Con la sua multiforme opera è stato in grado di descrivere e comprendere la tragicità di una delle epoche più tumultuose della storia contemporanea, quella che va dall'ascesa dei totalitarismi al secondo dopoguerra e al concomitante inizio della guerra fredda. Non solo: le sue riflessioni filosofiche, magistralmente espresse in immagini letterarie, hanno una valenza universale e atemporale capace di oltrepassare i meri confini della contingenza storica, riuscendo a descrivere la condizione umana nel suo nucleo più essenziale.

Il suo lavoro è sempre teso allo studio dei turbamenti dell'animo umano di fronte all'esistenza, in balia di quell'assurdo definito come «divorzio tra l'uomo e la sua vita». L'unico scopo del vivere e dell'agire, per Camus, che pare esprimersi dialetticamente fuori dell'intimità esperienziale, sta nel combattere, nel sociale, le ingiustizie oltre che le espressioni di poca umanità, come la pena di morte: «Se la Natura condanna a morte l'uomo, che almeno l'uomo non lo faccia», usava dire.Nelle Riflessioni sulla pena di morte dice che «Se l'omicidio è nella natura dell'uomo, la legge non è fatta per imitare o riprodurre una tale natura».

Camus ricevette il premio Nobel per la letteratura nel 1957.I suoi discorsi pronunciati in occasione del ritiro del premio sono raccolti in Discours de Suède, Gallimard). Tra l'altro in questi discorsi Camus afferma: "Ogni generazione si crede votata a rifare il mondo. Ma la mia generazione sa che non lo rifarà. Il compito è troppo gravoso. La mia generazione si impegna solo a impedire che il mondo si disfi, si distrugga [...] nel suo sforzo maggiore l'uomo può soltanto proporsi di diminuire aritmeticamente il dolore del mondo". Malato da anni di tubercolosi, morì nel 1960 in un incidente stradale.

Biografia Camus nacque a Mondovi (oggi Dréan), nell'allora Algeria francese, il 7 novembre del 1913 in una modesta famiglia di pieds-noirs, cioè i coloni francesi - o più in generale europei - e i loro discendenti stanziati nelle colonie francesi del Nordafrica, per la cui povera condizione sociale il futuro scrittore, da ragazzo, nutriva una forte vergogna."J'avais honte de ma pauvreté e de ma famille" ("Avevo vergogna della mia povertà e della mia famiglia"), Nota per un romanzo, 1982, citato da Roger Grenier in [www. cercledeschamailleurs.over- blog.com]. Il padre, Lucien Auguste Camus, era un fornitore d'uva, la cui famiglia era originaria di Bordeaux (nell'odierna regione della Nuova Aquitania) per parte paterna e dell'Alsazia per parte materna, che morì precocemente nella prima battaglia della Marna nel 1914 («...per servire un paese che non era suo», come ebbe a scrivere Camus una volta adulto nel romanzo Il primo uomo), mentre la madre, Catherine Hélène Sintès, era figlia di genitori spagnoli originari di Minorca (nelle Isole Baleari).

Dopo la morte del padre, assieme alla madre e alla nonna materna, la quale rivestirà un ruolo molto importante nella sua educazione a causa della severità e dell'accentramento dei poteri familiari (la madre non ebbe mai gran parte nella crescita del figlio), si trasferisce ad Algeri dove seguirà tutti i gradi di scuola.

Gli studi e la malattia

Il suo insegnante elementare, Louis Germain, notò subito la sua vivace intelligenza e il suo desiderio di apprendere. Alle scuole medie gli diede lezioni gratuite per prepararlo al concorso per la borsa di studio del 1924, nonostante la nonna avesse in serbo per lui un destino di lavoratore manuale, per poter contribuire da subito al mantenimento della famiglia. Camus manterrà per tutta la vita una grande gratitudine e affetto nei confronti di Louis Germain, al quale dedicherà il suo discorso per l'accettazione del Premio Nobel. Ricevuta la notizia del conferimento del premio, scrisse: «Senza di lei, senza la mano affettuosa che ha teso al bambino povero che ero, senza il suo insegnamento, e il suo esempio, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile».Lettera di Albert Camus a Louis Germain del 19 novembre 1957, UNESCO, "Rapport mondial sur l'education", 1998, p. 94. Vedi anche: Albert Camus: Caro signor Germain, Edizioni Bompiani, 2024, ISBN 9788830119123. Come ricordò ne Il primo uomo, Germain fu una sorta di padre sostitutivo, che aveva partecipato ed era sopravvissuto a quello stesso conflitto nel quale il vero padre di Camus aveva perso la vita.

