Fu alto commissario della provincia di Lubiana (1941-1943) e nel corso della sua gestione si batté per l'italianizzazione dei nuovi territori annessi..

Biografia Volontario nella prima guerra mondiale. Aderì al Partito Nazionale Fascista nel 1921 e nel 1924 divenne segretario del fascio di Sesana. Nel 1930 fu vice segretario federale del PNF di Trieste.

Raggiunse il grado di centurione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale in servizio permanente..

Federale di Trieste dal 1936, Grazioli nel 1939 fu Consigliere nazionale della Camera dei fasci e delle corporazioni.

Alto commissario in Slovenia Il 6 aprile 1941 l'Asse invase la Jugoslavia, che capitolò rapidamente. Già a metà mese Grazioli fu nominato Regio Commissario Civile dei territori della Slovenia occupati, carica convertita in quella di Alto Commissario della Provincia di Lubiana alla sua istituzione il 3 maggio 1941La carica di natura speciale affidata a Grazioli si basava sulla figura del prefetto, ma assommava anche le più importanti funzioni del Rettore delle ordinarie province italiane dell'epoca. Tale assetto ispirerà la figura del Capo della Provincia che verrà introdotta successivamente nei territori della RSI.. Nonostante un'apposita circolare emanata dal generale Vittorio Ambrosio sottomettesse le autorità civili dei territori occupati all'autorità militare, Grazioli cercò di svolgere comunque le proprie funzioni in maniera autonoma.. Il 12 agosto 1941 Grazioli fece istituire il pubblico registro della popolazione e pochi giorni dopo rese obbligatoria la denuncia dei nuovi nati.. Secondo i primi approssimativi dati raccolti la popolazione era composta da 280-400.000 abitanti.

Con la costituzione anche a Lubiana il 21 ottobre 1941 della federazione dei fasci di combattimento Grazioli ne divenne anche segretario federale fino al febbraio 1942 quando lasciò la carica a Orlando Orlandini. preferendo occuparsi dell'Alto Commissariato.

Insieme iniziarono a creare nella nuova provincia le organizzazioni fasciste già presenti nelle altre provincie come la GIL, l'OND e il GUF.. A differenza di queste organizzazioni che ebbero un discreto successo tra gli sloveni (la Gioventù italiana del littorio ebbe l'adesione di cinquemila giovani di cui millecinquecento nella sola Lubiana) il locale PNF, limitato solo ai cittadini italiani ebbe scarso seguito. L'obiettivo che Grazioli si pose fu di integrare la nuova provincia, sia pur con una forte autonomia, all'interno del regno d'Italia il tutto senza alienarsi le simpatie di ampie fasce della popolazione che vedevano nell'Italia una protezione dal nascente movimento titino.. Tutti i vecchi funzionari sloveni sospesi nel corso dell'invasione, e di cui Grazioli diede un'ottima valutazione., furono riassegnati ai propri incarichi e in caso di esubero riassegnati ad altri incarichi.. Su interessamento sempre di Grazioli l'ordine pubblico fu sottratto all'esercito e fu costituita la questura di Lubiana che fu affidata al questore Ettore Messana.. Il 26 maggio 1941 fu nominata una Consulta cui furono chiamati a farne parte diversi esponenti politici locali., tuttavia il carattere formale del nuovo istituto spinse nelle settimane seguenti molti membri ad abbandonarla. La consulta si sciolse definitivamente nel novembre..

Massima attenzione fu riservata all'ambito universitario in cui gli insegnanti furono accuratamente selezionati e molti elementi furono tratti dal movimento nazionalista "Guardia nella tempesta" del professore Lambert Ehrlich., ma ciononostante l'Università di Lubiana divenne un centro di propaganda nazionalista anti italiana.

L'azione di Grazioli nei primi tempi fu improntata al rispetto della cultura slovena nei confronti della quale non fu tentata alcuna italianizzazione forzata anche perché si riteneva che l'assimilazione sarebbe comunque avvenuta col tempo come conseguenza della superiore cultura italiana.. L'azione di Grazioli che si differenziava dalla politica tenuta nei confronti degli slavi dell'area giuliana attirò su Grazioli l'ironico soprannome di "slavo onorario".

