Jakutsk (in russo Якутск, in jacuto Дьокуускай, D'okuuskaj) è una città della Russia situata nel nord-est della Siberia. È il capoluogo della Repubblica Autonoma della Sacha-Jacuzia, uno degli 85 soggetti federali che compongono la Federazione Russa, e la sua città principale con abitanti (2024); è inoltre il maggiore porto sul fiume Lena, il più grande dei tre fiumi siberiani (gli altri sono l'Ob' e lo Enisej). È la città più popolosa al mondo ad essere costruita interamente sul permafrost, il suolo perennemente ghiacciato, nonché una delle località più fredde del Pianeta. Per tale ragione, le case sono edificate su palafitte onde evitare che il calore degli edifici sciolga il terreno sottostante, con conseguenti problemi strutturali, e le tubature ed i cavi elettrici sono tutti esterni e coibentati per evitare il congelamento. Infatti nel folklore russo, è spesso chiamata "città sulle gambe di pollo", per i sostegni esterni profondi circa 6 metri su cui poggiano gli edifici. È la città più antica della parte nord-orientale della Russia asiatica. Ha 261 anni più di Novosibirsk, 228 anni più di Vladivostok ed è 71 anni più vecchia di San Pietroburgo.
La repubblica che fa capo alla città di Jakutsk è immensa (è la più grande di tutta la Federazione, con una superficie di poco inferiore a quella dell'Argentina) ma scarsamente popolata (densità di 2 abitanti per chilometro quadrato, per un totale di poco meno di un milione di abitanti) a causa delle proibitive condizioni climatiche e fonda la propria economia sullo sfruttamento delle numerose miniere di metalli e sull'estrazione di petrolio, carbone e gas naturale. Nelle zone più remote l'unica risorsa è l'allevamento della renna e la produzione di legname ricavato dalle foreste. Il clima è continentale freddo con inverni lunghi e rigidissimi con abbondanti precipitazioni nevose ed estati brevi, fresche e piovose e forti escursioni termiche fra le due stagioni (anche di 100°), tant'è che d'estate quando il corso del fiume Lena si scongela viene utilizzato per la balneazione.
Stile architettonico La Città Vecchia di Yakutsk, parte embrionale del nucleo urbano da cui si è diramato tutto il resto dell'abitato, non è affatto antica. Quasi tutti gli edifici presenti sono repliche di quelli storici, costruiti nel XXI secolo.
La quasi totalità degli altri edifici è realizzata in ottemperanza dei dettami e dei crismi della tipica architettura popolare sovietica anni '30; la loro costruzione è iniziata durante l'era staliniana per essere completata durante il governo di Krusciov.
Gli edifici non sono molto sviluppati in altezza ed hanno pochi piani, poiché il fatto che le fondamenta siano costruite sul permafrost potrebbe causare problemi strutturali.
Simboli La città ha adottato la sua attuale bandiera il 20 giugno 1996. La bandiera è un pannello rettangolare di cinque strisce orizzontali: blu, rosso, bianco, rosso e verde. Al centro della striscia bianca c'è un diamante rosso con la sagoma di una torre del XVII secolo, il simbolo di Jakutsk. Il diamante rappresenta la terra e il cerchio rappresenta il sole e il cielo. Il colore primario, il bianco, simboleggia il Territorio del Nord; il blu rappresenta il cielo; il verde rappresenta la terra, l'estate e la valle di Tuymaada; e il rosso simboleggia la vita, il calore e la gioia.
Composizione del distretto urbano La città fa parte del distretto urbano "città di Yakutsk" ( in Yakuto Dyokuuskai kuorat uokuruga ) che è una formazione municipale della Repubblica di Sakha della Federazione Russa.
Tale municipalità è composta dalle seguenti entità abitate: Jakutks (capoluogo del distretto e principale centro amministrativo); Vladimirovka; Kapitonovka; Kildyamtsy; Magan; Suburban; Vecchia Tabaga; Syrdakh; Tabaga; Tulagino; Hatassy.
