I giardini di Versailles (in francese: jardins du château de Versailles) occupano parte di quello che un tempo era il domaine royal de Versailles, il dominio reale della reggia di Versailles. Situati a ovest del palazzo, i giardini coprono una superficie di 815 ettari di terreno, gran parte ricoperto da giardino alla francese. Dietro una cintura di piante, i giardini sono circondati dalle aree urbane del villaggio di Versailles e da quello di Le Chesnay, oltre che dall'arboreto di Chèvreloup e dalle pianure di Versailles, nonché dalla foresta Satory.
Come parte del domaine national de Versailles et de Trianon, un'entità autonoma operante sotto la montagna la tutela del Ministero della Cultura francese, i giardini sono ad oggi uno dei siti pubblici più visitati di Francia, ricevendo oltre sei milioni di visitatori all'anno.
Oltre ai meticolosi parterres di fiori e alle numerose sculture, troneggiano le fontane, sparse in tutto il complesso dei giardini. Databili all'epoca di Luigi XIV, le fontane continuano a funzionare con uno dei sistemi idraulici più complessi e duraturi dell'Ancien Régime, fornendo ai giardini un costante contributo di unica bellezza. Nei fine settimana dalla tarda primavera al primo autunno, l'amministrazione del museo promuove l'iniziativa Grandes Eaux, una serie di spettacoli durante i quali tutte le fontane del giardino sono attive contemporaneamente.
Nel 2012 i giardini assieme al castello sono stati iscritti tra i monumenti protetti dall'UNESCO.
Mappa completa dei giardini
Luigi XIII +Informazioni statistiche Grandezza 830 ettari Numero di alberi Fiori piantati annualmente Numero di fontane 50 Numero di getti d'acqua 620 Superficie dell'area del Grand Canal 23 ettari Perimetro del Grand Canal Lunghezza delle tubazioni necessarie per le fontane Totale dell'acqua consumata dalle fontane durante i ‘‘Grandes Eaux’’: Fonte: Con gli ultimi acquisti da parte di Luigi XIII delle terre di Jean-François de Gondi nel 1632 e la sua assunzione a ruolo di signore di Versailles in quegli stessi anni, vennero costruiti dei giardini formali a ovest del castello. Le memorie dell'epoca ricordano che più tardi nel decennio Claude Mollet e Hilaire Masson disegnarono i giardini, rimasti sostanzialmente inalterati sino agli anni sessanta del secolo quando il complesso venne espanso a opera di Luigi XIV. Questo primitivo piano, che sopravvive oggi nel "piano Du Bus" del 1662 circa, stabilì il criterio a partire dal quale evolvettero i giardini di Luigi XIV, soprattutto la chiara definizione degli assi principali formanti le linee essenziali dei giardini.Berger I, 1985; Bottineau, 1988; Mariage, 1986; Marie, 1968; Nolhac, 1901, 1925; Thompson, 2006; Verlet, 1961, 1985; Waltisperger, 1984; Weber, 1993.
Luigi XIV Nel 1661, dopo la caduta in disgrazia del ministro delle finanze Nicolas Fouquet, che aveva utilizzato i fondi della corona per costruire il suo lussuoso castello a Vaux-le-Vicomte, Luigi XIV dedicò ogni attenzione al progetto di Versailles: con l'aiuto dell'architetto di Fouquet, Louis Le Vau, del pittore Charles Le Brun e dell'architetto paesaggista André Le Nôtre, iniziò un programma di abbellimento ed espansione di Versailles che avrebbe occupato tutto il periodo del suo regno e gli avrebbe dato non poche preoccupazioniVerlet 1985..
Da quel momento l'espansione dei giardini di Versailles seguì l'espansione del castello, e come la reggia stessa anche i giardini conobbero successive campagne di costruzione.La prima campagna di costruzione andò dal 1661 al 1666; la seconda campagna dal 1670 al 1678, la terza dal 1680 al 1687, la quarta dal 1704 al 1715. A ciascun livello della creazione dei giardini, l'espansione veniva curata dalla direzione del re Sole che modificava il proprio quotidiano percorso per mostrare agli ospiti le bellezze della sua reggia.Gli itinerari dei vari tour reali sono ancora oggi praticati dalle guide ufficiali della reggia; i percorsi sono discussi da Robert W. Berger e da Thomas P. Hedin nel volume Diplomastic Tours Through the Gardens of Versailles Under Louis XIV (University of Pennsylvania) 2008.
