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Il suo regno fu il più lungo di tutta la storia dell'Impero, ben 49 anni. Nei primi tredici il giovane imperatore dovette affrontare due guerre civili, causate - come testimonia Michele Psello nelle sue cronache - dai generali Barda Sclero e Barda Foca, che lo ritenevano troppo giovane per governare l'Impero. Una volta sconfitti i due generali ribelli, Basilio II conseguì notevoli risultati in ambito militare, distruggendo il Primo Impero Bulgaro ed occupandone i territori.

In politica interna l'imperatore contrappose alla grande aristocrazia militare delle province una nuova aristocrazia proveniente da diversi settori dell'economia e dell'apparato burocratico, sostenendo nel contempo la piccola proprietà terriera, politica iniziata da quasi un secolo dal bisnonno Leone VI il Saggio (886-912). Sotto di lui, l'impero raggiunse l'apice delle sue fortune, per poi iniziare, dopo il suo trapasso, un inesorabile declino che solo i Comneni riusciranno, seppur momentaneamente, a rallentare.

Biografia Infanzia Figlio di Romano II (959-963) e di Teofano, apparteneva alla famiglia dei Macedoni, salita al potere nell'867 con l'assassinio di Michele III l'Ubriaco (842-867) da parte di Basilio I il Macedone (867-886), il quale aveva cominciato la scalata al potere venti anni prima, quale stalliere personale dell'imperatore.. Nato nel 958, il 22 aprile 960, giorno di Pasqua, fu incoronato co-imperatore dal patriarca Polieucte nella basilica di Santa Sofia.

Il padre morì nel 963, quando Basilio aveva soli cinque anni, ed essendo egli e il fratello Costantino troppo giovani per regnare, la reggenza venne assunta dalla madre Teofano.. Comprendendo l'instabilità di questa situazione, Teofano si accordò con il generale Niceforo II Foca (963-969), accettando di sposarlo affinché divenisse imperatore e tutore, in qualità di patrigno, dei suoi due figli.

Tuttavia, nel 969 Niceforo venne ucciso in una congiura ordita dalla stessa Teofano e dal suo amante e complice, il generale Giovanni Zimisce, che divenne imperatore. Il patriarca Polieucte, però, si rifiutò di incoronare il nuovo imperatore finché questi non avesse fatto penitenza per l'empio atto e avesse punito la complice Teofano con l'esilio.. Zimisce fu costretto a obbedire all'autorità religiosa e Teofano poté tornare nella capitale solo dopo l'ascesa al potere dei figli.. Giovanni I Zimisce regnò dal 969 al 976 come tutore dei due porfirogeniti..

Basilio II Basileus dei Romani

Giovanni Zimisce morì nel 976; in quell'anno Basilio aveva compiuto i diciott'anni e riuscì, grazie all'appoggio del parakoimōmenos Basilio Lecapeno, a farsi incoronare imperatore.

Anche Costantino fu nominato co-imperatore, ma il potere rimase in mano al fratello maggiore, in quanto egli era soltanto sedicenne e per giunta non interessato alla vita politica.. Il giovane principe rappresentò sempre un problema per il fratello, a causa dei suoi costumi lascivi e delle enormi somme spese in cortigiane e altri piaceri carnali..

Quanto alle sue abitudini, Basilio era un ottimo cavallerizzo, mangiava con misura piatti non troppo elaborati ed era alquanto misogino, tanto da essere stato l'unico basileus a non sposarsi..

Il neo-imperatore ebbe subito due gravi problemi da risolvere: il primo era un suo prozio omonimo, il già citato parakoimomenos Basilio, il quale gli lasciò poca autonomia, gestendo gran parte degli affari di stato; il secondo era costituito dalla scelta dell'erede al trono: infatti riteneva suo fratello Costantino e gli altri suoi familiari inadatti a governare un impero..

