Il Gioco del Lotto (o semplicemente lotto) è un gioco d'azzardo che consiste nell'estrazione di cinque numeri tra 1 e 90, con premio per coloro che ne indovinano almeno uno.
Dal punto di vista matematico il gioco del lotto è fortemente non equo poiché in caso di vincita non viene corrisposta una somma rapportata alla probabilità di vincita.Benito Frosini, Complementi sulle variabili casuali, EDUCatt, 2014Riccardo Bersani, Il rendimento dei giochi d'azzardo, Treccani, 2006
Il gioco è disciplinato dalla e dal e dalle successive modifiche introdotte con la legge finanziaria del 2004, entrate in vigore il 1º gennaio 2005.
La sua gestione è affidata all'Ispettorato Generale per il Lotto e le Lotterie presso il Ministero dell'economia e delle finanze. La gestione della raccolta delle giocate e dei pagamenti delle vincite è affidata in concessione a LottoItalia, dal 2021 controllata da IGT Lottery.
Storia Talora si è fatto derivare il gioco del lotto dalle lotterie, ma queste hanno natura diversa dal lotto. Mentre più pertinente è il riferimento alle scommesse che, già nel medioevo, si praticavano sull'elezione di vari magistrati o dei pontefici.
Quel che è certo è che il gioco del lotto, in una forma molto simile a quella ancor oggi esistente, ebbe la sua origine a Genova. Qui nel 1576 le Leges novae stabilirono che due volte all'anno si sorteggiassero cinque membri della nobiltà cittadina per rinnovare i Serenissimi Collegi, cioè la massima autorità di governo: e su quei cinque nomi si iniziò fin da subito a scommettere secondo modalità che prefiguravano quelle del moderno gioco, a Genova chiamato gioco del seminario in quanto i nomi degli elegibili venivano imbussolati in un'urna detta appunto seminario. La Repubblica genovese dapprima cercò di vietare tali scommesse, ma infine nel 1644 le rese legali e ne appaltò la gestione, traendone cospicui introiti per le casse pubbliche. Da allora la popolarità del "lotto all'uso di Genova" non fece che crescere, prima in patria, poi nel resto d'Italia e infine in altri stati europei. Inizialmente si scommetteva su 120 nomi, poi attraverso successivi mutamenti si giunse alla forma attuale del sorteggio su 90 numeri.
Negli altri Stati italiani e, in particolare, nello Stato Pontificio, il gioco del lotto era osteggiato per motivazioni di ordine morale: praticato ancora sotto papa Alessandro VII, fu successivamente soppresso; venne ripristinato da papa Clemente XIClaudio Rendina, I papi, p. 718 e di nuovo abolito da Innocenzo XI (1676 e 1685). Nel 1728 Benedetto XIII rinnovò la soppressione, arrivando addirittura a minacciare la scomunica per chiunque vi avesse partecipato, ma tre anni dopo il gioco fu riammesso dal suo successore. Il 9 dicembre 1731, infatti, papa Clemente XII emanò il motu proprio che permetteva il gioco nello Stato ecclesiastico "con nuovo metodo, e diverso da quello che si praticò in passato".Claudio Rendina, I papi, p. 722
A Venezia i cinque numeri del gioco del lotto vengono estratti per la prima volta il 5 aprile 1734 sotto l'egida del governo della Repubblica. Nel resto d'Italia la liceità del gioco del lotto viene ammessa gradualmente e trova via via una regolamentazione ufficiale: considerati i notevoli introiti derivanti dalle giocate, i vari Stati sovrani italiani pongono il gioco sotto il proprio monopolio.
Uno strumento di grande diffusione del gioco tra XVIII e XIX secolo sono gli almanacchi, libretti a vastissima diffusione che riportano le serie dei numeri estratti e l'indicazione dei numeri da giocare. Tra i titoli più popolari che introducono inserti dedicati al lotto, sul modello del cinquecentesco Almanacco perpetuo di Rutilio Benincasa, c'è il Nuovo dilucidario della buona fortuna di Napoli e il Barbanera di Foligno.Paolo Macry, Giocare la vita. Storia del lotto a Napoli tra Sette e Ottocento, Donzelli, Roma, 1997, pp. 56-57.
