Castel Gandolfo (Castèllo o Castèllu in dialetto castellano) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.

Situato nell'area dei Castelli Romani, è annoverato tra i Borghi più belli d'Italia.

Il comune è internazionalmente noto per ospitare il Palazzo Pontificio, storica residenza estiva dei Pontefici, attorno al quale sorsero, a partire dal XVII secolo, numerose ville e residenze di villeggiatura appartenenti all'aristocrazia e all'alta borghesia romana.

Il territorio comunale comprende gran parte della sponda occidentale del lago Albano, di origine vulcanica, e si estende sulle pendici del complesso dei Colli Albani, dominato dal Monte Cavo. Sulle rive del lago è situato lo stadio olimpico di canottaggio del CONI, realizzato in occasione dei Giochi della XVII Olimpiade di Roma del 1960.

Castel Gandolfo conserva inoltre un rilevante patrimonio storico, archeologico, artistico e naturalistico. Tra i principali siti d'interesse figurano i resti della villa imperiale di Domiziano, l'emissario del lago Albano, il Palazzo Pontificio con le Ville Pontificie e la Collegiata di San Tommaso da Villanova, progettata da Gian Lorenzo Bernini. L'intero territorio comunale ricade nel parco regionale dei Castelli Romani.

Geografia fisica Territorio Il territorio del comune di Castel Gandolfo si estende in obliquo in direzione nord-nord est a cavallo tra la zona collinare dei Colli Albani e quella pianeggiante dell'Agro Romano. È tutelato dal Parco Regionale dei Castelli Romani, costituito nel 1984. Il suolo è totalmente composto da terreni di origine vulcanica, con prevalenza di materiali come peperino, tufo e pozzolana.

Secondo la classificazione del Servizio geologico d'Italia,Carta Geologica d'Italia, foglio 150 (Roma), edizione 1967. similmente alle altre zone dei Colli Albani, la maggior parte del territorio castellano è composta da terreni del tipo v2. Le coste del cratere del Laghetto di Turno a Pavona sono classificate come zona v7, ovvero prodotti di un antico centro d'emissione di lava del Vulcano Laziale. Il fondo del Laghetto è zona av.l, le aree del Quarto Santa Fumia e di Villa Elvira Vaselli sono zone β'4. I fianchi del lago Albano, chiamati volgarmente pentime, sono geologicamente zona dt, mentre le spiagge, dal caratteristico colore nero cenere, sono definite zona a. Gli ultimi lembi del territorio castellano sotto Pavona verso il mar Tirreno appartengono alle zone p'2 ed sp.

Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)Anche secondo le categorie sismiche stabilite dal D.M. LL.PP. 1984 e la successiva ordinanza P.C.M. nº 3274 20 marzo 2003 Castel Gandolfo era in zona sismica 2. Sono nella stessa zone sismica tutti i Colli Albani.

Idrografia

La principale risorsa idrografica è il lago Albano, spesso chiamato impropriamente lago di Castel Gandolfo o lago di Albano. La superficie lacustre attualmente è gestita dallEnte Acque Interne della provincia di Roma; in passato fu di proprietà dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata, della Camera Apostolica, e del principe Stanislao Poniatowski dal 1802 fino al 1870.Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Castel-Gandolfo, vol. X p. 155-156, Venezia 1841.

Dal lago Albano in età romana, presumibilmente nel III secolo a.C. dando credito alla leggenda riferita da Tito Livio e Dionigi d'Alicarnasso, venne scavato un emissario artificiale, che parte dalla rupe sotto il Villino Manes, a circa 250 , poco fuori dall'abitato, e giunge in località Mole di Castel Gandolfo, percorrendo 1800 metri in direzione sud-sud ovest. Le acque del lago alimentavano alcune mole per la molitura del grano, che servivano alla popolazione di Castel Gandolfo ed Albano, e alcuni lavatoi pubblici.

