Iniziò come tipografo e stampatore, poi divenne editore in proprio di periodici nel 1927 e di libri nel 1929. Fondatore della Rizzoli Editore, costruì il suo impero economico attraverso una serie di attività produttive differenziate (editoria, cinema, immobiliare).

In vita, in riconoscimento dei suoi meriti imprenditoriali, ottenne il titolo di Cavaliere del lavoro e, il 6 aprile 1967, il titolo di Conte dall'ex re d'Italia Umberto di Savoia, in esilio a Cascais.

Biografia Dalla nascita al 1920

Angelo Rizzoli nacque a Milano il 31 ottobre 1889 in una famiglia di umili origini. Suo padre, un ciabattino analfabeta, morì prima della sua nascita e il piccolo Angelo venne accolto all'orfanotrofio dei Martinitt, dove trascorse tutta l'infanzia. Sperimentò le difficoltà della povertà, ma apprese anche il mestiere di tipografo, che avrebbe segnato la sua futura carriera imprenditoriale.

A vent'anni, dopo aver maturato esperienza presso la tipografia Marzorati, decise di avviare una propria attività. Insieme a un altro operaio aprì una tipografia a Milano in via Cerva. La ditta, registrata nel 1911, prese il nome di «A. Rizzoli & C.». La prima occasione commerciale fu la produzione di cartoline commemorative della guerra di Libia, che permise una rapida crescita dell'impresa. Nel 1912 sposò Anna Marzorati (1890-1976), figlia del tipografo Marzorati, conosciuta negli anni di apprendistato presso la sua tipografia. Dal matrimonio nacquero tre figli: Andrea (1914-1983), Giuseppina Rizzoli Carraro (1916-2005) e Giuditta, detta Rinella (1918-1930). Alla moglie Anna intitolò in seguito l'ospedale da lui costruito a Ischia.

Dal 1915 al 1917 fu arruolato nell'Esercito Italiano durante la prima guerra mondiale. Congedato, tornò a Milano e riprese l'attività tipografica.

L'ingresso nell'editoria (1920) Nel 1920 Rizzoli conobbe l'editore Calogero Tumminelli, titolare della casa editrice d'arte «Bestetti e Tumminelli». Fu Tumminelli ad introdurre Rizzoli nel mondo dell'editoria e a suggerirgli l'acquisto di alcune riviste in difficoltà economica provenienti dal catalogo Mondadori. Si trattava di cinque riviste: Il Secolo Illustrato, settimanale illustrato del quotidiano Il Secolo, Il Secolo XX, La Donna, Comoedia e Novella. Alcune di esse erano "nobili decadute", cioè riviste di un certo prestigio (Novella, ad esempio, pubblicava racconti di D'Annunzio e Luigi Pirandello) su cui però l'editore non puntava più. Tumminelli, che ricopriva anche la carica di direttore editoriale dell'Istituto Giovanni Treccani, fece da mediatore nella trattativa tra Rizzoli e Mondadori. Riuscì a convincere Rizzoli, che non era sicuro di fare un buon acquisto, assicurandogli la stampa dell'Enciclopedia Italiana.. Nel luglio 1927 Rizzoli acquistò le testate per 40.000 lire.Università di Milano, Il nuovo periodico. Rotocalchi tra fotogiornalismo, cronaca e costume.

Tumminelli mantenne la promessa: il giovane editore ebbe l'incarico di stampare l'Enciclopedia Italiana, al ritmo di tre volumi all'anno. Cercò subito finanziamenti per aprire una nuova tipografia. Li trovò in tre senatori: lo stesso Giovanni Treccani, Ettore Bocconi e Senatore Borletti (che avrebbe ricevuto il laticlavio di lì a poco). Ciascuno dei tre versò mezzo milione di lire per il nuovo stabilimento. In cambio i tre ottennero un posto nel consiglio d'amministrazione della Rizzoli & C. Rizzoli scelse personalmente il luogo dove sarebbe sorta la nuova sede: piazza Carlo Erba (aveva già abitato in quella zona di Milano). Il nuovo stabilimento venne inaugurato agli inizi del 1929 (rimarrà la sede centrale fino al 1960). L'azienda venne trasformata in società di capitali con la denominazione «Rizzoli & C. anonima per l'arte della stampa»; in marzo uscì il primo volume dellEnciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti.

Negli anni 1930 Rizzoli trasformò la sua azienda in una delle realtà editoriali più importanti d'Italia. Nel 1930 rilanciò Novella come periodico femminile, raggiungendo tirature di oltre 130.000 copie. A questa seguirono Cinema Illustrazione (1930), Lei (1933), Bertoldo (1936), Omnibus (1937) e, nel 1939, Oggi, che diventerà una delle riviste più popolari del Paese.