Storia Secondo diversi studi archeologici, la regione del fiume Lena era abitata da popolazioni antiche già nel Paleolitico inferiore. Sono stati rinvenuti numerosi monumenti archeologici datati da a anni fa. A partire dalla metà del primo millennio d.C., gli antenati degli attuali Eveni ed Evenchi iniziarono a stabilirsi in loco. Entro il XIII secolo, le tribù Tunguse si insediarono nella Media Lena, sulle sponde degli affluenti di destra Viljuj e Olëkma.
Gli Yakuti, noti anche come popolo Sakha, di ceppo linguistico turcofono, migrarono nella zona durante il XIII e il XIV secolo da altre parti della Siberia, prevalentemente dall'estremo Oriente della regione. Quando arrivarono, si mescolarono con altri popoli indigeni siberiani ed erano in maggioranza nomadi. Gli Yakuti introdussero la produzione artigianale (fabbri, gioielli, ceramiche ecc.) e la costruzione di abitazioni permanenti.
A metà del XVII secolo avvenne il primo contatto tra l'etnia Yakut della Lena e gruppi di russi: Tygyn, toyon (principe) degli Yakut di Khangalassky, concesse alcuni territori per l'edificazione di cantieri russi.
Il primo insediamento stanziale fu fondato nel 1632 sulla riva destra del fiume Lena da un distaccamento delle truppe cosacche comandate dal centurione dello Enisej Pëtr Ivanovič Beketov, durante l'esplorazione del bacino fluviale, segnatamente nella data del 25 settembre con l'innalzamento della prima palizzata.
Il nucleo urbano originale sorgeva in una posizione leggermente decentrata rispetto a quella attuale e gli venne imposto il nome di Lenskij Ostrog, toponimo derivante dall'idronimo "Lena" e dal termine russo ostrog, indicante una piccola fortificazione in legno, spesso adibita a prigione.
Successivamente venne costruito un forte per consentire di riscuotere la Yasaq, la tassa imposta ai popoli indigeni dallo Zar russo. In questo caso le popolazioni sottoposte a tale tributo furono gli Jakuti, gli Eveni e gli Evenchi.
Negli anni '40 del 1600, a causa delle frequenti inondazioni, la fortezza fu spostata nell'attuale posizione in cui sorge la città, nella valle del Tujmaad. Il nome dell'insediamento fu cambiato in Jakutsk nel 1643.
Intorno al 1730 la regione di Jakutks venne assorbita dallo Stato russo.
Dalla metà del XVII secolo, il governo dell'Impero russo scelse la Jakuzia come luogo adatto all'esilio dei rivoluzionari, poiché era considerata "una prigione senza sbarre" a causa del suo clima rigido. A Jakutsk furono esiliati i rappresentanti di tre generazioni di rivoluzionari russi, dai Decabristi ai Marxisti-Leninisti, e alcuni dei loro discendenti vivono ancora oggi a Jakutsk.
Nel 1822 riceve ufficialmente lo status di "città" dall'Autorità Centrale, divenendo una oblast.
Il primo gennaio 1852, la regione indipendente di Jakutsk fu istituita come provincia. Un governatore civile fu nominato a capo della regione, alle dirette dipendenze del governatore generale di Irkutsk.
Nel 1853 apparve l'illuminazione stradale pubblica. Attualmente l'illuminazione esterna di Jakutsk viene accesa e spenta secondo un programma prestabilito, simultaneamente in tutta la città, per tre minuti. Il programma cambia ogni cinque giorni a seconda delle variazioni stagionali.
La vita economica di Jakutsk decollò grazie allo sviluppo industriale della Jakutia nei secoli XIX-XX, in particolare dopo l'estrazione dell'oro lungo il fiume Vitim, affluente di destra della Lena, ed i suoi emissari e grazie allo sfruttamento delle ingenti miniere di carbone. A dare un forte impulso alla crescita economica della regione furono membri di gruppi religiosi, esiliati in Jakuzia nella seconda metà del XIX secolo. Skoptsi, dukhobor e vecchi credenti iniziarono a coltivare grano, avena e patate, stimolando la crescita della produzione agricola. Il commercio di pellicce stabilì relazioni merce-denaro, che si svilupparono nel settimo decennio del XVIII secolo, dopo l'abolizione della tassa sul commercio di pellicce.