Camus brilla sin da giovane negli studi. Spinto dal suo professore di filosofia, e in seguito grande amico, Jean Grenier (al quale rimarrà legato per tutta la vita), vince una borsa di studio presso la facoltà di filosofia della prestigiosa Università di Algeri. È proprio Grenier a invitarlo alla lettura de Il dolore (La Douleur) di André de Richaud, opera che lo spingerà a intraprendere l'attività di scrittore.

La tubercolosi, che lo colpisce giovanissimo, gli impedisce di frequentare i corsi e di continuare a giocare a calcio, sport nel quale eccelleva come portiere, oltre a ostacolare l'altra sua passione, quella di attore teatrale. All'epoca (1930) la malattia è considerata inguaribile (gli antibiotici specifici per questa patologia sono degli anni cinquanta) e questo influisce sulla sua visione del mondo come "assurdità".

Finisce così gli studi da privatista e si laurea in filosofia nel 1936 con una tesi su Plotino e Sant'Agostino.pubblicata in Italia nel 2004 col titolo Metafisica cristiana e neoplatonismo, Editrice Diabasis: sugli influssi della filosofia antica, e di Plotino in particolare, sulla formazione spirituale del giovane scrittore si veda il recente saggio di Christian Vassallo, Plotino e il giovane Camus: tra ragione ed assurdo, in "Vichiana", XI, 2009, pp. 95–102).

L'antifascismo e gli esordi giornalistici

Nel 1933 aderisce al movimento antifascista di Amsterdam-Pleyel e nel 1935 aderisce al Partito Comunista Francese, più in risposta alla guerra civile spagnola che per un reale interesse alle teorie di Karl Marx; questo atteggiamento distaccato nei confronti delle idee socialcomuniste lo portò spesso al centro di discussioni con i colleghi e lo rese oggetto di critiche fino al punto di distaccarsi completamente nel 1937 dalle azioni del partito, considerate di parte e quindi non adatte a un discorso di unità delle genti. Venne quindi espulso con l'accusa di trockismo (termine col quale venivano bollate molto sbrigativamente tutte le opposizioni interne "di sinistra" nei partiti comunisti dell'epoca), essendo in realtà già allora piuttosto votato a una sua forma d'anarchismo.

Il primo matrimonio di Camus con Simone Hié (1914-1970) nel 1934 finisce dopo due anni a causa della dipendenza di Simone dagli psicofarmaci. Sei anni dopo si sposerà con Francine Faure (1914-1979), ma dopo tre anni saranno costretti dalla guerra a separarsi fino al 1945; la loro unione durerà fino alla fine della vita di Albert.

Dopo aver lavorato per un breve periodo all'Istituto di meteorologia di Algeri, muove i primi passi da giornalista curando spazi di cronaca e critica letteraria per le riviste Sud e La Revue Algérienne.

L'attività professionale lo vede spesso impegnato all'interno di redazioni di testate locali dove è critico letterario e specialista nei resoconti dei grandi processi e nei reportage.

Viene quindi assunto dal quotidiano algerino Alger-Républicain (ne è redattore capo), orientato a sinistra, e successivamente partecipa alla fondazione della testata pomeridiana Le Soir Républicain (con l'amico Pascal Pia, fondatore e direttore di Alger-Républicain). Affermatosi come cronista giudiziario, finisce sotto osservazione da parte delle autorità locali, a seguito della pubblicazione di un documentato reportage a puntate dal titolo Misère de la Kabylie, col quale aveva denunciato le disagiate condizioni di vita di una regione algerina rimasta fino ad allora inesplorata dalla stampa d'inchiesta. Il Governatore Generale delle colonie del Nord-Africa lo ostacola e la sua attività nelle colonie finisce con il licenziamento dal giornale, a causa di un articolo contro il governo, che si adopererà poi per non fargli più trovare occupazione come giornalista in Algeria.

