Patek Philippe & Co. è un'azienda svizzera produttrice di orologi di lusso, tra le più antiche e prestigiose del mondo.
Storia
La fondazione
Il fabbricante di orologi di nobile origine polacca Antoni Patek Prawdzic (1811-1877), trasferitosi a Ginevra con il nome Antoine Norbert de Patek, iniziò a vendere orologi nel 1839 a in società con Franciszek Czapek per poi separarsi da questi nel 1844. Quest'ultimo proseguirà per breve tempo l'attività di orologiaio autonomamente, per chiudere non molto tempo dopo. Solo recentemente il marchio Czapek è stato rilanciato. Sempre nel 1844, invece, Patek incontra a Parigi il giovane orologiaio francese Jean-Adrien Philippe (1815-1894) e la manifattura produce il suo primo orologio con carica e messa all'ora senza chiave, innovazione concepita proprio da Philippe qualche anno prima. Nel 1845 la manifattura produce il suo primo orologio da tasca a ripetizione minuti e ottiene il brevetto per un orologio con carica e messa all'ora al pendente. In quell'anno Patek si mise nuovamente in società con il francese Adrien Philippe, che l'anno precedente aveva vinto un prestigioso premio per la realizzazione di componenti meccaniche per orologi all'Esposizione Industriale Francese. Anche grazie alla carica a corona, e all'elevatissima qualità dei suoi prodotti, la Patek Philippe praticamente fin dalla sua fondazione iniziò a fare concorrenza a Vacheron Constantin (che allora si chiamava ancora Vacheron & Constantin), fondata sempre a Ginevra nel 1755.
La società fu fondata con l'attuale denominazione nel 1851 (nonostante la data di fondazione ufficiale riportata sia il 1839), anno in cui espone all'Esposizione Universale di Londra, e da allora ha introdotto o perfezionato molte innovazioni nel suo campo tra cui il calendario perpetuo (brevettato nel 1889 e applicato per la prima volta a un orologio da polso nel 1925) e il Cronografo à rattrapante (brevettato nel 1902 e applicato per la prima volta a un orologio da polso nel 1922). Sempre nel 1851 Patek Philippe cominciò a fornire orologi alla Regina Vittoria e a suo marito dopo che la sovrana del Regno Unito acquistò un orologio della ditta all'Esposizione universale di Londra. L'invenzione del primo orologio da polso si ritiene che possa risalire al 1868 (o almeno tradizionalmente viene fatta risalire a questa data): fu concepito per la contessa ungherese Koscowicz (altre volte si trova il nome Kocevicz), anche se nella storia vi erano già stati esempi celebri di orologi da polso, come l'esemplare realizzato da Breguet per la Regina di Napoli Carolina Bonaparte agli inizi dell'Ottocento. Altri pezzi di incommensurabile pregio furono realizzati nel 1909 (l'orologio da tasca Duca di Regla, con carillon Westminster dotato di grande e piccola suoneria e ripetizione minuti) e nel 1916 (primo orologio complicato rivolto a un pubblico femminile).
Patek Philippe già a fine Ottocento diventa celebre per proporre pezzi assai interessanti (realizzati in pochissimi esemplari) dotati di complicazioni all'avanguardia per l'epoca, presentate da ben poche maison: uno straordinario contributo alla nomea della Maison è merito anche dell'azienda Victorin Piguet, la quale per oltre un secolo ha contribuito a fornire sia ébauches (movimenti grezzi), sia moduli per complicazioni all'azienda ginevrina. Fu proprio grazie a questo straordinario fornitore che Patek riuscì già a fine Ottocento a realizzare complicazioni da tasca come cronografi, cronografi sdoppianti, calendari perpetui ed altri pregevolissimi esemplari che oggi occupano perlopiù vetrine di musei. Sempre a fine Ottocento (per precisione nel 1887) la Maison registra il simbolo della croce di Calatrava, simbolo dei cavalieri di Malta e da quel momento fino ad oggi emblema di Patek Philippe.
I grandi successi di Patek Philippe (1920-1960) Come già citato, nel 1922 e nel 1925 si trovano le prime applicazioni per cronografi rattrapanti e calendari perpetui da polso, che adottavano le ébauches di Victorin Piguet da 12'''. In questo stesso periodo viene realizzato anche un crono rattrapante per mancini, con corona e pulsanti a sinistra. In particolare risale al 1925 il primo calendario perpetuo da polso della storia dell'orologeria, la ref. 97 975, alimentato da un antico movimento risalente ancora alla fine dell'Ottocento. L'orologio è però un modello unico e non vede seguito. Lo stesso discorso vale anche per alcuni rari casi di ripetizioni minuti da polso dell'azienda, prodotti a partire dal 1925 in pochissimi esemplari fino ai primi anni Quaranta, per poi riprenderne la fabbricazione a partire dal 1955 con la ref. 2524. L'azienda si fa apprezzare anche per la propria precisione cronometrica: nell'arco di ottant'anni circa (dal 1900 al 1980 circa), l'azienda ottiene oltre 750 riconoscimenti per la precisione cronometrica dai più prestigiosi osservatori al mondo.
Nel 1927 venne realizzato un pezzo unico da tasca, con cassa in oro giallo interamente incisa, per James Ward Packard, collezionista statunitense e noto industriale nel settore automobilistico. L'anno seguente fu il turno di Henry Graves, altro notevole connaisseur della Maison e grande appassionato di orologi che era in competizione con il sopracitato Packard per il primato della collezione di orologi più esclusiva.
