Medicina (Midgéṅna in dialetto bolognese) è un comune italiano di abitanti nella città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna. Il territorio comunale è totalmente situato in pianura. Il capoluogo sorge presso l'intersezione dell'omonimo canale con la storica strada San Vitale.

Origini del nome Attestato fin dall'855, si tratta di un riflesso del latino medicina, nel significato di "luogo dove ci si cura e ci si medica".. Una leggenda invece racconta che la città fu così nominata dall'imperatore Federico Barbarossa. Passando per questi luoghi provenendo da Milano per l'incoronazione a Roma, l'imperatore si ammalò e fu costretto a riposo nei pressi del piccolo castello. Il Barbarossa guarì miracolosamente dopo aver bevuto un brodo dal quale, dopo la cottura, era fuoriuscito un serpente vivo, tra lo stupore dei cuochi. È stato però dimostrato che il nome era molto antecedente al passaggio di Federico Barbarossa, che avvenne realmente nel maggio del 1155, quando il centro ricevette dal Barbarossa il diploma di libero comune..

Storia La cittadina ha antiche origini: vari reperti risalenti all'Età del Bronzo e all'Età del ferro sono conservati presso il museo civico. Medicina continuò ad essere abitata in epoca romana, come attestano diversi reperti archeologici e la presenza del cardo e del decumano, oggi corrispondenti rispettivamente a via Cavallotti e via Libertà, in pieno centro storico.

La prima fonte medievale riguardante Medicina risale, come già accennato, all'anno 855, quando, in un documento ravennate, comparve per la prima volta il nome "Medicina" in riferimento a questi luoghi e il territorio comunale ad est del capoluogo fu chiamato “Medesano”Attualmente, tale denominazione è presente nel solo nome di "San Martino in Medesano", piccola frazione situata a sud-est di Medicina, lungo la strada che conduce alla vicina Castel Guelfo..

Nel corso dei secoli, Medicina fu soggetta a diversi domini: inizialmente, fu governata dall'impero germanico, poi fu inclusa nei domini della grancontessa Matilde di Canossa (XI – XII secolo), tornò poi sotto il controllo del Sacro Romano Impero e, infine, fu soggetta allo Stato della Chiesa fino all'unità d'Italia, avvenuta nel 1861. Durante l'età comunale, Medicina fu governata da un podestà; inoltre, la cittadina godette di particolare autonomia, concessale dall’imperatore. Infatti, i medicinesi si dimostrarono sempre fedeli all'impero, anche perché temevano la potente e vicina città di Bologna, che era di parte guelfa. In questo contesto di aspre lotte faziose, diverse consorterie nobiliari del territorio giocarono un ruolo chiave nelle dinamiche politiche e militari tra il borgo e la città felsinea, legando i propri destini alle alterne fortune dei blocchi guelfo e ghibellino.Giuseppe Simoni, Cronistoria di Medicina, Bologna, Tipografia d'Azeglio, 1888. La posizione di Medicina era strategica: collocata presso i confini con il ravennate e il ferrarese, era un ottimo luogo per i collegamenti con entrambi i territori, grazie ai suoi porti vallivi di Buda e Portonovo sulla valle Padusa, vasta area paludosa che si estendeva a Sud del corso del fiume Po. A causa della sua posizione, Medicina fu spesso conquistata da Bologna, ma la sua privilegiata condizione fu sempre ristabilita dai poteri centrali e, più volte, i bolognesi dovettero ricostruire o restaurare le mura cittadine, ancora oggi visibili nella parte meridionale del centro storicoPrecisamente, all’incrocio tra via Pillio e via Oberdan..

Tra i diversi personaggi storici che fecero base dentro le mura di Medicina, si ricordano: Lotario II, imperatore del Sacro Romano Impero nell'XI secolo; Cristiano di Magonza, diplomatico e vescovo tedesco, vissuto nel XII secolo; Enrico IV e Federico II, imperatori tedeschi, vissuti rispettivamente a cavallo tra l'XI e il XII secolo e tra XII e XIII secolo. L’imperatore Federico I, meglio noto come Federico Barbarossa, è sicuramente il personaggio storico al quale i medicinesi sono più legati: oltre ad essere il protagonista di una famosa leggenda popolare, nel 1155 dichiarò Medicina comune libero e autonomo dalle ingerenze dei bolognesi e ne definì il vasto confine territoriale.

Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con D.P.C.M dell'11 marzo 1955.

Il bozzetto che accompagna il decreto riporta le parole poste in sbarra invece che in banda come descritto nella blasonatura ufficiale. Le rappresentazioni più antiche dello stemma, recavano le scritte poste in decusse e divise dai bracci della croce, precisamente LIBE- in banda nel primo quarto, -CINA in sbarra nel secondo, MEDI- in sbarra nel terzo e -RTAS in banda nel quarto. Il motto Libertas pare riferito alle garanzie di cui godevano le istituzioni medicinesi sotto il dominio papale e si affermò definitivamente nell'Ottocento al posto delle chiavi pontificie. Il capo d'Angiò (d'azzurro, caricato di tre gigli d'oro, alternati ai quattro denti di un lambello di rosso) sottolinea il legame con Bologna.

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 26 ottobre 1955, è un drappo troncato di rosso e di azzurro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

A Medicina si trovano numerose chiese, campanili e torri. Architetture religiose Chiesa parrocchiale di San Mamante, in stile barocco. Ex chiesa del Carmine, costruita a partire dal 1696 su progetto di Giuseppe Antonio Torri per il vicino convento carmelitano. Esempio di architettura e decorazione tardo barocca che attende ancora complessivi restauri, conserva all'interno altari con le pale originariamente realizzate per essi da Ercole Graziani e Giuseppe Marchesi, detto il Sansone, tra gli altri. L'ambiente è arricchito da stucchi di Filippo Scandellari ed Angelo Piò. La sagrestia, realizzata su disegno di Alfonso Torreggiani alla metà del Settecento e ricca di dipinti, è in fase di restauro (2020)s.a., Settecento a Medicina. Il Barocco bolognese nelle chiese del centro storico, pieghevole a cura del comune di Medicina, 2019.. Chiesa di Santa Maria della Salute, costruita dal 1728 su progetto di Ferdinando Bibiena, di cui è stata recentemente restaurata la facciata, ha un interno tardo barocco, con un altare maggiore ornato di stucchi e degli angeli di Domenico Piò. Chiesa dell'Assunta detta Santuario del Crocifisso, scenograficamente posta a conclusione della strada principale via della Libertà, costruita da Alfonso Torreggiani nel 1748. Chiesa dei Santi Francesco e Anna dell'Osservanza, iniziata, insieme al convento, nel 1731 per i frati minori.

Architetture civili Vi sono ville e palazzi degni di nota come palazzo Prandi (opera del tardo Settecento con facciata a timpano e piramidi alla sommità), villa Simoni-Pasi e villa Gennari.

Il Porticone Venturoli, cosiddetto dall'architetto medicinese Angelo Venturoli che lo costruì alla fine del Settecento, doveva collegare in origine il centro del paese con la chiesa dell'Osservanza.

La Torre dell'orologio fu costruita nel XVI secolo fino alla prima cornice e nel '600 fu aggiunto il quadrante in maioliche faentine. Presenta le 24 ore (modo antico) e dispone di un'unica lancetta. Alla fine del 1700 fu aggiunta la parte sommitale della torre e il rispettivo quadrante a 12 ore.

Stazione radioastronomica

Nel 1963 viene costruita la stazione radioastronomica di Medicina. L'inaugurazione è avvenuta il 19 ottobre 1964. L'impianto è composto da un'antenna parabolica del diametro 32 metri e da una "croce", costituita da una serie di antenne ad arco disposte lungo due bracci, lunghi 560 e 625 metri. L'intero complesso prende il nome di «Croce del Nord» ed è gestito dall'Istituto di radioastronomia di Bologna, creato dal CNR e oggi parte dell'INAF. Esiste un'installazione gemella posta a Noto, in Sicilia.