Prima campagna di costruzione Nel 1662 vennero portate modifiche minori al castello e venne data grande attenzione allo sviluppo dei giardini: i già esistenti bosquets e parterres vennero espansi e ne venne creato uno nuovo. Tra le creazioni più innovative di questa prima campagna citiamo anche l'Orangerie e la grotte de ThétysNolhac 1901, 1925.
L'Orangerie, disegnata da Louis Le Vau, venne collocata a sud del castello, prendendo spunto da una collinetta naturale. Quest'area era destinata a conservare al caldo piante di agrumi durante il periodo invernale, da cui il nomeNolhac 1899, 1902.
La grotte de Thétys, collocata a nord del castello, formava parte dell'iconografia del castello; venne completata durante la seconda campagna di costruzione.
Dal 1664 i giardini erano già mutati secondo la volontà di Luigi XIV, e fu il re in persona ad inaugurare i nuovi giardini con una fête galante rimasta famosa col nome di Les Plaisirs de l'Île Enchantée. L'evento, che ufficialmente era dedicato a celebrare sua madre, Anna d'Austria, e la sua consorte Maria Teresa d'Asburgo-Spagna, venne in realtà celebrato per Louise de La Vallière, amante del sovrano dal maggio di quell'anno. Gli invitati vennero intrattenuti per una settimana alla reggia con favolosi giochi e spettacoli nei giardini. Dal momento che per convenire alla fête molti invitati avevano dovuto dormire nelle loro carrozze per la mancanza di alloggi per tutti, Luigi XIV iniziò nuovamente ad espandere il castello ed i giardini di VersaillesVerlet, 1961, 1985.
Seconda campagna di costruzione Tra il 1664 e il 1668, un fervore di attività andava avvicendandosi nei giardini (con special riguardo alle fontane ed ai nuovi bosquets); fu durante questo periodo che venne realizzato il concetto dei giardini secondo l'ottica del Re Sole, cioè tutto gravitante ancora una volta attorno ad Apollo (divinità del Sole), personificazione del re stesso.Lighthart, 1997; Mâle, 1927.
Con questa nuova fase di costruzione, i giardini assunsero un disegno topografico ed iconografico che rimase inalterato sino al XVIII secolo. Come annota André Félibien nella sua descrizione di Versailles, vi predominavano temi solari ed apollinei: «Dal momento che il sole è l'emblema di Luigi XIV, e che quel poeta ha unito la figura del sole con Apollo, non vi è nulla nella superba casa che non sia in relazione con questa divinità».«Comme le soleil est le devise du Roi, et que les poëtes confondent le soleil et Apollon, il n'y a rien dans cette superbe maison qui n'ait rapport à cette divinité»; Félibien, 1674
Fu in questa fase che vennero creati altri luoghi con nessi simbolici: venne completata la Grotte de Thétys e vennero realizzati il Bassin de Latone e il Bassin d'Apollon.
Grotte de Thétys
Iniziata nel 1664 e terminata nel 1670 con l'installazione del gruppo statuario opera di Gilles Guérin, François Girardon, Thomas Regnaudin, Gaspard e Balthazard Marsy, la grottaCirca formò un'importante componente simbolica e tecnica dei giardini. Simbolicamente la Grotte de Thétys legava al mito di Apollo, e per associazione a Luigi XIV; rappresentava infatti la caverna della divinità marina Teti, ove Apollo riposava di notte dopo aver guidato per tutto il giorno in cielo il carro infuocato del sole. La grotta era una struttura a sé stante a nord del castello, con l'interno decorato da conchiglie a rappresentare appunto il legame col mare, oltre a contenere un gruppo statuario dei fratelli Marsy che mostrava il dio servito dalle Nereidi (gruppo centrale) e i suoi cavalli accuditi dai servi di Teti (i due gruppi laterali). Originariamente queste statue erano poste in tre nicchie individuali nella grotta e circondate da numerose fontane e giochi d'acquaMarie 1968; Nolhac 1901, 1925; Thompson 2006; Verlet 1985.
