La laguna di Venezia, o laguna veneta (in dialetto veneziano Ƚaguna de Venesia o Ƚaguna vèneta), è una laguna italiana dell'Alto Adriatico, situata lungo le coste centro-settentrionali e meridionali del Veneto.

È la laguna più estesa del Mar Mediterraneo, con una superficie di circa , di cui l'8% formati da terraferma (Venezia stessa e molte isole minori), circa l'11% permanentemente composto d'acqua o canali dragati e circa l'80% costituiti da piane di marea o le artificiali casse di colmata.

L'intero territorio è stato inserito nel 1987 nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO.

Storia

Preistoria ed età oscura Durante le ere glaciali, la regione era occupata da terre emerse che non escludono l'esistenza di villaggi preistorici. Circa 6.000 anni fa, in seguito all'ingressione marina olocenica, si formò la laguna ma, come provato da studi basati, ad esempio, sui carotaggi, il territorio fu per molto tempo instabile, con continue variazioni del livello del mare e della posizione dei litorali. Questi fenomeni possono aver contribuito a nascondere le tracce della presenza umana in età antica che, per questo motivo, è assai controversa e descritta solo da supposizioni.

I pochi ritrovamenti constano in manufatti di selce, punte di frecce e simili, alcuni databili al II millennio a.C. Ben diversa la situazione nell'immediato entroterra, dove sono stati rinvenuti addirittura resti di villaggi. Si può dunque supporre che allora la laguna fosse frequentata come fonte di sostentamento in cui praticare caccia, pesca e raccolta, ma mai come luogo abitato stabilmente.

Dopo il 1000 a.C. il clima, fattosi più freddo e piovoso, ha in breve tempo reso più stabile geologicamente la laguna, favorendo l'intensificarsi della presenza umana. Sono di questo periodo i primi reperti di quelle che diverranno poi Altino, Spina, Adria e Aquileia. Questi primi insediamenti erano ben lungi dal divenire i grandi centri portuali che saranno poi, ma la laguna era già allora coinvolta, come testimonia la presenza di manufatti etruschi e greci, in intensi traffici commerciali.

Periodo romano Nonostante la presenza di grandi centri portuali nell'entroterra, non è mai stata chiarita la consistenza della presenza umana nel luogo in età romana. Numerosi sono i riferimenti nelle opere antiche, ma non hanno risolto molto i dubbi, non essendo mai molto approfondite. Strabone parla del clima (buono, anche se umido e instabile) e di villaggi eretti su palafitte e collegati al mare da canali; Vitruvio pure ne sottolinea il clima salubre; Plinio il Vecchio parla di canali artificiali trasversali usati per facilitare la navigazione; Marziale addirittura loda i lidi di Altino paragonandoli a quelli di Baia, che era tra le più rinomate località di villeggiatura del tempo.

I reperti archeologici riescono a dare un quadro più preciso. Sono frequenti, specie nella laguna settentrionale, i rinvenimenti di anfore, cocci di vasellame e simili. Ritrovamenti importanti sono stati fatti a Torcello, Mazzorbo e presso le scomparse Costanziaco e Ammiana, segno di una presenza sparsa, ma stabile. Sicura da tempo è l'esistenza del porto di Clodia, l'attuale Chioggia. Addirittura, presso Malamocco sono stati rinvenuti i resti di una cinta muraria, con materiale risalente all'età romana e alcuni reperti nei dintorni di Torcello proverebbero l'esistenza di vere e proprie ville. Altro materiale dimostra l'esistenza di saline e mulini, che fanno pensare ad aree bonificate e coltivate.

Si può pensare allora a una laguna vitale. Sulle sue rive si affacciavano i porti che attiravano le rotte commerciali. All'interno si avevano vaste zone sfruttate per la caccia e la pesca, ma anche saline e campagne bonificate, con centri abitati e apprezzate "località turistiche". Molto probabilmente a quel tempo la laguna era divisa nei quattro bacini attuali, ma con terre emerse a dividerli in corrispondenza degli attuali spartiacque. Solo così viene a spiegarsi la funzione di porto padovano per il borgo di Malamocco, che si trova al centro di uno spartiacque.

Medioevo

Un popolamento più denso e stabile si ebbe però a partire dal V-VI secolo d.C., quando la laguna servì da rifugio alle genti romane in fuga dalle invasioni barbariche. La crisi e la conseguente caduta di Roma aveva infatti provocato il deterioramento delle infrastrutture e delle vie di comunicazione, sicché la laguna si trovò di fatto a essere isolata.

