Larcidiocesi di Nidaros (in latino: Archidioecesis Nidrosiensis) è una sede soppressa della Chiesa cattolica. Fu dal 1153 al 1537 la sede metropolitana della provincia ecclesiastica che comprendeva la Norvegia e numerosi territori dell'Atlantico settentrionale, estendendo in alcuni periodi la propria giurisdizione sulle diocesi della Islanda, della Groenlandia, delle Fær Øer, delle Orcadi, delle Ebridi e dell'Isola di Man.

La sede arcivescovile era posta a Nidaros, l'odierna Trondheim, presso la cattedrale di Nidaros, dedicata alla Santissima Trinità e sorta sul luogo tradizionalmente identificato con la prima sepoltura di sant'Olav, re di Norvegia morto nella battaglia di Stiklestad nel 1030. La presenza delle reliquie del sovrano fece di Nidaros il principale centro di pellegrinaggio della Norvegia medievale e uno dei più importanti dell'Europa settentrionale.

Storia

Origini della diocesi La cristianizzazione della Norvegia si consolidò fra il X e l'XI secolo e ricevette un impulso decisivo durante i regni di Olaf Tryggvason e soprattutto di Olaf Haraldsson. Prima dell'organizzazione di diocesi territorialmente definite operarono presso i sovrani norvegesi diversi vescovi missionari e di corte; fra questi ebbe particolare importanza Grimkjell, collaboratore di Olaf II e protagonista dell'organizzazione ecclesiastica del regno.

La tradizione ecclesiastica di Nidaros fu strettamente legata fin dalle origini al culto di Olaf Haraldsson. Il re morì il 29 luglio 1030 nella battaglia di Stiklestad e nell'anno successivo il suo corpo fu traslato e venerato come quello di un santo. Poco dopo la canonizzazione fu costruita una prima cappella lignea nel luogo in cui era stato inizialmente sepolto.

Una stabile sede episcopale a Nidaros si configurò nel corso dell'XI secolo, generalmente intorno al 1075. Non appare pertanto opportuno identificare la morte di sant'Olav nel 1030 con la formale erezione della diocesi, trattandosi piuttosto di un processo graduale di consolidamento dell'organizzazione ecclesiastica norvegese.

Intorno al 1070, durante il regno di Olaf III Kyrre, la cappella lignea fu sostituita da una grande chiesa in pietra. L'edificio, dedicato alla Santissima Trinità e comunemente denominato Kristkirken («chiesa di Cristo»), costituì il nucleo originario dell'attuale cattedrale di Nidaros. Presso il suo altare fu collocato il reliquiario contenente le spoglie di sant'Olav.

In origine la Chiesa norvegese dipendeva ecclesiasticamente dall'arcidiocesi di Amburgo-Brema. Nel 1104, con l'erezione della provincia ecclesiastica scandinava avente sede a Lund, anche Nidaros passò sotto la giurisdizione metropolitana dell'arcidiocesi di Lund.

Erezione della provincia ecclesiastica La progressiva strutturazione della Chiesa norvegese condusse, alla metà del XII secolo, alla costituzione di una provincia ecclesiastica autonoma. Nel 1152-1153 giunse in Scandinavia come legato pontificio il cardinale inglese Nicholas Breakspear, cardinale vescovo di Albano e futuro papa Adriano IV, incaricato da papa Eugenio III di riorganizzare le circoscrizioni ecclesiastiche dei regni nordici.

Nel 1153 Breakspear elevò Nidaros al rango di arcidiocesi metropolitana e vi insediò come primo arcivescovo Jon Birgisson. La nuova provincia sottrasse le diocesi norvegesi alla dipendenza da Lund e conferì alla Chiesa del regno una propria struttura metropolitana, direttamente inserita nell'organizzazione della Chiesa latina.

La creazione dell'arcidiocesi si collocò nel più ampio processo di consolidamento della Chiesa norvegese e di recezione delle riforme ecclesiastiche sviluppatesi in Europa a partire dall'XI secolo. Rafforzò l'organizzazione episcopale, favorì la diffusione del diritto canonico e consolidò il ruolo dei capitoli cattedrali, inserendo più saldamente il regno norvegese nelle strutture istituzionali e culturali della cristianità latina.

