La prima fase delle ricerche 1º giugno 2009
Il controllo del traffico aereo (ATC) brasiliano contattò il controllo di Dakar alle 02:20 UTC, non avendo avuto più risposta alle chiamate radio e avendo notato che l'aereo non aveva effettuato la chiamata radiofonica per segnalare l'ingresso nello spazio aereo del Senegal. La Força Aérea Brasileira iniziò immediatamente le operazioni di ricerca e salvataggio (SAR) intorno all'arcipelago di Fernando de Noronha.
Il presidente francese Nicolas Sarkozy, appena informato, chiese "al governo e alle amministrazioni coinvolte di fare tutto il possibile per ritrovare la traccia dell'aereo e fare al più presto luce sulle circostanze della scomparsa". Nel pomeriggio, si recò personalmente all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, dove incontrò i parenti dei passeggeri e disse loro che le possibilità di trovare dei superstiti erano minime, mentre le autorità francesi chiesero al Pentagono l'assistenza dei satelliti militari per provare a localizzare l'aereoBrazilian Air Force spokesperson Colonel Henry Munhoz told Brazilian TV that radar on Cape Verde failed to pick up the aircraft over the Atlantic Ocean. name="BBC1"..
Verso le ore 16 del 1º giugno, i funzionari di Air France ed il governo francese comunicarono in conferenza stampa che con ogni probabilità l'aereo era precipitato nell'oceano Atlantico e che «non c'era più nulla da fare per i passeggeri a bordo».
Alle 19:00 UTC del 1º giugno, la Spagna inviò un aereo da pattugliamento marittimo nelle operazioni di ricerca e soccorso vicino a Capo Verde.
In serata, il vice capo del Centro Aeronautico Brasiliano, Jorge Amaral, confermò che, una manciata di minuti dopo che l'Airbus aveva trasmesso l'ultimo messaggio ACARS, i piloti del volo TAM Airlines diretto dall'Europa al Brasile segnalarono l'avvistamento di bagliori arancioni in mezzo all'Atlantico - che potevano indicare dei rottami in fiamme - a circa 1300 km da Fernando de Noronha. Un avvistamento identico, simile a qualcosa di lampeggiante sopra l'oceano, venne segnalato dal pilota spagnolo del volo Air Comet 974, in volo da Lima a Madrid.
2 giugno 2009 Il 2 giugno alle 15:20 UTC, la Brazilian Air Force effettuò un pattugliamento della zona con un Embraer R-99 dotato di radar Erieye, ritrovando rottami e tracce di carburante sparsi in un raggio di 5 km a circa 650 km a nord-est di Fernando de Noronha, nei pressi dell'Arcipelago di San Pietro e San Paolo. Il colonnello Jorge Amaral confermò che gli oggetti erano stati trovati in due siti diversi: si trattava di una sedia, una boa arancione, un tamburo, e degli oggetti bianchi. Più tardi, il ministro della difesa brasiliano Nelson Jobim, annunciò che i resti ritrovati non erano appartenenti al volo AF 447 come inizialmente si riteneva. Durante il pomeriggio, vennero inviate sul presunto sito dell'incidente anche due navi della marina francese. Fu inoltre inviata la nave per le ricerche francese Pourquoi Pas?, equipaggiata con due piccoli sommergibili in grado di scendere a 6000 metri di profondità.
Gli esperti dissero che l'area dell'Atlantico dove l'aereo era precipitato non era profonda più di m. Sul posto venne impiegato anche un Lockheed Martin P-3 Orion della marina americana, dotato di sistemi per la ricerca sottomarina e di superficie.
3 giugno 2009 Il 3 giugno il pattugliatore Npa Grajaú della marina brasiliana comunicò di aver rinvenuto alcuni resti dell'aereo. La marina brasiliana dichiarò di aver spedito sul luogo del ritrovamento un totale di cinque navi.
