Il nome Clio I identifica la prima serie della Renault Clio, un'autovettura di fascia bassa (segmento B) prodotta tra il 1990 e il 1998 dalla Casa automobilistica francese Renault.

Storia A metà degli anni ottanta la situazione economica della Renault aveva due volti. Da una parte la produzione europea stava portando ingenti introiti grazie al successo commerciale di modelli come la Supercinque, la coppia Renault 9/11 e l'apparentemente inossidabile Renault 4, inoltre i successi in Formula 1 come fornitore di motori non poterono che accrescere la popolarità della Casa francese e portare ulteriori guadagni nelle casse dell'azienda. Per contro, però, i tentativi di far sbarcare i modelli del marchio in Nordamerica portarono a ingenti investimenti che di fatto non produssero altro che perdite visti gli scarsi successi ottenuti oltreoceano. Una situazione quindi molto delicata, che ebbe il suo apice nella nomina di Georges Besse a presidente della Régie e nel programma di razionalizzazione e ristrutturazione dell'azienda da parte di quest'ultimo. Il programma di Besse ebbe come conseguenza il licenziamento di ben 21.000 dipendenti, fatto che poco tempo dopo, alla fine del 1986, sfociò nell'assassinio dello stesso Besse da parte di un gruppo estremista.

Genesi e debutto del modello

Fu proprio in un clima abbastanza delicato come questo che andò a inserirsi l'avvio del progetto che avrebbe portato all'erede della Supercinque. Quest'ultima, infatti, pur proponendosi come rivisitazione in chiave moderna della Renault 5 (di fatto anche con novità tecniche come il motore trasversale in luogo di quello longitudinale), evidenziava però la sua anzianità stilistica, per cui fin da poco tempo dopo il suo lancio, intorno al 1985, venne avviato il progetto X57, volto alla realizzazione di una vera erede, molto più moderna sotto tutti gli aspetti. Tra le principali direttive imposte per il progetto X57 vi fu quella di ottimizzare l'abitabilità interna e più in generale lo spazio, inteso anche come disponibilità di vani portaoggetti, capienza del bagagliaio, ecc). Risale al 1986 la realizzazione di un modello in scala 1:1 che prefigura la vettura definitiva, sebbene ancora molte fossero le differenze rispetto al modello finale. Neppure l'ascesa di Raymond Lévy come neo-presidente Renault turbò il progetto X57, a testimonianza della bontà delle idee riversate nel progetto stesso. Alla fine del 1988 la stampa specializzata sorprese i primi prototipi durante i collaudi su strada, prototipi che oramai, salvo alcune lievi camuffature, rispecchiavano in tutto e per tutto il modello definitivo. Fu proprio in questa fase che trapelò l'intenzione da parte di Lévy di abbandonare il tradizionale ricorso alle cifre numeriche per denominare il nuovo modello, puntando invece su un nome vero e proprio. A tale scopo, di lì a poco fu interpellato Marcel Botton, noto ideatore di nomi e marchi che proprio in questa occasione seppe cogliere il suo primo vero successo, proponendo alla Casa francese il nome Clio, ripreso dalla mitologia greca (Clio era infatti il nome della musa della storia). La Clio, la nuova Renault di segmento B, fu lanciata nel giugno del 1990: il suo lancio non coincise con l'uscita di scena della Supercinque, che proseguì la sua carriera, sebbene limitatamente ad alcuni mercati (tra cui quello francese) e con una gamma sensibilmente ridotta.

Design e meccanica

L'erede della Supercinque cambiò registro dal punto di vista del disegno della carrozzeria: essa era più lunga e più larga per favorire lo sfruttamento dello spazio interno, e più lungo di 7 cm era anche il passo, mentre l'altezza era sostanzialmente invariata (appena 5 mm in più). Il buon lavoro svolto dai designer del Centro Stile Renault aveva portato a una riduzione del Cx, sceso da 0,34 a 0,31, un fattore che andrà a incidere positivamente sul fronte dei consumi. Stilisticamente il salto in avanti era netto: non ci si trovava più di fronte a una rielaborazione della Renault 5, ma a un modello totalmente nuovo. Il frontale era completamente liscio, quasi del tutto privo della classica calandra con griglia di aerazione: la ventilazione avveniva attraverso una sottile presa d'aria in corrispondenza con la battuta del cofano motore e attraverso l'apposita prese d'aria a sviluppo orizzontale sul paraurti anteriore. I fari anteriori erano di forma quadrangolare, ma con angoli più smussati e arrotondati rispetto alla Supercinque. Più moderna anche la vista laterale che proponeva linee semplici e levigate, ma condite con una buone dose di dinamismo che in seguito conoscerà il suo massimo sviluppo con l'arrivo delle versioni sportive. Moderna, semplice e riuscita la coda che ben si sposava con il resto del corpo vettura e che integrava i nuovi fari dal disegno inedito. La Clio nasceva su un nuovo pianale che comprendeva un avantreno di tipo MacPherson con molle elicoidali e un retrotreno a bracci tirati con barre di torsione. L'impianto frenante era misto, mentre lo sterzo era a cremagliera. Al suo debutto la Clio era disponibile in tre motorizzazioni a benzina:

1.1: si tratta del motore Cléon da 1108 cm³ direttamente ripreso dalla Supercinque, con alimentazione a carburatore doppio corpo e con potenza salita da 46 a 48 CV; 1.2: nuovo motore serie ExF da 1171 cm³, alimentato a iniezione elettronica single point e con potenza massima di 58 CV; 1.4: altro motore Energy, questa volta da 1390 cm³, ma nuovamente alimentato a carburatore doppio corpo e con potenza massima di 78 CV.

