Il caricatore è un qualsiasi dispositivo di stoccaggio e alimentazione delle munizioni per armi a ripetizione, in genere per le armi da fuoco portatili. La funzione è quella di accumulare una certa riserva di cartucce da sparare, per velocizzare sia la ricarica dell'arma (manuale o automatica) che la rapidità di ripetizione del fuoco (armi semiautomatiche e automatiche).

Il caricatore può avere diverse forme e caratteristiche in base all'arma. Più nello specifico, se è fisso nell'arma è detto serbatoio, se invece è amovibile si dice magazzino. Un esempio di serbatoio è il tamburo della rivoltella; mentre un esempio di magazzino è il caricatore estraibile di qualsiasi pistola semiautomatica.

Storia Inizialmente le prime cartucce erano di carta ed erano conservate singolarmente, separate le une dalle altre, il primo caricatore ad avere una produzione di massa du quello per lo schioppo a vento Gilardoni prodotto nel 1779. Successivamente a partire dal XIX secolo vennero accumulate in un blocco d'acciaio per molle detto clip, il quale può essere a telaio (en-bloc ) di tipo «Mannlicher» o a striscia (stripper ) di tipo «Mauser» (dal nome degli ideatori), per facilitare diversi dispositivi di alimentazione dell'arma o la ricarica diretta dell'arma stessa (solo alcuni modelli).

Il magazzino venne introdotto alla fine del XIX secolo, e di poco successiva all'invenzione del fucile a cartuccia metallica; nel tempo ha preso diverse forme, in base alle varie esigenze delle armi, delle munizioni e dei tiratori.

Descrizione Le armi leggere a ripetizione sono perlopiù di tre tipologie, a serbatoio fisso, con magazzino amovibile, o adatte per il caricatore a nastro. Le armi monocolpo non necessitano di magazzini/serbatoi e la ricarica è generalmente manuale. I nastri vengono usati principalmente per alimentare le mitragliatrici, ma poche di queste sono leggere e facilmente trasportabili da una sola persona: tuttavia, i nastri servono per coprire l'alta cadenza di colpi al minuto (> 400) e l'inserimento di ogni cartuccia nell'arma, richiede un po' più tempo rispetto alle cartucce prelevate da un classico magazzino a scatola o dal serbatoio.

I magazzini, a loro volta, possono essere divisi in vari tipi, in base alla forma assunta: a scatola (quelli più utilizzati dalla maggior parte delle armi leggere), a stecca, a tamburo, a piatto, elicoidale e a rocchetto (alcuni di questi sono ormai obsoleti). Vengono costruiti solitamente in lamiera di metallo stampato (acciaio), ma anche più modernamente, in polimero o con materiali misti, di qualsiasi forma. Nei magazzini a scatola le cartucce son disposte su una o più file ed un sistema a molla-elevatore, provvede a spingerle nell'arma. Gli altri magazzini funzionano di principio allo stesso modo. Quelli a scatola sono facilmente riutilizzabili e, rispetto agli altri tipi di magazzini, sono anche molto veloci da inserire e da estrarre dall'arma. In più, possono essere trasportati in numero maggiore, per aumentare la scorta di munizioni, accatastandoli in ordine come delle scatole.

In base all'arma e quindi alla cartuccia, i magazzini possono contenere un numero molto variabile di munizioni, che va da 5 a più di 100, e di calibro non troppo elevato per rimanere leggeri (escluse alcune eccezioni di fucili anti-materiale e anticarro, con calibri maggiori di 12,7 mm e fino a 25 mm della moderna XM109).

Le armi con serbatoio fisso (ma anche alcune con magazzini amovibili) possono necessitare (in base alle esigenze) di caricatori esterni accessori, ideati per velocizzarne il riempimento, e prendono il nome di caricatori rapidi o speedloader. In genere, questi strumenti sono costruiti appositamente per le specifiche munizioni e per le armi che devono servire, ma non sono indispensabili per la funzione fondamentale dell'arma, in quanto è sempre possibile operare manualmente l'alimentazione dei serbatoi o dei magazzini.

