Il parco delle Gole della Breggia è un'area naturale protetta svizzera, situata all'estremo sud del Ticino. Dal 1986 è gestita dalla Fondazione Parco delle Gole della Breggia. Il parco è nato allo scopo di salvaguardare i diversi elementi geologici presenti, così come quelli naturali e culturali.

Il parco è stato dichiarato area naturale protetta nel 1998 dal Governo e dal Parlamento dei Ticinesi. Le gole della Breggia sono riportate nell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d’importanza nazionale (IFP Inventario federale dei paesaggi 1803) e nell'Inventario dei geotopi e geositi di importanza nazionale. Si tratta anche del primo geoparco tra quelli istituiti in Svizzera..

Territorio Dimensioni Il parco si estende su una superficie di 1,5 km², con 65 ettari di superficie protetta, lungo il torrente Breggia (chiamato “il Breggia” in Lombardia e “la Breggia” nel Canton Ticino), sul territorio di Balerna, Castel San Pietro, Morbio Inferiore e Morbio Superiore.

L'altitudine minima è di 275 , mentre quella massima di 440m/sm. La lunghezza dei sentieri in totale è di 12 km.

Tipo di terreno L'area del parco si situa nelle Alpi calcaree meridionali, in prevalenza su superficie boschiva. Il suolo è prevalentemente umido, alternato ad alcune zone xerofile (secche). Il fiume Breggia, con la sua attività di erosione, ha portato alla luce un'interessante stratigrafia: gli strati rocciosi esposti hanno una storia di almeno 90 milioni di anni, dal Giurassico inferiore al Cretacico superiore; sono presenti anche terreni di copertura del Terziario e del Quaternario.

Clima Il parco è caratterizzato da una combinazione di diverse condizioni atmosferiche, date dall'influenza di due distinti territori: la Pianura Padana, a sud e la superficie delle Alpi, a nord. Si può notare una variazione del clima: da brumoso nelle grandi pianure, a sereno quando ci si trova nei boschi, fino ad arrivare a quello refrigerante, tipico delle vette alpine. I controlli strumentali del clima e del microclima al Mulino del Ghitello e al ponte del Farügin sono effettuati solo dall'anno 2000, mentre a Stabio è in attività dal 1982 una stazione meteorologica.

Geologia

Il Torrente Breggia, attraverso l'attività erosiva, ha portato alla luce un'interessante successione stratigrafica che va dal Giurassico inferiore (da circa 180 Ma) al Cretacico superiore (fino a circa 90 Ma), che esprime una storia geologica di durata prossima a 100 milioni di anni. La sezione della Breggia è stata oggetto di diversi studi geologici, importanti per la conoscenza della stratigrafia e dell'assetto deposizionale e geodinamico dell'area sudalpina..

Per informazioni sul percorso dell'itinerario geologico e sull'accessibilità degli affioramenti vedere il capitolo relativo.

Stratigrafia Nell'area del parco affiorano le seguenti formazioni geologiche:.

Calcare di Moltrasio (Sinemuriano-Pliensbachiano). Calcari grigio chiari, giallastri per alterazione, talora laminati, in strati planari spessi da una decina di centimetri a circa 70 centimetri, amalgamati o con intercalazioni marnoso-argillose grigio scure da centimetriche a decimetriche. Talora, noduli e liste di selce grigia o nerastra. In alcuni livelli, verso la sommità della formazione, si rinvengono ammoniti fossili, talora limonitizzate. Depositi bacinali derivati da correnti torbide molto diluite o da decantazione. La formazione, nell'area situata tra il Lago di Como e il Luganese (Fossa del Monte Generoso), raggiunge spessori fino a 3500 metri. La porzione sommitale (Membro del Molino) nelle gole della Breggia è spessa circa 25 metri..

Geosito 1 dell'itinerario geologico - Punt da Canaa.

