Biografia Famiglia d'origine Appartenente al casato di Trastámara, era figlia del re di Castiglia Léon Giovanni II e di Isabella del Portogallo.

I suoi nonni paterni erano Enrico III di Castiglia e Caterina di Lancaster; quelli materni don Giovanni d'Aviz (figlio del re del Portogallo Giovanni I e di sua moglie Filippa di Lancaster), e Isabella di Braganza, figlia del duca di Braganza Alfonso e di Beatriz Pereira de Alvim (unica figlia di Nuno Álvares Pereira, conestabile del regno e conte di Arraiolos, Barcelos e Ourém).

Era sorellastra del re di Castiglia e Léon Enrico IV.

Infanzia Quando i suoi genitori si unirono in matrimonio il 17 agosto del 1447 a Madrigal de las Altas Torres, suo padre Giovanni II era vedovo di Maria d'Aragona, figlia del re Ferdinando I, dalla quale aveva avuto un figlio, Enrico, nato nel 1425.

Nel 1454 Giovanni II morì lasciando orfani Isabella e suo fratello Alfonso, rispettivamente di tre anni e un anno. La morte del marito produsse in Isabella d'Aviz un profondo stato di malinconia, tanto da farle decidere di rinchiudersi nel castello di ArévaloLa regina vedova aveva la signoria sulla città di Cuenca e i paesi di Arévalo e Madrigal, e nel testamento Giovanni II gli confermò il possesso di Arévalo., dove sarebbe rimasta per 42 anni, fino alla morte.

Nella sua adolescenza ebbe una relazione con il giovanissimo amico d'infanzia Gonzalo Fernández de Córdoba, cugino di secondo grado del futuro consorte aragonese, che aveva due anni meno di lei.

Erede al trono

Al trono salì il fratellastro Enrico IV, mentre suo fratello Alfonso, sempre nel 1454, ricevette il titolo di principe delle Asturie, destinato all'erede al trono.

Nel 1455 Enrico IV si sposò (in seconde nozze) con Giovanna del Portogallo, figlia del re Edoardo e di Eleonora d'Aragona (figlia di Ferdinando I e di Eleonora d'Alburquerque). Da questa unione, nel 1462, nacque finalmente il legittimo erede al trono, una figlia: Giovanna.

Una parte di nobili della corte che già riveriva Alfonso quale principe delle Asturie, sfruttando molto abilmente la voce che Enrico IV fosse impotente, aveva diffuso la diceria, molto probabilmente inventata, che la figlia di Giovanna del PortogalloLa regina era screditata e si diceva che avesse alcune relazioni extraconiugali fosse figlia non di Enrico IV, ma di uno dei suoi migliori amici, Beltrán de la Cueva, che in quegli anni aveva fatto una rapida carriera alla corte castigliana e, da allora, le fazioni contrarie al sovrano cominciarono a denominare la figlia Giovanna, a cui il padre aveva concesso il rango di principessa della Asturie, con il soprannome Beltraneja.

Quando suo fratello Alfonso morì improvvisamente il 5 luglio del 1468 per cause sconosciute, Isabella venne designata erede al trono di Castiglia da Enrico IV in un trattato (Tratado de los Toros de Guisando) nel quale la principessa aveva accettato la clausola che avrebbe sposato il re del Portogallo Alfonso V, mentre il re di fatto riconosceva l'illegittimità della figlia Giovanna.

I pretendenti alla mano di Isabella erano due: oltre ad Alfonso V vi era il cugino di Isabella Ferdinando, unico maschio nato al duca di Peñafiel, re di Navarra e re di Aragona Giovanni IIGiovanni II di Aragona era figlio terzogenito del re d'Aragona e di Sicilia, Ferdinando I, e di Eleonora d'Alburquerque (1374 - 1435). Questa era figlia dell'infante Sancho di Castiglia, conte di Alburquerque, e di Beatrice del Portogallo, figlia del re Pietro I il Giustiziere e della sua amante e poi moglie segreta, Inés de Castro dalla sua seconda moglie Giovanna Enríquez, figlia dell'ammiraglio di Castiglia, signore di Medina de Rioseco e conte di Melgar Federico Enriquez (?-1473).