Tipologie Caricatore rapido (o speedloader)

I caricatori rapidi sono tutti quegli attrezzi accessori, appositamente ideati per caricare velocemente le cartucce nel serbatoio dell'arma o per velocizzare il caricamento dei loro magazzini amovibili; vengono ovviamente rimossi appena dopo l'uso, prima di utilizzare l'arma, anche se in alcuni modelli più vecchi, i telai (o le strisce, più raramente) potevano rimanere attaccate all'arma fino all'esaurimento delle cartucce.

Caricatore a striscia (stripper clip )

Il caricatore a striscia era usato inizialmente in pistole quale la Mauser C96 e in fucili come lo Springfield M1903, in cui i proiettili vengono spinti nel serbatorio dell'arma, e la striscia che li tiene insieme viene tolta prima dell'uso. Dopo aver aperto l'otturatore, la stripper-clip viene allineata sopra il serbatoio (generalmente ad un'apposita sede sull'otturatore o sul castello) e le cartucce vengono spinte all'interno del serbatoio liberandole dalla striscia stessa. Questa viene quindi gettata via (come nel Mosin-Nagant), oppure viene espulsa automaticamente quando l'otturatore viene portato in chiusura.

Di regola, veniva utilizzata solo per caricare i serbatoi, e tra le altre armi progettate per l'uso di stripper clip, sono compresi vecchi modelli di fucili: Mosin-Nagant, Lee-Enfield e Simonov SKS. Oggi non sono più costruite pistole che potrebbero sfruttare un sistema del genere, o armi lunghe che adottano il serbatoio fisso con questo tipo di ricarica, ma il sistema viene ancora usato moltissimo in campo di ricarica dei magazzini a scatola per i vari fucili d'assalto e di alcune mitragliatrici che usano anche i magazzini, i quali sono espressamente progettati e dotati delle apposite guide per stripper, come quelli per M14 e M16 (ad esempio).

Caricatore a telaio Mannlicher (en-bloc clip )

Il caricatore a telaio venne inventato da Ferdinand Mannlicher per i suoi fucili, intorno alla metà degli anni 1880. Il sistema sembra esser stato sviluppato inizialmente per i due Mannlicher M1886 e M1888 ad otturatore scorrevole, e poi usato anche per i fucili ad otturatore girevole-scorrevole, come il tedesco Gewehr 1888 con serbatoio da 5 colpi (fino al 1905, poi rimpiazzato dal sistema a stripper clip) o l'italiano Carcano Mod. 91 da 6 colpi, ma anche in alcuni fucili semiautomatici, come il M1 Garand da 8 colpi; tuttavia, oggi dopo la fine della seconda guerra mondiale questo sistema è molto meno comune che in passato.

Si tratta di un "pacchetto" di proiettili che viene inserito direttamente nell'arma, e in molti casi il telaio viene espulso dalla finestra di caricamento prima di iniziare a sparare, oppure cade dal fondo del serbatoio, una volta che l'ultima cartuccia è stata camerata o sparata.

Questo sistema è stato adottato anche su fucili quali il Mondragón messicano, i Berthier Mle 1890 e Fusil Automatique Modèle 1917 francesi, i Vetterli-Vitali Mod. 1870/87/16 italiano, i Mannlicher romeni, olandesi, portoghesi e austro-ungarici, il FÉG 35M ungherese, gli americani M1895 Lee Navy, M1 Garand e Pedersen T1E3.

I telai Mannlicher austriaci erano unidirezionali, ma il Gewehr 88 e il Carcano Mod. 91 impiegavano telai simmetrici, che potevano essere inseriti in entrambi i versi indifferentemente; lo stesso principio venne adottato sull'M1 di John Garand.

Speedloader per revolver

Dal momento che fu inventata la pistola automatica, la rivoltella evidenziò le sue caratteristiche di “arma lenta” (nella ricarica) e a bassa capacità di colpi di riserva. Allo scopo di velocizzare almeno la ricarica del tamburo, fu ideato un lo speedloader; tale sistema viene tuttora usato, anche dalle forze di polizia o truppe speciali, che utilizzano la rivoltella come arma di ordinanza.

