Il colloquio di Monos e Una è un racconto di Edgar Allan Poe del 1841.

Trama

I due amanti Monos (dal greco: "Uno") e Una sono morti da molto tempo e "rinati" in un nuovo essere nell'oltretomba. Entrambi discutono sul fatto della Morte e che cosa sia. Monos spiega il suo significato o perlomeno la sua opinione riguardo al suo concetto. Essendo morto da molto tempo (forse durante la Peste nera), prima di Una, lo spirito racconta del grave cambiamento della società moderna (ovvero l'attuale Ottocento), del totale distaccamento dalla natura e dall'etica. Infatti secondo Monos la morte è parte dell'uomo e bisogna non averne paura, perché grazie alla morte è permessa la rinascita di un nuovo essere pulito e perfetto ed è anche consentita la continuità della vita.

Dopodiché Monos descrive le sue sensazioni durante il passaggio di questo mondo all'altro: mentre Una piangeva, Monos si sentiva disorientato, come se avesse perso l'uso dei sensi, ma come se li avesse ancora in possesso. Queste facoltà vengono perse totalmente da Monos durante l'ultima notte di vita di Una, passata a vegliare l'amato nel sepolcro. Il giorno dopo Monos viene calato nella tomba sottoterra e dopo la sepoltura di Una si sente "rinato" assieme alla sua amata.

Storia editoriale Il racconto fu pubblicato per la prima volta sul Graham's Magazine dell'agosto 1841.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Racconti di Edgar Allan Poe