Le preferenze di Isabella andarono al secondo, così il 19 ottobre 1469, senza l'approvazione del fratellastro Enrico IV, Isabella e Ferdinando si sposarono segretamente. Isabella era davvero innamorata di suo marito, tanto che in una lettera gli scrisse: «La discussione che si è suscitata circa il diritto al trono non ha meno disgustato me che voi. Che bisogno c'è mai di chiarire i diritti tra coloro i quali i corpi, le anime e i beni sono uniti dall'amore più puro e per il vincolo del santo matrimonio? [...] Sarei ben stolta se non vi amassi più di tutti i Regni».

Irritato dal fatto che il matrimonio fosse stato celebrato senza il suo assenso, Enrico IV diseredò Isabella e dichiarò pubblicamente, assieme alla moglie, che Giovanna la Beltraneja era sua figlia legittima e la proclamò principessa ereditaria, con la cerimonia de la Val de Lozoya, un prato vicino a Buitrago.

Guerra di successione

Questa decisione diede origine a una serie di conflitti tra coloro che sostenevano Giovanna e quelli che appoggiavano Isabella. Alla morte improvvisa di Enrico IV si scatenò tra questi due partiti una vera e propria guerra di successione, finché Isabella il 13 dicembre 1474 fu proclamata regina di Castiglia e Ferdinando divenne re consorte con il nome di Ferdinando V, mentre la Beltraneja, che ugualmente reclamava la corona, era stata promessa ad Alfonso V del Portogallo.

Immediatamente, il re del Portogallo, designato sovrano di Castiglia e León dai partigiani della moglie nonostante Isabella fosse già stata incoronata regina con il marito, invase la Castiglia (estate del 1475), per difendere i diritti della consorte; lo scontro decisivo avvenne nei pressi di Toro, la città in cui si era insediata e dove teneva la corte Giovanna la Beltraneja.

Ferdinando aveva a disposizione un modesto esercito che però Isabella riuscì ad accrescere, ottenendo aiuto dai nobili, dai conventi e dalle abbazie. Il 1º marzo 1476, nella battaglia di Toro, Ferdinando, comandante dell'esercito castigliano, mise in fuga Alfonso, che vedendo i propri sostenitori in Castiglia diminuire si ritirò in Portogallo con Giovanna, scortata dal figliastro Giovanni, erede al trono lusitano.

La pace fu sottoscritta ad Alcáçovas (Viana do Alentejo), il 4 settembre del 1479Il re del Portogallo, Alfonso V e la moglie Giovanna rinunciarono a ogni pretesa sul trono di Castiglia, alle Baleari e le Canarie, mentre Isabella e Ferdinando abbandonarono le pretese su Madera, Azzorre e isole di Capo Verde: inoltre lasciarono al Portogallo tutte le terre a sud del Capo Bojador., dal figlio Giovanni, in quanto Alfonso V si era da tempo ritirato nel convento di Varatojo a Torres Vedras dove morì nel 1481, e alla sua morte anche Giovanna si ritirò in monastero a Coimbra dove visse fino al 1530.

Il trattato venne controfirmato a Toledo nel marzo del 1480 da Isabella e Ferdinando.

Sul trono di Castiglia e conquista del regno di Granada

L'insediamento sul trono di Isabella era avvenuto il 13 dicembre 1474 (due giorni dopo la morte del fratellastro Enrico) a Segovia; Ferdinando era assente, ma al suo ritorno reclamò i suoi diritti sulla corona di Castiglia e nel 1475, con il concordato di Segovia, veniva deciso che la sovrana poteva esercitare il suo potere regale in Castiglia ma non in AragonaQuando sarebbe divenuta regina consorte mentre Ferdinando, oltre a essere titolare della potestà regia in Aragona, per il contratto di matrimonio (capitulaciones), in Castiglia poteva amministrare la giustizia congiuntamente o separatamenteSe i re Cattolici si trovavano in luoghi diversi, ognuno di loro aveva il diritto di sovrintendere al potere giurisdizionale separatamente dall'altro, se invece si trovavano nella medesima località lo gestivano insieme; le ordinanze reali venivano firmate da entrambi; le monete recavano insieme le due effigi e i sigilli reali portavano le armi delle due casate; infine Ferdinando si occupava della politica estera.