Aree naturali Nel 2002 vengono istituiti nelle frazioni di Buda, Portonovo e Sant'Antonio e nel comune di Molinella i Biotopi e Ripristini ambientali di Medicina e Molinella classificati come zona di protezione speciale (ZPS) secondo la Rete Natura 2000 dell'Emilia-Romagna. Sono un insieme di zone umide e boschetti dove nidificano diverse specie protette di uccelli come gli aironi cenerini e la sgarza ciuffetto. È presente nel complesso anche l'oasi del Quadrone che comprende una fattoria didattica.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera è di 1.511 persone, pari al 9,21% della popolazione.

Cultura Musica La tradizione musicale di Medicina ha radici molto profonde, tanto che Medicina è fra i primi paesi dell'area bolognese che, in un contesto culturale favorevole, ha sentito il desiderio di costituire un organico di tipo musicale. La città ha dato in natali a un importante compositore, il carmelitano Elia Vannini, che, dopo aver lavorato come maestro di cappella presso il duomo di Ravenna, tornò a Medicina dove si spense. Nel Comune è presentei una tra le più antiche bande dell'Emilia-Romagna. Si tratta della Banda Municipale di Medicina, fondata nel 1844 e tuttora esistente, è composta di circa quaranta musicisti.

A Medicina ha sede il "Coro delle mondine" un gruppo di donne, ormai non più giovani, che tramite il canto, vogliono mantenere viva una tradizione del territorio medicinese. La coltura delle piante da riso è stata un tempo molto diffusa nelle campagne medicinesi. Queste donne per dare il ritmo nella piantumazione delle piantine di riso e per schernire i proprietari terrieri, o i "caporali", intonavano canzoni. Questi canti rappresentano la tradizione popolare, soprattutto canti di lavoro, ma anche di carattere gioioso, amoroso e canti "di osteria". I canti sono strettamente legati alla realtà della campagna bolognese dall'inizio del XX secolo: dal lavoro, alla fatica, la fame, la miseria e gli amori, da quelli fortunati e a quelli sfortunati. Il coro dal 1976 ha lo scopo di raccogliere e tramandare una cultura che sta scomparendo. Hanno pubblicato un libro e un CD nel 2012 (Siam tutte un sentimento, registrato dal vivo a Roma) in cui raccolgono le conzoni più significative e raccontano la vita delle mondariso. Il 1º maggio del 2012 hanno cantato alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Eventi Festa di Primavera (ultima domenica di marzo). Comprende: varie mostre, esposizione di piante e fiori, mercato straordinario e apertura del museo civico; Medicipolla (secondo fine settimana di luglio). Comprende l'Antica Fiera di Luglio, dedicata alla cipolla tipica locale; Festa del Barbarossa (terzo fine settimana di settembre - compresa la notte tra venerdì e sabato). Comprende: "Palio della Serpe", "Convivium de lo Fuoco", Giostra delle Torri, Caursa dal dòdg e tri (Corsa di mezzanotte e tre quarti)I concorrenti si sfidano lungo i 197,8 metri di viale Oberdan, durante i quindici rintocchi dell'orologio., sfilata storica (rievocazione della visita dell'Imperatore). La rievocazione inizia già dal primo weekend di settembre, quando il futuro imperatore gira tutte le frazioni medicinesi per delimitarne i confini.

Economia Industria, artigianato e terziario risultano sviluppati; l'agricoltura intensiva (soprattutto di patate e cipolle tipiche locali) resta una delle attività di maggior rilievo. Il tradizionale mercato settimanale si tiene ogni giovedì.

Geografia antropica Frazioni Popolazione delle frazioni di Medicina al 31/12/2018. FrazionePopolazioneFrazionePopolazione Buda 321 Portonovo 333 Fantuzza 116 San Martino 496 Fiorentina 363 Sant'Antonio 680 Fossatone 896 Via Nuova 371 Ganzanigo Villa Fontana Totale abitanti nelle frazioni: .Su un totale di abitanti nell'intero territorio comunale (con aggiornamento al 31 dicembre 2018).

Buda

Il nome di questa frazione compare già in documenti risalenti all'anno 885; ricoprì il ruolo di pieve di grande rilevanza tra il IX e l'XII secolo e fu sede di un importante porto vallivo.