Un altro strano accessorio per il revolver, che sembrerebbe una sorta di caricatore rapido dei tamburi (ma non lo è), è la clip a stella e la clip a mezzaluna o a lunetta.Le armi a tamburo necessitano di cartucce particolari (dette, rimmed o flangiate) con il collarino del fondello più largo del bossolo; di contro, le cartucce per armi automatiche sono in genere senza collarino (rimless o non-flangiate), e sono costruite espressamente in questo modo per evitare inceppamenti durante l'alimentazione dell'arma dai magazzini. Al netto di ciò, quando si è voluto utilizzare le cartucce per armi automatiche sulle rivoltelle (ad esempio, la .45 ACP o la 9 Parabellum), è stato necessario ideare ed utilizzare queste clip a mezzaluna o a lunapiena, per ottenere il corretto e necessario adattamento della munizione all'interno del tamburo.

Questo accessorio potrebbe essere considerato un altro tipo di "telaio" o di "striscia circolare" per caricare le cartucce nell'arma, ma in effetti non fa parte propriamente dei caricatori - nonostante permetta di inserire nel tamburo più cartucce alla volta e più rapidamente (un lato positivo, indubbiamente), rispetto al doverle inserire una alla volta - è stato ideato solamente per consentire di utilizzare le munizioni progettate per le pistole automatiche, sulle pistole a tamburo. Inoltre, questi accessori devono permanere nell'arma fino alla ricarica successiva.

Serbatoio (o caricatore fisso)

I caricatori fissi sono detti anche serbatoi in quanto sono parte dell'arma o stabilmente fissati ad essa (eventualmente, amovibili solo con l'uso di attrezzi) e servono a contenere i colpi di riserva, una volta caricati manualmente (uno dopo l'altro) o tramite appositi caricatori a telaio o a striscia. Generalmente hanno capienze modeste, tra 5 e 10 colpi, e di solito, sul fondo del serbatoio c'è un sistema molla-piastrina elevatore, che provvede a spingere le cartucce verso la camera di cartuccia, fino all'ultima. I serbatoi possono avere forma di scatola o essere tubolari, ma bisogna considerare come serbatoi anche tutti quei contenitori con cartucce di riserva, espressamente parte dell'arma, tipo i tamburi dei revolver, le tramogge delle mitragliatrici o i vari contenitori fissi, situati nella prossimità dell'arma stessa.

Serbatoio a scatola

Il serbatoio a scatola (di varie forme) è solitamente perpendicolare alla camera di scoppio e posizionato inferiormente, sotto l'otturatore (es, fucili bolt-action), oppure lateralmente (es, mitragliatrici), o anche superiormente all'arma. Alcuni esempi di celebri fucili con serbatoio a scatola, sono il Lee-Enfield britannico, il M1 Garand e il Kar98k. Anche il fucile d'assalto Simonov SKS (nelle foto), possiede un serbatoio fisso ma con fondo apribile, dove l'evoluzione dell'arma sfocerà nel più famoso e conosciuto Kalašnikov AK-47, il quale adotterà un magazzino a scatola amovibile. Molti fucili di precisione possiedono un serbatoio fisso, con capacità di 5 colpi (o da 3 a 10).

Serbatoio tubolare Il serbatoio tubulare, come indica il termine, ha la forma di un tubo, è usato solo nei fucili e solitamente è parallelo alla canna e posizionato sotto ad essa, oppure nel calcio. I primi modelli di fucili a ripetizione manuale, sia bolt-action che a leva, e la maggior parte dei moderni fucili a canna liscia (sia a pompa che semiautomatici) sono provvisti di serbatoio tubulare. Ma il fatto che le cartucce vengano e restino posizionate nel serbatoio, ognuna con la punta del proiettile contro il fondello di quella precedente (e quindi contro la capsula a percussione), rende piuttosto alto il rischio di autoinnesco e danni al tiratore o a chiunque maneggi l'arma, durante uno scossone/botta/colpo o al rinculo di uno sparo; per cui, le munizioni a percussione centrale per questi fucili, sono quasi sempre cartucce a pallini o comunque con punta piatta (wadcutter). Questo è un importante fattore che limita il serbatorio tubolare, e in più, la ricarica è piuttosto lenta, in quanto ogni colpo deve essere inserito singolarmente.

Il primo fucile a ripetizione, efficiente e prodotto in massa, ad impiegare un serbatoio tubolare integrato nell'arma, fu lo schioppo a vento Gilardoni (ad aria compressa), impiegato dall'esercito imperiale austriaco dal 1779 e dotato di un magazzino per 20 pallottole.