La centuriazione di Mantova è l'applicazione al territorio di Mantua, l'odierna Mantova, della centuriazione, il sistema con cui i Romani dividevano e assegnavano la terra nelle regioni conquistate o colonizzate: il terreno veniva ripartito da una griglia ortogonale di strade e fossati (limites) in centurie, quadrati di circa 710 metri di lato, a loro volta suddivisi in lotti destinati ai coloni, spesso legionari in congedo. Nel caso di Mantova la divisione agraria di cui sopravvivono le tracce è quella realizzata intorno al 40 a.C., quando il territorio, che dall'89 a.C. godeva del diritto latino e dal 49 a.C. era municipium di cittadini romani, fu in gran parte confiscato e assegnato ai veterani delle guerre civili, in continuità con le assegnazioni cremonesi..TOZZI 1972, p. 56. La memoria letteraria di quelle confische è nelle Bucoliche di Virgilio, che era nato nel territorio mantovano..

L'agro di Mantova In epoca romana l'area dell'attuale provincia di Mantova non era un territorio omogeneo. Il cosiddetto ager mantuanus infatti comprendeva in realtà, rispetto all'estensione attuale, una zona più ristretta, i cui confini sono tuttora imprecisi e di incerta delimitazione.

Sulla scorta dei dati epigrafici e dei limiti diocesani medievali, si sono ipotizzati con un certo margine di sicurezza il confine occidentale e quello meridionale, che correvano rispettivamente lungo il corso del fiume Oglio e lungo il corso antico del Po, il quale fluiva più a meridione rispetto ad oggiMENOTTI 1999, pp. 49-50..

Di più incerta definizione sono la zona orientale e quella settentrionale, al confine con gli agri di Brescia e di Verona. Verso est un confine parrebbe essere il corso del Mincio, ma alcuni studiosi credono che qui il limite dell'agro mantovano potesse corrispondere con quello attuale della provinciaMUTTI GHISI 1981, pp. 17-21.. Dei ritrovamenti epigrafici inducono a ritenere di pertinenza dell'agro bresciano gli estremi settentrionali del territorio mantovano, a partire dalle località di Medole e Guidizzolo verso nord ed ovestMENOTTI 1999, p. 50; TOZZI 1972, pp. 104-106; al contrario Ibidem, pp. 107, 111-115..

È assodata l'attribuzione del Viadanese al territorio della colonia di Cremona, mentre l'appartenenza di Ostiglia all'agro veronese è tramandata da un passo delle Historiae di Tacito, che assicura che Hostilia era vicus Veronensium. È escluso dall'agro mantovano l'Oltrepò, che in antico era compreso nel territorio emilianoMENOTTI 1999, p. 51; MUTTI GHISI 1981, pp. 17-21..

Il nucleo principale del paesaggio centuriato era lurbs, cioè Mantua, il centro politico-amministrativo-religioso, intorno al quale gravitavano gli insediamenti minori – vici – e i complessi rustici – villae -MENOTTI 1999, p. 53..

Storia

Nell'imperversare delle guerre civili, che seguirono per lungo tempo la morte di Cesare, quasi tutto il territorio mantovano fu confiscato ai vecchi proprietari e distribuito ai veterani. Per consenso della tradizione la confisca rappresentò in qualche misura la continuazione di quella interessante le terre cremonesi, probabilmente nel 40 a.C., e ne fu quindi contemporanea o di poco posteriore.

Ottaviano, dopo la vittoria di Filippi, infatti, si trovò di fronte al problema di dover sistemare in Italia una enorme massa di veterani che, come premio di congedo, reclamavano le terre promesse; egli ripiegò sulla soluzione più facile ma anche più violenta, cioè cacciò dai loro terreni i legittimi proprietari, per sostituirli con i suoi vecchi soldati. Questa sorte toccò anche a Mantova che, a causa della sua vicinanza a Cremona, si vide sottrarre parte delle sue terre non bastando, nell'assegnazione ai veterani, quelle cremonesiMUTTI GHISI 1981, pp. 12-13..

