Come in molti casi di date legate a luoghi dell'Impero russo, la reale data di nascita di Elena D'jakonova seguiva il calendario giuliano, all'epoca il calendario ufficiale. Il suo diploma di maturità d'insegnante, conseguito in un istituto femminile di Mosca nel 1915, ci comunica che era nata il 26 agosto 1894, corrispondente appunto al 7 settembre nel calendario gregoriano.Artículo de Gala Dali: los secretos de una musa por J.J. Navarro Arisa, "El País Semanal", Madrid, España, 14 de agosto, 1994.

Biografia Nome L'origine esatta dello pseudonimo non è chiara, ma alcuni elementi fanno pensare che sia stato coniato dall'amica d'infanzia e poetessa Marina Cvetaeva, che nel 1910 dedicò infatti una delle sue poesie a «Galja D'jakonova»Estrella De Diego, Gala Salvador Dalí. A Room of One's Own at Pùbol, Museu Nacional d'Art de Catalunya, 2018, p. 209. Nel 1974 la sorella della poetessa, Anastasija Cvetaeva, regalò a Gala le sue Memorie con la dedica scritta a mano «alla mia cara Galuška, come ti chiamava Marina».De Diego, op. cit., p. 236.

Nella sua autobiografia Salvador Dalí dedica un paragrafo ai soprannomi che dava all'amata:

«Io chiamo mia moglie: Gala, Galuchka, Gradiva (perché è stata la mia Gradiva); Oliva (per la forma del suo volto e il colore della sua pelle); Olivette, il diminutivo catalano di Oliva, e i suoi derivati deliranti, Olihuette, Orihuette, Buribette, [...]. La chiamo anche Lionete (perché appena si arrabbia ruggisce come il leone della Metro Goldwyn Mayer); Scoiattolo, Tapiro, Piccolo negus (perché rassomiglia a un vivace animaletto delle foreste); Ape (perché scopre tutte le essenze che, gettate nel crogiolo del mio cervello, diventeranno il magico miele dei miei pensieri). [...] E ancora Campanella di pelliccia (perché, mentre dipingo, legge per me ad alta voce, e la sua voce ha il soffice mormorio di una campanella di pelliccia, che mi permette di apprendere quanto, senza di lei, sarei destinato a ignorare)».Salvador Dalì, La mia vita segreta, Abscondita, 2006, p. 190.

Infanzia e adolescenza in Russia

Elena D'jakonova nacque il 7 settembre 1894 (26 agosto per il calendario giuliano in vigore all'epoca in Russia) a Kazan', nella Russia centrale europea, in una famiglia di intellettuali, dalla madre Antonina Deulina e il padre Ivan D'jakonov, un funzionario del Ministero dell'Agricoltura dell'Impero russo. Gala aveva due fratelli maggiori, Nikolaj e Vadim, e una sorella minore, Lidija. Sin da piccola Gala, come lei stessa racconta nei suoi diari, ritrovati e pubblicati postumi, era di salute cagionevole e più volte sottoposta a cure e ricoveri a causa di problemi polmonari. Quando Gala aveva poco più di dieci anni, il padre morì e la madre si risposò con un rinomato avvocato moscovita, Dmitrij Il'ič Gomberg. Il patrigno, di cui la figlia conservò il patronimico, ebbe una grande influenza su Gala, tanto che i due rimasero sempre in contatto, scambiandosi lettere.

La famiglia, fino a quel momento vissuta in una casa modesta, si trasferì a Mosca e Gala cominciò a frequentare l'istituto femminile M. G. Bruchonenko, dove conobbe Anastasija Cvetaeva, sorella più piccola della poi celebre poetessa russa Marina Cvetaeva. Scrive Anastasija nel 1971 nella sua autobiografia: «Quando sul divano di Marina parlavamo del nostro futuro – sconosciuto –, dei viaggi, della gente, del fischio dei treni, Gala ascoltava Marina come se bevesse acqua viva».De Diego, La vita segreta di Gala Dalì, in Gala Dalì, La vita segreta. Diario inedito, L'ippocampo, 2012, p. 12. Cresciuta circondata dai libri, Gala era già all'epoca una grande appassionata di poesia e di letteratura, passione che l'accompagnò per tutta la vita. Nei suoi diari racconta delle sessioni di lettura con la madre e di come, a dodici anni, il padre lesse a lei e ai fratelli Il demone di Lermontov: «I miei fratelli ed io seguimmo quel racconto con interesse appassionato, esaltato».Gala Dalì, op. cit., p. 53.

