Biografia I primi anni Figlio di braccianti, terminati gli studi elementari fu mandato dalla famiglia a Genova. Qui venne preso come apprendista presso un intagliatore. Cominciò l'attività artistica come intagliatore del legno, dando vita a un'intensa produzione di crocifissi (Acqui Terme, chiesa di San Francesco, Asti, Collegiata di San Secondo). Dopo un periodo a Casale Monferrato presso la bottega dei Bistolfi, si trasferì a Genova.

Contemporaneamente, frequentò nel 1859 i corsi di ornato e figura dell'Accademia Ligustica di Belle Arti. Rimase all'Accademia Ligustica di Belle Arti per quattro anni. Qui seguì i corsi serali di nudo di Santo Varni. Prevalse infine la sua inclinazione per la scultura.

Si trasferì a Roma dopo aver vinto il pensionato di perfezionamento per l'Accademia di S. Luca nel 1865.

I primi successi riscossi con soggetti tratti dal mondo infantile

Sposatosi giovanissimo e con figli, ebbe difficoltà a mantenere la famiglia, finché la sua fama di scultore non si ampliò improvvisamente dopo l'acquisto da parte del re del Württemberg di una sua opera, Bambini che giocano con il gatto, del 1867 (marmo, cm 97x55x55, Genova, Palazzo Bianco).

Queste prime opere monteverdiane rientrano nel gusto aneddotico in auge allora. Fra le opere di questo periodo anche Il Colombo giovinetto, del 1870 (marmo, cm 146x55x64, Genova, Castello De Albertis, più altre copie); Il Genio di Franklin, del 1871 (bronzo e marmo, Museo del Cairo, più altre copie); L'Ingenuità, del 1872; Il putto che scherza col gallo, del 1875, modellato sull'esempio del Bambino col gallo di Adriano Cecioni, divenuto celebre dopo che nel 1869 Diego Martelli aveva portato con sé a Parigi una foto del modello in gesso.

Il Colombo giovinetto

Il Colombo giovinetto lo confermò come rivelazione; il tema rimandava ai valori nazionali, era il navigatore genovese fanciullo del successivo sonetto di Carducci dedicato a Giuseppe Mazzini: "da quegli scogli onde Colombo infante / Nuovi pe'l mar vedea monti spuntare ...". Il dato realistico è reso dalla bitta con l'anello per l'attracco delle navi, misura della realtà concreta del porto genovese. Questi termini sono nella statua in marmo di Palazzo Giovanelli di Venezia come nelle più copie o nel gesso della Galleria d'Arte Moderna di Parma, dove la scultura fu medaglia d'oro all'Esposizione Italiana del 1870.

Il Genio di Franklin

Il Genio di Franklin fu esposto a Milano nel 1872 e acquistato dal Chedivè d'Egitto per il Museo del Cairo. Ne vennero eseguite più copie per il successo ottenuto, una delle più famose si trova sul tetto del palazzo di Piazza Indipendenza, a Roma, che ospitava la casa dell'artista. Un modello in bronzo è invece custodito nel Museo Casa Natale di Michelangelo Buonarroti di Caprese Michelangelo (AR). Il bambino Franklin appare seduto su un comignolo e avvinghiato all'asta del parafulmine.

Jenner inocula il vaccino del vaiolo al figlio Nel 1873 Monteverde scolpì Jenner inocula il vaccino del vaiolo al figlio, opera che consolidò la sua fama. La statua venne inizialmente scartata dalla giuria dell’Accademia di San Luca, incaricata dal governo di selezionare le opere da inviare all’Esposizione universale di Vienna; fu poi spedita a Vienna, dove ottenne la medaglia d’oro. Ne furono eseguite copie, tra cui quella in marmo di proprietà civica a Genova, cm 127x113x97, Palazzo Bianco, poi a Genova Nervi, Civica Galleria d'Arte Moderna; e quella in bronzo della Galleria Nazionale.

Monteverde personaggio pubblico Monteverde fu anche personaggio pubblico; a cominciare dal 1880 assunse più cariche, sia politiche che rappresentative. Nel 1880 fu consigliere comunale a Roma, nel 1889 senatore. Ebbe moltissime cariche e onorificenze e fu socio di svariati sodalizi artistici italiani; membro corrispondente dell'Istituto di Francia e della Reale Accademia delle Belle Arti del Belgio, professore onorario della Reale Accademia di Svezia e Norvegia e dell'Imperiale Accademia di Vienna.

Altre opere famose di Monteverde Molte le sue opere, e tra quelle che riscossero immediata fama al suo tempo è da ricordare il primo Monumento a Mazzini, realizzato nel 1876 su richiesta degli emigranti di Buenos Aires, osteggiato dai Gesuiti e poi eseguito e inviato. La statua fu inviata dallo scultore, operante in Roma, a Genova dove venne imbarcata alla volta di Buenos Aires. La statua, in marmo bianco, alta circa 3 metri, si trova a Buenos Aires nella Piazza Roma. Monteverde eseguì ancora una copia di questa, in bronzo, di minore dimensione con alcune piccole differenze, che si trova a Milano in Piazza della Repubblica, contornata da una scenografia scultorea di Cascella.