Tecnicamente la Grotte de Thétys giocò un ruolo importante nel sistema idrico che portava acqua ai giardini. Il tetto della grotta, infatti, aveva al proprio interno una riserva che raccoglieva l'acqua pompata dallo stagno di Clagny e che alimentava per gravità le fontane dei giardini più in basso.
“Veduta esterna della Grotta di Teti” di Jean Le Pautre, 1672“Cavalli di Apollo accuditi da due tritoni” di Gilles Guérin, ca. 1670“Apollo accudito dalle ninfe” di François Girardon e Thomas Regnaudin, ca. 1670“Cavalli di Apollo accuditi da due tritoni” di Gaspard Marsy e Balthazar Marsy, ca. 1670“Veduta interna della Grotta di Teti” di Jean Le Pautre, 1676 Image:Grotte de Thétys-intérieur.jpg|“Veduta interna della Grotta di Teti” di Jean Le Pautre, 1676
Bassin de Latone Collocato sull'asse est-ovest di poco a sud-est del Parterre d'Eau, si trovava il Bassin de Latone. disegnato da André Le Nôtre, scolpito da Gaspard e Balthazard Marsy, e costruito tra il 1668 ed il 1670, la fontana mostrava l'episodio de Le metamorfosi di Ovidio ove Latona e i suoi figli, Apollo e Diana, venendo tormentati dai contadini della Licia che si rifiutavano di farli dissetare al loro stagno, si appellano a Zeus il quale risponde tramutando i Lici in rane. Questo episodio della mitologia classica venne prescelto come allegoria delle rivolte della Fronda che avvennero durante il periodo della minore età di Luigi XIV. I collegamenti tra la storia narrata da Ovidio e l'episodio della storia francese resero a tutti chiaro il riferimento politico che il castello stesso stava assumendoBerger, 1992; Marie, 1968, 1972, 1976; Nolhac, 1901; Thompson, 2006; Verlet, 1961, 1985; Weber, 1981. “Veduta del Bassin de Latone, 1678” incisione di Jean Le Pautre, 1678
Bassin d'Apollon Sempre sull'asse est-ovest si trovava il Bassin d'Apollon – la fontana di Apollo. Occupante il sito del Rondeau/Bassin des Cygnes di Luigi XIII, la fontana di Apollo venne costruita tra il 1668 ed il 1671 e raffigura il dio Sole nell'atto di guidare il carro di fuoco nel cielo. Costituisce il punto focale del giardino e serve come elemento di transizione tra i giardini del Petit Parc e il Grand Canal.
“Veduta del Bassin d’Apollon” incisione diLouis de Chastillon, 1683
Grand Canal Con una lunghezza di 1.500 metri e una larghezza di 62 metri, il Grand Canal, costruito tra il 1668 e il 1671, fisicamente e visualmente prolungava l'asse est-ovest sino alle mura del Grand Parc. Durante lAncien Régime, il Grand Canal servì come luogo preposto alle feste sulle navi. Nel 1674, come risultato di una serie di accordi diplomatici a beneficio di Luigi XIV, il re ordinò la costruzione della Petite Venise – la piccola Venezia appunto. Collocata in giunzione del Grand Canal attraverso un ramo trasversale a nord, la piccola Venezia ospitava caravelle e yacht donati a Luigi XIV dai Paesi Bassi oltre a gondole ricevute in dono dal Doge di Venezia, da cui il nome
Oltre all'aspetto decorativo e all'aspetto ludico, il Grand Canal aveva anche un ruolo pratico importante: situato in un punto basso dei giardini, raccoglieva l'acqua drenata dalle fontane che si trovavano su un piano più elevato. L'acqua del Grand Canal veniva pompata nuovamente verso la riserva sul tetto della Grotte de Thétys attraverso una rete di pompe mosse da mulini a vento e da cavalli da tiroThompson 2006. “Veduta del Grand Canal” incisione di Nicolas Perelle, 1680
Parterre d'Eau