A questo concorse anche l'alluvione del 589 (la cosiddetta rotta della Cucca) che mutò il corso dei maggiori immissari, quali il Brenta e il Sile e che probabilmente sommerse gli spartiacque unendo i quattro bacini a formare un'unica laguna come oggi la conosciamo. Il flusso di profughi si intensificò con l'arrivo dei Longobardi (641) e a questo periodo risale la fondazione dei maggiori centri quali Torcello, Murano, Burano, Mazzorbo, Ammiana e Costanziaco. Precedente forse la fondazione di Rialto (V secolo) e delle altre isole che oggi compongo Venezia, tuttavia, almeno per tutto l'Alto Medioevo non ebbero un ruolo fondamentale nella storia della laguna, oscurate dall'importanza degli insediamenti appena citati.

In epoca romana Venezia era il nome della regione nord-orientale d'Italia, la Regio X Venetia et Histria, ma in questo periodo passò a designare, col nome di Venezia marittima, la sola fascia costiera tra le lagune di Venezia e Grado. In seguito alle campagne di Giustiniano, la regione fu sottomessa, sebbene con una certa autonomia, all'Impero bizantino e vi rimase anche quando il resto del Veneto fu assoggettato ai Longobardi.

Testimonianza della vita lagunare di allora è una lettera che Cassiodoro indirizza ai responsabili della Venezia marittima. Il noto letterato si dilunga a un certo punto, sulla descrizione del posto: la gente, indipendentemente dall'estrazione sociale, si ciba essenzialmente di pesce; tra le attività principali, spicca l'industria del sale, prodotto che viene utilizzato persino come merce di scambio; ogni famiglia possiede una barca che utilizza sovente negli spostamenti, analogamente ai cavalli in terraferma; le costruzioni "ricordano i nidi di uccelli marini", costruite tra i canneti o addirittura galleggianti sull'acqua.

Geografia Originariamente la laguna di Venezia faceva parte di un più ampio sistema palustre, comprendente anche diverse lagune minori (la ormai bonificata laguna di Eraclea, la laguna del Mort, la laguna di Caorle, la laguna di Bibione, la laguna di Marano e la laguna di Grado), dal quale si potevano raggiungere anche le paludi dell'area di Ravenna, che andavano a comporre la Valle Padusa. Questo ampio sistema idrografico è stato poi cancellato dalla crescente antropizzazione del territorio, in particolare dalle opere di bonifica e dello spostamento fuori dalla gronda lagunare della foce di diversi fiumi (Adige, Brenta, Bacchiglione, Sile e Piave).

Ad oggi la Laguna di Venezia è collegata al mar Adriatico da tre bocche di porto, nell'ordine, da nord: Lido-San Nicolò Malamocco Chioggia Essendo situata all'estremità di un mare chiuso, la laguna è soggetta a grandi escursioni del livello delle acque, le più vistose delle quali (soprattutto nei periodi autunnali e primaverili) provocano fenomeni come lacqua alta, che allaga periodicamente le isole più basse, o lacqua bassa, che rende talvolta impraticabili i canali meno profondi. Per agevolare la navigazione, i canali lagunari sono segnalati attraverso file di pali: le bricole. Si affaccia sulla laguna nella sua parte centrale la riviera del Brenta.

L'accesso al mare in futuro dovrebbe essere regolato dalle opere del progetto MOSE.

Geografia umana Nella zona centro-settentrionale della laguna sorge la città di Venezia, a dalla terraferma e a dal mare aperto. Si estende inoltre ampiamente sull'immediata terraferma con la conurbazione di Mestre-Marghera-Favaro Veneto. All'estremità meridionale sorge invece la città di Chioggia, mentre all'estremità orientale i piccoli centri compresi nel comune di Cavallino-Treporti, lungo il litorale del Cavallino.

A marzo 2008, nel centro storico di Venezia si contavano abitanti e nelle isole dell'estuario 30 568. Se a questi si aggiungono gli abitanti del centro storico di Chioggia (circa 20 000), si può arrivare a dire che sulle isole della laguna vivono grossomodo abitanti. Non si tiene però conto dei abitanti del comune di Cavallino-Treporti, dei quali una buona parte vivono a tutti gli effetti in laguna.

