodi annuali di scarsa piovosità, a causa del modesto tenore in sostanza organica. L'alto grado di macroporosità dei suoli sabbiosi associato a condizioni stagionali di bassa umidità determina una forte aerazione del suolo e, di conseguenza, di uno spostamento del potenziale redox verso valori alti dell'indice rH (prossimi o superiori a 30). Queste condizioni ambientali, accentuate dall'azione sinergica della temperatura nelle regioni temperate e in quelle tropicali, sbilanciano la dinamica dei processi di trasformazione della sostanza organica verso la mineralizzazione. I suoli sabbiosi, almeno nelle regioni calde e caldo-aride, sono perciò poverissimi in sostanza organica e, di conseguenza, dotati di un modesto potere assorbente per assorbimento biologico.
Un cenno particolare va fatto, infine, alla dotazione in sodio. Questo elemento può essere presente in quantità non trascurabili nella frazione sabbiosa di suoli derivati da rocce eruttive povere in silice e ricche in feldspati e feldspatoidi alcalini (trachite, sienite, monzonite, monzogranito, ecc.). Un tenore relativamente alto di sodio associato ad un'apprezzabile presenza di argilla (5-10% sulla terra fine) è causa della formazione di uno stato strutturale disperso che può arrivare ad annullare del tutto gli effetti positivi della sabbia anche se questa è presente in quantità rilevante (oltre il 60% sulla terra fine). Questi suoli, che a tutti gli effetti sono sabbiosi o tendenti al sabbioso, possono presentare i difetti dei terreni limosi e di quelli argillosi proprio perché mal strutturati a causa di un'eccessiva presenza di sodio e di una carenza di calcio.
Proprietà agronomiche Da quanto detto in precedenza, si evince che le proprietà agronomiche dei terreni sabbiosi sono in sostanza determinate dalla modesta superficie massica, dalla bassa porosità e dall'elevato grado di macroporosità, caratteri che derivano dalla combinazione di una tessitura grossolana e dall'assenza di uno stato strutturale. Tali proprietà configurano una situazione di vantaggio, nei confronti dei terreni a tessitura fine o finissima, per quanto concerne le proprietà fisico-meccaniche in generale, fatta eccezione per la modesta capacità di ritenzione idrica, e una situazione di svantaggio per quanto concerne invece le proprietà chimiche.
Difetti Il difetto più manifesto di un terreno sabbioso è la modesta capacità di ritenzione idrica. La scarsa microporosità, dovuta sia alla bassa porosità totale sia al rapporto sbilanciato fra microporosità e macroporosità a favore di quest'ultima, limita la capacità di ritenuta dell'acqua per capillarità. I suoli sabbiosi sono pertanto maggiormente soggetti alla siccità in caso di apporti idrici infrequenti, a prescindere dai volumi invasati, in quanto l'acqua si perde facilmente per evaporazione e, soprattutto, per percolazione profonda.
Non meno importante è la modesta fertilità chimica, principalmente dovuta alla scarsa dotazione in elementi nutritivi. Il fenomeno, come detto in precedenza, si deve al limitato potere assorbente, sia per la bassa capacità di scambio sia per il basso tenore in sostanza organica. Azoto e fosforo e, in genere, calcio, magnesio e zolfo sono elementi carenti nei terreni sabbiosi. Possono eventualmente essere presenti buone dotazioni in potassio, ma, in condizioni di intenso dilavamento, all'elevata dotazione in potassio totale non corrisponde necessariamente una buona disponibilità in potassio assimilabile a causa della modesta capacità di scambio cationico. La modesta dotazione chimico-nutritica di un terreno sabbioso è spesso accompagnata da altri difetti, come il pH anomalo, spesso prossimo o inferiore a valori di 5-5,5 e il modesto potere tampone, dovuto al basso tenore in colloidi organici e minerali. Nel complesso, perciò, i terreni sabbiosi sono notoriamente poveri o, secondo l'accezione comune, poco fertili.
La struttura incoerente, inoltre, rappresenta un difetto non trascurabile se messa in relazione con la giacitura o con la ventosità: in assenza di una stabile copertura vegetale, i suoli sabbiosi sono infatti facilmente esposti all'erosione idrica nei suoli declivi e a quella eolica nei climi con venti dominanti piuttosto forti.
Pregi I pregi di un terreno sabbioso risiedono nelle sue proprietà fisico-meccaniche, sia in relazione alla lavorabilità in senso esteso, sia in relazione alla facilità dei movimenti dell'acqua.