Prima rivolta di Barda Sclero

Sempre nel 976 si verificò la rivolta del generale Barda Sclero, che si fece nominare basileus dalle sue truppe in seguito al tentativo del parakoimomenos Basilio di destituirlo dalla carica di domestico d'Oriente.. Sembra che il generale ribelle avesse intenzione di mantenere sul trono i due porfirogeniti, regnando da dietro le quinte come loro reggente.. All'inizio del 978 Sclero, dopo aver conquistato Nicea, marciò in direzione della capitale Costantinopoli; in quel momento Sclero era riuscito ad assoggettare tutti i territori orientali bizantini. Sclero poteva vantare sull'appoggio della flotta bizantina meridionale (thema dei Cibirreoti), ma gli scontri navali furono favorevoli a quella parte della flotta rimasta fedele all'imperatore legittimo, che sventarono così il tentativo di Sclero di passare in Europa.

Il parakoimomenos Basilio richiamò dall'esilio Barda Foca e gli affidò nel 978 il comando delle forze di terra bizantine, nominandolo domestico d'Oriente, per conseguire una vittoria decisiva. Barda Foca era un nipote dell'imperatore Niceforo ed era descritto dalle fonti dell'epoca come un formidabile guerriero dalla statura gigantesca; da parte sua, aveva tentato una usurpazione sotto Giovanni Zimisce, venendo poi ridotto all'obbedienza proprio da quel Barda Sclero che ora era chiamato a fronteggiare.. Barda Foca non si tirò indietro, deciso a vendicare la morte dello zio, che era stato ucciso da Giovanni Zimisce di cui Sclero era stato partigiano.

Barda Foca fece di Cesarea di Cappadocia il suo quartier generale, assemblando un esercito. Gli eventi successivi sono riportati dalle fonti in maniera contraddittoria. Secondo Giovanni Scilitze almeno tre battaglie sarebbero state combattute tra Foca e Sclero in Anatolia: la prima presso Amorio, conclusasi con la vittoria dei ribelli; la seconda a Basilica Therma, anch'essa favorevole alle forze di Barda Sclero; infine una battaglia decisiva nella piana di Pankaleia sul fiume Halys, conclusasi con la vittoria delle forze di Barda Foca, supportate dagli alleati georgiani. Di contro il cronista Yahya di Antiochia riporta solamente due battaglie: la prima, combattuta a Pankaleia il 19 giugno 978, e vinta da Barda Sclero; la seconda, avvenuta il 24 marzo 979 in una località non meglio chiarita, vinta da Barda Foca. La contraddizione tra queste due ricostruzioni può essere in parte mitigata, come indicato da John Harper Forsyth nel suo The Byzantine-Arab Chronicle (938-1034) of Yahya b. Sa'id al-Antaki, utilizzando informazioni riportate da Leone il Diacono, dal testo georgiano Vita di Giovanni e Eutimio, e da un'iscrizione presente nel monastero gerogiano di Zarzma. In conclusione, la ricostruzione più plausibile consente di collocare geograficamente la prima battaglia a Pankaleia nei pressi di Amorio e dal punto di vista temporale nel giugno 978; la seconda battaglia a Basilica Therma, nel thema orientale di Charsianon, nel marzo 979. La terza battaglia riportata dallo Scilitze, nella quale si sarebbe avuto il duello tra Sclero e Foca, appare, nella ricostruzione di Forsyth, come un evento di finzione letteraria..

Barda Sclero in seguito alla sconfitta subita riuscì a fuggire, rifugiandosi con il suo seguito inizialmente presso l'emiro hamdanide Abu Taghlib (con il quale aveva concluso un trattato di alleanza nel 976), ed in seguito alla corte dell'emiro buwayhide Adud al-Dawla a Baghdad, dove rimase per i successivi sette anni. Venne così debellata la prima rivolta di Barda Sclero e Barda Foca assunse la posizione di Grande domestico.

