Il forte romano di Klosterneuburg era parte integrante della catena di postazioni fortificate del limes danubiano e, in tale contesto, costituiva il castrum più occidentale nel settore pannonico. Si trova nei pressi della omonima città, appartenente al distretto di Wien-Umgebung, nello stato federato della Bassa Austria.
Inizialmente, (sotto i Flavi) fu occupato da una coorte di ausiliari (auxilia); a partire invece dal II secolo divenne la base di una cohors milliaria equitata di 1.000 armati. Il vero nome dell'antica fortezza è tuttora ignoto, poiché non vi sono fonti certe che attestano questo sito (più probabilmente Quadriburgium, meno Arrianis). Il forte (castrum) era situato in cima ad una terrazza rocciosa che dominava la riva destra del Danubio, dove oggi si trovano l'abbazia di Klosterneuburg ed altri edifici adiacenti costruiti sulla città antica.
Il forte aveva pianta rettangolare allungata, e passò attraverso diverse fasi ricostruttive fino al termine del V secolo, quando poi fu abbandonato. Il compito principale della guarnigione era quello di sorvegliare l'attraversamento del Danubio e la principale via di comunicazione tra le due grandi fortezze legionarie di Vindobona e Lauriacum. Inoltre, nelle vicinanze del forte, si trovavano anche un insediamento civile (vicus) e una necropoli.
Nei pressi del forte sono stati trovati, nelle località di Maria Gugging e di Greifenstein, resti di probabili torri di avvistamento.
Posizione
La città di Klosterneuburg si trova a circa 13 km ad ovest della capitale austriaca Vienna (la latina Vindobona), sulla riva destra del Danubio, tra i rilievi di Leopoldsberg e Bisamberg. A nord e ad est confina con le foreste della pianura del Danubio, a sud e ad ovest è racchiusa dalle pendici di alcune alture della Selva Viennese (Leopoldsberg, Kahlenberg, Buchberg, Eichberg e Freiberg).
Per la localizzazione del forte romano furono inizialmente ipotizzate diverse località, tra cui la vicina Stockerau (che tuttavia si trova sulla riva sinistra del Danubio). Friedrich von Kenner e Joseph Aschbach ritenevano che dovesse identificarsi con Zeiselmauer. Per Maximilian Fischer invece era evidente che il forte dovesse trovarsi in una posizione sopraelevata, particolarmente adatta sia da un punto di vista militare, sia per favorire gli scambi commerciali con le vicine tribù germaniche stanziate al di là del Danubio. Friedrich von Kenner, in seguito alla scoperta, presso Klosterneuburg, di un diploma militare dell'epoca dell'imperatore romano Tito (datato 13 giugno 80), giunse alla convinzione che
«...nel luogo di ritrovamento si trovava un piccolo insediamento, della cohors I Montanorum, che era sotto il comando dei legati della Pannonia».
Da allora, i ritrovamenti in questo settore del limes si susseguirono continuamente e Karl Drexler ne dedusse che
«...la direzione del cardine correva lungo l'attuale Bergstraße, mentre il decumanus si estendeva dalla Hohlweg, nei pressi della chiesa di santa Gertrude, lungo la Hundskehle».
Anche Eduard Nowotny lo ritenne sempre posizionato nella parte alta della città e cercò nel 1925 di trarre delle conclusioni sulle fondamenta del forte, basandosi sulla mappa catastale del monastero. Secondo lui era improbabile che il forte fosse situato nella parte bassa della città. Nowotny ha quindi disegnato nella parte alta della città la superficie del forte, per la quale ha usato come modello il forte di Eferding: fronte nord occidentale: giardino dell'abbazia; lato nord orientale: chiesa abbaziale; fronte sud orientale: piazza principale superiore, di fronte alla facciata di NE; lato sud occidentale: Leopoldgasse e proseguimento fino alla via Hundskehle.
Con queste dimensioni, Nowotny definì un'area di 540 × 640 piedi romani, che era di ampiezza simile a quella di Eferding; tali dimensioni corrispondevano inoltre a quelle del forte di Weißenburg in Baviera, progettato anch'esso per una cohors milliaria equitata (unità in parte montata) di 1000 uomini.
