Era figlio del vir clarissimus Cetego. Fu probabilmente imparentato con Marco Mecio Memmio Furio Baburio Ceciliano Placido (console nel 343) e Arrio Mecio Gracco (vir clarissimus e patrono di Salerno).
È attestato come corrector della provincia della Flaminia et Picenum, in un'iscrizione celebrante il restauro di alcune terme a Tivoli;«LSA-1689», Last Statues of Antiquity. la data è antecedente al 350/2, quando il governo della provincia fu affidato ad un consularis. Potrebbe essere il Gracco praefectus urbi di Roma nel 376/7.
Note
Bibliografia «Furius Maecius Gracchus 3», PLRE I, p. 400.
Categoria:Correctores della Flaminia et Picenum