Nei mesi a seguire l'occupazione italiana gli atti di ostilità di parte della popolazione slovena incominciarono a manifestarsi sempre più apertamente e Grazioli, a seguito dell'uccisione di un soldato tedesco, ordinò a partire dal 1º agosto un ampio rastrellamento guidato dalla questura di Lubiana che si concluse solo il 10 agosto 1941.. Nel corso del rastrellamento si ebbe un caduto tra i nuclei OF e un gendarme sloveno inquadrato nella gendarmeria italiana. Seguirono poi numerosi attentati sulla tratta ferroviaria tra Postumia e Lubiana. Intanto le autorità militari, rappresentate dal generale di corpo d'armata Mario Robotti, a seguito del perdurante stato di ribellione di diverse fasce della popolazione iniziarono a lamentare il particolare "status giuridico" della provincia che impediva azioni energiche.. L'11 settembre 1941, Grazioli nel tentativo di dimostrare ai militari di essere in grado di mantenere il controllo sulla provincia diramò un bando che comminava la pena di morte per quanti avessero preso parte ad attacchi contro i militari italiani e ordinando un imponente rastrellamento a sud di Lubiana tra il monte Krim e Mokrec.. L'operazione fu sostanzialmente fallimentare e Robotti ebbe buon gioco ad escludere Grazioli da altre azioni militari. Grazioli fu in pratica relegato ad amministrare il solo capoluogo..

Gli attacchi partigiani si susseguirono e il 25 settembre in un attentato fu ferito il generale sloveno Leon Rupnik mentre il 5 ottobre in uno scontro a fuoco furono uccisi due militari italiani. Il 7 ottobre una bomba fu fatta esplodere alla fiera di Lubiana senza provocare vittime, fu rapidamente individuato il responsabile in un iscritto al partito comunista e fucilato.. Grazioli, ritenendo che la situazione fosse ancora gestibile continuò a opporsi a una militarizzazione della provincia. L'esercito iniziò al contempo un'ampia azione di rastrellamento inviando la Divisione di Fanteria "Granatieri di Sardegna" nuovamente sul monte Krim e il Mokrec che si concluse il 28 ottobre. Ciononostante anche alcuni presidi italiani iniziarono ad essere attaccati come quello di Loz e di Bezuliak e in entrambi i casi vi furono caduti in entrambi gli schieramenti.. Da questi avvenimenti Robotti trasse maggior convinzione di trovarsi ad operare in un paese ostile in cui la popolazione parteggiava apertamente per i partigiani. pertanto dispose che i presidi sarebbe sempre stati tenuti in allerta e che in caso di attentati si sarebbe giustificata una reazione rapida e violenta e in caso di bisogno si sarebbe provveduto ad incendiare l'eventuale villaggio..

Il 29 ottobre, in occasione della ricorrenza della caduta dell'Impero austro-ungarico nel 1918, avvenne la prima manifestazione anti italiana organizzata dal Fronte di Liberazione del Popolo Sloveno così in alcune scuole di Lubiana furono osservati due minuti di silenzio mentre dai balconi di alcuni palazzi apparvero bandiere slovene con al centro la stella rossa. Il 7 novembre si svolse la prima riunione ufficiale tra l'autorità civile rappresentata da Grazioli e l'autorità militare rappresentata da Robotti in cui si discusse dei reciproci conflitti di competenza.. Si decise che in ogni caso le azioni di rastrellamento sarebbero state prerogativa dell'esercito.. In più fu creato in Lubiana un tribunale militare facente capo alla 2ª Armata e il Tribunale speciale per la difesa dello Stato di Trieste estese le sue competenze anche sulla Slovenia..

Un'operazione di polizia permise il 18 novembre di scoprire la base dello "Sloveno Club" all'interno della facoltà di ingegneria di Lubiana e dallo studio dei documenti rinvenuti si riuscì a ricostruire l'organigramma del Fronte di Liberazione ed arrestare numerosi aderenti.