La confisca dellager Mantuanus a favore dei veterani, intorno al 40 a.C., è ricordata dagli scholia alle Bucoliche e dalle antiche biografie del poeta, che la legano alla vicenda personale di Virgilio. Echi di questi avvenimenti si trovano infatti nell'opera di Virgilio, in particolare nelle Bucoliche. Nel grande poeta mantovano si trova la testimonianza letteraria della espropriazione di terre e della conseguente divisione agraria avvenuta nell'agro di MantovaIn particolare in Bucoliche, I, vv. 3-4, 70-72; IX, vv. 3-4, 28.: egli si fece portavoce di tutti quei coloni che, come lui, furono costretti a cedere le loro terre ad ignoti nuovi possessoriMUTTI GHISI 1981, pp. 12-13; MENOTTI 1999, p. 51..

Tracce sul terreno

Questo avvenimento, fondamentale nella storia della antica Mantova, ha lasciato evidenti tracce sul terreno, ove l'archeologia, soprattutto con l'ausilio della fotografia aerea, ha rivelato l'esistenza nell'agro mantovano di un paesaggio uniformemente orientatoMENOTTI 1999, p. 52.. Sulle carte geografiche a grande scala colpisce la regolarità di vie maggiori e minori, di filari e fossati, di cui molti corrono parallelamente tra loro, molti si incontrano ortogonalmente. L'ampia area fra i fiumi Mincio da un lato e Chiese e Oglio dall'altro, su cui si nota un paesaggio uniformemente orientato, induce a pensare a un vasto piano di sistemazione del suolo e di distribuzione delle terre. È questo, appunto, il piano realizzato in epoca triumvirale con la massiccia deduzione di veterani nell'agro mantovano. Non si può peraltro escludere una precedente limitatio del territorio, probabilmente posteriore all'89 a.C..

La regione, che presenta più evidenti i resti della centuriazione, si trova a nord della Via Postumia: qui sono state infatti individuate, e sono in effetti anche riscontrabili anche percorrendo le attuali strade rurali, precise tracce di centuriazione nel territorio ad ovest del capoluogo Mantova lungo l'asse della Via Postumia, che passa tuttora per Gazoldo degli Ippoliti e GoitoNICOLINI 1984, p. 9..

Nei pressi di Piubega, ad esempio, nell'ordine dei cardini – gli assi nord-sud -, si rintracciano alcune linee ben marcate sul terreno, a intervalli regolari di circa 1250 metri. Se ne distinguono almeno sei successive: la prima passante per Molinello Sotto, la terza per Birbesi di Guidizzolo, la quarta per Piubega, la sesta per Corte Levriero di Piubega. La ragione della particolare evidenza di queste linee risale con molta probabilità ad età romana. All'interno di queste confinazioni più evidenti è possibile rintracciare altri limites, non sempre così evidenti, ma paralleli e ricorrenti ad intervalli di 250 metri.

All'interno delle centurie si identifica spesso, specialmente a nord della Via Postumia, oltre ai due limites nella direzione dei cardini, anche un limes mediano nella direzione dei decumani – gli assi est-ovest -TOZZI 1972, p. 57; MUTTI GHISI 1981, pp. 23-25..

Estensione della centuriazione

I resti permettono di distinguere ancora oggi almeno tre parti della centuriazione: una a nord-ovest della Via Postumia, una seconda a sud-est della Postumia fino al Mincio e al corso inferiore dell'antico Osone, una terza fra quest'ultimo e la confluenza del Mincio e del Po.

La centuriazione, che si spingeva forse fino a poco più di mille metri dalla città di Mantova, non riguardò invece le regioni dal rilievo irregolare, le colline, le terre lungo i fiumi, ricoperte da boschi e soggette a impaludamenti e alla divagazione dei corsi d'acqua, come testimoniano sia gli antichi, sia l'attuale toponomastica. In particolare le fasce lungo il fosso Osone, l'Oglio, il Chiese, il Po e il Mincio non vennero centuriate per una notevole estensione di terrenoMUTTI GHISI 1981, pp. 63-65..

Nel complesso la centuriazione doveva comprendere un numero di centurie oscillanti fra 600 e 650, per un totale di 315-340 km²TOZZI 1972, pp. 59-60..

Decumano e cardine massimi È possibile che il decumano massimo dell'intera centuriazione di Mantova vada rintracciato nei resti di vie di diversa importanza, che si interrompono e riprendono da Molinello di Casaloldo fin oltre Sarginesco di Castellucchio.

