Primo tribunato consolare Nel 379 a.C. fu eletto tribuno consolare con Lucio Giulio Iullo, Gaio Sestilio, Marco Albinio e Lucio AntistioTito Livio, Ab Urbe condita libri, VI, 30, nomina 6 tribuni consolari per quell'anno. P. et C. Manlii cum L. Iulio; plebes C. Sextilium M. Albinium L. Antistium..

Con una procedura straordinaria a Publio Manlio e a suo fratello Gaio Manlio fu affidata la campagna contro i Volsci. Nonostante l'imperizia dei comandanti, la campagna non si risolse in una completa disfatta, grazie al valore dei soldati.

Dittatura Nel 368 a.C., nel pieno della battaglia politica tra Plebei e Patrizi, per la definizione dei futuri assetti politici di Roma, e per la definizione della questione dei debiti contratti dai plebei (e della loro conseguente riduzione in schiavitù se non onorati), quando i tribuni della plebe Gaio Licinio Calvo Stolone e Lucio Sestio Laterano portarono le tribù a votare le proprie proposte di legge a favore dei plebei, nonostante il veto espresso dagli altri tribuni della plebe, controllati dai patrizi, il Senato nominò Marco Furio Camillo dittatore, e in seguito alle sue dimissioni, Publio Manlio Capitolino allo scopo di impedire la votazione delle leggi proposte da Licinio e SestioTito Livio, Ab Urbe condita libri, VI, 38..

La contesa tra plebei e patrizi si trascinò con toni sempre più accessi, ed alla fine dell'anno, Licinio e Sestio riuscirono a ottenere che parte dei decemviri preposti ai riti sacri, fossero eletti tra i plebeiTito Livio, Ab Urbe condita libri, VI, 42..

Secondo tribunato consolare Nel 367 a.C. fu eletto tribuno consolare con Marco Geganio Macerino, Lucio Veturio Crasso Cicurino, Marco Cornelio Maluginense, Aulo Cornelio Cosso e Publio Valerio Potito Publicola.

Alla notizia dell'avvicinarsi dei Galli, Marco Furio Camillo fu nominato dittatore per la quinta volta.

Note

Bibliografia Fonti primarie Tito Livio, Ab Urbe condita libri, Libro VI.

Voci correlate Gens Manlia Collegamenti esterni

Manlio Capitolino, Publio Manlio Capitolino, Publio Capitolino, Publio