Per tutte le motorizzazioni, il cambio era di tipo manuale a 5 marce denominato JB1xxx

Allestimenti e dotazioni

La Clio prima serie fu resa disponibile al suo debutto in due livelli di allestimento:

RN, livello più basso previsto in abbinamento ai motori 1.1 e 1.2 e che comprendeva di serie la predisposizione per l'autoradio e il tergilunotto. La lista optional comprendeva invece: autoradio 4x6W, sedile posteriore sdoppiato, tettuccio apribile ad azionamento manuale e vernice metallizzata; RT, livello più alto disponibile in abbinamento con i motori 1.2 e 1.4, e la cui dotazione di serie comprendeva quanto già visto per il livello RN, ma con in più: vetri elettrici anteriori, chiusura centralizzata, fendinebbia e sedile posteriore sdoppiato. Come optional a richiesta con sovrapprezzo erano previsti: la radio integrata 4x6W, i cerchi in lega, i retrovisori esterni regolabili elettricamente, il tettuccio apribile a regolazione manuale o elettrica, il servosterzo e la vernice metallizzata.

Evoluzione

La produzione cominciò presso lo stabilimento francese di Flins-sur-Seine, nei pressi di Parigi, nella sola configurazione a 3 porte, ma entro la fine dello stesso anno sarebbero arrivate anche le versioni a 5 porte. Sempre a fine anno, la vettura ottenne il riconoscimento di Auto dell'Anno 1991. Nel 1991 vi furono le prime significative novità nella gamma della Clio I: arrivò infatti la prima versione a gasolio, spinta dal 1.9 diesel F8Q da 1870 cm³ e 64 CV, mentre al top della gamma vi fu invece l'arrivo di ben due versioni: da una parte la 1.7 Baccara, inizialmente riservata solo ad alcuni mercati tra cui non figura quello italiano, ed equipaggiata con un motore da 1721 cm³ e 92 CV di potenza massima. Tale versione si distingueva per il suo allestimento particolarmente lussuoso, che all'epoca la pose ai vertici nella sua categoria. La seconda novità al top della gamma per il 1991 fu invece la famosa Clio 1.8i 16v, spinta dal potente motore da 1764 cm³ in grado di erogare 137 CV di potenza massima e di spingere la vettura a una velocità massima di 209 km/h. Tale modello diverrà una delle icone degli appassionati di sportive compatte e uno dei modelli maggiormente apprezzati dai giovani. Sempre nel 1991 comparvero le prime versioni catalizzate, che per la verità non furono affatto poche, ma furono estese all'intera gamma, con l'eccezione del motore da 1.1 litri. Divenne così possibile scegliere tra versione catalizzata o meno, tranne appunto che nel caso della motorizzazione di base. Nelle motorizzazioni interessate, l'avvento del catalizzatore comportò un lieve calo di potenza. Così, il 1.2 scese da 58 a 55 CV, il 1.4 da 80 a 78 CV e il 1.8 16v da 137 a 135 CV. Nel 1992 vi fu l'arrivo di altre due nuove versioni, entrambe già catalizzate: da una parte la Clio 1.4 S, spinta dallo stesso motore delle altre versioni 1.4, ma disponibile unicamente con carrozzeria a 3 porte e con specifico allestimento sportiveggiante; la seconda novità del 1992 fu invece la nuova versione Baccara, stavolta disponibile anche in Italia e proposta con un 1.8 imparentato con quello della 1.8 16v, ma che in questo caso era monoalbero a due sole valvole per cilindro, con una cilindrata leggermente differente (1794 cm³) e con potenza massima di 95 CV. Sparì invece dal listino la versione con motore da 1.1 litri, ritenuta ormai inidonea per l'imminente conversione alla normativa Euro 1. Un caso particolare fu rappresentato dalla motorizzazione 1.9 diesel, la quale poté permettersi di rinunciare al catalizzatore anche dopo l'inizio del 1993, poiché venne dotata di valvola EGR, il che consentì di abbattere emissioni inquinanti in quantità sufficiente a rispettare comunque la normativa Euro 1.

Nel 1993 si ebbe l'arrivo di due nuove versioni sportive che andarono semplicemente ad aggiungersi a quelle già esistenti: la Clio RSi, con motore 1.8 da 108 CV, e la Clio 2.0i Williams, prima vettura di segmento B a montare un motore da ben 2 litri di cilindrata, motore che in questo caso raggiungeva una potenza di 147 CV, garantendo alla vettura una velocità massima di 215 km/h. Nella primavera del 1994 vi fu il primo dei due aggiornamenti che caratterizzarono la carriera commerciale della Clio I: gli aggiornamenti furono lievi e riguardarono il ridisegno della sottile griglia frontale, gli specchietti retrovisori e i gruppi ottici posteriori, ora più bombati. Inoltre, il cofano posteriore ricevette una nuova modanatura e le scritte identificative furono spostate al di sopra di essa (prima erano sopra la modanatura stessa). Anche la dotazione divenne più completa, specie nelle versioni più ricche che ricevettero l'airbag lato guida di serie (optional nelle altre versioni). Subentrarono nuovi allestimenti, come lRTi, il BeBop (allestimento base molto allegro e giovanile) e lSi che sostituì l'allestimento S presentandosi con ABS e immobilizer, ma senza airbag. La gamma motori rimase sostanzialmente invariata. Alla fine dello stesso anno si aggiunse alla gamma un nuovo allestimento di base denominato RL e disponibile unicamente con il motore da 1.2 litri.

Nel 1995, la versione Williams fu tolta da tutti i listini europei tranne quello italiano, per via del grande successo riscosso da tale versione nel nostro Paese. Nello stesso anno, la RL beneficiò dell'arrivo del motore da 1239 cm³, mutuato direttamente dalla "sorellina" minore Twingo e in grado di erogare fino a 54 CV di potenza massima.