Il tempio funerario di Amenofi III sorgeva nella odierna località di Kom el-Hettan, () ovvero "La collina dei muri" ed era un tempio funerario situato nella necropoli di Tebe, sulla riva occidentale del Nilo, di fronte a Luxor in Egitto. Fu costruito, per committenza del faraone Amenofi III, da Amenhotep (figlio di Hapu)Enrichetta Leospo, Mario Tosi, Il potere del re il predominio del dio, pag. 59 . Al tempo della sua costruzione, era il più grande dei templi funerari della zona di Tebe, più grande del complesso di Karnak, e copriva un'area di 350000 m2.

Oggi ne resta molto poco, solo i colossi di Memnone, due massicce statue in pietra alte 18 metri raffiguranti Amenofi che si trovano sull'entrata, tuttora visibili. Venne edificato più vicino al fiume di qualsiasi altro tempio funerario, su terreno agricolo e con fondazioni poco profonde. Per questi motivi si rovinò più velocemente di altri monumenti non resistendo all'usura del tempo e le sue rovine vennero utilizzate già in tempi antichi come fonte di materiale edilizio. Una stele in granito di Amenofi si trova nel tempio di Merenptah, circa 100 metri a nord.

Il sito è stato incluso nella lista World Monuments Watch di siti in pericolo, gestita dalla World Monuments Fund (WMF), nel 1998 e nel 2004, e ricevette fondi da questa organizzazione e dalla American Express.

Descrizione

Il tempio era rivolto ad est, verso il Nilo, ed era protetto dai due colossi di Memnone. Due grandi corti e tre enormi piloni in mattoni di fango portavano alla corte solare. Queste aree aperte contenevano altre statue di Amenofi III, almeno una sfinge della regina Tiy (oggi senza testa), statue di sciacalli e statue del re sotto forma di Osiride. Un'ulteriore sfinge col corpo di coccodrillo (anch'essa senza testa) si trova sulla strada che conduce al tempio.

Corte solare La serie di sfingi continua dal terzo pilone alla corte solare. Questa corte era circondata da colonne di papiri in arenaria e da altre statue di Amenofi-Osiride. Sul lato meridionale dell'entrata si trova un'enorme stele, ri-eretta dopo il ritrovamento, che raffigura il re e la regina Tyi col dio Ptah–Sokar–Osiride, ed altri testi che parlano degli edifici eretti dal re. La Lista Egea Particolare importanza rivestono, nella Corte solare, le basi di cinque statue (verosimilmente del re, giacché ne sono rimasti solo i piedi) che recano ovali merlati (simili a cartigli) sovrapposti a prigionieri con le braccia legate, e sono evidentemente liste di toponimi, di terre, o località, o città, o popoli, sotto la giurisdizione dell’Egitto. Sono catalogate con le sigle da An ad EnH. Sourouzian e R. Stadelmann, attuali scavatori del sito, hanno di recente rinominato le stele con la sigla "PWN" seguita dai numeri romani da I a V (nello stesso ordine delle lettere e, perciò, la “lista egea” è la PWN-V).; quest'ultima, nota come "Lista Egea", appare di particolarmente rilevante, anche ai fini dello studio dei rapporti esistenti tra l'Egitto e i Keftiu, identificati come gli abitanti dell'isola di Creta, nel Bronzo tardo.

Note

Bibliografia Enrichetta Leospo, Mario Tosi, Il potere del re il predominio del dio, Ananke, ISBN 88-7325-104-8

Voci correlate Medinet Habu (tempio) (tempio funerario di Ramses III) Colossi di Memnone, le due enormi statue presenti in questo complesso

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Categoria:Templi funerari egizi Categoria:Necropoli di Tebe