Poco più a valle della località Mole c'è il Laghetto di Turno, un antico cratere vulcanico riempitosi d'acqua, di dimensioni più piccole rispetto ai vicini laghi vulcanici come Albano, Vallericcia e Nemi. Il LaghettoIl Laghetto è denominato di Turno per due possibili motivi; o in omaggio al re di Ardea Turno, ricordato da Publio Virgilio Marone nellEneide come rivale di Enea; o in omaggio a Turno Erdonio, delegato di Aricia alle Feriae della Lega Latina, fatto affogare da Tarquinio il Superbo in un piccolo corso d'acqua, eventualmente proprio il nostro Laghetto, a causa della sua fiera opposizione a Roma., hevse era ridotto ad una palude malsana, venne bonificato attorno al 1611 su ordine di papa Paolo V con la sovraintendenza del cardinale Giacomo Serra.Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Castel-Gandolfo, vol. X p. 158-159, Venezia 1841.

Ai confini con i territori di Marino e di Roma scorre il fosso dei Preti, che si origina in territorio marinese in località Quarto della Tribuna, a 163 . Un altro fosso che nasce da acque castellane è il fosso de' Picelli, che scorre verso Pomezia.

Orografia

L'altitudine massima del territorio castellano è 425 , presso il Collegio di Propaganda Fide attiguo a Villa Barberini. Sempre sulla corona di alture attorno al cratere del lago Albano si ha quota 400 , altezza della cima di monte Cucco, ai confini con Marino. Al chilometro 24 della SS 216 Maremmana III si contano 394 , all'incrocio tra la SS 140 del lago Albano e la SS 216 Maremmana III, in prossimità dell'ingresso principale del Palazzo Pontificio, si misurano 392 Poco più in basso, a 388 , c'è la stazione di Castel Gandolfo, sulla ferrovia Roma-Albano poco sotto il centro storico, a picco sul lago Albano. 381 è l'altitudine di Villa Elvira Vaselli, su un colle prossimo ai confini di Marino lungo la SS 216 Maremmana III.

Lungo la direttrice della Strada statale 7 Via Appia le altitudini da nord-ovest a sud-est sono le seguenti: al cimitero di Castel Gandolfo, chilometro 22,5, l'altitudine è 306 ; al chilometro 23 presso la località Ercolano 335 ; alla stazione di Albano Villetta 330 .

Verso il mar Tirreno, il terreno degrada dolcemente: così dai 250 del Casale Santa Cristina, sotto Castel Savello ai confini con Albano, si passa ai 217 di Colle Lilli, ai 200 di Valle Pozzo, ai 155 del Quarto Santa Fumia ai confini con Marino e Roma, ai 130 del Laghetto di Turno, e alla quota più bassa del territorio che è 101 , nella frazione di Pavona.

Clima Dal punto di vista climatico il territorio rientra nel dominio del clima temperato mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali superiori a quelle primaverili, estati ventilate. Nell'area dei Colli Albani, dunque anche a Castel Gandolfo, si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei colli, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord. Castel Gandolfo, trovandosi sulla traiettoria delle correnti umide tirreniche, è discretamente piovosa con 900mm annui di precipitazioni.S. Ciccacci, L. D'Alessandro, L. Davoli, G.B. La Monica, E. Lupia Palmieri, Caratteristiche Climatiche, Geomorfologiche, Sedimentologiche e Idrogeologiche in Vincenzo Carunchio (ed.), Valutazione della Situazione Ambientale del Lago di Nemi, Roma: Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Provincia di Roma, 1987, pp. 17-45.. I venti spirano prevalentemente da sud e da ovest, più raramente da nord e da est.

Normalmente la zona è battuta da venti di scirocco, non di rado molto forte, e libeccio, ma talvolta compare anche il ponentino, caratteristico della zona di Roma. In inverno si hanno la tramontana, proveniente dalla vasta pianura dell'Agro Romano, e il grecale.

L'estate è calda, e la presenza del lago Albano, ma anche quella di un laghetto artificiale all'interno del campo internazionale di golf a 18 buche, rendono l'aria umida sopra la media della zona. L'inverno è mite e piovoso, in genere senza temperature eccessivamente basse. A Castel Gandolfo nevica piuttosto raramente e solo in presenza di un freddo generalizzato marcato. In estate le temperature raggiungono i 35 °C con punte di 37/40 °C. La zona del lago, posta oltre 100 metri più in basso dell'abitato, seppur mitigata dalla mole d'acqua, è probabilmente la più fredda ed umida del paese.