Il 1º dicembre in occasione dell'anniversario della fondazione del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni a Lubiana e a Novo Mesto il Fronte di Liberazione indisse nuove manifestazioni in questa occasione cercando anche un terreno in comune con le organizzazioni nazionaliste. Nuovamente nelle scuole furono osservati due minuti di silenzio e nel pomeriggio dalle 19 alle 20 vi fu uno sciopero pressoché totale.. Nel corso dello sciopero fu fatta anche esplodere una bomba in una strada del centro cittadino che non provocò vittime. Colti di sorpresa i militari di un drappello della "Granatieri di Sardegna" e della MVSN aprirono il fuoco in strada e contro le finestre uccidendo due passanti, fu inoltre ferito Slavko Grikar che lavorava presso l'Alto Commissariato retto da Grazioli.. Grazioli relazionò minimizzando i fatti e ponendo l'accento sulla reazione dei militari di presidio che si erano lasciati sfuggire la situazione ed avevano aperto il fuoco contro dei civili.. La notte tra il 4 e il 5 dicembre un presidio dei "Granatieri di Sardegna" fu assalito dai partigiani presso Preserje e registrò due vittime mentre il 5 dicembre a Lubiana nel corso di un'imboscata furono uccisi cinque militari italiani.. Nel corso dei rastrellamenti che seguirono furono arrestati numerosi sospetti.

Negli stessi giorni il Tribunale speciale iniziò il primo grande processo contro 56 sloveni arrestati nei mesi precedenti nel corso dei rastrellamenti. Nel corso del processo Grazioli ricevette numerose richieste di clemenza da numerosi esponenti del collaborazionismo filo italiano tra cui gli ex bani della Slovenia Marko Natlačen e Drago Marusec, Juro Adlešič sindaco di Lubiana il vicesindaco Vzodimir Ravnihar e il vescovo Gregorij Rozman. e anche per non incrinarne il rapporto chiese di rivolgere la repressione solo contro la "minoranza sovversiva". Il processo terminò il 14 dicembre con 9 condanne a morte e numerose condanne a pene detentive, quattro condanne a morte dopo le domande di clemenza inoltrate nei giorni precedenti furono commutate in condanne all'ergastolo.. Il 16 dicembre il tribunale militare di Lubiana condannò a morte sette partigiani catturati con le armi che furono fucilati il giorno seguente.

Il 3 gennaio 1942 fu proclamata una nuova astensione dal lavoro che ottenne un'adesione ancora più ingente delle precedenti. Il 19 gennaio 1942 il generale Vittorio Ambrosio fu promosso Capo di Stato Maggiore generale, e sostituito col generale Mario Roatta al comando della 2ª Armata. Roatta impostò subito una condotta aggressiva rispetto al suo predecessore forte anche di un nuovo decreto che stabiliva che l'autorità militare doveva intervenire quando richiesto espressamente dall'Alto Commissario o anche di propria iniziativa limitandosi ad informare le autorità civili.. Nel corso di una nuova riunione tenutasi a Lubiana il 5 febbraio 1942 fu fatto il punto della situazione tra Grazioli e Robotti e in sostanza a Grazioli fu tolta la possibilità di utilizzare reparti militari per condurre azioni autonome limitando la sua attività nell'impiego della polizia e dei carabinieri, nelle indagini e nella prevenzione..

La recinzione di Lubiana

Il 21 febbraio 1942 fu segnalata alla questura la presenza a Lubiana del centro operativo della resistenza slovena.. Grazioli e Robotti decisero il 23 febbraio di attuare il blocco completo della città stendendo intorno alla città reticolati e posti di blocco per impedire la fuga dei ricercati e il passaggio fu concesso solamente ai detentori di uno speciale lasciapassare. Completato il blocco l'intera città fu rastrellata dai reparti dei "Granatieri di Sardegna", della polizia e della MVSN. Il 28 febbraio erano state arrestate duecento persone, tra queste il dirigente comunista Tone Tomšič, che fu poi fucilato nel maggio successivo. Nonostante la fuga di molti dirigenti comunisti oltre la recinzione, l'organizzazione fu decimata e si dovette ricostituire fuori città.