Notevole anche il monumento a Vincenzo Bellini sito in Piazza Stesicoro a Catania, con i melodrammi del musicista nelle quattro statue: Arturo da I Puritani, il Pirata, Norma, La Sonnambula. In occasione dell'installazione e dell'inaugurazione dell'opera monumentale, nel 1882, Monteverde soggiornò a Catania e fu ospite nella villa di Cibali dell'amico incisore e pittore Francesco Di Bartolo, che aveva conosciuto a Roma nell'ambito della Regia Calcografia e che nel 1877 aveva ritratto in un busto di marmo, oggi in collezione privata. Nel 1878, Monteverde e Di Bartolo, con Domenico Morelli, su incarico del Ministro Majorana Calatabiano, avevano preso parte attiva all'organizzazione artistica italiana ed erano stati Giurati all'Esposizione Universale di Parigi .

Simbolismo nell'ultima fase

Dal 1890 Monteverde fece sue alcune suggestioni del simbolismo, soprattutto nelle opere funerarie destinate al cimitero monumentale di Staglieno. La tomba della famiglia Celle (cimitero di Staglieno), intitolata Dramma eterno, si fonda sulla contraddizione tra l'esuberante nudo femminile e lo scheletro macabro e raccolto nel sudario.

La statua dell' Angelo della Morte, per la tomba Oneto nel portico delle celebrità cittadine nel cimitero monumentale di Staglieno colpisce per l'aspetto androgino.

Artisticamente valida la statua di Giuseppe Saracco, ultima opera dell'artista eseguita nel 1917, in prossimità della morte, e inaugurata nel 1922

Giulio Monteverde morì quasi ottantenne il 3 ottobre 1917 a Roma. Fu sepolto nello storico cimitero del Verano a Roma, nella zona del Pincetto Nuovo, riquadro 28, nella cappella di famiglia. Onorificenze Onorificenze italiane

Onorificenze straniere

Principali opere

Bambini che giocano con il gatto (1867) Monumento a Raffaele Pratolongo (1868) - Genova, Cimitero monumentale di Staglieno La Maternità - Donna con Bambino (1869) - Roma - Olgiate Olona Colombo giovinetto (1870) Genio di Franklin (1871) - Caprese Michelangelo (AR), Museo Casa Natale di Michelangelo Buonarroti Jenner colto nell'atto di inoculare il vaccino del vaiolo al proprio figlio (1873) - Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna Sigismund Thalberg (1878) - Napoli, Cimitero di Poggioreale - Quadrato degli Uomini Illustri Monumento al Tessitore (1879) - Schio Monumento a Giuseppe Mazzini (1879) - Buenos Aires, Argentina Monumento a Giuseppe Mazzini, copia di quello di Buenos Aires - Milano, Piazza della Repubblica Cristo morto (1880) - Buenos Aires, Cimitero della Recoleta, Argentina Monumento a Vittorio Emanuele II (1881) - Rovigo Monumento a Vincenzo Bellini, scoperto il 21 settembre 1882 - Catania, Piazza Stesicoro Angelo della Resurrezione (Monumento a Francesco Oneto) (1882) - Genova, Cimitero monumentale di Staglieno Monumento a Giacomo Medici del Vascello (1884) - Roma, Cimitero del Verano Statua equestre di Vittorio Emanuele II (1884) - Bologna, Giardini Margherita L'angelo della notte (Monumento a Primo Zonca) (1885) - Roma, Cimitero del Verano Fontana di Caserta (1878-1900)- Giardini del Quirinale, Roma Angelo della Resurrezione II (cappella funeraria della famiglia dell'autore) (1891) - Roma, Cimitero del Verano Tomba Celle (1893) - Genova, Cimitero monumentale di Staglieno Monumento a Raffaele De Ferrari (1896) - Genova Monumento ad Alessandro Rossi (1902) - Schio Idealità e materialismo (1911) - Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna Monumento al duca e alla duchessa di Galliera - Genova Gruppo Il Pensiero (1911) - Roma, Vittoriano Volere e Potere - Madrid Giuseppe Saracco (1917) - Acqui Terme

Altre opere Numerosi i ritratti eseguiti da Monteverde, fra cui quello in marmo dell'incisore e pittore catanese Francesco Di Bartolo, in Collezione Privata a Catania.

Musei Elenco dei musei ed enti che espongono opere dell'artista: Castello De Albertis, Museo delle Culture del Mondo, Genova Cimitero della Recoleta, Buenos Aires Cimitero monumentale del Verano, Roma Cimitero monumentale di Staglieno, Genova Civica Galleria d'Arte Moderna, Genova Nervi Complesso del Vittoriano, Roma Galleria d'Arte Moderna, Genova Galleria d'Arte Moderna, Padova Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma Gipsoteca Giulio Monteverde, Bistagno (AL) Museo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti, Genova Museo Calouste Gulbenkian, Lisbona Museo Casa Natale di Michelangelo Buonarroti, Caprese Michelangelo (AR) Palazzo Bianco, Genova Palazzo Giovanelli, Venezia Palazzo Madama, Roma Teatrino di Villa Gonzaga, Olgiate Olona (VA)

Note

Bibliografia di riferimento

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Cavalieri di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro Categoria:Sepolti nel cimitero del Verano