Gli abitanti della laguna vivono dunque in massima parte nei centri storici di Venezia e Chioggia. Secondo l'ultimo censimento dell'ISTAT, le isole abitate sono il litorale del Lido (17 848 ab.), Murano (4 968), Pellestrina (4 471) Burano (3 267), Sant'Erasmo (771), Mazzorbo (364), le Vignole (69), Torcello (25), Mazzorbetto (10) e San Clemente (1). A San Giorgio Maggiore, San Lazzaro degli Armeni, San Michele e San Francesco del Deserto, ospitanti conventi, vi sono rispettivamente 11, 22, 11 e 9 residenti.

Suddivisione amministrativa La Laguna di Venezia ricade quasi interamente nel territorio della città metropolitana di Venezia (già provincia di Venezia) e si suddivide essenzialmente tra i comuni di Venezia, Cavallino-Treporti e Chioggia. Parti ricadono però nei comuni di Jesolo, Quarto d'Altino, Mira, Campagna Lupia, Musile di Piave e Codevigo (quest'ultimo in provincia di Padova). Sulle acque lagunari hanno giurisdizione anche altri enti pubblici, quali le Capitanerie di Porto di Venezia e di Chioggia.

Isole Isole maggiori

Isola Superficie in ettari Casse di colmata 1154,52 Venezia 516,53 Sant'Erasmo 325,73 Murano 117,16 Vignole 69,20 Chioggia 66,53 Giudecca 58,90 Mazzorbo 51,79 Torcello 44,17 La Certosa 24,20 Burano 21,08

Litorali

Litorali Superficie in ettari Lido di Venezia 400 Pellestrina 200 Sottomarina 1000

Isole minori della Laguna Nord

Isola Superficie in ettari San Michele 15,95 Santa Cristina 13,62 Lazzaretto Nuovo 8,72 Isola dei Laghi 8,50 La Cura 8,13 La Salina 5,34 San Francesco del Deserto 3,68 Sant'Ariano 2,57 San Giacomo in Paludo 1,25 San Secondo 1,21 Motta di San Lorenzo 0,61 Madonna del Monte 0,54 Motta dei Cunici 0,53 Crevan 0,37 Monte dell'Oro 0,13 Sant'Andrea Mazzorbetto

Isole minori della Laguna Centro-Sud

Isola Superficie in ettari Tronchetto 18,43 Sacca Fisola 18,07 Sacca Sessola 15,64 San Giorgio Maggiore 9,98 Poveglia 7,51 San Clemente 6,74 San Servolo 4,84 Santa Maria della Grazia 3,81 San Lazzaro degli Armeni 3,27 Lazzaretto Vecchio 2,58 Santo Spirito 2,38 San Giorgio in Alga 1,51 Sant'Angelo della Polvere 0,52 Spignon 0,02 Motte di Volpego Sacca San Biagio

Isole fortificate Batterie:

Isola Superficie in ettari Collocazione Campalto 2,92 Laguna Nord Buel del Lovo 0,65 Laguna Nord Tessera 0,63 Laguna Nord Carbonera 0,59 Laguna Nord Campana o Podo 0,59 Laguna Sud Ex Poveglia 0,57Laguna Sud Trezze 0,52Laguna Sud Fisolo 0,48Laguna Sud Ottagono San Pietro 0,33 Laguna Sud Ottagono Abbandonato 0,30 Laguna Sud Ottagono Poveglia 0,28 Laguna Sud Ottagono Alberoni 0,25 Laguna Sud Ottagono Ca' Roman 0,20 Laguna Sud

Isole scomparse Ammiana Costanziaco San Marco in Boccalama Vigilia La Caderna

A proposito delle modifiche naturali avvenute nella laguna di Venezia nel corso dei millenni, secondo il Rivio, al secolo l’avvocato inglese Thomas RyvesHistoriae navalis mediae libri tres, p. 134. Londra, 1640, del quale non conosciamo però le antiche fonti, nella laguna di Venezia si scorgevano settanta isole, delle quali le principali erano: Rialtus (isola così chiamata perché antistante la foce di un antico ramo del fiume Brenta chiamato, oltre che Una, anche Prialto. Il Sabellico la chiama però Rivumaltum, ossia "Canale terroso"); Caprulae ("Caprioli"); Equitium ("Mandria equina"); Metamaucum (perché antistante alla foce del Rivus Medoacus, poi Brenta. Il Dandolo la chiama Mathemaucum); Albiola ("Bianchina");