Parallelamente si sviluppò l'attività libraria: nel 1929 uscì il primo volume con marchio Rizzoli, la Storia del Risorgimento di C. Spellanzon. Negli anni successivi nacquero collane di successo come I Classici Rizzoli (1934) e la Biblioteca Universale Rizzoli (BUR), che propose edizioni economiche di testi classici, diffondendone la lettura su larga scala. In collaborazione con Larousse pubblicò lEnciclopedia Universale in 15 volumi. Grande successo ebbero i libri della "Biblioteca Universale Rizzoli" (BUR), che pubblicava i classici a prezzi popolari.. Nel 1933 Rizzoli riscattò le quote azionarie in mano ai suoi tre finanziatori. Da quel momento in avanti l'azienda rimase sempre nelle sue mani.

Durante il ventennio fascista Rizzoli, come altri editori, dovette confrontarsi con le politiche culturali del regime e con i meccanismi della censura, mantenendo tuttavia un orientamento pragmatico che gli consentì di consolidare la sua posizione senza subire interruzioni significative dell'attività.

Dopoguerra e nuove iniziative

Nel secondo dopoguerra, Rizzoli rafforzò ulteriormente l'impero editoriale, ampliando le pubblicazioni periodiche e rafforzando le collane librarie. Nel 1954 acquisì la Cartiera di Lama di Reno, presso Marzabotto, assicurando al gruppo una produzione autonoma di carta.

Nel 1956 si legò all'isola d'Ischia, acquistando la storica Villa Arbusto a Lacco Ameno e avviando un vasto programma di riqualificazione dell'isola. Rilevò le antiche terme greco-romane del comune e promosse la costruzione del primo hotel di lusso, il «Regina Isabella», che in breve tempo divenne una delle strutture alberghiere più rinomate al mondo, frequentata da personalità del cinema, della politica e dell'imprenditoria. Nel 1962 finanziò inoltre la realizzazione del primo ospedale dell'isola, inaugurato il 21 ottobre e intitolato alla moglie Anna Marzorati. Ancora oggi, un busto in bronzo collocato nella piazza principale di Lacco Ameno ricorda il suo contributo allo sviluppo culturale e sociale del territorio.

Attività cinematografica Negli anni 1950 Rizzoli avviò la Cineriz, società di produzione e distribuzione cinematografica che svolse un ruolo di primo piano nel cinema italiano. La società si occupò sia di produzioni dirette sia della distribuzione in Italia di opere straniere, contribuendo alla diffusione del cinema internazionale nel Paese.

Con la Cineriz furono prodotti o distribuiti alcuni dei titoli più celebri della storia del cinema italiano: la serie dei Don Camillo con Fernandel e Gino Cervi, La dolce vita (1960) e 8½ (1963) di Federico Fellini, ma anche pellicole di Pietro Germi (Divorzio all'italiana, 1961), Luigi Comencini e Mario Monicelli.

Rizzoli sostenne inoltre giovani registi emergenti, contribuendo al rinnovamento del cinema italiano del dopoguerra. Attraverso la distribuzione la Cineriz portò sul mercato nazionale anche film di registi stranieri, rafforzando i rapporti con Hollywood e con i principali festival internazionali, come Cannes e Venezia. L'impegno nel settore cinematografico consolidò l'immagine internazionale del gruppo Rizzoli, che unì l'editoria alla produzione audiovisiva in un sistema multimediale all'avanguardia per l'epoca.

Ultimi anni e morte

Negli anni 1960 trasferì la sede del gruppo in via Civitavecchia a Milano (oggi via Angelo Rizzoli). Nello stesso periodo progettò anche un nuovo quotidiano a diffusione nazionale, che avrebbe dovuto chiamarsi Oggi - Il quotidiano di domani, ma l'iniziativa non fu portata a termine per l'alto costo dei mezzi e la sproporzione con le possibili entrate.

Angelo Rizzoli morì a Milano il 24 settembre 1970, all'età di 80 anni. Lasciò un patrimonio stimato in circa 100 miliardi di lire, privo di debiti. Il Corriere della Sera gli dedicò due pagine di necrologi, un fatto raro per l'epoca.