Più arduo è individuare il cardine massimo: per Tozzi esso coincide sostanzialmente con la strada in parte ancora rettilinea che congiunge Mariana Mantovana a Ceresara; Mutti Ghisi invece lo sposta più a est, ritenendo che esso partisse vicino a San Michele in Bosco di MarcariaTOZZI 1972, p. 58; MUTTI GHISI 1981, pp. 29-39; 56-60..

Misura delle centurie Fissare la misura della centuria dellager mantuanus è difficile a motivo della diseguale conservazione delle tracce e della impossibilità di identificare con certezza il cardine e il decumano massimi. Fra tutte, due misure si impongono per ragioni diverse: quella di 20 per 20 e quella di 20 per 21 actus: la prima, perché è la più comune e contiene esattamente quattro sortes di 50 iugeri, che si sa essere stata ampiamente adottata nelle assegnazioni triumvirali; la seconda, perché, se la centuriazione mantovana deve essere intesa quale continuazione di quella cremonese, è probabile abbia ripreso non solo gli stessi schemi tecnici, ma anche le stesse misure di distribuzione, nell'intento di non suscitare contrasti e gelosie fra veterani.

Per Tozzi, l'esame dei resti avvalorerebbe la seconda ipotesi, mentre la Mutti Ghisi propende per la primaTOZZI 1972, p. 57; MUTTI GHISI 1981, pp. 68-70..

Orientamento Si fa notare che l'orientamento dell'agro centuriato è difforme da quello della Postumia che lo attraversa; si può ritenere che, mentre per la seconda sia prevalsa l'opportunità infrastrutturale – il collegamento rettilineo cioè tra il passo dell'Oglio, presso Calvatone – forse l'antica Bedriacum -, e Verona -, per la prima sia prevalsa la funzionalità idraulico-agraria, che suggeriva di orientare i decumani secondo la linea di massima pendenza. Questo perché, in un territorio di pianura soggetto a regime idraulico instabile, problema fondamentale era facilitare e non contrastare lo scolo delle acqueNICOLINI 1984, p. 8..

Infatti i limites della centuriazione mantovana mostrano una forte declinazione, attorno ai 34°, rispetto al N-S e all'E-O astronomici, nettamente al di fuori dellexcursus annuale del sole. Esclusa necessariamente la spiegazione astronomica e religiosa, tale orientamento per l'appunto può ricondursi persuasivamente alla inclinazione del suolo.

Infatti il territorio che si estende fra il Chiese e l'Oglio da un lato e il Mincio da un altro, solcato dal corso dell'Osone, presenta da nord a sud una pendenza progressivamente decrescente, da ovest a est una pendenza spesso lieve e insufficiente a un buon deflusso delle acque. Mediante la forte declinazione dei cardini da NNE e SSO e dei decumani da ONO ed ESE gli agrimensori tentarono di realizzare su un'ampia area un più regolare ed equilibrato scorrimento delle acque, condizione prima dell'irrigazione e quindi della produttività del terrenoTOZZI 1972, p. 58..

Popolamento Appare anche difficile che lager mantuanus fosse popolato in modo uniforme: anche solo la maggiore regolarità della centuriazione a settentrione della via Mantova-Cremona induce a pensare a un indice di popolamento maggiore nella regione dell'attuale Alto Mantovano, fino al confine con la Silva LucanaTOZZI 1972, p. 62.. Non è probabilmente un caso che ancora oggi proprio qui la popolazione sia più numerosa e più fitti i centri abitati, sorgenti generalmente in prossimità delle antiche direttrici della limitatio romana: in prossimità dei cardini: Piubega, Ceresara, Casaloldo, Redondesco; in prossimità dei decumani: Mariana Mantovana, Medole, Cerlongo di Goito, GazoldoTOZZI 1972, p. 60; MUTTI GHISI, pp. 75-77. o all'incrocio di cardine e decumano: Castel GoffredoTOZZI 1972, p. 60..

La centuriazione oggi Oggi la lettura dell'orientamento, più complessa per gli insediamenti rurali, difficilmente riconducibili alla matrice più antica, è invece più agevole sulla trama idrico-stradale-fondiaria. I tre elementi canale-fiume, tracciato stradale e lotto, si fondono in un unico reticolo in genere isoorientato che costituisce uno tra gli elementi di più radicata permanenza degli antichi modi di uso del territorio rurale.