Dall'aprile 1995 a tutto il 2001 è stata attiva una stazione pluviometrica dell'Ufficio idrografico di Roma a quota 436 m; per quanto riguarda temperature e venti, non è possibile utilizzare le rilevazioni di stazioni vicine come Ariccia Catena che risentono troppo del fenomeno dell'inversione termica per essere paragonabili. Dal novembre 2011 è attiva una stazione meteo sul lato ovest del lago a quota 295 metriStazione meteorologica del Lago Albano, 295 m s.l.m.:

Classificazione climatica: zona D, 1966 GR/G Diffusività atmosferica: media

Origini del nome Il toponimo "Castel Gandolfo" viene fatto comunemente derivare dal latino "Castrum Gandulphi"Spesso viene confusa con il Castrum Gandulphi la Turris Gandulphi o Gandulfa, che secondo lo storico di Ariccia Emanuele Lucidi (Memorie storiche dell'antichissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano e Nemi, parte I, cap. IV pp. 41-42) sarebbe il toponimo con cui anticamente era designata l'attuale località di Tor Paluzzi, situata presso la frazione di Cecchina in comune di Ariccia., nome del castello posseduto presumibilmente in questo sito dalla famiglia dei Gandolfi, originaria probabilmente di Genova.Nel 1125 un certo Ottone de Gandulpho fu Console di Stato della Repubblica di Genova; un altro Ottone Gandolfo nel 1123 aveva rivestito la carica di senatore a Roma.

Un'altra ipotesi, sostenuta nei suoi Commentarii (1462) da papa Pio II, è che il toponimo dell'abitato derivi a Gandulphi Sabinorum, dal nome cioè di un certo Gandolfo Savelli.Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Castel-Gandolfo, vol. X p. 156, Venezia 1841.

Nella Cosmografia di Paolo MerudaPaolo Meruda, Cosmografia, parte II vol. fol. 559 Castel Gandolfo è addirittura chiamato San Gandolfo.

Varianti del toponimo corrente sono Castel-Gandolfo e Castelgandolfo.

Storia

Dalle origini al passaggio alla Santa Sede Il territorio dell'attuale Castel Gandolfo, anticamente compreso nella Massa Caesariana, appartenne in seguito probabilmente ai conti di Tuscolo. Agli inizi dell'XI secolo parte dei suoi possedimenti passò all'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata, mentre successivamente la famiglia genovese dei Gandolfi vi edificò il castrum dal quale il centro abitato trasse il proprio nome.

Nel 1221 il castello passò ai Savelli, che nel 1389 lo concessero in affitto ai Capizzucchi. Nel 1436 il cardinale Giovanni Maria Vitelleschi, impegnato nella repressione delle signorie baronali laziali, espugnò e distrusse Castel Gandolfo insieme ai vicini centri di Grottaferrata, Albano Laziale e Castel Savello. Il feudo ritornò tuttavia ai Savelli, ai quali papa Sisto IV lo sottrasse temporaneamente nel 1482 per assegnarlo alla comunità di Velletri, danneggiata dalla famiglia romana; quattro anni più tardi i Savelli ne rientrarono nuovamente in possesso.

Durante il pontificato di papa Sisto V (1585-1590) Castel Gandolfo venne elevato a ducato in favore di Bernardino Savelli. L'aggravarsi della situazione finanziaria della famiglia portò però la Camera Apostolica a pignorare il feudo nel 1596 e, con decisione di papa Clemente VIII, nel 1604 il castello fu definitivamente incorporato tra i beni inalienabili della Santa Sede.

Governo pontificio

Dopo il passaggio alla Camera Apostolica, durante il pontificato di papa Paolo V, furono avviati importanti lavori pubblici. Nel 1611 venne bonificato il cosiddetto Laghetto di Turno e fu realizzato un acquedotto che convogliava nel borgo le acque provenienti dalle località di Malafitto e Palazzolo; nel 1619 fu inoltre fondato il convento dei Frati Minori Riformati.