Fra i massimi e più celebri operisti della storia, la sua attività ha spaziato attraverso vari generi musicali, ma è ricordato principalmente per le sue opere famose e celebrate, quali Il barbiere di Siviglia, L'italiana in Algeri, La gazza ladra, La Cenerentola, Il turco in Italia, Tancredi, Semiramide e Guglielmo Tell. Rossini compose la prima opera all'età di quattordici anni e scrisse trentanove opere di rilievo in diciannove anni, prima del suo improvviso abbandono del teatro nel 1829; seguirono decenni in cui Rossini abbandonò l'attività compositiva a livello professionale e fu afflitto da depressione. Morì nella campagna parigina di Passy, dove si era ritirato a vita privata.
Considerato il più importante compositore italiano della prima metà del XIX secoloOsborne, Grove, p. 56. e uno dei più grandi operisti della storia della musica, per la precocità e la velocità di composizione Rossini è stato soprannominato il "Mozart italiano"Montanelli, Indro (1972), L'Italia giacobina e carbonara (1789–1831), p. 612, Milan: Rizzoli. . Definito da Giuseppe Mazzini «un titano. Titano di potenza e d'audacia, il Napoleone d'un'epoca musicale»Filosofia della musica (1836), riportato in Scritti editi e inediti di Giuseppe Mazzini, Volume IV, Milano, Daelli, 1862, p. 96 (accessibile gratuitamente online presso Google Books), tipico del suo stile era il crescendo orchestrale su una frase ripetuta, immortalato nella locuzione crescendo rossiniano.
Biografia
Nato a Pesaro (a quel tempo nello Stato Pontificio) il 29 febbraio 1792, da Giuseppe Rossini e Anna Guidarini, il Cigno di Pesaro, come fu definito, impresse al melodramma uno stile destinato a far epoca e del quale chiunque, dopo di lui, avrebbe dovuto tener conto; musicò decine di opere liriche senza limite di genere, dalle farse alle commedie, dalle tragedie alle opere serie e semiserie.
La sua famiglia era di semplici origini: il padre Giuseppe – detto Vivazza (1764-1839) – fervente sostenitore della Rivoluzione francese, era originario di Lugo (Ravenna) e suonava la tromba per professione nella banda cittadina e nelle orchestre locali che appoggiavano le truppe francesi d'occupazione; la madre, Anna Guidarini (1771-1827), era nata a Urbino ed era una cantante di discreta bravura. In ragione delle idee politiche del padre, la famiglia Rossini era costretta a frequenti trasferimenti da una città all'altra delle Legazioni pontificie.
Così il piccolo Rossini trascorse gli anni dell'infanzia o presso la nonna o in viaggio fra Ravenna, Ferrara e Bologna, dove il padre era riparato nel tentativo di sfuggire alla cattura dopo la restaurazione del governo pontificio. A soli 10 anni Gioachino lasciò Pesaro per Lugo, il paese natale del padre; visse nella cittadina romagnola tra il maggio 1802 e il 1805. Il padre gli trovò un insegnante di lettere, uno di matematica, uno di latino e, soprattutto, lo iscrisse a una scuola di musicaGino Giardini, Rossini a Lugo alla scuola dei Malerbi, Walberti, Lugo 1992.. I fratelli Giuseppe e Luigi Malerbi, fondatori e direttori della scuola, gli impartirono lezioni di basso cifrato e di composizioneFederico Gon, Le rossiniane «Sonate a quattro» (1804): alle origini del “Tedeschino”, in «Ad Parnassum. A Journal of Eighteenth and Nineteenth-Century Instrumental Music», Volume 14, n. 27 (aprile 2016), pp. 89-122.. Nel 1804 Rossini scrisse a Lugo la sua prima composizione strumentale, le Sei sonate a quattro. I lughesi, che nel 1859 gli intitolarono il teatro comunale, lo soprannominarono Cignale di Lugo.
Nel 1804 Rossini, appena dodicenne, si esibì con la madre nel teatro comunale d'Imola. Eseguirono un duetto, poi ciascuno si esibì in solo. Lo zio Francesco Maria Guidarini vide in lui un futuro cantante professionista come contralto. Fece pressioni su Anna affinché Gioachino venisse castrato, ma ella rifiutò.