Oggigiorno sappiamo che il castrum era posizionato nella parte più antica della città, sotto il complesso del monastero nella "città alta", collocata su una terrazza rocciosa tra il Danubio e le pendici del Buchberg, delimitata a nord e a sud da due corsi d'acqua, il Kierlingbach e il Weidlingbach.
Il percorso del limes, che proveniva dalla fortezza legionaria di Vindobona, non attraversava il campo, ma si dirigeva direttamente al Buchberg, per piegare a ovest verso la valle di Kierling e condurre infine di nuovo verso il Norico. A Kierling probabilmente c'era anche il confine provinciale tra la Pannonia e il Norico, presumibilmente a ovest dell'odierna frazione di Maria Gugging.
Nome Nelle antiche fonti scritte non si trova alcuna indicazione precisa per il nome antico di Klosterneuburg e nemmeno le ricerche svolte successivamente sono riuscite a ricondurre le diverse interpretazioni sull'antico nome a un denominatore comune. Per quanto riguarda l'appartenenza di Klosterneuburg alla provincia della Pannonia non sussistono più dubbi, mentre il suo nome romano rimane fino ad oggi controverso. Sono stati proposti, tra gli altri, i nomi di Asturis, Cannabiaca, Quadriburgium o Arrianis, anche se recentemente si propende per quello di Quadriburgium.
Inizialmente si è cercato di identificare il forte con la stazione di posta indicata sulla Tabula Peutingeriana col nome di Citium (vicino a Tulln), in seguito . Questo nome deriva probabilmente da un reparto dell'esercito romano, che era stato stanziato nella regione delle Asturie, sulla costa spagnola settentrionale. Dopo che anche Wilhelm Kubitschek definì Klosterneuburg una "presunta Astura", fu soprattutto Edward Zenker, oltre a Herma Stiglitz e Hannsjörg Ubl, ad occuparsi meticolosamente della questione del nome antico di Klosterneuburg.. Allo stato attuale delle conoscenze il vero nome antico di Klosterneuburg non può essere determinato in modo inequivocabile.
Storia dei ritrovamenti XVIII e XIX secolo
Le prime notizie su ritrovamenti romani a Klosterneuburg risalgono, secondo Maximilian Fischer, a Benedikt Prill. Nel 1736, durante la costruzione della nuova abbazia barocca, quando venne spianata la vecchia cancelleria assieme alla torre della corrispondenza (la "Briefturm"), Prill notò, tra le altre cose, il rinvenimento di un vaso con monete d'argento romane del periodo compreso tra Giulio Cesare e l'imperatore Decio. All'inizio del XIX secolo, durante la costruzione della cosiddetta "vecchia caserma", furono trovate delle altre monete; nel corso di questi stessi lavori, furono anche scoperti dei resti che si supponeva fossero tombe. Nel 1834, durante la ricostruzione della corte, vennero alla luce tre lastre con delle iscrizioni, , .. In seguito delle copie di queste sono state murate da Maximilian Fischer. Negli anni 1834-1842 una grande quantità di ritrovamenti ebbe luogo con la costruzione del cosiddetto tratto ernestino, ove vennero alla luce numerosi bolli laterizi del gruppo OFARN'OF'ficinia 'A'uxiliares 'R'ipenses 'N'orica, "Officine degli ausiliari di frontiera del Norico". con la legenda "OFARNVRSICINIMG".. Bolli del magister figlinarum Ursicinus sono stati spediti fino alla provincia della Pannonia Valeria, e si trovano sia nel castrum (non completato) di Göd-Bócsaújtelep, che nel burgus DunakesziZsolt Mráv: Archäologische Forschungen 2000–2001 im Gebiet der spätrömischen Festung von Göd-Bócsaújtelep (Rapporto preliminare) 2002. In: Communicationes archeologicae Hungariae 2003. Népművelési Propaganda Iroda. Budapest 2003. p. 105..