Provincia ecclesiastica La provincia ecclesiastica di Nidaros fu eccezionalmente vasta dal punto di vista geografico. Oltre alle diocesi situate nella Norvegia propriamente detta, comprendeva numerose sedi insulari dell'Atlantico settentrionale, riflettendo l'estensione politica e culturale del mondo norvegese medievale.

Nel territorio norvegese dipendevano dalla sede metropolitana le diocesi di: Oslo; Bergen, o Bjørgvin; Stavanger; Hamar, istituita alla metà del XII secolo.

Nell'Atlantico settentrionale ne facevano parte: la diocesi delle Fær Øer, con sede a Kirkjubøur; la diocesi di Skálholt e la diocesi di Hólar, in Islanda; la diocesi di Garðar, in Groenlandia; la Diocesi delle Orcadi, con sede a Kirkwall; la diocesi di Sodor e Man, comprendente originariamente l'Isola di Man, le Ebridi e altre isole della costa occidentale scozzese.

La composizione della provincia mutò progressivamente in seguito ai cambiamenti politici nelle isole britanniche. Con il trattato di Perth del 1266 la corona norvegese cedette alla Scozia le Ebridi e l'Isola di Man, senza che ciò producesse immediatamente la cessazione dei legami ecclesiastici con Nidaros.

Nel corso del XIV secolo l'antica diocesi di Sodor si frammentò. I rapporti della sede dell'Isola di Man con Nidaros si interruppero progressivamente, mentre la parte scozzese delle Isole continuò a riconoscere almeno nominalmente l'autorità metropolitana di Nidaros. Nel 1472, quando Saint Andrews fu elevata ad arcidiocesi, sia la diocesi delle Orcadi sia la componente scozzese della diocesi delle Isole furono trasferite alla nuova provincia ecclesiastica scozzese.

Alla vigilia della Riforma la provincia di Nidaros comprendeva pertanto le quattro diocesi norvegesi di Oslo, Bergen, Stavanger e Hamar, le due diocesi islandesi di Skálholt e Hólar, la diocesi delle Fær Øer e quella di Garðar in Groenlandia.

L'arcivescovado nel Medioevo L'erezione dell'arcidiocesi accrebbe considerevolmente l'importanza religiosa, politica ed economica di Nidaros. L'arcivescovo divenne il più alto prelato del regno e la sede arcivescovile accumulò nel corso del Medioevo un consistente patrimonio fondiario. Intorno alla cattedrale e al palazzo arcivescovile si sviluppò uno dei principali centri ecclesiastici, amministrativi e culturali della Norvegia medievale.

Un ruolo particolarmente significativo fu svolto dal secondo arcivescovo, Eystein Erlendsson, in carica dal 1161 al 1188. Durante il suo episcopato furono ulteriormente definiti i rapporti fra monarchia e Chiesa e furono intrapresi importanti lavori di ampliamento della cattedrale. Eystein fu vicino agli ambienti della riforma ecclesiastica europea e intrattenne rapporti con Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury.

Gli arcivescovi entrarono progressivamente fra le principali autorità politiche del regno. Partecipavano alla vita del Consiglio del regno e, nel tardo Medioevo, l'arcivescovo di Nidaros ne divenne normalmente una delle figure preminenti. Il peso politico della sede derivava sia dalla posizione dell'arcivescovo nella gerarchia ecclesiastica sia dall'estensione delle proprietà e delle risorse amministrate dalla Chiesa.

La sede metropolitana ebbe inoltre un ruolo fondamentale nei rapporti fra monarchia e Chiesa. Il controllo sulle nomine ecclesiastiche, sulla legislazione matrimoniale, sui beni della Chiesa e sulla partecipazione del clero alla vita politica provocò in diversi periodi tensioni con la corona, particolarmente evidenti durante i conflitti tra Sverre I di Norvegia e l'episcopato alla fine del XII secolo.