Tutte le operazioni di ricerca e salvataggio di rottami e di possibili superstiti del volo AF 447 vennero svolte dalla base militare di Cindacta 3, a Recife. L'Embraer R-99 perlustrò la zona dove si presumeva fosse precipitato il volo AF 447, durante la notte dal 2 al 3 giugno, nel tentativo di trovare rottami e possibili superstiti. Il comandante della Cindacta 3 dichiarò: "Continueremo a mantenere la ricerca, dal momento che abbiamo già alcuni punti di localizzazione di oggetti e detriti del velivolo. Stiamo mettendo queste posizioni sulla mappa, e questo ci permetterà di avere un'ottimizzazione del lavoro di ricerca". L'Embraer R-99 ritrovò diversi oggetti sparsi in un'area circolare di raggio di 5 km, un oggetto di 7 metri di diametro, dieci oggetti di metallo, e una macchia d'olio di una lunghezza di 20 km.
L'aereo militare statunitense che si trovava in Brasile per sostenere la ricerca di sopravvissuti e di relitti partì per la sua prima missione alle 3 del mattino di mercoledì 3 giugno. In giornata si aggiunse anche un aereo di linea francese proveniente da Dakar in Senegal, per rafforzare il gruppo. Secondo i militari, la caratteristica che rese più difficile l'operazione fu l'estensione dell'area di ricerca.
4 giugno 2009 Il 4 giugno, il ministro della difesa francese Hervé Morin annunciò che il sottomarino nucleare Emeraude era stato inviato nella zona dell'incidente, per contribuire alle ricerche delle scatole nere, che avrebbero potuto trovarsi a grande profondità. Il sottomarino era in grado di ascoltare con il suo sonar il segnale ultrasonico emesso dalle scatole nere.
La difficoltà di trovare superstiti dell'Airbus A330 di Air France, era nota fin dalle prime ore di lunedì 1º giugno, l'Aeronautica Brasiliana e il Comando Navale decisero dunque di iniziare a raccogliere i detriti che si trovano nella zona in cui vennero concentrate le ricerche. L'aereo militare R-99B sorvolò l'area in cui probabilmente l'Airbus precipitò ed identificò nuovi elementi di rottami a sud-ovest dell'arcipelago di San Pietro e San Paolo.
Durante la notte, cinque aeromobili, di cui uno americano e uno francese, decollarono da Natal diretti nella zona dove si ritenne fosse situato il relitto. L'obiettivo primario fu di recuperare tutto il materiale che galleggiava sulla superficie dell'oceano. Un elicottero partì alle 08:00 da Fernando de Noronha per confermare la presenza di detriti avvistati a circa 100 km a nord est dell'arcipelago. L'opzione di inviare l'elicottero in missione di monitoraggio fu dovuta al fatto che si ritenne improbabile che il materiale rilevato fosse appartenente all'aereo dell'Air France. Circa 150 persone partecipano alla ricerca. Secondo il brigadiere Ramon Cardoso, il pallet e la chiazza di petrolio trovati non appartenevano all'Airbus 330, perché l'Airbus non utilizzava pallet di legno e la quantità di petrolio trovato era di gran lunga superiore a quella di cui l'Airbus aveva bisogno.
5 giugno 2009 Il 5 giugno, la marina brasiliana confermò che i resti trovati in mare non appartenevano al volo 447 di Air France, ma ad una nave, e che inoltre la chiazza di olio che si estendeva per circa 20 km era stata ritenuta incompatibile con la capacità dei serbatoi. Sempre il 5 giugno, il ministro della difesa francese annunciò che era stato inviato nell'area anche il sottomarino nucleare Emeraude della classe Rubis per aiutare le ricerche.
Un gruppo di tredici parenti di alcune delle persone che viaggiano sul volo AF 447 arrivò a Recife. Ramon Borges Cardoso dichiarò che l'obiettivo era quello di rispondere a qualsiasi domanda da parte dei parenti. L'aereo francese Atlantique Rescue D si unì al gruppo degli aeromobili impegnati nelle ricerche.
Si concluse il quinto giorno di ricerca del relitto del volo con una dichiarazione di Ramon Borges Cardoso, che disse che nulla fu ancora trovato e che nel tempo sarebbero aumentate le difficoltà nel ritrovare corpi e tracce del velivolo.
Il governo francese annunciò che avrebbe inviato il sottomarino Émeraude per assistere in operazioni di recupero di macerie e di corpi delle vittime dell'incidente. Il sommergibile era dotato di sonar per cercare di individuare le emissioni acustiche delle scatole nere dell'aereo. Due altre navi della Marina francese, la TCD Foudre e la fregata ventoso furono inviate in Brasile, prevedendo il loro arrivo durante il fine settimana.
