La Spagna nella seconda guerra mondiale mantenne un atteggiamento diplomatico prudente: benché ideologicamente legato ai regimi nazifascisti di Germania e Italia, allo scoppio delle ostilità nel settembre del 1939 il paese si dichiarò neutrale, anche per via dell'appena avviato processo di ricostruzione seguente la precedente guerra civile spagnola conclusasi solo da pochi mesi.
Con l'entrata in guerra dell'Italia e con la caduta della Francia nel giugno del 1940, tuttavia, lo status diplomatico della Spagna fu cambiato in "non belligeranza", mantenendosi formalmente fuori dalle ostilità, ma parteggiando esplicitamente per le Potenze dell'Asse e fornendo loro assistenza militare indiretta ed appoggio economico.
Sebbene si sviluppassero trattative per far entrare in guerra la Spagna a fianco dell'Asse, il dittatore Francisco Franco non optò mai per questa soluzione, conscio del pessimo stato in cui versavano le forze armate spagnole e l'economia nazionale dopo la fine del conflitto civile. Con il declino delle fortune dell'Asse e su pressione degli Alleati, nel corso del 1943 la Spagna ritornò poi formalmente a un atteggiamento di neutralità assoluta, troncando progressivamente le relazioni con la Germania e migliorando quelle con gli Alleati.
Benché la Spagna non fosse formalmente coinvolta nelle operazioni belliche, volontari di nazionalità spagnola presero parte al conflitto militando in entrambi gli schieramenti: una divisione di volontari spagnoli ("División Azul") organizzata dal governo di Madrid fu inserita all'interno della Wehrmacht tedesca e combatté sul fronte orientale contro l'Unione Sovietica prima di essere ritirata nel 1943 per la neutralità.
Piccoli gruppi di cittadini spagnoli invece, tra cui molti espatriati della Seconda repubblica spagnola veterani della guerra civile, militarono nel campo degli Alleati in particolare all'interno delle formazioni (regolari e partigiane) della Francia libera e dell'Unione Sovietica.
La Spagna nazionalista Il Franchismo
Quando il 1º settembre 1939 le forze tedesche invasero la Polonia dando inizio alle ostilità, la Spagna si trovava in pace da circa cinque mesi: la guerra civile spagnola si era conclusa formalmente il 1º aprile 1939 con la dissoluzione del precedente governo repubblicano di sinistra, al cui posto Francisco Franco istituì un regime autoritario di tipo reazionario, militarista e fortemente personalista (Franchismo), accentrando su di sé ampi poteri esecutivi e legislativi e badando bene a neutralizzare le diverse anime del movimento nazionalista (monarchici, tradizionalisti cattolici e fascisti della Falange spagnola) per consolidare la sua posizione politica..
Dopo più di tre anni e mezzo di guerra la Spagna si trovava in una situazione economica critica: la produzione agricola ed industriale era al di sotto dei già bassi livelli del 1935, le infrastrutture erano devastate, il 60% del materiale rotabile ed il 40% della flotta mercantile era andato distrutto e la perdita di manodopera ammontava al 3,5% della popolazione attiva.; poiché il governo repubblicano aveva inviato a Mosca gran parte delle riserve auree e di valuta estera dello Stato spagnolo (come forma di pagamento degli aiuti militari forniti alla Repubblica dall'Unione Sovietica), il sistema monetario era nel caos e la Peseta spagnola era soggetta a forte svalutazione.
In aggiunta l'economia spagnola era oberata da alti debiti di guerra, contratti dai nazionalisti per le forniture di armi ed equipaggiamenti da parte di Germania ed Italia: il loro ripianamento durò fino al 1943, con l'equivalente del 12% del valore di tutte le importazioni per la prima e del 3% per la seconda.. L'economia spagnola fu ristrutturata secondo un'ottica fortemente dirigista e con l'obiettivo di costituire un sistema autarchico: furono abolite tutte le riforme agrarie intraprese sotto la Repubblica e le terre furono restituite ai vecchi latifondisti, il che unitamente alla mancanza di investimenti provocò una flessione della produzione agricola; per compensare la stabilizzazione dei salari a livelli bassissimi si cercò di imporre un calmiere sui prezzi, generando di conseguenza un fiorente mercato nero ed alimentando alti livelli di corruzione.
