Per chiese di Parma si intendono gli edifici di culto cristiani della città di Parma.

Principali edifici religiosi situati nel quartiere Parma Centro Duomo

Cattedrale dedicata a santa Maria Assunta, è fra le maggiori opere dell'architettura romanica in Italia. Fu costruito per volere del vescovo Cadalo a ridosso della cinta muraria romana, sul luogo in cui sorgeva l'antica basilica distrutta da un incendio nel 1055 o 1058. Il Duomo fu completato nel 1074 e consacrato nel 1106 da papa Pasquale II. Per quanto riguarda l'esterno, nel 1178 fu completata l'ampia facciata a capanna munita di protiro con leoni stilofori (tipica dell'architettura romanica del Nord d'Italia), mentre l'intero edificio a tre navate fu rivisto e completato da Benedetto Antelami. Alla destra della facciata si eleva l'alta torre campanaria, costruita in stile gotico tra il 1284 e il 1294. Internamente l'impianto romanico è rimasto, ma gran parte degli interni (navata centrale, cupola, transetto) è stata affrescata in epoca rinascimentale da artisti quali Lattanzio Gambara, Girolamo Mazzola Bedoli ed altri; fra tutti, spicca per importanza l'affresco della cupola rappresentante l'Assunzione della Vergine del Correggio. Nel transetto destro è possibile inoltre ammirare la Deposizione dalla croce, bassorilievo dell'Antelami risalente al 1178.

Battistero

Grande edificio a pianta ottagonale destinato al rito battesimale, sorge a fianco del campanile del Duomo sulla stessa piazza. Fu progettato da Benedetto Antelami in uno stile che segna il passaggio dal romanico al gotico. L'esterno è interamente rivestito in marmo rosa di Verona. Un'iscrizione sul portale attesta che la decorazione iniziò nel 1196, mentre la conclusione avvenne entro il 1270, quando l'edificio venne solennemente consacrato. L'interno è costituito da 16 arcate che compongono delle nicchie contenenti affreschi e dipinti risalenti al XIII e XIV secolo; la notevole cupola a ombrello del soffitto è dipinta con figure di Santi. All'interno è inoltre conservata una buona parte del corredo scultoreo dell'epoca.

Abbazia di San Giovanni Evangelista e relativa chiesa

Notevole complesso monastico benedettino, sorge immediatamente alle spalle del Duomo. La sua ricostruzione nelle forme attuali iniziò nel 1490 circa, con un progetto definitivo del 1510 di Bernardino Zaccagni, per concludersi verso il 1519. All'esterno la facciata marmorea della chiesa fu realizzata da Simone Moschino in stile tardo manierista tra il 1604 e il 1607, mentre l'interno è a croce latina con tre navate decorate da affreschi cinquecenteschi di vari autori, tra i quali spiccano Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Mazzola Bedoli e soprattutto il Correggio; a quest'ultimo si devono il Fregio, varie grottesche sui semipilastri, la rimarchevole lunetta del portale che porta alla sagrestia con San Giovanni e l'aquila ed in particolare la splendida Cupola affrescata nel 1520, pochi anni prima della sua Assunzione della Vergine nel vicino Duomo. Adiacente alla chiesa, il monastero ruota attorno a tre chiostri: il primo cortile presenta un colonnato in stile ionico, il secondo contiene alcune decorazioni del Correggio e nel terzo, detto chiostro di San Benedetto, sono visibili affreschi di inizio '500. Nel grande complesso monastico sono presenti anche le quattro sale dell'antica spezieria, risalente a prima del 1201 ma successivamente risistemata tra la fine del XVI secolo ed i primi anni del XVII.

Monastero di San Paolo

Monastero benedettino, è situato tra piazza Duomo e il Palazzo della Pilotta. Fu fondato nell'XI secolo come conseguenza dello spirito di riforma monastica che attraversò la città nei primi anni del nuovo millennio. Al suo interno è conservata la Camera della Badessa, stanza di pianta quadrata posta all'interno dell'appartamento privato della badessa; l'ambiente deve la sua fama al notevole affresco incentrato sul tema della dea Diana che ne decora la volta tardogotica ad ombrello e la cappa del camino, realizzato tra il 1518 ed il 1519 dal Correggio, per volere della badessa Giovanna Piacenza.