Discendenza Dal matrimonio con Anna Marzorati (1890-1976) nacquero tre figli: Andrea Rizzoli (Milano, 16 novembre 1914 – Milano, 31 maggio 1983), editore e presidente dell'A.C. Milan dal 1954 al 1963; Giuseppina Rizzoli Carraro (Milano, 27 marzo 1916 – Milano, 14 dicembre 2005), sposò l'imprenditore Nicola Carraro senior, ed è madre di Nicola Carraro, editore e produttore cinematografico; Giuditta Rizzoli, detta "Rinella" (Milano, 6 agosto 1918 – Milano, 1930), morta prematuramente in giovane età.

Editoria Collane principali Fonte: Angelo Rizzoli «Romanzi di Novella»: abbinata alla rivista, la collana si rivolgeva a un pubblico femminile. Propose testi di Giana Anguissola, Luciana Peverelli, Mura, Milly Dandolo; «I nostri umoristi»: pubblicò da Achille Campanile a Giovannino Guareschi, da Carletto Manzoni a Giovanni Mosca, da Marcello Marchesi a Vittorio Metz; «Biblioteca universale Rizzoli»: ideata nel 1949 da Luigi Rusca e Paolo Lecaldano, propose in veste sobria e a prezzo accessibile i classici di ogni tempo e ogni luogo, in edizione integrale. Il primo titolo è I promessi sposi di Manzoni. «Opere di Indro Montanelli»: la collana ripropose - tra gli altri - la fortunatissima Storia d’Italia. «La Scala»: collana di narrativa ideata da Domenico Porzio, pubblicò Luciano Bianciardi (La vita agra), Giuseppe Berto (Il male oscuro), Alberto Bevilacqua (La califfa), Carlo Castellaneta, Ennio Flaiano, Mario Arpino e Dacia Maraini. «Saggi»: l'ultima collana nata durante la presidenza di Rizzoli, dal 1967 propose testi di Michel Foucault (Le parole e le cose), Elias Canetti, Nicola Abbagnano e Eric Hobsbawm.

Filmografia

Produttore La signora di tutti (1934) Rose scarlatte, regia di Giuseppe Amato e Vittorio De Sica (1940) Yvonne la Nuit (1949) Francesco, giullare di Dio, regia di Roberto Rossellini (1950) Umberto D. (1952) Le belle della notte (Les belles de nuit) (1952) Senza veli (Wir tanzen auf dem Regenbogen) (1952) Puccini, regia di Carmine Gallone (1953) Lucrezia Borgia (1953) Prima di sera di Piero Tellini (1954) La contessa scalza (The Barefoot Contessa) (1954) Madama Butterfly (1954) Don Camillo e l'onorevole Peppone (1955) Grandi manovre (Les grandes manoeuvres) (1956) Come te movi, te fulmino!, regia di Mario Mattoli (1958) La dolce vita (1960) Il brigante (1961) Don Camillo monsignore... ma non troppo (1961) Dal sabato al lunedì (1962) 8½ (1963) Deserto rosso (1964) Giulietta degli spiriti (1965) Africa addio (1966) Incompreso (1966) Mal d'Africa (1967) Quando dico che ti amo (1968) Una moglie giapponese? (1968) Italian Secret Service (1968) Serafino (1969) Per grazia ricevuta (1971, uscito postumo)

Riconoscimenti David di Donatello 1956 - Miglior produttore per Grandi manovre

Nastro d'argento 1961 - Candidatura a miglior produttore per La dolce vita 1964 - Miglior produttore per 8½ 1972 - Candidatura a miglior produttore per Per grazia ricevuta

Onorificenze

David di Donatello nel 1956 come miglior produttore per Grandi manovre.

Archivio La documentazione prodotta da Angelo Rizzoli nel corso della propria attività imprenditoriale è conservata: nel fondo Rizzoli Corriere della Sera - RCS Libri spa (1960 - [inizio sec. XXI]), presso RCS e Rizzoli Corriere della Sera - RCS Libri spa; nel fondo Rizzoli Corriere della Sera - RCS Media Group spa (fine sec. XX), presso la Fondazione Rizzoli Corriere della Sera e nel fondo Rizzoli (1949 - [inizio sec. XXI]), presso Rizzoli (Milano, MI).

Note

Bibliografia Giorgio Balestriere, Angelo Rizzoli. Zio d'America d'Ischia, Imagaenaria, 2005.

Alberto Mazzuca, La erre verde. Ascesa e declino dell'impero Rizzoli, Longanesi, 1991. Daniele Morgera, Il Commenda. Angelo Rizzoli, l'uomo che «inventò» un'isola, La Città del Sole, 2002.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Cavalieri di gran croce OMRI Categoria:David di Donatello per il migliore produttore