Acciano è un comune italiano di abitanti nella provincia dell'Aquila in Abruzzo, situato nella media valle del fiume Aterno, al confine con la valle Subequana; fa parte del Parco naturale regionale Sirente-Velino e della comunità montana Sirentina.

Il territorio comprende il borgo di Acciano capoluogo e le frazioni di Beffi, Roccapreturo, San Lorenzo di Beffi e Succiano.

Geografia fisica Circondato da boschi di quercia, il borgo di Acciano è arroccato su uno sperone di roccia tra i monti Bufame e Pietre Fitte dal quale si osservano le creste rocciose del Sirente. I ripidi pendii che delimitano il paese incorniciano la valle nella quale scorre il fiume Aterno. Il territorio del comune risulta compreso tra i 450 e i metri di altitudine sul livello del mare del Monte Offermo. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 853 metri.

Origini del nome Il toponimo Acciano (Hacciànë) è stabilizzato nel 1028 nella forma Acciano. Deriva dal nome gentilizio romano Accius, con il significato di "podere della famiglia Accia".

Nei catasti onciari e nelle numerazioni dei fuochi fatte tra i secoli XV-XVI i borghi del Comune rispettivamente si chiamavano: Castrum Acciani, Villa Socciani, Castrum Beffi, Rocca di Preturo e Villa Sancti Laurentii.

Castrum Acciani e Castrum Beffi: la prima parte del toponimo si riferisce al castrum romano, poi castellum, luogo fortificato ed anche cittadella, bastione. Villa Socciani e Villa Sancti Laurentii: la prima parte del toponimo deriva dal latino villa, in origine dimora di campagna, fattoria con podere e successivamente modesto insediamento. Rocca di Preturo: Rocca – roccia – e più tardi fortezza sull'alto di un monte, cittadella, voce nata in Abruzzo dal XII secolo.

Storia La scoperta, tra la chiesa di Santa Maria delle Grazie ed il cimitero, in contrada S. Lorenzo, di una struttura in opera quadrata, identificabile probabilmente in un tempietto italico-romano, nonché i notevoli frammenti ceramici rinvenuti nel corso del saggio eseguito dalla Soprintendenza archeologica di Chieti, testimoniano l'esistenza di un insediamento databile tra l'età repubblicana e la prima età imperiale.

Vecchi ritrovamenti di tombe ad inumazione e diversi frammenti di vasi di bucchero italico, raccolti dal celebre archeologo Giuseppe Fiorelli in varie occasioni intorno alla diruta Chiesa di San Lorenzo, e la scoperta di Antonio De Nino in contrada Vicenna di sudari antichi e, accanto al Cimitero, di gallerie scavate nel tufo con varie diramazioni e tracce evidenti di pavimento a mosaico, costituiscono elementi sufficienti a confermare che qui, nella parte a nord del centro abitato, sorgeva un abitato antico (per la mancanza di fondi oggi questi scavi sono stati ricoperti dal terreno in attesa di poter essere al meglio apprezzati).

Nel 1092 tal Ugo di Girberto/Giliberto, franco vivente secondo la legge longobarda, donò il 15 aprile alla chiesa di S. Pelino il Monastero di San Benedetto in Perillis, costruito dal vescovo Trasmondo, con tutti i suoi beni compresi quelli nel castello di Acciano.

Nel 1183 nella bolla di papa Lucio III sono menzionate le seguenti chiese: S. Pietro, Santa Petronilla, S. Lorenzo, S. Comizio e Santa Maria in Acciano. Nel 1188 il Monastero di S. Benedetto in Perillis possiede in Acciano la quarta parte della chiesa di S. Lorenzo e S. Petronilla e riceve in enfiteusi il feudo tenuto da Rinaldo di Guglielmo.

Nel 1223 nella bolla di papa Onorio III è citata la chiesa Sancti Antonini in Azano.

Nel 1294 Celestino V passa per Acciano e nei pressi della Chiesa della Madonna della Sanità opera un miracolo, così riportato dal Marino: "Mentre egli passava per il borgo di detto castello di Acciano per andare in L'Aquila a ricevere la corona dell'Apostolato a cui era stato assunto, guarì con la sua benedizione dal male caduco (epilessia) Dorricello, fratello di Berardo di Gordiarno di Acciano, come riferirono Velletta d'Acciano (teste 35) ed Odorisio d'Acciano (teste 37)".