Basilica di Santa Maria della Steccata

Grandioso santuario mariano sito nelle immediate adiacenze della centralissima piazza Garibaldi, è uno degli esempi più significativi in Italia di chiese a pianta centrale della prima metà del XVI secolo. Fu realizzata tra il 1521 ed il 1539 per conservare al suo interno un'immagine sacra della Vergine; l'architetto a capo dei lavori fu Giovan Francesco Zaccagni, insieme al padre Bernardino, ma il Vasari, nelle sue Vite, ne attribuisce il progetto al Bramante. L'edificio è impostato su una pianta a croce greca, con bracci posti sugli assi cardinali e chiusi da quattro grandi absidi simmetriche, intervallate da quattro cappelle quadrangolari. L'interno è decorato da affreschi di vari artisti del XVII secolo, tra i quali Michelangelo Anselmi, Girolamo Mazzola Bedoli, Jan Soens, Giovan Battista Trotti detto il Malosso e Bernardino Gatti detto il Sojaro. Il grande sottarco del presbiterio è invece decorato con il notevole affresco delle Tre vergini savie e tre vergini stolte, capolavoro realizzato dal Parmigianino fra il 1531 e il 1539.

Chiesa di San Pietro Apostolo

Chiesa neoclassica a navata unica, sorge sul lato ovest della centralissima piazza Garibaldi. Fu realizzata nelle forme attuali nel 1761 da Ottavio e Giovanni Bettoli seguendo un progetto dell'architetto Ennemond Alexandre Petitot, che ne disegnò in particolare la caratteristica facciata che prospetta sulla piazza e il trofeo in stucco con le chiavi e la tiara pontificia, modellato da Benigno Bossi.

Chiesa di San Vitale

Luogo di culto dalle forme barocche sito a fianco del palazzo del Comune sull'attuale strada della Repubblica, è una delle più antiche chiese erette nel centro della città medievale. Fu completamente ricostruita a partire dal 1651 secondo i progetti di Cristoforo Rangoni detto "Ficarelli", coadiuvato dallo scultore Luca Reti, e completata nel 1676 da Domenico Valmagini. Conserva all'interno la cappella della Beata Vergine di Costantinopoli, con lo scenografico Monumento Beccaria, capolavoro della scultura in stucco del barocco emiliano.

Chiesa di Sant'Antonio Abate

Chiesa dalle forme barocche, sorge in strada della Repubblica. Fu interamente ricostruita nelle forme attuali su disegno di Ferdinando Galli da Bibbiena tra il 1712 e il 1766. All'interno presenta una caratteristica doppia volta: quella inferiore, traforata, è sovrastata da un'altra superiore affrescata con le Figure di angeli e la scena dellApoteosi di sant'Antonio di Gaetano Ghidetti e Antonio Bresciani.

Chiesa di San Sepolcro

Luogo di culto originariamente realizzato in stile gotico, è situata in strada della Repubblica. L'edificio fu costruito nel 1257, ma venne notevolmente modificato nei secoli: nel 1506 furono aggiunte le paraste in arenaria scolpita sulla facciata, nel 1603 fu innalzata la navata realizzandovi il pregevole soffitto ligneo a cassettoni (intagliato tra il 1613 e il 1617 da Lorenzo Zaniboni e Giacomo Triolione) e nel 1701 fu restaurata la fiancata laterale sulla via Emilia in stile neoclassico. Inoltre nel 1616 venne innalzato il campanile in stile barocco, su progetto attribuito a Giovan Battista Trotti detto "Malosso" o a Simone Moschino.

Chiesa di San Francesco del Prato

Imponente chiesa a carattere gotico, antica sede francescana risalente al XIII secolo, sorge quasi a ridosso della cerchia urbana del centro storico, non lontano dall'abbazia di San Giovanni Evangelista. Nei secoli successivi alla sua realizzazione divenne una delle chiese più importanti della città (la sua lunghezza supera perfino quella del Duomo), ma, in seguito alle soppressioni napoleoniche di inizio '800 e fino agli inizi degli anni novanta del '900, fu adibita a carcere cittadino. Vennero aperte nuove finestre rettangolari sulla facciata, distruggendo l'antico pronao, e furono ricoperti gli affreschi gotici; la chiesa venne divisa in settori e vari piani, in modo tale da ospitare le celle carcerarie e una falegnameria nella navata centrale. Dal 2018, l'edificio è oggetto di un radicale intervento di ristrutturazione, comprendente l'eliminazione di tutte le superfetazioni, il recupero degli affreschi e la chiusura delle aperture ottocentesche nella facciata; la riapertura, con la dedicazione e riconsacrazione, è avvenuta il 3 ottobre 2021.