Sant'Olav e il pellegrinaggio Il prestigio della sede di Nidaros fu indissolubilmente legato al culto di sant'Olav. Il reliquiario del sovrano, collocato presso l'altare maggiore della cattedrale, divenne una delle principali mete di pellegrinaggio dell'Europa settentrionale. La fama dei miracoli attribuiti al santo richiamò fedeli dalla Scandinavia e dalle regioni dell'Atlantico settentrionale e contribuì allo sviluppo urbano, economico e religioso di Nidaros.

Il culto di sant'Olav acquisì inoltre una forte dimensione politica e identitaria. Il re martire fu progressivamente considerato patrono e protettore del regno e la sua figura contribuì a collegare la monarchia norvegese alla tradizione cristiana. La cattedrale divenne pertanto non soltanto il centro della provincia ecclesiastica, ma anche il principale santuario della Norvegia medievale.

Le vie percorse dai pellegrini verso Nidaros formarono una rete estesa attraverso la Scandinavia. Il pellegrinaggio continuò fino alla Riforma, quando il culto dei santi e il sistema dei pellegrinaggi furono aboliti dalle nuove autorità ecclesiastiche luterane.

La cattedrale La cattedrale metropolitana era dedicata alla Santissima Trinità, sebbene nel Medioevo fosse comunemente conosciuta come Kristkirken e fosse soprattutto associata al culto di sant'Olav. La costruzione del complesso monumentale ebbe origine dalla chiesa in pietra fatta edificare da Olaf III intorno al 1070 e proseguì attraverso numerose fasi edilizie.

L'istituzione della sede metropolitana favorì un vasto programma di ampliamento. Dalla metà del XII secolo furono costruiti i transetti settentrionale e meridionale, tuttora fra le parti più antiche dell'edificio conservatesi. Nei secoli successivi la cattedrale assunse progressivamente caratteri romanici e soprattutto gotici, divenendo il maggiore edificio ecclesiastico della Norvegia medievale. La fase principale della costruzione fu sostanzialmente completata intorno al 1300-1320.

Oltre a essere sede dell'arcivescovo e santuario di sant'Olav, la cattedrale ebbe uno stretto legame con la monarchia norvegese. Dopo il ripristino dell'indipendenza costituzionale nel 1814, la Costituzione della Norvegia la indicò come luogo delle incoronazioni reali; vi furono incoronati, fra gli altri, Carlo III Giovanni nel 1818, Oscar I nel 1844, Carlo IV nel 1860, Oscar II nel 1873 e Haakon VII nel 1906.

Riforma protestante e soppressione L'ultimo arcivescovo cattolico fu Olav Engelbrektsson, eletto nel 1523. Oltre a essere metropolita della provincia ecclesiastica, egli fu presidente del Consiglio del regno e costituì quindi una delle principali autorità politiche della Norvegia negli anni che precedettero la Riforma.

La crisi della monarchia danese seguita alla morte di Federico I coinvolse direttamente anche la Norvegia. Olav Engelbrektsson cercò di preservare contemporaneamente la Chiesa cattolica e l'autonomia politica del regno, opponendosi all'affermazione di Cristiano III, sostenitore del luteranesimo. La vittoria del sovrano nella guerra del conte nel 1536 modificò definitivamente gli equilibri politici.

Nello stesso anno Cristiano III e il consiglio danese approvarono la cosiddetta «clausola norvegese» della capitolazione regia, con la quale si prevedeva una drastica riduzione dell'autonomia istituzionale della Norvegia. La soppressione della Chiesa cattolica e del Consiglio del regno divenne strettamente connessa al rafforzamento del controllo della monarchia danese sul Paese.

Olav Engelbrektsson tentò senza successo di organizzare una resistenza e di ottenere sostegno dalle potenze cattoliche europee. Nella primavera del 1537 le forze di Cristiano III intervennero militarmente in Norvegia e il 1º aprile l'arcivescovo abbandonò il Paese, dirigendosi verso i Paesi Bassi asburgici, dove morì l'anno seguente.

La sua partenza segnò la fine effettiva della gerarchia cattolica medievale norvegese. Gli altri vescovi furono deposti e la provincia ecclesiastica di Nidaros fu soppressa; la Riforma luterana fu quindi introdotta dall'autorità regia e le strutture episcopali furono progressivamente riorganizzate all'interno della nuova Chiesa sottoposta alla corona.