Alla morte del suocero Giovanni II avvenuta il 20 gennaio 1479, il marito Ferdinando oltre che re di Sicilia divenne re di Aragona e, nello stesso anno, fu decretata l'unione de facto della Castiglia con la Corona d'Aragona, e fu applicato il contratto di matrimonio, per cui i due Stati, benché uniti, mantenevano governi separati.

A partire dal 1481 Ferdinando si occupò della conquista del regno dei Nasridi di Granada, dove mise in mostra le sue doti di diplomazia e di attitudini militari, già evidenziate nella guerra civile. L'assedio terminò nel 1492 con la capitolazione dell'ultimo sovrano musulmano della penisola iberica Boabdil (1459-1528); il 2 gennaio 1492 la città si arrese, dopo sei mesi di accerchiamento, e Isabella vi entrò vittoriosa con il crocifisso in mano (come spesso viene rappresentata), completando così la Reconquista.

La conquista di Granada riuscì a eliminare le contestazioni interne e fece guadagnare prestigio ai monarchi di Castiglia e Aragona agli occhi degli Stati cristiani. Il territorio di Granada fu annesso al regno di Castiglia e, nel 1492, i governi vennero congiunti. Insieme alle regioni peninsulari i Re cattolici di Spagna possedevano le Baleari, la Sicilia e la Sardegna.

I Re Cattolici (Los reyes católicos)

Per sottrarre il nuovo regno al feudalesimo arcaico che ancora vi dominava e consolidare la monarchia nel senso assolutista per diritto divino, che già aveva mostrato la propria forza in Francia con Filippo il Bello e poi con i Valois, i nuovi sovrani provvidero a riformare i rapporti con la nobiltà e il clero; lo strumento principale e più innovativo a questo scopo furono le Cortes, sorta di parlamenti nei quali erano rappresentati i nobili, il clero e alcune città, che potevano proporre ai sovrani nuove leggi - la cui approvazione rimaneva comunque esclusivo diritto reale.

Ma lo strumento principale di consolidamento del nuovo regno assolutista fu la religione cattolica, di cui i nuovi re di Castiglia e Aragona ben conoscevano la forza di coesione e la potenza di instrumentum regni: nonostante le obiezioni del papato, l'Inquisizione e il clero furono posti dal 1478 sotto la giurisdizione reale da Sisto IV con sede a ToledoLa capitale sarà trasferita a Madrid nella seconda metà del secolo XVI..

Nel 1480 l'ultra-cattolica Isabella introdusse in Castiglia l'InquisizioneUna bolla che autorizzava la nomina di inquisitori nei domini spagnoli fu promulgata da papa Sisto IV, nel 1478. e quattro anni dopo Ferdinando ne consentì l'operato anche in AragonaAnche se in Aragona vigeva dal 1249, ma non era più praticata..

Inoltre Ferdinando stabilì il principio della conformità religiosa, per cui fu attuata l'espulsione degli ebrei con decreto del 31 marzo del 1492,A seguito del bando dei giudei castigliani, il re del Portogallo Giovanni II permise a circa 90.000 di loro di entrare nel suo regno e, dietro il pagamento di una tassa di otto cruzados pro capite, avevano diritto di soggiornarvi otto mesi., cioè quelli che non accettavano di convertirsi al cristianesimo o salvo battesimo (salvo bautismo) e la conversione forzosa degli abitanti del regno di Granada, nel 1503, ai quali però la regina Isabella aveva garantito il diritto alla libertà religiosa al momento della capitolazione del reame musulmano.

L'azione della Santa Inquisizione era diretta in particolar modo contro i moriscos e i marrani, rispettivamente i musulmani e gli ebrei falsamente convertiti al cristianesimo. Ciò portò alla dispersione degli ebrei sefarditi soprattutto nel bacino del Mediterraneo, in particolare nei territori dell'Impero ottomano, dove trovarono una maggiore tolleranza religiosa. Molti continuavano a professare segretamente la loro religione, pur essendosi convertiti. Chi veniva scoperto era bruciato vivo sul rogo e i suoi beni erano confiscati dalla Corona, pratica che divenne piuttosto diffusa per finanziare le casse del regno. Gli ebrei convertiti inoltre subivano in ogni caso discriminazioni sociali ed economiche: erano loro vietati particolari mestieri, venivano additati come marranos, in lingua spagnola maiali, e spesso si arrivò a segregarli in determinati quartieri-ghetto delle città, chiamati Juderias.