Nel 66 a.C. fu nominato pretore. Esperto giureconsulto, introdusse la stipulazione aquiliana come strumento di risoluzione delle controversie sinallagmatiche. Studiò anche determinate fattispecie di truffa, codificate con il procedimento de dolo maloMarcus Tullius Cicero, Nino Marinone (a cura di), Opere politiche e filosofiche: I termini estremi del bene e del male. Discussioni tusculane. La natura degli dei, in Classici latini, Volume 2: Opere politiche e filosofiche, UTET (Unione tipografico-editrice torinese), 1955 (actio de dolo).
Fu arbitro fra Cicerone e Gaio Calpurnio Pisone in una querela per un'azione di rivendicazione fondata sull'interdetto de vi armataCicerone difendeva Aulo Cecina e i riferimenti sono nell'orazione ''Pro Aulo Cecina'', 69-71 a.C..
Seguace e allievo di Quinto Muzio Scevola il Pontefice, fu tra i giureconsulti muciani (contrapposti ai serviani di Servio Sulpicio Rufo)Mario Martelli, Interpres, Volume 26, Salerno editrice, 2007.
Note
Voci correlate Stipulazione aquiliana
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