Clavadel e l'incontro con Paul Éluard Nel 1912, dopo che le venne diagnosticata una grave tubercolosi, Gala venne mandata a Davos, in Svizzera, nel sanatorio di Clavadel, che ospitava pazienti da tutto il mondo (tra loro, ad esempio, il poeta brasiliano Manuel Bandeira). Lì conobbe il diciassettenne francese Eugène Émile Paul Grindel, all'epoca indeciso se cominciare la sua carriera di poeta. Il ricovero e l'incoraggiamento di Gala, che riconobbe da subito il suo talento, fornirono al giovane una via di fuga dal seguire le orme paterne e diventare contabile. Nel 1913, sotto lo pseudonimo di Paul Éluard, pubblicò la sua prima raccolta Premiers poèmes, finanziata dalla madre e ispirata da Gala, alla quale gran parte delle poesie erano dedicate.

Durante il soggiorno nel sanatorio, Éluard raccontava a Gala di Parigi, teatro in quegli anni delle prime avanguardie e di un grande fervore artistico, e i due sognavano di costruire lì un futuro insieme. Ma alla fine del periodo di ricovero, nel febbraio del 1914, Gala dovette tornare a Mosca e affrontare la disapprovazione dei genitori per i suoi progetti futuri. Seguirono due anni di passionale corrispondenza tra Gala ed Éluard, il quale nel 1914 pubblicò la sua seconda raccolta dal titolo Dialogue des inutiles, con una prefazione scritta da Gala sotto lo pseudonimo di «Reine de Paleugnan», basato sull'anagramma «A.P.E.G. un rien d'Ellen: À Paul Éluard, un rien d'Ellen».Unda Hörner, Die realen Frauen der Surrealisten, Suhrkamp, 1996, p. 101. «Non siate scioccati», scrive Gala nella prefazione, «che sia una donna – o piuttosto, una sconosciuta – a presentare questo volume al lettore».Ibid., p. 100. Il testo, scritto probabilmente a quattro mani, è composto di quattordici dialoghi che sembrano anticipare i testi-collages dadaisti di Ernst, in cui Gala ed Éluard si identificano in due ruoli letterari: la musa e il poeta.

Parigi Nell'agosto del 1916, attraversando un'Europa ormai in guerra, Gala si trasferì finalmente a Parigi. Il primo periodo nella capitale francese si rivelò però più difficile del previsto e ben diverso dall'idillio artistico che si era figurata. Dopo due anni di separazione, Éluard si arruolò infatti volontariamente nell'esercito e Gala si ritrovò a convivere con la madre del poeta in una Parigi visibilmente provata dalla guerra. Si immerse sempre più nelle letture e si concentrò nello studio della lingua francese, che aveva cominciato a studiare da bambina e che parlava già fluentemente, ma che divenne in questo periodo quasi la sua prima lingua. Lavorò anche a traduzioni di classici dal russo al francese. Come scrisse nelle lettere al compagno: «[...] leggo versi e prosa. Leggo quasi un libro al giorno. Leggo di tutto. [...] Mi piace molto, e sempre di più, G. Apollinaire – la poesia che venne letta al matrimonio di André Salmon. Ci sono bellissime poesie di Jules Romains. [...] Imparo sempre più il francese»;De Diego, La vita segreta, p. 18. e in un'altra lettera: «ho scritto in russo quattro strofe di una poesia e non posso scrivere in russo – sto perdendo la mia lingua, sto dimenticando il russo».

A causa dei suoi problemi di salute, Paul Éluard fu costretto a interrompere il servizio militare; tornò dopo breve tempo a Parigi e il 21 febbraio 1917 lui e Gala si sposarono. Poco più di un anno dopo, l'11 maggio 1918, nacque la figlia Cécile.

