Biografia I suoi genitori erano una coppia italiana che viveva a Domodossola prima di emigrare per lavoro in Svizzera a Briga, città natale di Infantino. Il padre Vincenzo era calabrese di Reggio Calabria, la madre Maria Minolfi bresciana originaria di Piamborno di Piancogno in Valle Camonica.
Da calciatore Infantino raggiunse come massimo livello la Quarta Lega, ovvero la penultima divisione del sistema calcistico svizzero; simpatizzante della squadra italiana dell', tutta la sua carriera si è svolta nel campo della giurisprudenza dello sport.
Divenuto avvocato e specializzatosi in diritto sportivo, tra i primi incarichi assunti fu segretario del Centro Internazionale Studi Sportivi all'Università di Neuchâtel.
Nel 2000 entrò nella UEFA, della cui Divisione affari legali e licenze per club divenne direttore nel 2004; tre anni dopo divenne vicesegretario generale di tale organizzazione, e segretario nel 2009.
Per conto dell'UEFA negli anni ha anche gestito i rapporti con entità politiche come la Commissione europea e il Consiglio europeo. Era considerato molto vicino a Platini, di cui è stato stretto collaboratore. Era noto per essere il cerimoniere dei sorteggi delle maggiori competizioni UEFA (Champions League, Europa League e campionato europeo), ruolo che non ha più ricoperto una volta diventato il presidente della FIFA, venendo sostituito da Giorgio Marchetti.
Sposato con la libanese Leena Al Ashqar e padre di quattro figlie, parla, oltre al francese, all'italiano e al tedesco come lingue madri, anche lo spagnolo, l'inglese, il portoghese e l'arabo.
Il 25 novembre 2025 avvia la richiesta di naturalizzazione libanese, diventando dal 16 febbraio dell'anno successivo cittadino del Libano.
La presidenza FIFA Infantino era il candidato ufficiale UEFA alla successione di Sepp Blatter alla presidenza della FIFA, carica dalla quale quest'ultimo si dimise quattro giorni dopo l'ultima rielezione. Il 26 febbraio 2016 dunque, al secondo scrutinio, Infantino fu eletto presidente della FIFA fino al 2019 (ossia, per il residuo del mandato del presidente uscente Blatter) con 115 voti su 207 delegati.
Riforme e riposizionamento La prima presidenza si concentra sul riposizionamento della FIFA come organizzazione volta a rivoluzionare i propri investimenti per lo sviluppo del calcio in tutto il mondo.
Dalla sua prima elezione, Infantino ha portato riforme di ampio respiro nella FIFA, allargando la partecipazione al campionato mondiale a 48 squadre, a partire dall'edizione 2026 e introducendo l'utilizzo del VAR a partire dall'edizione 2018. Inoltre è stato promotore dell'allargamento della Coppa del mondo per club FIFA a 32 squadre a partire dall'edizione 2025.
Inoltre, il Forward Programme ha ampliato gli orizzonti della FIFA, dandole un ruolo più attivo come membro responsabile della società globale, sia attraverso la promozione dell'istruzione e delle abilità di vita attraverso il calcio per i bambini nell'ambito del programma FIFA Football for Schools, alla protezione dei minori e dei membri più vulnerabili della famiglia del calcio con l'iniziativa FIFA Guardians, o collaborando con organizzazioni internazionali, tra cui varie agenzie delle Nazioni Unite, dell'Unione Africana, dell'ASEAN e del Consiglio d'Europa, per utilizzare il potere unico del calcio come motore di un progresso sociale positivo.
Il 1º dicembre 2018 a Buenos Aires Infantino è stato il primo presidente della FIFA a essere invitato a un summit del G20. Il 5 giugno 2019, con il voto unanime dei 211 delegati, è stato confermato presidente con mandato quadriennale fino al 2023. Il 16 marzo 2023, per acclamazione, viene rieletto presidente fino al 2027.
Durante il suo mandato ha promosso anche riforme volte a rafforzare la protezione dei diritti sociali delle calciatrici. Sono state introdotte norme minime a sostegno della maternità, e in particolare il congedo di maternità obbligatorio di almeno 14 settimane, con il versamento di due terzi dello stipendio e l'obbligo per i club di reintegrare nell'organico le atlete, fornendo loro supporto dal punto di vista fisico e medico.