Guerra contro i Bulgari

Nel 985 Basilio II, mal tollerando il fatto che l'effettivo potere fosse detenuto dal prozio omonimo e volendo governare in maniera autonoma, lo fece arrestare con l'accusa di ribellione. Sembrerebbe infatti che il ciambellano Basilio, temendo di cadere da un momento all'altro in disgrazia, si fosse accordato con Barda Foca e altri comandanti per organizzare una congiura contro l'imperatore. La punizione fu severa: fu condannato all'esilio e alla confisca dei beni. Successivamente l'imperatore fece abrogare tutte le leggi del prozio, tranne quelle che contenessero una nota di conferma scritta da Basilio II stesso.. Giustificò questa decisione nel modo seguente:

L'anno dopo condusse la sua prima campagna militare da sovrano completamente autonomo, contro i Bulgari. Dopo la morte di Giovanni Zimisce, infatti, i figli del governatore di Macedonia Nicola, i cosiddetti quattro comitopuli, avevano organizzato una rivolta in Macedonia, nel corso della quale riuscirono a liberare, approfittando della guerra civile che stava dilaniando Bisanzio, gran parte dei Balcani dal giogo bizantino. Alla notizia della rivolta, l'ex zar di Bulgaria Boris, tenuto prigioniero a Costantinopoli, riuscì a evadere insieme al fratello Romano, ma morì durante la fuga. Poiché Romano non poteva diventare zar di Bulgaria essendo stato castrato, la corona di zar spettò a Samuele, l'unico dei quattro comitopuli ancora in vita.Secondo altre versioni, ritenute inattendibili da Ostrogorsky (vedi nota 214 a p. 288), sarebbe stato Romano e non Samuele a venire incoronato zar in questa occasione. Questa versione alternativa viene riportata anche da Treadgold, che sostiene che Samuele si proclamò zar solo anni dopo, quando scoprì che Romano, fatto prigioniero dai Bizantini, era morto. In . Sotto la guida di Samuele i Bulgari sferrarono incursioni in Tessaglia, espugnando tra la fine del 985 e l'inizio del 986 l'importante città di Larissa..

Basilio II replicò alle incursioni di Samuele cercando di riconquistare Serdica, ma subì una cocente sconfitta, che segnò profondamente i suoi rapporti con i Bulgari allorché il grosso del suo esercito fu decimato in un'imboscata.. Mentre tornava a Costantinopoli con quello che rimaneva dell'esercito, giurò solennemente che tutta la Bulgaria, un giorno, avrebbe pagato col sangue la sua disfatta..

Seconda rivolta di Barda Sclero e rivolta di Barda Foca

Il califfo di Baghdad aveva accolto Barda Sclero per usarlo nel momento di maggiore debolezza dell'Impero, allo scopo di impadronirsene e assoggettarlo al dominio arabo. L'occasione si presentò nel 986, quando Sclero venne a conoscenza della sconfitta di Basilio II ad opera dei Bulgari. Equipaggiato con uomini e mezzi dal califfo di Baghdad, Sclero si autoproclamò basileus ma, giunto in Anatolia, capì subito che i nobili non l'avrebbero appoggiato, in quanto fedeli a Barda Foca...

Lo stesso Foca, che a quel punto era diventato estremamente popolare, si proclamò basileus e propose a Sclero di unire le forze per dividersi l'Impero: la parte europea sarebbe spettata a Foca, mentre i territori asiatici sarebbero spettati a Sclero.. Sclero accettò, ma l'alleanza durò poco, in quanto Foca non aveva alcuna intenzione di mantenere le promesse fatte. Appena Sclero ebbe abbassato la guardia, Foca lo fece imprigionare, avendo così sotto il suo comando anche le truppe di Sclero.. Esse rimanevano fedeli al califfo, il quale era interessato soltanto al logoramento degli eserciti imperiali..

Foca pensava che il modo migliore per distruggere Basilio II fosse di dividere in due il suo esercito; una parte sarebbe andata ad ovest di Abido sull'Ellesponto, l'altra si sarebbe dovuta trincerare a Crisopoli. Basilio II non si pose il problema di intervenire subito, in quanto non era in grado di agire al di fuori di Costantinopoli; dal canto suo Foca voleva combattere sulla difensiva, per cui Basilio aveva bisogno di un alleato: lo trovò in Vladimir di Kiev. Vladimir pose sotto il comando dell'imperatore seimila Variaghi, pretendendo come unica contropartita la mano della principessa Anna, sorella di Basilio. La corte bizantina non prese bene questa notizia, non gradendo che una parente stretta di un imperatore bizantino, andasse sposa di un principe barbaro..