Dopo la fine della guerra, la coppia – che fino a quel momento aveva vissuto appoggiandosi ai genitori di Éluard – si trasferì in un proprio appartamento a Parigi. Surrealismo Nel 1919 Gala e Paul Éluard entrarono a far parte del circolo artistico che si raccoglieva attorno ad André Breton, nucleo originario di quello che sarebbe diventato il famoso movimento d'avanguardia surrealista. La coppia destò subito l'attenzione dei membri del gruppo: lui, uno dei poeti più amati del momento; lei, una personalità carismatica e misteriosa. Tutti erano affascinati da Gala che, oltre a continuare a svolgere il ruolo di ispiratrice e collaboratrice del marito, era in stretti rapporti con molti artisti: «Fa più volte da modella per Man Ray; è "la torre" per l'altro grande poeta, Robert Desnos; la confidente dello scrittore René Creval, al quale legge i tarocchi nelle sue sedute come veggente; la persona che il pittore Giorgio de Chirico cerca perché gli faccia da mercante d'arte agli inizi del 1920». Intorno a Gala si formò una sorta di culto, alimentato tanto da lei stessa quanto dal marito.

Nel novembre 1921 gli Éluard andarono a trovare Max Ernst e sua moglie Louise Straus a Colonia, per scegliere insieme dei collage che illustrassero la successiva raccolta del poeta. Da quell'incontro nacque un'intesa e un'amicizia che continuarono negli anni successivi. Gala divenne ben presto modella e amante di Max Ernst, in una relazione triangolare che coinvolgeva apertamente anche il marito; venne ritratta dal pittore in celebri dipinti, come La belle jardinière e, nel 1922, come unica donna in Au rendez-vous des amis, ritratto del circolo parigino dei surrealisti.

Nel marzo 1924, in circostanze inizialmente misteriose – tanto che molti ipotizzarono un suicidio –, Paul Éluard partì improvvisamente per il Sud-Est asiatico, raggiungendo dopo mesi di vagabondaggio Saigon (l'odierna Ho Chi Minh, allora parte dell'Indocina francese). Poco tempo dopo venne raggiunto da Gala e Max Ernst. Nel corso del viaggio in Asia, la relazione a tre giunse alla sua conclusione: Gala tornò a Parigi con il solo Éluard, mentre Ernst rimase in viaggio per alcuni mesi. Nell'ottobre dello stesso anno André Breton pubblicò il Manifesto del Surrealismo.

Nel 1925 Paul Éluard e Max Ernst, rendendo omaggio alla donna da entrambi amata, pubblicarono l'opera Au défaut du silence, contenente venti schizzi di Ernst raffiguranti Gala e diciotto poesie di Éluard, definite da Philippe Soupault «i più bei versi mai scritti dai tempi di Baudelaire».erek Sayer, Prague. Capital of the Twentieth Century. A Surreal History, Princeton University Press, 2013, p. 297.

Negli anni tra il 1926 e il 1929 gli Éluard attraversarono un momento di crisi, come si può dedurre dalle loro lettere e da alcuni versi contenuti nella raccolta Capitale de la doleur, pubblicata nel 1926.

Nel 1929 Paul Éluard pubblicò L’amour la Poésie, opera dedicata a Gala. L'incontro con Salvador Dalí Nell'agosto del 1929 gli Éluard, René Magritte con la moglie Georgette Berger e il gallerista Camille Goemans andarono a Cadaqués in visita dal giovane pittore Salvador Dalí, allora appena venticinquenne e all'inizio della sua carriera. Per Dalí fu amore a prima vista: l'incontro con Gala – dettagliatamente raccontato ne La mia vita segreta – segnò l'inizio di una relazione che avrebbe accompagnato entrambi per tutta la vita. Mentre gli altri tornarono a Parigi, Gala si trattenne a Cadaqués. Al suo ritorno nella capitale era ormai chiaro che il matrimonio con Paul Éluard fosse giunto al termine.

Come già avvenuto con il primo marito, anche tra Gala e Dalí nacque da subito una collaborazione artistica e intellettuale. Scrive Dalí ne La mia vita segreta: «[...] tutti mi giudicavano un genio un po' scemo e solo Gala, con il suo devoto e violento fanatismo, aveva cercato di convincere i nostri amici surrealisti che io sapevo dipingere, parlare e perfino "scrivere", producendo documenti la cui importanza filosofica avrebbe sconcertato il nostro gruppo».Salvador Dalì, op. cit., p. 192. Nel 1930 venne pubblicato il primo libro di Dalí, La femme visible (La donna visibile), risultato di una raccolta di appunti e schizzi riorganizzati da Gala – alla quale l'opera era dedicata – e pubblicati sotto suo consiglio. Nello stesso anno fu organizzata la prima esposizione parigina di Dalí, che l'artista ricorda nella sua autobiografia definendola «esposizione ormai nostra»,Ibid. esplicitando così – come farà spesso – il ruolo professionale che Gala svolgeva.