Fu un barone ed ufficiale reale dell'Inghilterra del XIII secolo. Alcuni studiosi ritengono che sia stato Lord cancelliere, ma altri credono che egli abbia solamente custodito i sigilli reali durante la vacanza dell'ufficio o l'assenza del Cancelliere, che si trovava all'estero. Svolse l'incarico per due periodi, il primo dal 1247 al 1248, il secondo dal 1249 al 1250Powicke Handbook of British Chronology p. 83.
Biografia Lexington apparteneva ad una famiglia importante, il cui nome derivava dal villaggio di Lexington, ora Laxton, nel Nottinghamshire. Suo padre Richard era un giudice reale, coniugato con Mathilda de Cauz (o Calz), una vedova con possedimenti che includevano la Foresta di Sherwood. Il suo fratello minore era Roberto di Lexinton, anch'egli giudice e ufficiale reale; un altro fratello, Enrico di Lexington, svolgeva incarichi reali prima di diventare Diacono di Lincoln e quindi Vescovo di Lincoln. Un quarto fratello, Stefano di Lexington, divenne monaco cistercense ed amministratore e, da ultimo, fu Abate dell'Abbazia di Clairvaux.
John Lexington fu inviato dal Re Enrico III ad una conferenza papale da tenersi nel 1241 e si trovò ad essere presente alla battaglia navale svoltasi nei pressi dell'Isola del Giglio, in cui le navi pisane e siciliane sconfissero la flotta genovese e parecchi prelati furono catturati; contribuì a salvare la vita di suo fratello Stefano, che era anch'egli presente. Al suo ritorno, partecipò alla spedizione contro il gallese Dafydd ap Llywelyn e trasportò a Londra come ostaggio Gruffydd ap Llywelyn Fawr, fratellastro di Dafydd. Nel 1242 fu nominato membro di una commissione sulla tregua che doveva correggere le violazioni alla tregua con la Francia. Tenne l'incarico di siniscalco del Re nel 1247 e, probabilmente, anche altre volte. Dopo il 1248, è documentato il suo servizio come giudice. Nel 1250 ereditò la Baronia e le terre di suo fratello Roberto. Verso il 1255, svolgeva l'incarico di giudice capo delle foreste a nord del Trent e sovrintendente del Castello di Bamburgh, del Castello di Pickering e del Castello di Scarborough. In risposta alla morte del piccolo Santo Ugo di Lincoln, imprigionò un Giudeo di nome Copin o Jopin ed ottenne una confessione in cambio della promessa di salvargli la vita (una promessa che il Re ripudiò).
Matthew Paris lo definì un uomo di peso, un uomo di studio ed un cavaliere coraggioso e compìto. Il suo stemma era costituito da una croce azzurra posta su uno scudo argenteo.
Sposò Margaret Morlay, ma non ebbe figli.
I suoi possedimenti andarono a suo fratello Henry, Vescovo di Lincoln, e alla sua morte, avvenuta nel 1258, ai discendenti delle sue due sorelle Alice e Cecilia, rispettivamente mogli di Roland de Sutton e William Markham, poiché nessuno dei suoi fratelli lasciò eredi.
Il caso di Ughino da Lincoln
Nel 1255 a Lincoln, sempre in Inghilterra, un bambino di otto anni, Ughino (Hugh) scomparve il 31 luglio e il suo corpo venne scoperto in un pozzo il 29 agosto . Il cronista Matteo Paris descrisse all'epoca il presunto omicidio, attribuendolo a una congiura che avrebbe coinvolto tutti gli ebrei d'Inghilterra per farsi beffe della Crocefissione di Gesù Cristo: Quest'anno a pochi giorni dalla festa degli apostoli Pietro e Paolo [27 luglio], gli ebrei di Lincoln hanno rapito un ragazzo di nome Ugo, che aveva circa otto anni. Dopo averlo rinchiuso in una stanza segreta, dove lo nutrirono di latte e di altri cibi per infanti, spedirono un invito in quasi tutte le città d'Inghilterra dove c'erano ebrei, e ne convocarono alcuni della loro setta di ciascuna città per essere presenti a un sacrificio che avrebbe avuto luogo a Lincoln, in contumelia e insulto di Gesù Cristo. Perché, come hanno detto, avevano un ragazzo nascosto per essere crocifisso; così un gran numero di loro si radunò a Lincoln, e poi nominarono un giudice ebreo di Lincoln, per prendere il posto di Pilato, per la cui sentenza, e con il concorso di tutti, il ragazzo fu sottoposto a varie torture. Lo flagellarono fino a farne scorrere il sangue, lo incoronarono di spine, lo schernirono, e gli sputarono addosso; ognuno di loro lo trafisse anche con un coltello, e gli fecero bere fiele, e lo schernirono con insulti blasfemi, e digrignarono i denti e lo chiamavano Gesù, il falso profeta. E dopo averlo tormentato in diversi modi, lo crocifissero e lo trafissero al cuore con una lancia. Quando il ragazzo fu morto, tolsero il corpo dalla croce e per qualche motivo lo sventrarono; si dice per lo scopo delle loro arti magiche. e per qualche motivo lo sventrarono; si dice per lo scopo delle loro arti magiche.
Sebbene il racconto di Paris sia significativo come la versione più famosa e influente del mito, a causa della popolarità come cronista e talento come narratore, si ritiene quella meno affidabile e più fabbricata dei resoconti contemporanei all'evento. Altri resoconti dello stesso periodo sono inclusi negli Annali di Waverley e dell'Abbazia di Burton.
Secondo quanto riferito, un ebreo, Copin, confessò l'omicidio dopo esser stato interrogato sotto tortura da John Lexington, fratello del vescovo di Lincoln, Henry LexingtonIl re in persona, Enrico III d'Inghilterra arrivò a Lincoln circa un mese dopo l'arresto iniziale e la confessione. Ordinò che Copin fosse giustiziato e che novanta ebrei fossero sorteggiati ed arrestati in relazione alla scomparsa e alla morte di Ugo e detenuti nella Torre di Londra. Furono accusati tutti di omicidio rituale e diciotto di loro impiccati per essersi rifiutati di partecipare al procedimento Gavin I. Langmuir disse:
Note
Bibliografia Powicke, F. Maurice, E. B. Fryde, Handbook of British Chronology, II ed., Royal Historical Society, Londra, 1961. Leslie Stephen, Sidney Lee (a cura di), Dictionary of National Biography, Smith, Elder & Co., Londra, 1885–1901.
Voci correlate Lista dei Lord Cancelliere e dei Lord Custode
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