L'abolizione del diritto di sciopero - assimilato alla ribellione militare dalla "Legge per la sicurezza dello Stato" del 29 marzo 1941. - e l'imposizione di salari fissi andarono a favore degli industriali, i quali tuttavia dovettero sottomettersi ad un forte controllo statale circa l'ottenimento delle materie prime e la vendita dei prodotti finiti; il 25 settembre 1941 fu creato l'Istituto Nacional de Industria (INI, sul modello dell'IRI italiano), principale meccanismo statale di controllo sull'economia, a cui furono affidati ampi poteri in materia di produzione bellica, materie prime, chimica ed altro, anche se corruzione e sprechi ne resero inefficiente l'attività almeno fino agli anni Cinquanta.
La riforma delle forze armate Il 31 ottobre 1939 Franco presentò alla "Junta de Defensa Nacional" un piano per riarmare le forze armate della Spagna nazionalista appena uscite dalla guerra civile, nell'eventualità che il paese fosse coinvolto nel conflitto appena iniziato: in caso di guerra la Spagna doveva essere pronta a mobilitare 150 divisioni per un totale di 2.000.000 di uomini.; in seguito, visto il perdurante stato di neutralità, la forza media dell'Ejército de Tierra si attestò intorno ai 300.000 uomini ripartiti in 24 divisioni. L'esercito spagnolo era preminentemente una forza di fanteria, dotata di equipaggiamenti in linea con gli standard del 1939 ma destinati a divenire rapidamente obsoleti con il prosieguo del conflitto in Europa. Le forze spagnole disponevano poi di cinque piccoli reggimenti corazzati equipaggiati principalmente con carri tedeschi Panzer I ed italiani CV33 del periodo della guerra civile, cui si aggiungeva un certo numero di più efficaci carri sovietici T-26 catturati ai repubblicani; il 20 agosto 1943 fu creata la División Acorazada nº 1, su due reggimenti carri ed uno di fanteria motorizzata: per equipaggiare la divisione la Spagna acquistò 100 moderni carri Panzer IV dalla Germania, anche se poi solo 20 furono effettivamente consegnati nel dicembre del 1943 insieme a 10 cannoni d'assalto Sturmgeschütz IIICarlos Caballero, Lucas Molina, Panzer IV: El puño de la Wehrmacht, AFEditores, Valladolid, 2006, pp. 76-82. ISBN 84-96016-81-1.. Un programma per la realizzazione di un veicolo autoprodotto (il carro Verdeja) non andò oltre l'assemblaggio di alcuni prototipi, a causa della carenza di materie prime.
Benché avesse giocato un ruolo relativamente secondario nel conflitto civile, la marina militare spagnola aveva subito forti perdite e nel 1939 poteva allineare solo poche navi veramente efficienti. Unità principale della flotta era l'incrociatore pesante Canarias, unico della sua classe dopo l'affondamento del gemello Baleares durante la guerra civile: varato nel 1931 era un'unità relativamente moderna, costruita nel rispetto delle clausole del trattato navale di Washington, con un dislocamento standard di 10.000 t ed un armamento principale su 8 cannoni da 203 mm. Efficienti erano anche i due incrociatori leggeri Navarra (di classe unica varato nel 1923, 5.590 t di dislocamento e 9 cannoni da 152 mm) ed il più moderno Almirante Cervera (della classe omonima varato nel 1925, 7.975 t di dislocamento ed 8 cannoni da 152 mm), mentre in pessimo stato di manutenzione si trovavano i tre incrociatori leggeri che avevano militato nel campo repubblicano, il Méndez Núñez (varato nel 1922, 4.780 t e sei cannoni da 152 mm) il Galicia ed il Miguel de Cervantes (entrambi della classe Cervera, varati rispettivamente nel 1928 e nel 1925).