Oratorio dell'Immacolata Concezione

Piccolo oratorio nato dall'espansione di una cappella della chiesa di San Francesco del Prato, è situato in strada Del Prato. Fu costruito nel XV secolo con pianta a croce greca e riedificato a partire dal 1521 su disegno di Gian Francesco Zaccagni o di Gian Francesco d'Agrate. L'interno ospita pregevoli affreschi di Michelangelo Anselmi e Francesco Maria Rondani, entrambi collaboratori del Correggio. L'oratorio si è salvato dalla trasformazione in carcere della chiesa di San Francesco del Prato in quanto adibito a cappella del carcere stesso.

Ex chiesa di Santa Maria del Carmine

Ex luogo di culto costruito in stile gotico, è situata in adiacenza al Lungoparma nell'attuale via Duse, nel cuore del centro cittadino. Fu costruita alla fine del XIII secolo per i frati Carmelitani, ma, in seguito alla soppressione napoleonica dei conventi decisa nel 1810, fu confiscata unitamente all'attiguo convento ed in seguito riutilizzata in svariati modi. Recentemente è stata restaurata completamente e trasformata in auditorium del conservatorio Arrigo Boito, che ne occupa l'ex convento.

Chiesa di Santa Maria degli Angeli

Piccola chiesa annessa all'adiacente Monastero delle Clarisse Cappuccine, sorge al termine di strada Farini, all'angolo con lo stradone Martiri della Libertà. Fu costruita tra il 1565 ed il 1569 su progetto dell'architetto Giovanni Francesco Testa. L'edificio è preceduto all'esterno da un portico a tre fornici con archi a tutto sesto, mentre l'interno rettangolare, diviso in tre navate separate da otto colonne binate in marmo, è interamente decorato con affreschi cinquecenteschi e seicenteschi di Giovanni Maria Conti della Camera, Pier Antonio Bernabei, Sebastiano Ricci e Giovanni Battista Tinti.

Principali edifici religiosi situati nel quartiere Oltretorrente Chiesa della Santissima Annunziata

Importante edificio religioso annesso al monastero francescano maschile, sito nella zona detta anche "Capo di Ponte" all'inizio dell'attuale strada D'Azeglio, rappresenta uno dei monumenti più significativi del Manierismo sperimentale della seconda metà del XVI secolo. La costruzione della chiesa iniziò nel 1566 su progetto di Giovan Battista Fornovo, allievo del Vignola, per volere del duca Ottavio Farnese, mentre l'adiacente chiostro fu completato solo nel 1688. La facciata è costituita da un monumentale arco di ingresso, attraverso il quale si accede al corpo centrale a pianta ellittica con dieci absidiole (cinque per lato) disposte a raggiera attorno all'aula sacra ed arricchite da opere di artisti tra i quali Luca e Giovanni Battista Reti, Biagio Martini, Giuseppe Sbravati, Sebastiano Galeotti e Giovanni Battista Tinti.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Piccolo oratorio dalle forme barocche, sorge nella zona detta anche "Capo di Ponte" nell'attuale via dei Farnese. Fu edificata nel 1617 su progetto attribuito a Giovanni Battista Magnani quale sede della confraternita delle Stigmate di San Francesco e per accogliervi una venerata immagine della Vergine del Soccorso, ma venne modificata nel 1644 dall'architetto romano Girolamo Rainaldi. A pianta centrale, conserva la cupola affrescata da Sebastiano Galeotti con un'Assunzione ispirata a quella realizzata dal Correggio per il Duomo e, nelle cappelle laterali, due importanti dipinti di Sisto Badalocchio e Antonio Savazzini.

Oratorio di Sant'Ilario