Calcare di Morbio (Pliensbachiano superiore, Domeriano-Toarciano basale). Calcari e calcari marnosi in facies di rosso ammonitico a tessitura tipicamente nodulare in strati decimetrici (20–40 cm), spesso amalgamati, di colore variegato da rosso a rosa chiaro, con chiazze e vene violacee e talora grigie, verdastre o turchine, con interstrati marnosi rossi micacei. Frequenti ammoniti fossili, in forma di modelli interni. Si tratta della serie tipo della formazione, diffusa anche nel Comasco e in alta Brianza. Depositi di altofondo pelagico, ben ossigenato, al di sotto della profondità di compensazione dell'aragonite (ACD). Spessore: 14 metri...

Rosso Ammonitico Lombardo (Toarciano p.p.). Alternanze di calcari marnosi e marne sottilmente stratificati (da centimetrici a decimetrici), talora rinsaldati, di colore da rosso mattone a rosso scuro, ricchi di ammoniti fossili in forma di modelli interni più o meno corrosi e, verso la sommità, lamellibranchi pelagici. Depositi di altofondo pelagico ossigenato, sotto la profondità di compensazione dell'aragonite (ACD). Spessore: 15 metri...

Calcare a Bivalvi Pelagici (Toarciano superiore-Bajociano ?). Calcari grigio chiari, rosati o bianco-lilla, macchiettati, in strati piano-paralleli decimetrici con interstrati marnosi, ricchi di bivalvi fossili a guscio sottile e con meno frequenti ammoniti. Nella parte alta della formazione è visibile un episodio risedimentato (slump) composto da strati ripiegati per uno spessore di circa 9 metri, sigillati da un banco a base calcarenitica passante verso l'alto a marne rosate per circa 2 metri. Seguono calcari silicei in strati decimetrici. Questa unità è documentata oltre che nella Breggia in pochi e limitati affioramenti nel Mendrisiotto, mentre non è presente nel Comasco e in alta Brianza, dove il Rosso Ammonitico Lombardo la sostituisce ed è interessato ugualmente, nella parte alta, da fenomeni di slump. Nel contesto della Breggia, abbiamo un ambiente di altofondo pelagico in progressivo approfondimento verso la profondità di compensazione della calcite (CCD), per il graduale arricchimento in silice nella parte alta e il contatto transizionale con le soprastanti radiolariti del Gruppo del Selcifero Lombardo...

Geosito 2 dell'itinerario geologico - Prato delle Streghe.

Gruppo del Selcifero Lombardo (Bajociano p.p.-Titoniano). Si tratta di un'unità stratigrafica composita, caratterizzata dalla prevalenza o comunque dell'abbondanza di litotipi silicei di origine deposizionale, di ambiente pelagico. Il gruppo si suddivide in due formazioni. Radiolariti del Selcifero Lombardo: selci stratificate, suddivise a loro volta in due litozone informali: litozona basale, costituita da selci in strati centimetrici-decimetrici ("nastriformi") con interstrati argilloso-silicei sottili, del tutto prive di carbonati. litozona superiore, consistente in selci rosse nodulari o mammellonari incassate in marne e calcari marnosi rossastri, in strati decimetrici lateralmente variabili o discontinui. Rosso ad Aptici. Calcari marnosi selciferi in strati piano-paralleli decimetrici, con noduli di selce rossastra, grigia o bluastra. Fossili talora frequenti, soprattutto aptici di ammoniti ma anche rostri di belemniti e crinoidi. Il gruppo nel suo complesso è riferibile al Giurassico medio-superiore (Bajociano p.p.-Titoniano inferiore), con scarsa risoluzione stratigrafica dovuta alla rarità di fossili diagnostici. Dal punto di vista ambientale, la deposizione delle Radiolariti rappresenta un ulteriore abbassamento relativo del fondale al di sotto della profondità di compensazione della calcite (CCD); l'abbondanza di plancton siliceo (radiolari), che attualmente è tipica di latitudini sub-equatoriali, è messa in relazione con una traslazione della microplacca Adria verso sud est dovuta all'apertura dell'Atlantico centrale. Successivamente, con le radiolariti superiori e col Rosso ad Aptici, il recupero della frazione carbonatica e la diminuzione della silice indicherebbe sia l'innalzamento relativo del fondale verso la profondità di compensazione dell'aragonite (ACD), sia una traslazione di Adria verso latitudini subtropicali più settentrionali...