In quel periodo la città divenne il centro industriale della regione e da allora si è espansa e sviluppata in modo significativo. La notevole crescita socio-economica della regione ha predeterminato lo status della città: divenne non solo un centro economico, ma anche amministrativo, politico, culturale e scientifico non solo della Repubblica, ma dell'intera regione dell'Estremo Oriente russo. Un periodo di sviluppo particolarmente attivo per Jakutsk si verificò durante il governatorato di Ivan Kraft, il primo nella storia della regione, tra il 1906 e il 1913, durante il quale furono costruite una centrale elettrica, una stazione telefonica e diversi musei, e fu fondato il dipartimento della Società Geografica Imperiale. Inoltre si diede impulso alla costruzione dell'autostrada Muro-Jakutsk.
Dopo la Guerra Civile, nel 1918, nella regione di Jakuzia fu instaurato il regime sovietico. Nell'autunno del 1921 scoppiò una rivolta nell'intera regione della Yakutia. Il 23 marzo dell'anno successivo, le unità ribelli combinate guidate da Korobeinikov liberarono momentaneamente Yakutsk dai sovietici che la cingevano d'assedio da ottobre. Ma le unità regolari dell'Armata Rossa, i distacchi Cheka e Chon sotto il comando di Nikita Baikalov, quando iniziò la deriva del ghiaccio sulla Lena, riuscirono a guadare il corso d'acqua con undici navi fortemente armate e ripresero il controllo di Yakutsk nel luglio successivo. Il 27 aprile dello stesso i lavori per la creazione della Repubblica furono completati fu costituita la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Jakuzia, con capitale Jakutsk. Fu la prima statualità nella storia del popolo Sacha. Platon Oyunsky redasse la stesura della "Dichiarazione dei diritti e dei doveri dei lavoratori della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Jakuzia" e del "Regolamento sull'autonomia della Repubblica di Jakuzia": questi documenti furono i princìpi fondanti della neo costituita entità politica.
Il 12 agosto 1922 la lingua yakuta fu introdotta per la prima volta come materia di insegnamento nelle scuole della città.
Negli anni '30, in città fu fondato il primo istituto di ricerca scientifica. Con questo, la Repubblica raggiunse un nuovo livello nell'istruzione pubblica e nella scienza.
Durante la seconda guerra mondiale, Yakutsk faceva parte della rotta aerea ALSIB, utilizzata per il trasporto di aerei in leasing dagli Stati Uniti.
Nel dicembre 1991, Yakutsk divenne la capitale della Repubblica di Sacha-Jakutia.
La storia recente della città è caratterizzata dalla sua trasformazione da distaccamento provinciale destinato agli esiliati del Regime a moderna e funzionale capitale regionale alimentata dall'estrazione di risorse, in particolare diamanti e oro. Oggi è assurta a dinamico centro amministrativo, culturale e scientifico della Repubblica di Sacha-Jacuzia, sebbene continui ad affrontare sfide legate al freddo estremo, tra cui l'allocamento e la manutenzione delle infrastrutture e l'elevato costo della vita, quest'ultima problematica però lenita da stipendi tra i più alti nell'intera confederazione russa. Lo sviluppo ha prodotto un mix di infrastrutture moderne e vecchi quartieri dell'era sovietica e moderne costruzioni. Nonostante il suo isolamento geografico, la città vanta una popolazione in crescita demografica esponenziale ed una vivace vita culturale.
Nell'estate del 2021 lo sterminato circondario che cinge Jakutks è stato funestato da un enorme incendio che ha interessato un territorio boschivo di foreste boreali grande quasi metà della Grecia: il denso ed acre fumo ha avvolto la città, costringendo gli abitanti a sbarrare i serramenti e ad indossare maschere anti-fumo. L'emergenza ha investito altre sette regioni adiacenti, coinvolgendo circa 4.000 persone dispiegate nella lotta agli incendi.
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