Successivamente la madre si separò dal padre e si trasferì col figlio a Bologna. Allievo del maestro Giuseppe Prinetti, proseguì gli studi nel canto, nel pianoforte e nella spinetta. Nel 1806, a quattordici anni, Rossini si iscrisse al Liceo musicale bolognese, studiando intensamente composizione e appassionandosi alle pagine di Haydn, Mozart (è in questo periodo che guadagnò l'appellativo di tedeschino), Palestrina e Cimarosa; sempre in quegli anni scrisse la sua prima opera (Demetrio e Polibio, che sarà rappresentata però soltanto nel 1812). A Bologna Rossini fu cantore all'Accademia filarmonica.
Trasferitosi a Napoli negli anni 1815-1822, si legò al soprano Isabella Colbran, primadonna dei teatri partenopei, maggiore di lui di otto anni, che sposò infine a Castenaso il 16 marzo 1822 e da cui si separò legalmente nel 1837. In realtà, i due coniugi vivevano separati già dal settembre 1830, dopodiché in novembre, Rossini partì definitivamente per Parigi, dove conobbe Olympe Pélissier che sposò nel 1846 (un anno dopo la morte della prima moglie).Ariella Lanfranchi, Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 26, 1982, "COLBRAN, Isabella Angela" in Treccani http://www.treccani.it/enciclopedia/isabella-angela-colbran_(Dizionario-Biografico)/
Carriera
A neanche vent'anni tre sue opere erano già state rappresentate; un anno dopo saranno diventate dieci. L'esordio ufficiale sulle scene era avvenuto nel 1810 al Teatro San Moisè di Venezia con La cambiale di matrimonio.
Nei vent'anni successivi, Rossini compose una quarantina di opere, arrivando anche a presentarne al pubblico 4 o 5 in uno stesso anno; in occasione delle prime rappresentazioni dei suoi lavori, il pubblico italiano gli riservò accoglienze controverse. Si passò infatti da straordinari successi (La pietra del paragone, La gazza ladra, L'italiana in Algeri, Semiramide) ad accoglienze freddine e perfino a clamorosi insuccessi, tra i quali storico fu quello del Barbiere di Siviglia, in occasione della cui "prima" al Teatro Argentina di Roma, nel 1816, si verificarono tafferugli, causati con ogni probabilità dai detrattori di Rossini;Tali detrattori erano in realtà i sostenitori del compositore Giovanni Paisiello che aveva già musicato l'opera Il barbiere di Siviglia alcuni decenni prima. l'opera ebbe comunque un grande successo pochi giorni più tardi. Sempre del 1816 è l'opera Otello.DallOtello venne tratta parte della musica del Duetto buffo di due gatti, brano per due soprani erroneamente attribuito a Rossini, ma con qualche probabilità dal compositore inglese Robert Lucas de Pearsall, che preferì comunque firmarsi, nel pubblicarlo presso Ewer & Johanning, con lo pseudonimo di "G. Berthold".
Dal 1815 al 1822 Rossini fu direttore musicale del Teatro di San Carlo di Napoli.
Semiramide (1823) fu l'ultima opera composta da Rossini per un teatro italiano. Dopo la sua rappresentazione, il compositore si trasferì a Parigi, dove le sue opere furono accolte quasi sempre in modo trionfale. Il 1º dicembre 1824 Rossini diventò directeur de la musique et de la scène al Théâtre de la comédie italienne, con l'obbligo di comporre anche per lOpéra.Osborne (2007), p. 93. La prima opera composta nella capitale francese fu Il viaggio a Reims, eseguita in onore del re Carlo X il 19 giugno 1825 al Théatre italien, opera che – in quanto lavoro celebrativo – venne tolta dal repertorio, su richiesta dello stesso Rossini, dopo tre sole rappresentazioni.Toye, p. 121. L'opera è stata riscoperta in epoca moderna dalla musicologia e rieseguita con enorme successo il 18 agosto 1984, sotto la direzione di Claudio Abbado, durante il Rossini Opera Festival. Una parte consistente della musica fu però riutilizzata in Le Comte Ory (20 agosto 1828), melodramma giocoso composto per lOpéra. Nello stesso teatro Rossini concluse di lì a poco la sua carriera di operista con il Guglielmo Tell, capolavoro a cavallo tra classicismo e romanticismo andato in scena il 3 agosto 1829.
