I martiri di Damasco sono un gruppo di undici tra missionari francescani e fedeli laici della Chiesa maronita uccisi dai drusi a Damasco nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1860: furono beatificati da papa Pio XI il 10 ottobre 1926 e canonizzati da papa Francesco il 20 ottobre 2024.
Storia A mezzogiorno del 9 luglio 1860 una folla assaltò la residenza del Patriarcato Greco non unito, riversandosi poi nel resto del quartiere cristiano. Abd-el-Kader e i suoi uomini armati accorsero, ma ancor prima di combattere gli aggressori, misero in salvo nel palazzo dell’emirato quanti più cattolici possibile, latini e maroniti, religiosi e laici, compresi i Gesuiti, i Lazzaristi, le Figlie della Carità e gli alunni delle scuole.
Gli unici che non avevano scelto di rifugiarsi dall’emiro furono i Frati Minori del convento di San Paolo: il loro superiore, padre Emanuele Ruiz López, era infatti sicuro che nessuno sarebbe penetrato tra le mura, che erano particolarmente solide, mentre le porte di accesso alla chiesa e al chiostro erano blindate da lamine di ferro: al loro interno vennero accolti gli alunni della scuola e altri fedeli.
Gli aggressori, di fatto, non riuscirono a forzare l’ingresso, ma irruppero lo stesso, dopo la mezzanotte del 10 luglio: qualcuno li aveva fatti passare per una porta sul retro, che non era stata rinforzata. E iniziò il massacro.
Il primo a morire fu proprio padre Emanuele, dichiarando di essere cristiano e di voler morire da cristiano: fu decapitato dopo che, spontaneamente, aveva posato la testa sulla mensa dell’altare. Dopo di lui fu ucciso, a colpi di mazza, padre Carmelo Bolta Bañuls, suo predecessore e al tempo parroco e professore di lingua araba.
Per terzo morì padre Engelberto Kolland, che era riuscito a nascondersi in una casa di cristiani, ma venne riconosciuto perché il velo bianco che una signora greco-cattolica, sua penitente, gli aveva messo sulle spalle, lasciava fuori l’orlo del saio e i piedi, con i classici sandali francescani. Trascinato nel cortile della casa, venne colpito quattro volte con una scure dopo che si era disposto a morire perché cristiano e sacerdote.
Dopo di loro vennero assassinati altri tre religiosi sacerdoti, arrivati da pochi mesi a Damasco per studiare l’arabo: padre Nicanore Ascanio Soria, padre Pietro Nolasco Soler Méndez (prima colpito al collo con la scimitarra e quindi pugnalato) e padre Nicola Maria Alberca y Torres (ucciso a colpi d’arma da fuoco in un corridoio del convento).
Due fratelli laici, fra’ Francesco Pinazo Peñalver e fra’ Giovanni Giacomo Fernández , partiti missionari per essere più liberi di vivere la propria vocazione, dato che in Spagna le leggi eversive del 1835 avevano chiuso i conventi, furono raggiunti mentre salivano le scale del campanile: gettati giù dalla cella campanaria, non sopravvissero perché il primo morì sul colpo, mentre l’altro venne finito a colpi di scimitarra sul far del giorno seguente.
All’arrivo dei persecutori, molti fedeli erano fuggiti, ma tre di essi avevano voluto rimanere nel convento. Erano Francesco, Abdel Mooti e Raffaele Massabki, fratelli tra di loro, cristiani maroniti. A nome degli altri due, Francesco aveva affermato che loro volevano rimanere cristiani, quindi aveva incoraggiato i fratelli; vennero uccisi separatamente gli uni dagli altri.
I martiri Manuel Ruiz López, sacerdote professo dell'Ordine dei frati minori, nato il 5 maggio 1804 a San Martín de Las Ollas Carmelo Bolta Bañuls, sacerdote professo dell'Ordine dei frati minori, nato il 29 marzo 1803 a Borja Engelbert Kolland, sacerdote professo dell'Ordine dei frati minori, nato il 21 settembre 1827 a Ramsau Nicanor Ascanio de Soria, sacerdote professo dell'Ordine dei frati minori, nato il 10 gennaio 1814 a Villarejo de Salvanés Pedro Soler Méndez, sacerdote professo dell'Ordine dei frati minori, nato il 28 aprile 1827 a Lorca Nicolás María Alberca Torres, sacerdote professo dell'Ordine dei frati minori, nato il 10 settembre 1830 a Aguilar de la Frontera Francisco Pinazo Peñalver, religioso professo dell'Ordine dei frati minori, nato il 26 agosto 1802 a El Chopo Juan Jacobo Fernández y Fernández, religioso professo dell'Ordine dei frati minori, nato il 25 luglio 1808 a Moire Fransīs Masābkī, fedele laico dell'arcieparchia di Damasco dei Maroniti ῾Abd-al-Mu῾ṭī Masābkī, fedele laico dell'arcieparchia di Damasco dei Maroniti Rūfayīl Masābkī, fedele laico dell'arcieparchia di Damasco dei Maroniti.
Il loro elogio si legge nel martirologio romano al 10 luglio.
Note
Bibliografia Guido Pettinati, I Santi canonizzati del giorno, vol. VII, edizioni Segno, Udine 1991, pp. 113-120.
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