I bolli "OFARN" sono databili al periodo degli imperatori Costanzo II (337–361) e Valentiniano I (364–375). Poiché le sigle "AR", "ARN" e "ARAN" possono essere spiegate solo in linea di massima, le interpretazioni restano puramente ipoteticheÁdám Szabó, Endre Tóth (a cura di): Bölcske. Römische Inschriften und Funde – In memoriam Sándor Soproni (1926-1995) Libelli archaeologici Ser. Nov. No. II. Ungarisches Nationalmuseum, Budapest 2003, p. 80.. Dalla stessa area viene anche un'iscrizione votiva (Votivara) di un Quintus Attius. e una tavoletta con l'epigrafe "Q. Aeli Valentis opus".. Inoltre, si possono osservare resti di muri e mattoni di epoca romana. Uno dei più rilevanti ritrovamenti romani avvenne il 23 luglio 1838: dalle rovine delle fondamenta sotto l'abside principale della chiesa abbaziale fu possibile individuare dei frammenti bronzei, che furono ricomposti da E. Stoy; ne risultò un diploma militare del tempo di Tito (13 giugno 80) = CIL III p. 854; Diplom XI = p.1960, DXIII..
XX secolo
Questi ricorrenti ritrovamenti romani a Klosterneuburg suscitarono prima di tutto l'interesse degli studiosi che gravitavano nell'ambito dell'archeologia viennese, tra i quali Friedrich von Kenner, Wilhelm Kubitschek ed Emil Polaschek. Secondo le loro relazioni, con l'ampliamento dello scavo del muro romano nel seminterrato del monastero, avvenuto nel 1904, furono recuperati dei mattoni e una moneta del tempo di Valentiniano I. Inoltre, nel periodo precedente al 1936, furono trovate antiche sepolture sia a inumazione che a cremazione, che tuttavia sono andate distrutteNeuburger-Mathilde Grünewald 1974, p. 22.. Tra gli oggetti ritrovati si riconosce anche un vaso del I o del II secolo.
Nel maggio 1953, su iniziativa del Bundesdenkmalamt (la BDA, l'agenzia federale austriaca per i monumenti) e sotto la direzione di Karl Oettinger, furono effettuati per la prima volta scavi scientifici nell'area del castrum. Avevano inizialmente come obiettivo solo lo studio approfondito del palazzo dei Babenberg e, in particolare, dell'annessa Capella Speciosa, ma dopo che si imbatterono anche in resti di edifici romani, fu consultato anche l'Österreichisches Archäologisches Institut, e per esso Herma Stiglitz, Adelheid Schmeller e Rudolf Egger. Il gruppo di scavo poté quindi scoprire nel piazzale dell'abbazia, nell'area della Capella Speciosa, una costruzione funeraria tardo-antica, la Cella memoriae. All'interno della Capella fu ritrovato anche un complesso a più ambienti con tre absidi (in seguito interpretate come balineum). A sud-est di questo edificio fu scavata anche una struttura absidale (Flachapsidenbau), con pianta a forma di U, che in seguito è stata interpretata da Hannsjörg Ubl come una torre tardo-antica a ferro di cavallo della II fase di pietra (torre che si protende dal muro di cinta su una pianta ad arco dalla fronte arrotondata)Hannsjörg Ubl:Fundberichte aus Österreich 18, 1979, pp. 497-500.. Tra questi si trovano anche resti di un muro della costruzione precedente (una torre rettangolare intermedia). Entrambe le strutture edilizie sono chiaramente allineate lungo la parete sud-orientale del castrum (orientamento da nord-ovest a sud-est).
Negli anni sessanta vennero alla luce, durante ulteriori scavi, resti del muro del castrum e altre tombe con corredi funerari.
Nella città alta e nella zona intorno alle vie Buchberg, Raffael-Donner, Jahn e Franz-Rumpler si è sempre ipotizzata la presenza dell'area cimiteriale di epoca romana a Klosterneuburg, che è confermata da numerosi ritrovamenti. Durante gli studi negli anni settanta, c'è stata una nuova interpretazione di quanto scoperto negli scavi degli anni 1953/54, cioè del cosiddetto "Flachapsidenbau" nei dintorni della Capella Speciosa, la torre tardo-antica a ferro di cavallo, e quindi i resti della parete quadrata sottostanti sono stati identificati come quelli dell'antica struttura preesistenteHannsjörg Ubl: Fundberichte aus Österreich 15, 1976, p. 266, Ubl 1979, p. 100 e segg. Pro Austra Romana 27, 1977, 26 e segg..