Biografia Nacque in una famiglia contadina e venne affiliato dal padre nella cosca di Santa Maria di GesùM. Pantaleone, Il sasso in bocca. Mafia e Cosa Nostra, Cappelli, 1970, pp. 23-26.G.C. Marino, I Padrini, Newton Compton, 2006, pp. 385-394.. La sua famiglia possedeva da sempre la tenuta agricola di Fondo Magliocco, situata tra le borgate della Guadagna e di Villagrazia (poi assorbite dalla città di Palermo) nella Conca d'Oro, ricca zona di produzione di arance, ulivi e mandorli.Alessandra_Dino, La mafia devota, Roma-Bari, Laterza, 2008, pag. 31 Nel 1933 Bontate venne arrestato una prima volta per rissa e detenzione abusiva di arma da fuoco, venendo coinvolto nel secondo dopoguerra nel contrabbando di generi alimentari e nel furto di bestiame e aderendo al nascente Movimento Indipendentista Siciliano come sostenitore di Andrea Finocchiaro AprileM. Pantaleone, Antimafia: occasione mancata, Torino, Einaudi, 1969, pp. 166-169.. Nel 1954 Bontate era tra coloro che portarono la bara di Calogero Vizzini, noto boss mafioso di VillalbaJohn Dickie, Cosa Nostra, Bari, Laterza, 2004.. Oltre a possedere Fondo Magliocco, Bontate divenne un grande proprietario terriero e impose con la corruzione l'insediamento della fabbrica elettronica Raytheon-ELSI nei suoi terreni a Villagrazia, la quale decollò alla fine del 1962: era lui infatti che decideva le assunzioni e risolveva i conflitti sindacali, come denunciato dalla CGIL, i cui rappresentanti furono intimati dagli uomini di Bontate di stare alla larga dalla fabbrica.

Bontate era pure ben inserito negli ambienti politici: fu il principale elettore di Ernesto Di Fresco, che venne eletto consigliere comunale di Palermo nella lista del Partito Nazionale Monarchico nel 1956 per poi passare alla Democrazia Cristiana, il quale era anche solito farsi accompagnare da lui alle sedute del consiglio comunale, e intratteneva anche rapporti di amicizia con il deputato democristiano Francesco Barbaccia.

Bontate fu sostenitore dell'onorevole Silvio Milazzo, il quale formò un governo regionale con l'alleanza trasversale tra comunisti, missini e democristiani; inoltre Bontate prese a schiaffi il deputato monarchico Ernesto Pivetti mentre si trovavano in un salone di Palazzo dei Normanni alla presenza degli altri deputati regionali perché il politico non aveva votato per il governo Milazzo.Orazio_Cancila, La terra di Cerere, Caltanissetta-Roma, Sciascia, 2001, pp. 358-359. La sua opera di mediazione tra i deputati monarchici e democristiani all'interno dell'ARS venne riconosciuta anche dal segretario nazionale del PDIUM Alfredo Covelli, che lo ringraziò pubblicamente.

Nel 1962 venne arrestato per associazione a delinquere e omicidio ma prosciolto in istruttoria per insufficienza di prove. Nel marzo 1963 il tenente dei carabinieri Mario Malausa (rimasto poi ucciso nella strage di Ciaculli) lo inserì nell'elenco dei boss mafiosi più potenti della zona est di Palermo. Arrestato nuovamente in luglio a seguito della strage di Ciaculli e inviato al soggiorno obbligato, fu assolto nel «processo dei 117» celebrato nel 1968 a Catanzaro.

Nel 1964 Bontate, gravemente ammalato di diabete, aveva ceduto il comando della cosca al figlio Stefano, con cui venne arrestato nel 1971 nel corso del famoso «blitz dei 114» con l'accusa di associazione a delinquere. Morì nel 1974 all'età di 59 anni mentre era ricoverato all'ospedale "Regina Margherita" di Messina per problemi di salute.

Note

Bibliografia Michele Pantaleone, Antimafia: occasione mancata, Torino, Einaudi, 1969. Michele Pantaleone, Il sasso in bocca. Mafia e Cosa nostra, Bologna, Cappelli, 1970. Giuseppe Carlo Marino, I Padrini. Da Vito Cascio Ferro a Lucky Luciano, da Calogero Vizzini a Stefano Bontate, fatti, segreti, e testimonianze di Cosa Nostra attraverso le sconcertanti biografie dei suoi protagonisti, Roma, Newton & Compton, 2006, ISBN 978-88-541-0710-6. Bianca Stancanelli, La città marcia. Racconto siciliano di potere e di mafia, Padova, Marsilio, 2016. Alessandra Dino, La mafia devota. Chiesa, religione, Cosa Nostra, Roma-Bari, Laterza, 2008. ISBN 978-88-420-8520-1 John Dickie, Cosa nostra. Storia della mafia siciliana, Bari, Laterza, 2004.

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