Nel 1316 Tommaso d'Acciano, per ordine di re Roberto, viene tassato in relazione al possesso della quarta parte del borgo.

Nel 1360 la terra di Acciano non risulta ancora registrata fra quelle delle diocesi valvense. Cronologicamente Acciano verrà annessa dalla città dell'Aquila, poiché ceduta da Francesco di Cantelmo (1419) e quindi diviene contado della città stessa, ma re Ladislao la ritoglie a quest'ultima in segno di condanna per aver appoggiato il partito di Luigi d'Angiò.

Nel 1383 Carlo III di Durazzo dona Acciano a Matteo Gentile fratello del vescovo dell'Aquila per la ribellione di Caterina Cantelmi figlia di Restaino e moglie di Bartolomeo di Rillona.

Nel 1409 la città dell'Aquila ritoglie Acciano a quelle persone a cui il re Ladislao l'aveva affidata. Diviene così territorio di regio demanio formando un tutt'uno con la città stessa, contribuendo con essa al pagamento delle tasse come le altre zone di quel contado.

In questo periodo si segnano i confini con quelli di Roccapreturo e Goriano Valli che pure fanno parte del Contado e con Molina che invece ne è escluso.

Nel 1417 Acciano viene comperata dall'Aquila, in seguito passa come feudo agli Scialenghi, agli Strozzi ed ai Piccolomini e definitivamente nel 1419 la regina Giovanna II, con Real Diploma "unì ed incorporò la terra alla Città dell'Aquila, in modo che fosse alla medesima unita, incorporata e annessa, quasi membro al suo corpo, siccome erano tutte le altre Terre, Luoghi del distretto e Territorio Aquilano".

Nel 1448 Acciano insieme al tenimento di Roccapreturo contribuiscono alla costruzione dello Spedale Maggiore dell'Aquila.

Nel 1529 il Principe d'Orange concesse Acciano in feudo, con altri 62 castelli, ai vari capitani spagnoli. Fu poi da D. Pietro di Toledo venduta per ducati. Nel 1533 Acciano, insieme con la terra di Beffi, è posseduta da Giacomo di Scalegni, a cui successe Carlo suo figlio e poi Ludovico. Il 1534 è la data riportata sul portale della chiesa a tre navate di S. Pietro e S. Lorenzo.

Nel 1546 la moglie di Annibale Libero di Acciano fa erigere la magnifica Cappella della Pietà nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, riservandone il patronato al marito e agli eredi. Nel 1561 Ludovico vende per 25.000 ducati a Giovanni Carlo Silveri Piccolomini il feudo di Acciano.

Nel 1573 gli eredi del Notar Pietro di Sante de Galli di Acciano edificano la Cappella dei SS. Simone e Giuda nella Chiesa di S. Pietro.

Nel 1669 è Signore della Terra di Acciano, come anche di Beffi, col titolo di Barone don Ferrante Silverio Piccolomini.

Nel 1798 con istrumento del 29 marzo per Notar Luigi Palumbo di Napoli, Marchese Giovanni Piccolomini, erede e successore del detto Giò Carlo vende al Signore Vincenzo Treccia i feudi di Acciano e di Beffi con le rispettive Ville di Socciano e S. Lorenzo per lo prezzo di ducati. Assieme al barone Treccia signori di Acciano sono la famiglia Curazzini e i conti Galli.

L'incendio del 2007

Nel luglio del 2007 un grave incendio ha devastato molti ettari del bosco che caratterizza il territorio dell'intero comune. Per settimane incessante è stato il lavoro dei Vigili del Fuoco, della Guardia Forestale, dei volontari della Protezione Civile e della popolazione del territorio, aiutata anche dalla gente dei comuni limitrofi, nel cercare di spegnere l'anima distruttrice del fuoco. Sono stati impegnati per molti giorni elicotteri e Canadair, anche provenienti dalla Francia e dalla Spagna.

Uno di questi aerei atti allo spegnimento dell'incendio è accidentalmente precipitato intorno alle ore 19 del 23 luglio nei pressi dell'eremo di Sant'Erasmo, a causa delle scarsissime condizioni di visibilità e dell'urto di un'ala del canadair con un albero: nell'incidente ha perso la vita il pilota Andrea Golfera ed è rimasto gravemente ferito il copilota Daniele Rett.