6 giugno 2009
Il 6 giugno, le autorità brasiliane annunciarono di aver recuperato due corpi dei 228 passeggeri in una zona situata circa 70 km a nord est del punto dove l'aereo aveva inviato l'ultimo messaggio; insieme ai cadaveri furono ripescati alcuni rottami e delle valigie, una delle quali contenente una carta d'imbarco Air France ed uno zaino con una scheda di vaccinazione. La conferma avvenne tramite il portavoce dell'aeronautica brasiliana, il colonnello Jorge Amaral. I ritrovamenti erano stati possibili anche grazie al miglioramento delle condizioni meteorologiche.
Le informazioni disponibili vennero rese note ai parenti delle vittime prima di essere rilasciate alla stampa.
7 giugno 2009 Il 7 giugno venne ritrovata una parte in metallo del relitto con iscrizioni di Air France, e alcuni sedili. Tre corpi furono localizzati e recuperati durante la notte, per un totale di cinque corpi. Cinque navi della marina e 14 aerei dal Brasile, 12 brasiliani e due francesi, vennero utilizzati per il recupero. In prima serata, la Marina e Air Force annunciarono che 12 corpi erano stati recuperati, arrivando a un totale di 17. Diversi elementi strutturali del velivolo vennero avvistati e recuperati. La nave francese Ventose raggiunse la regione ed assistette al salvataggio. In tutto, sei navi assisterono alle ricerche giornaliere insieme a 14 aerei.
Il capitano Giucemar Tabosa Cardoso, ordinò di riunire tutti i corpi ritrovati e di trasportarli in elicottero all'istituto di Medicina Legale di Recife, che aveva ricevuto il rafforzamento di otto esperti di polizia federale per dar luogo all'identificazione dei corpi.
8 giugno 2009 L'8 giugno fu ritrovato il piano verticale dell'aereo. Questo relitto si trovava in una zona a 440 km nord-est dell'arcipelago di San Pietro e San Paolo, in una zona con profondità di 3500 metri. Otto nuovi corpi dei passeggeri furono ritrovati, per un totale di 24 corpi recuperati.
9 giugno 2009 Secondo il portavoce della Air Force, altri quattro corpi vennero recuperati nelle prime ore del mattino del 9 giugno. La cella frigorifera della nave poteva contenere fino a 20 corpi, e solo quando questa quantità venne raggiunta la nave trasferì i corpi a Fernando de Noronha. Altri 13 corpi vennero recuperati nel pomeriggio, per un totale di 41 vittime. Anche il sottomarino nucleare Émeraude, e la nave di ricerca Porquoi Pas? seguirono le ricerche in quell'area. I primi 16 corpi recuperati tra il 6 giugno e la mattina dell'8 giugno erano già a Fernando de Noronha, dove esperti della Polizia Civile di Pernambuco e la polizia federale eseguirono un'identificazione preliminare prima di inviarli a Recife.
10 giugno 2009 Nel primo pomeriggio, in una dichiarazione presso Cindacta 3, il comando dell'Aeronautica Militare e della Marina riferì che non si avevano notizie di nuovi recuperi dei corpi delle vittime. La nota inoltre informò che i 16 corpi che si trovavano a Fernando de Noronha sarebbero stati portati alla Air Force Base di Natal, e da lì trasferiti all'Istituto Medico Legale di Recife per l'identificazione. Altre informazioni contenute nella nota riportano che la nave brasiliana che trasportava i restanti 25 corpi, sarebbe sbarcata il giorno seguente a Fernando de Noronha.
Il sottomarino nucleare francese Émeraude arrivò nella zona in cui si concentrarono la maggior parte delle ricerche. La missione primaria del sottomarino fu il tentativo di localizzare la scatola nera del velivolo, ma il compito era difficile, dal momento che anche dopo dieci giorni di ricerche ancora non si conosceva con certezza il punto esatto dove l'Airbus precipitò. Un altro fattore di complicazione furono le correnti marine della regione che trascinarono i detriti per chilometri. Inoltre, vi erano punti nella zona che potevano raggiungere i 5000 metri di profondità. Il coordinamento del lavoro di recupero dei rottami e delle scatole nere venne effettuato dalle autorità brasiliane e non ostacolò il recupero dei corpi, che rimase la priorità nelle operazioni.