Maiolica Lombarda (Titoniano superiore-Barremiano). Unità diffusa in tutte le Alpi meridionali, composta da calcari bianco-grigiastri micriticiA grana finissima, composti da particelle indistinguibili a occhio nudo o con una normale lente d'ingrandimento., con noduli di selce di colore da chiaro a nerastro. La base della formazione è mal stratificata e nella serie della Breggia è caratterizzata da episodi di risedimentazione (slump). La porzione medio-alta è ben stratificata, in strati decimetrici con giunti pelitici grigio-nerastri. La matrice della roccia è composta in prevalenza da coccolitofori (alghe unicellulari planctoniche a scheletro calcareo); sono frequenti gli aptici di ammoniti. L'unità presenta uno spessore intorno a 130 m..

Geosito 3 dell'itinerario geologico - cava ex Saceba.

Scaglia Variegata Lombarda (Aptiano-Albiano p.p.). Marne calcaree/calcari marnosi e argilliti marnose varicolori: rossastri, verde chiaro, grigi o lilla, macchiettati, in strati decimetrici con interstrati argillosi ricchi di materia organica, per uno spessore stimato in circa 180 metri. Il contenuto paleontologico, come per gli altri termini della Scaglia, è costituito da microfossili (nannoplancton calcareo e foraminiferi planctonici)..

Scaglia Bianca Lombarda (Aptiano p.p.-Albiano p.p.). Marne/calcari marnosi bianco grigiastro in strati decimetrici con sottili livelli di argilliti nerastre bituminose.

Scaglia Rossa Lombarda (Cenomaniano p.p.). Marne/calcari marnosi rossi, talora macchiettati di verde e grigio, in strati decimetrici.

Geosito 4 dell'itinerario geologico - ponte della galleria..

Flysch Lombardo (Cenomaniano superiore-Turoniano). Alla base alternanze tra marne rosse simili a quelle della Scaglia e livelli centimetrici/decimetrici di arenarie, cui seguono siltiti grigie alternate ad arenarie. Il Flysch denota la transizione da sedimentazione emipelagica con influenza torbiditica fine a sedimentazione di piana abissale o conoide torbiditica..

Conglomerato di Pontegana (Messiniano ?). Questa unità è composta nell'area del parco da conglomerati grossolani, con clasti da angolosi e irregolari ad arrotondati, immersi in una matrice molto eterometrica (da siltosa ad arenacea) poco coerente. Si tratta del riempimento di una paleovalle incisa profondamente nel substrato composto dalle rocce precedenti, che si è formata probabilmente durante la crisi di salinità del Messiniano (Miocene terminale), per l'abbassamento estremo del livello di base dovuto al disseccamento del Mar Mediterraneo..

Geosito 5 dell'itinerario geologico .

Depositi glaciali e alluvionali del Quaternario. Depositi glaciali, depositi di versante e sedimenti fluviali attuali e recenti, non consolidati, che costituiscono la copertura dei sedimenti litificati precedenti. A questi si sovrappongono depositi antropici attuali di riporto (area ex Saceba).

Assetto strutturale La serie della Breggia è coinvolta in deformazioni tettoniche conseguenti alle fasi cenozoiche dell'orogenesi alpina. La struttura più importante che si riscontra nell'area del parco è la cosiddetta "flessura marginale" (o "fessura frontale"), una serie di pieghe tettoniche che si sviluppano in direzione nord ovest-sud est e coinvolgono la fascia pedemontana delle Alpi meridionali ticinesi e lombarde. Tali pieghe, nell'area del parco, sono molto blande nella parte settentrionale (dal Calcare di Moltrasio fino alla base della Scaglia), dove la serie geologica immerge verso sud ovest in una sostanziale monoclinale con inclinazione intorno 45°/55°. Nella parte meridionale del parco, dalla Torre dei Forni (ex Saceba) al Ghitello, la Scaglia lato sensu e il Flysch Lombardo sono coinvolti in pieghe accentuate, con strati variamente inclinati fino a verticali o rovesciati nell'area dell'ex birrificio. Tali strutture potrebbero essere relazionate alla presenza di un sovrascorrimento, non direttamente visibile, che trasla le unità affioranti verso sud..

Storia geologica