Abbandonato il teatro d'opera, Rossini entrò in una fase di crisi personale e creativa. Al 1831/1832 risalgono sei pezzi di uno Stabat Mater completato solo nel 1841: il successo di quest'opera regge il confronto con quelli ottenuti nel campo dell'opera lirica; ma la ridotta produzione nel periodo che va dal 1831 alla sua morte, avvenuta nel 1868, divide la sua biografia in due parti, quasi due vite distinte: la vita del trionfo veloce e immediato, e la lunga vita appartata e oziosa, nella quale i biografi hanno immortalato il compositore. Negli ultimi anni egli compose infatti solo pochissimi lavori, tra cui la memorabile Petite messe solennelle (1863).
Molti storici della musica si sono interrogati sulle cause del suo precoce ritiro dalle scene teatrali. Secondo alcuni, il motivo è da trovarsi nella Rivoluzione di luglio del 1830, che mise in crisi gli accordi già presi da Rossini coi teatri parigini (il Tell doveva essere la prima di cinque opere da comporre in dieci anni) e lo fa desistere dal comporre per il teatro. Secondo altri, all'origine di questa inaspettata scelta vi fu l'incompatibilità tra Rossini e l'estetica romantica: infatti all'esaltazione della forza trascinante del sentimento e l'identificazione coi personaggi egli contrapponeva un settecentesco distacco razionale. Sono stati comunque rilevati i numerosi elementi romantici presenti all'interno del suo Guglielmo Tell, come il soggetto storico-patriottico (la lotta per l'indipendenza degli svizzeri dagli austriaci nel XIV secolo), l'utilizzo di elementi folcloristici (come l'inserimento nell'organico orchestrale del ranz des vaches, canto di lavoro dei montanari svizzeri), e la grande importanza affidata al coro. Quasi che Rossini, prima di uscire di scena, si fosse premurato di dimostrare che, se solo avesse voluto, avrebbe potuto dominare anche il trionfante nuovo stile romantico.
Ultimi anni
Dopo lunghe diatribe giudiziarie che lo avevano opposto al nuovo governo francese salito al potere dopo la rivoluzione di luglio del 1830, Rossini decise alla fine, nel 1838, di ristabilirsi permanentemente a Bologna. Nel capoluogo emiliano rimase per una decina d'anni, ricevendo anche, nel 1839, l'incarico di "consulente perpetuo onorario" dell'allora Liceo filarmonico, che sarebbe divenuto poi, un secolo dopo, il Conservatorio della città.
Rossini, uomo dalle mille sfaccettature, è stato descritto dai numerosi biografi in molte maniere: ipocondriaco, umorale e collerico, preda di profonde crisi depressive, ma pure gioviale bon vivant amante della buona tavola; alcuni hanno ipotizzato che dietro alle sue stranezze psicologiche si nascondesse una nevrosi di tipo ossessivo-compulsivo o un disturbo dell'umore.Frederick M. Toates, Frederick Toates, Olga Coschug-Toates, Obsessive Compulsive Disorder: Practical, Tried-and-tested Strategies to Overcome OCD, Class Publishing Ltd, 2002 - 250 pagine, capitolo 17. Spesso è stato ritenuto afflitto da pigrizia, ma la sua produzione musicale, alla fine, si rivelerà incomparabile, sebbene non di rado arricchita da autoimprestiti di musica composta precedentemente.
Il 15 marzo 1847 Rossini ottenne dalla Repubblica di San Marino il titolo di nobile e venne altresì proposto, il 10 dicembre 1857, per l'ascrizione al patriziato della città di Lugo.Annuario della Nobiltà Italiana, parte VI, anno 2000 e segg.
Rossini smise di comporre per il teatro lirico all'età di trentasette anni, dopo il Guglielmo Tell, ritirandosi a vita privata. Nonostante ciò continuò fino all'ultimo a comporre musica, per sé, per Olympe Pélissier (sposata in seconde nozze nel 1846, dopo la morte della Colbran) e per gli amici.
Tra le ultime opere composte si ricordano la versione definitiva dello Stabat Mater (1841, con prima esecuzione a Parigi, 7 gennaio 1842) e innumerevoli brani di musica da camera, sonate e composizioni per pianoforte solo o con voce solista, come le Soirées musicales, pubblicate nel 1835. Nella produzione dell'ultimo Rossini ci sarà inoltre spazio anche per quelli che egli stesso definì autoironicamente i suoi Péchés de vieillesse, "semplici senili debolezze".