Le istituzioni che hanno reso poi giusta memoria al pilota, dedicandogli il 13 dicembre un monumento alla memoria nel Comando Regionale del Corpo Forestale dello Stato, a L'Aquila, così come un monumento è stato issato in località Sant'Erasmo, nel luogo dell'incidente, nel primo anniversario.

Il 23 luglio 2022, nel quindicesimo anniversario dell'incidente, in una solenne e partecipata cerimonia a Roccapreturo l'Amministrazione Comunale di Acciano ha conferito, "per l’esemplare affezione ed interessamento verso il territorio e la Comunità", la cittadinanza onoraria a Daniele Rett e alla memoria al pilota Andrea Golfera "quale testimonianza di fulgido esempio di umana solidarietà e spirito di servizio".

Ogni anno il 23 luglio la comunità accianese si riunisce nel ricordo dell'incidente e di quelle terribili giornate.

In quei terribili giorni di morte della natura, la più grande risorsa di questo territorio, si è vista la grande cooperazione della gente del luogo che anche nei momenti più disperati non si è lasciata prendere dallo sconforto, ma ha cooperato con le forze dello Stato fino allo spegnimento dell'incendio, che nel frattempo si era esteso ai comuni confinanti di San Benedetto in Perillis, Collepietro e Navelli.

Il terremoto del 2009

Acciano, che secondo un'antica storia si trova nell'attuale posizione a seguito della totale distruzione del centro originario posto a valle, ha risentito della maggior parte delle scosse dello sciame sismico che ha investito la conca dell'Aquilano e la Valle dell'Aterno e a seguito di quella delle 3,32 del 6 aprile 2009 ha subito ingenti danni.

I centri storici del capoluogo e delle quattro frazioni sono stati evacuati e sono state create delle tendopoli, la più importante delle quali è stata organizzata nell'Aia comunale del capoluogo, punto di riferimento per le altre della zona, in quanto posta al confine del distretto aquilano della provincia.

La chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Lorenzo ha riportato gravi lesioni interne ed esterne, come la caduta di un capitello della facciata e la scomposizione delle pietre che compongono il campanile, mentre il piccolo campanile della Congrega ha ceduto, facendo cadere la campana alla base di questo.

Gravi danni hanno riportato le facciate della chiesa di S. Maria delle Grazie e della chiesa di San Giovanni Battista ed Evangelista (sita in Succiano) che sono crollate. Anche la chiesa parrocchiale di San Lorenzo in San Lorenzo di Beffi ha subito danni, tanto da renderla completamente inagibile.

Il Ministero dei Beni Culturali ha inserito le chiese danneggiate nella lista dei "gioielli" che devono essere restaurati al più presto. La chiesa di Santa Petronilla e quella di San Michele Arcangelo di Beffi sono state riaperte al culto nel Natale 2009, grazie al progetto Una chiesa per Natale.

In alcuni casi anche abitazioni civili sono state dichiarate inagibili o da demolire, come nella Valletta di Acciano dove altri tetti delle antiche abitazioni abbandonate sono collassati.

Grande è stata la generosità di alcune amministrazioni comunali italiane: in particolare quella di Varallo Pombia, con il quale Acciano si è legato in un gemellaggio, e quella di Cascina che ha promosso, con lo stanziamento di alcuni fondi, la ristrutturazione del Palazzo Municipale.

.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Santuario di Santa Petronilla

Posta in posizione elevata rispetto all'abitato, la chiesetta dedicata alla patrona, edificata a partire dal XII secolo, racchiude un'edicola laterale a tutto sesto in cui si incornicia un grazioso affresco cinquecentesco di scuola aquilana raffigurante la Madonna col Bambino e santi.

Il pomeriggio del 30 e la mattina del 31 maggio la popolazione si reca qui rispettivamente per celebrare i vespri e i solenni festeggiamenti in onore della protettrice.

A seguito del terremoto del 2009 il santuario è stato l'unico luogo di culto ristrutturato in tempi record: è infatti rientrato nella lista del Governo delle chiese da ristrutturare per Natale, come da patto stipulato con la curia arcivescovile aquilana.

Chiesa di S. Maria delle Grazie