Nel 1932 l'azienda, in difficoltà economica a seguito della grande depressione, fu proposta in acquisto al conglomerato SAPIC (di cui facevano parte Jaeger-LeCoultre, già fornitrice e collaboratrice di Patek, Audemars Piguet e Vacheron Constantin), che tuttavia rifiutò l'acquisizione. Fu invece comprata dai fratelli Charles e Jean Stern (figli di Henri Edouard e Louise, trasferitisi a Ginevra da Berna), già attivi nel campo in quanto proprietari di una ditta (la Fabrique de Cadrans Stern Frères) che realizzava quadranti anche per Patek Philippe. La mano della nuova dirigenza si tradusse anche nell'ingresso di un nuovo direttore tecnico, Jean Pfister (ex Tavannes), che sostenne fortemente l'importanza della totale indipendenza della manifattura, e pertanto della capacità anche di produrre movimenti di manifattura anche per orologeria da polso. Questo passaggio di proprietà fu segnato dalla creazione della linea Calatrava, la cui prima referenza era la 96, dal diametro di 31 mm. La ref. 96, rimasta in produzione fino agli inizi degli anni Settanta, può essere raggruppata in quattro differenti serie di orologi prodotti: la prima, realizzata solo fino al 1935, vedeva incassata una ébauche fornita da Jaeger-LeCoultre ancora negli anni Venti e tenuta in magazzino.
Al fianco di movimenti complicati forniti da case terze, Patek Philippe inizia a produrre movimenti in-house per i suoi solotempo: è il caso del movimento 12-120, proprio sui suggerimenti di Pfister e dal design ancora legato all'estetica dei calibri svizzeri da tasca, con un ponte di notevoli dimensioni che occupa metà movimento, che nasconde alla vista il bariletto, mentre la regolazione della racchetta è a collo di cigno. Il calibro 12-120 (il primo calibro da tasca realizzato da Patek Philippe) è stato da base per diversi movimenti successivi dell'azienda. Il movimento 12-120 tanto voluto da Pfister venne incassato per la prima volta nella ref. 96 seconda serie, prodotta dal 1935 fino al 1950 circa. Nel 1939 il 12-120 fu adattato nel 12-120SC, venendo dotato di un meccanismo di trasmissione indiretta dei secondi al centro del quadrante sviluppato in collaborazione con la fabbrica Victorin Piguet, ma rendendolo più sensibile agli urti.Nel 1933 venne realizzato per Henry Graves un orologio da tasca con ben ventiquattro complicazioni (tra cui la mappa celeste del cielo visto da New York) che rimase il più complicato fino al 1989, sostituito da un altro tasca Patek. Sempre negli anni Trenta si diffondono anche i primi orologi con complicazione ore del mondo e visualizzazione Cottier: il primo in assoluto di casa Patek è la ref. 96 HU, risalente al 1937, seguita dalla ref. 1415 di due anni più tardi, nonché la prima con quadrante in smalto. A partire dal 1934 si diffonde anche la ref. 130, il primo cronografo da polso di Patek Philippe prodotto in serie e mosso originariamente da un'ébauche Victorin Piguet, e poi dal movimento Valjoux 13''', proposta in numerose varianti di quadrante (anche in nero) e materiali, fino al 1964, per un totale di circa 1500 esemplari prodotti. Pochi anni dopo la presentazione della ref. 130, Patek ne propone una variante dal diametro maggiorato a 36 millimetri: si tratta della ref. 530, il cui maggior diametro rendeva più armonioso il collocamento del calibro Valjoux 13'''. Risale a questi anni anche la rarissima ref. 96, un calendario completo con configurazione inusuale: lunario al 12, finestre data e mese centrali e datario periferico con lancetta dedicata. A metà anni Trenta, Henri Felix Stern, figlio di Charles, entra anch'esso nel board dell'azienda.
Nel 1937 la Maison ha un'altra intuizione nella realizzazione della complicazione del calendario perpetuo, inserendo la visualizzazione dell'indicatore retrogrado della data, posizionata a semicerchio (ref. 860 182). Lo stesso anno Henri Stern viene mandato a New York per occuparsi della distribuzione degli orologi Patek Philippe negli USA. Attorno al 1937 viene prodotta, in pochi esemplari, la ref. 541 del Calatrava, sempre contraddistinta dal movimento 12-120 e dal diametro contenuto di 31 mm.
Nel 1938 appare la prima referenza dei cronografi rattrapanti da polso, la 1436, prodotta comunque in serie limitatissima. Questa referenza si dimostrò assai longeva sopravvivendo fino ai primi anni Settanta, e proponendo differenti tipi di quadranti, con indici a bastoncino, numeri Breguet, numeri arabi o romani. Sempre nel 1938 vengono lanciate due nuove referenze della collezione Calatrava: la ref. 565 (con piccoli secondi) e la 570 (con secondi centrali). Rispetto ai 31 mm della ref. 96, in questo caso la cassa adottata è di 35,5 mm di diametro. Le maggiori dimensioni hanno portato i collezionisti a soprannominare queste due referenze "Calatravone". Nonostante le due nuove referenze, la primogenita rimarrà in produzione fino al 1973, anno in cui vengono dismesse anche le reff. 565 e 570. Com'è accaduto per la ref. 96, anche la 570 viene distinta in più serie di produzione, in virtù degli oltre trent'anni di commercializzazione ininterrotta e circa duemila esemplari venduti: la prima, databile 1938-1950 circa, vedeva l'adozione del calibro 12-120SC.
Risale al 1939 un orologio pezzo unico (ref. 541) realizzato su ébauche Victorin Piguet da 11''' dotato di calendario perpetuo e ripetizione minuti. Si tratta del primo orologio da polso al mondo ad unire queste due complicazioni.
Nel 1940 viene invece presentata la ref. 1463, il primo cronografo dell'azienda ad essere resistente all'acqua. Questo cronografo fu uno dei più venduti nella storia di Patek con circa 570 esemplari prodotti, fino al 1969, anno della sua dismissione.