Un dèmone (AFI: , ) è un essere che si pone a metà strada fra ciò che è divino e ciò che è umano. Nella cultura religiosa greco-antica ha funzione di ostacolo tra queste due dimensioni; nella filosofia greca, ha invece funzione di intermediario tra l'uomo e il divino.

Storia Secondo Welcker, il termine daimon sarebbe uno dei principi più antichi della filosofia greca.Insieme a theos (dio), Zeus e Crono (Friedrich Gottlieb Welcker, Griechische Götterlehre, Vol. I, Göttingen, Dieterisch, 1857, p. 129 § 25).

In Esiodo, vissuto tra i secoli VIII e VII a.C., il demone è lo stato post mortem che assumono gli esseri della prima generazione aurea:

Quando la prima generazione, quella aurea vivente al tempo di Crono,Le opere e i giorni 106 e segg. scomparve sopraffatta dal sonno, Zeus li trasformò quindi in dèmoni, "tutori dei mortali", protettori del genere umano.Così sostiene anche lo scoliaste, cfr. 122a, ma è sconosciuto il motivo della scomparsa di questa prima generazione.

Nella religione orfica il demone è l'essenza stessa dell'anima, imprigionata nel corpo per una colpa compiuta e da cui cerca di liberarsi.

Eraclito (V secolo a.C.) ne parla come di un destino legato all'indole: «Il carattere di un uomo è il suo daimon».«», «Ḕthos anthrṑpō daímōn» (fr. B 119).

Socrate Socrate riferisce di un δαιμόνιον daimònion o "guida divina" che lo assiste spesso in ogni sua decisione. Si tratterebbe di una sorta di coscienza morale che si rivela progressivamente come forma di delirio e di ispirazione divina,Monique Canto-Sperber. Socrate, in Il sapere greco. Dizionario critico, vol. II, p. 296, Torino, Einaudi, 2007. una voce identificabile come l'autentica natura dell'anima umana, la sua ritrovata coscienza di sé.Paolo De Bernardi, Socrate, il demone e il risveglio, in «Sapienza», vol. 45, pagg. 425-43, Napoli, ESD, 1992. In base alla testimonianza di Platone, il daimon di cui parla Socrate consiste infatti in una presenza divina,Platone attribuirà all'anima un'origine divina, essendo stata donata all'uomo da Dio: Alcibiade 103a, 224e; Apologia 28e; Fedro 242b. simile a un nume tutelare, che si fa avvertire in lui tramite segni per stimolare la sua ragione a eseguire la scelta più adatta,G. Vlastos. Socrate il filosofo dell'ironia complessa Firenze, La Nuova Italia, 1998 (ed. originale: Socrates: Ironist, and Moral Philosopher, 1991). ma non tanto per indurlo a compiere certe azioni, quanto piuttosto per distoglierlo:

Attraverso il daimon Socrate riesce così a esprimere il sommo grado della sua tipica ironia anche nella dimensione religiosa.Giovanni Reale, Socrate, Milano, Rizzoli, 2000.

Platone e Senocrate In Platone il demone Eros, figlio di Penia e di Poro, è quella forza demonica che consente all'uomo di elevarsi verso il sovrasensibile.Così nel Simposio di Platone viene narrato l'insegnamento su Eros impartito da Diotima a Socrate:

Con Senocrate viene analizzata la figura del demone ripresa dall'opera di Platone. I dèmoni per Senocrate sono sempre esseri intermediari tra gli uomini e gli dèi, sono più potenti degli uomini ma meno degli dèi. A differenza di questi ultimi che sono sempre buoni, tra i dèmoni ve ne sono anche di cattivi. Quando gli antichi miti narrano di divinità in lotta fra loro coinvolti in passioni umane essi, per Senocrate, parlano di dèmoni non di dèi. I dèmoni hanno un posto di rilievo sia negli atti cultuali sia negli oracoli. I dèmoni infine corrispondono ad anime umane liberate dai corpi dopo la morte, permanendo in loro il conflitto tra bene e male, essi lo trasferiscono dalla Terra al mondo celeste.

Le stesse tesi di Senocrate si possono ritrovare nel testo De deo Socratis di Apuleio.Sulla nozione di δαίμων nella tradizione neoplatonica vedere Andrei Timotin, La démonologie platonicienne. Histoire de la notion de daimon de Platon aux derniers néoplatoniciens, Leiden, Brill, 2012.

Stoicismo Anche gli Stoici sostengono l'esistenza dei dèmoni come di esseri che vigilano sugli uomini condividendone i sentimenti. Così Diogene Laerzio:

Marco Aurelio indica come demone l'anima intellettiva che va curata e privata di turbamenti:

Medio e neo-platonismo Con il medioplatonismo la figura del demone si connota in modo sempre più articolato e viene inserita come terzo aspetto della gerarchia del divino dopo il dio supremo e gli dèi secondari. Così Plutarco:

Alessandro d'Afrodisia sostiene che il daimon di ogni uomo consiste nella sua stessa naturaAlessandro di Afrodisia, Sul destino, VI..

Nel neoplatonismo, Plotino affida al «daimon che ci è toccato in sorte»Enneadi, III, 4. il compito di guidarci nell'ascesa al soprasensibile, tramite la forza delleros e della bellezza. Poiché il pensiero cosciente e puramente logico non è sufficiente, si tratta anche in questo caso di un'ispirazione mistica, della scintilla di uno spirito divino grazie a cui è possibile elevarsi dalla dimensione materiale a quella intellegibile. Secondo Porfirio lo stesso Plotino era assistito «da uno di questi demoni che sono prossimi agli dèi».Porfirio, Vita di Plotino, 10.

Mutamento di significato Il vocabolario cristiano riprese il significato di "demone" come figura intermedia che influisce maleficamente sugli uomini e la loro vita: il termine finì per designare lo spirito maligno (demonio), che divenne oggetto di studio della demonologia. In termini positivi, tuttavia, il significato di daimon può venire accostato per certi versi all'angelo custode,Ivan Gobry, Tiziana Villani, Vocabolario greco della filosofia, p. 48, Pearson Italia, 2004.Françoise Frontisi Ducroux, Jean-Pierre Vernant, Ulisse e lo specchio. Il femminile e la rappresentazione di sé nella Grecia antica, p. 90, Donzelli Editore, 2003; Paola Giovetti, L'angelo caduto. Lucifero e il problema del male, p. 16, Mediterranee, 1997. o alla nozione di guida o genio tutelare.Julien Ries, L'uomo religioso e la sua esperienza del sacro, p. 396, Jaca Book, 2007.

Note

Bibliografia

Voci correlate Anima Angelo custode Coscienza morale Diavolo Demonologia Genio (divinità) Gerarchia dei demoni

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