La guerra e il nuovo impegno

Camus si sposta così in Francia dove nel 1940 è segretario di redazione al Paris-Soir grazie all'aiuto di Pascal Pia: sono gli anni dell'occupazione nazista e lo scrittore, prima da osservatore e poi da attivista, cerca di contrastare la presenza tedesca ritenendola atroce e insopportabile. Il rapporto professionale con Paris Soir s'interrompe dopo meno di un anno senza troppi rimpianti da parte dello scrittore. Disoccupato, Camus si stabilisce a Orano con la nuova compagna Francine Faure, dove assume, con l'amico André Benichou, le funzioni di insegnante ai Cours Descartes, uno stabile dove vengono accolti bambini ebrei espulsi dalla scuola pubblica per effetto di disposizioni emanate dal governo coloniale nell'ottobre 1940.

A indurlo a ritornare in Francia, nel 1942, è una ricaduta di tubercolosi, per le cui cure si stabilisce a Le Chambon-sur-Lignon. Lasciata d'urgenza Orano, si vede tuttavia impossibilitato a ritornarvi a causa dell'invasione tedesca. Camus si dirige dunque a Parigi, dove dall'ottobre 1943 è lettore e membro del comitato editoriale della casa editrice Gallimard, presso cui aveva pubblicato nel 1941 Lo Straniero e Il mito di Sisifo.

Negli anni della resistenza si affilia alla cellula partigiana Combat diventando caporedattore ed editorialista dell'omonimo giornale, diretto da Pascal Pia e inizialmente costretto a una circolazione clandestina. Vi coinvolge Sartre, che per un periodo lavorerà al quotidiano come inviato negli Stati Uniti, venendo accolto negli ambienti intellettuali di Saint-Germain-des-Prés e del Café Flore. Sembrava che l'amicizia con Sartre fosse indistruttibile, ma le tematiche dell'Assurdo e della Rivolta, i poli che sono alla base dell'itinerario filosofico di Camus, saranno all'origine della progressiva rottura con Sartre e gli ambienti di sinistra.

Nel 1944 incontra l'attrice spagnola Maria Casarès, figlia di un repubblicano liberale che era stato Ministro della Marina nella Seconda Repubblica spagnola. Con Maria Casarès intreccerà una relazione che, con alterne vicende, continuerà fino alla morte dello scrittore. Della lunga relazione è testimone il volume Correspondance che raccoglie le lettere dei due amanti dal 1944 al 1959. Nel marzo 1945 partecipa a Parigi, con George Orwell, Emmanuel Mounier, Lewis Mumford e André Philip, al primo Congresso internazionale del Movimento Federalista Europeo, fondato da Altiero Spinelli e Ursula Hirschmann con l'obiettivo di costruire gli Stati Uniti d'Europa.

Finita la guerra, il suo impegno civile rimane costante e non si piega di fronte a nessuna ideologia, criticando tutto quello che poteva allontanare l'uomo dalla sua dignità: lascia il posto all'UNESCO a causa dell'entrata nell'ONU della Spagna franchista così come è tra i pochi a criticare apertamente i metodi brutali del governo della Germania dell'Est in occasione della repressione di uno sciopero a Berlino Est.

Il 16 maggio 1945 avviene la prima ribellione in Algeria. Camus torna nel suo luogo natale per una cronaca. Conclude così il suo articolo: «Una grande politica, per una nazione povera, può essere soltanto una politica esemplare. Ho una sola cosa da dire a questo proposito: la Francia costruisca realmente la democrazia nei paesi arabi. La democrazia è un'idea nuova in un paese arabo. Per noi varrà più di cento eserciti e di mille pozzi di petrolio». Ad agosto Camus, unico intellettuale occidentale a farlo apertamente (con l'eccezione di Albert Einstein), condanna con parole dure i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. In quell'anno può riunirsi nuovamente alla famiglia e a settembre nascono i figli gemelli Jean e Catherine.