I 19 cacciatorpediniere erano tutti piuttosto datati: si trattava di 3 unità della classe Alsedo (entrate in servizio nei primi anni Venti) e di 12 unità della classe Churruca (entrate in servizio nei primi anni Trenta), cui si aggiungevano altre quattro obsolete unità cedute dalla Regia Marina italiana durante la guerra civile (due della classe Aquila o "classe Ceuta" per gli spagnoli, risalenti al 1917-1919, e due della classe Alessandro Poerio o "classe Teruel", del 1915); discorso analogo poteva essere fatto per i sommergibili, i quattro della classe B (varati tra il 1922 ed il 1926) ed i tre della classe C (varati tra il 1927 ed il 1929), cui si aggiungevano le due unità della classe Archimede ("classe General Mola" per gli spagnoli) cedute dall'Italia.
L'8 settembre 1939 fu approvato un ambizioso piano di costruzioni navali per incrementare le dotazioni della flotta spagnola, comprendente la costruzione di quattro navi da battaglia (contatti furono presi con l'Italia per realizzare in Spagna unità della classe Littorio), due incrociatori pesanti, dodici leggeri, 54 cacciatorpediniere, 50 sommergibili e svariate unità minori; il piano rimase poi interamente lettera morta a causa della scarsità di materie prime e di sostegno tecnico internazionale: l'unica unità entrata in servizio nel periodo della seconda guerra mondiale fu un sommergibile della classe D, già impostato prima del conflitto civile.
Dopo l'istituzione di un ministero dell'aviazione nell'agosto del 1939, il 7 ottobre seguente l'aeronautica militare spagnola (Ejército del Aire) fu fondata come forza armata autonoma, a partire dalle preesistenti unità aeree nazionaliste; nel maggio del 1940 la forza poteva allineare 172 caccia (principalmente apparecchi Heinkel He 51 e Messerschmitt Bf 109 tedeschi, Fiat C.R.32 italiani e Polikarpov I-15 ed I-16 sovietici), 164 bombardieri (Heinkel He 111 e Dornier Do 17 tedeschi, Savoia-Marchetti S.M.79 e S.M.81 italiani e Tupolev SB-2 sovietici) e 13 aerei da trasporto (Junkers Ju 52 tedeschi). Durante il conflitto la Spagna acquistò ulteriori velivoli dalla Germania: nel novembre del 1943 furono acquistati 10 bombardieri Junkers Ju 88, seguiti alla fine dell'anno da 15 caccia Bf 109 versione F-2/F-4 di seconda mano; nel 1944 furono acquistati 12 idrovolanti Dornier Do 24 da ricerca e soccorso, con il preciso impegno che venissero usati per il salvataggio dei piloti di entrambe le parti abbattuti sul Mediterraneo. La ditta Hispano Aviación di Siviglia produsse fino al 1942 un centinaio di caccia C.R.32 (denominati Hispano Ha 132L Chirri) dopo averne acquistato la licenza dall'Italia, passando poi alla produzione di una versione locale del caccia Bf 109 (Hispano Aviación HA-1112).
La seconda guerra mondiale L'iniziale neutralità Nel marzo 1939 fu siglato il Patto Iberico, un patto di non aggressione dal primo ministro portoghese António de Oliveira Salazar, in rappresentanza del Portogallo, e dall'ambasciatore Nicolás Franco, in rappresentanza della Spagna franchista.
Il 4 settembre 1939, ventiquattro ore dopo la dichiarazione di guerra alla Germania da parte di Regno Unito e Francia, la Spagna si proclamò ufficialmente neutrale, citando l'analoga posizione tenuta dal paese durante la prima guerra mondiale; tuttavia già il 31 ottobre Franco convocò la Junta de Defensa Nacional per stilare piani da attuare in caso di entrata in guerra: gran parte dell'esercito fu concentrata nel sud del paese, in previsione di un'occupazione del territorio britannico di Gibilterra (fu occupata la zona neutrale), mentre la guarnigione del Marocco spagnolo fu rafforzata in vista di azioni contro le colonie nordafricane della Francia.
La non belligeranza