Rapporto con Donald Trump Il 5 dicembre 2025, in qualità di presidente FIFA, Infantino consegna il primo Premio FIFA per la pace al presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump, suscitando molte polemiche in tutto il mondo, come in seguito all'adesione al contestatissimo Board of Peace e all'organizzazione dei Mondiali 2026.
Sempre in occasione dei Mondiali 2026, è coinvolto in una polemica successiva all'espulsione, durante la partita Stati Uniti d'America-Bosnia ed Erzegovina, dello statunitense Folarin Balogun e alla sua conseguente squalifica nella successiva partita contro la nazionale del Belgio. Al termine dell'incontro il presidente Trump ha contattato telefonicamente Infantino per chiedergli di sospendere la squalifica dello statunitense, e lui ha acconsentito: la telefonata e i provvedimenti successivi sono stati confermati da entrambi. La decisione, seppur consentita dal Codice Disciplinare, risulta immotivata e priva di precedenti e per tali ragioni ha suscitato forti critiche sia da parte di altre federazioni calcistiche, sia da parte di organizzazioni politiche.
Controversie Mondiale 2026 Infantino è stato oggetto di polemiche in seguito al diniego di ingresso negli Stati Uniti nei confronti dell'arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan il 6 giugno 2026, designato dalla FIFA per dirigere incontri del torneo e destinato a diventare il primo arbitro somalo nella storia della Coppa del Mondo. Nonostante fosse in possesso di un visto valido, le autorità statunitensi gli hanno negato l'accesso al Paese, motivando la decisione con generiche preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale e a presunti collegamenti con soggetti sospettati di terrorismo. Infantino ha dichiarato di non avere competenza sulle decisioni in materia di immigrazione adottate dallo Stato ospitante, mentre il governo somalo e la Federazione calcistica della Somalia hanno espresso rammarico per l'accaduto, definendolo un duro colpo per la rappresentanza del calcio africano.
Durante lo svolgimento degli ottavi di finale del campionato, ha suscitato molte polemiche la vicenda riguardante la squalifica e la successiva riammissione del giocatore statunitense Folarin Balogun. Quest'ultimo, infatti, durante la partita dei sedicesimi Stati Uniti - Bosnia ed Erzegovina del 1º luglio 2026, conclusa in un 2-0, ha ricevuto un cartellino rosso a seguito di un fallo sul giocatore bosniaco Tarik Muharemović e di conseguenza non avrebbe potuto partecipare all'incontro degli ottavi Stati Uniti - Belgio.
Il 5 luglio seguente la FIFA ha comunicato la sospensione della squalifica del giocatore in questione in base all'articolo 27 del proprio codice disciplinare, non comunicando i motivi della decisione, e subito dopo fonti di giornali e agenzie di stampa internazionali hanno fatto menzione di una chiamata telefonica che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe fatto allo stesso Infantino, con il quale ha ottimi rapporti, proprio per cercare di riammettere Balogun nella partita contro il Belgio. Il giorno dopo lo stesso presidente statunitense ha ammesso di aver effettivamente chiamato Infantino, poiché, a suo dire, il giocatore statunitense sarebbe stato punito ingiustamente, arrivando a definire l'arbitro che ha sanzionato Balogun, il brasiliano Raphael Claus, "sospetto", "orribile" e "molto discutibile" (a causa di alcune polemiche passate riguardo a delle partite truccate, ma su cui è stato poi dichiarato innocente), ma negando l'intenzione di voler influenzare eventuali provvedimenti della FIFA, mentre il presidente della FIFA ha spiegato che gli organi della federazione agiscono in maniera autonoma e indipendente e che la telefonata con Trump non ha inciso sulla decisione di sospendere la squalifica di Balogun.
L'accaduto ha suscitato all'unanimità indignazione e notevoli polemiche e critiche a livello internazionale. La Federazione calcistica del Belgio, prima dello svolgimento della partita con gli Stati Uniti, ha presentato un ricorso contro la decisione della FIFA, ma questo è stato respinto dalla federazione internazionale dichiarandolo "inammissibile". L'UEFA ha emesso un comunicato molto duro contro quanto successo, esprimendo incredulità e sconcerto per una decisione "incomprensibile" e "ingiustificabile" e dicendo che è stata superata una "linea rossa" dalla federazione, la quale avrebbe compromesso la credibilità della competizione mondiale. Il presidente della FIGC Giovanni Malagò si è espresso definendo l'avvenimento come un'"assurdità" e un "precedente pericolosissimo".
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