In breve gli "specchietti" o "cabalette", piccole composizioni poetiche, giochi di parole e indovinelli pronosticanti i numeri fortunati, diventano presenza costante negli almanacchi e preludono a pubblicazioni monografiche interamente dedicate al lotto, pubblicazioni che iniziano a comparire alla fine dell'Ottocento.Manuel Vaquero Piñeiro, Almanacchi per l'anno nuovo. Produzione e commercio di almanacchi a Foligno, in Fondazione Barbanera 1762, Barbanera 1762, Editoriale Campi, Spello, 2012, pp. 222-243.
Anche altre pubblicazioni di carattere popolare, come i pianeti della fortuna in voga dalla metà del XIX secolo alla metà del XX, contribuirono alla conoscenza del gioco: distribuiti per fiere e mercati da un pittoresco venditore ambulante che attirava la clientela esibendo un pappagallo dai colori sgargianti che pescava da un bussolotto, su richiesta, un foglietto con pronostici e le serie dei numeri fortunati per il gioco, furono uno strumento di rapida veicolazione dei principi del lotto.Si veda al proposito un articolo sulla mostra Gli antenati dei moderni oroscopi: i Pianeti della Fortuna. .
Il gioco del lotto genovese arrivò Napoli intorno al 1680, ma dopo soltanto cinque anni fu abolito per le risse e le violenze che scatenava; fu ripristinato nel 1713, con cadenza semestrale, per essere dopo poco di nuovo sospeso, ma, considerato il danno economico per lo stato che ne derivava, venne poi nuovamente autorizzato; infatti nel 1771 il lotto era praticato con grande intensità dal popolo napoletano e, come riferisce il Galante, fruttava alle casse del regno borbonico ben 560.000 ducati; fu, infine, con il decreto del 6 agosto 1839 che si giunse alla legislazione ufficiale dei “reali lotti”, con estrazioni settimanaliRomualdo Marrone, Le strade di Napoli, Newton & Compton Editori, Roma 1996 ISBN 88-8183-426-X p. 130..
Nel 1863 ormai il gioco del lotto è diffuso in tutta l'Italia e da quell'anno viene giocato su 6 differenti ruote (Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Torino e ) che arriveranno a 7 nel 1871, dopo l'annessione di Roma all'Italia, e a 8 nel 1874 con l'introduzione della ruota di Bari. La struttura a 10 ruote viene inaugurata l'8 luglio 1939 con l'introduzione delle ruote di Cagliari e Genova: infine l'introduzione della ruota Nazionale (11ª ruota) risale al 4 maggio 2005.
Le estrazioni, un tempo limitate a due o tre all'anno, si fanno più frequenti diventando quindicinali nel 1807, settimanali nel 1871, bisettimanali nel 1997 trisettimanali nel 2005 e nel 2024 quadrisettimanali (martedì, giovedì, venerdì e sabato).Vedi Sito ufficiale Gioco del Lotto e Glossario – Estrazioni infrasettimanali
La prima estrazione a 7 ruote, avvenuta il 7 gennaio 1871, è la seguente:
RuotaEstrazioni 1ª 2ª 3ª 4ª 5ª Firenze 15 71 18 64 81 Milano 63 69 56 9 55 Napoli 36 22 73 24 31 Palermo 72 58 86 77 14 Roma 42 33 20 18 79 Torino 2 9 63 27 4 Venezia 29 52 31 80 7
Etimologia La parola "lòtto" deriverebbe dal proto-germanico khlutom, mutato successivamente nel francese lot, vocabolo inteso come eredità nel XVI secolo, e che poi significherà "porzione" o anche "sorte". Il termine, giunto nella penisola iberica, è documentato come lote in spagnolo e loto in portoghese. Il verbo francese lotir, inoltre, significa "dividere la sorte" o "assegnare la sorte".
Analogo lemma si ritrova nell'antico inglese hlot ("cosa toccata in sorte"), cui corrispondono Los nel tedesco moderno e lot nel danese. È prevalente la teoria secondo cui il termine arriva in Francia dal mondo germanico e, più specificamente, dalla lingua gotica (in epoca visigotica), diffondendosi poi negli altri paesi dell'area romanza.
Estrazioni statali Consiste in quattro estrazioni settimanali (martedì, giovedì, venerdì e sabato) che vengono effettuate a partire dalle ore 20:00 per undici ruote: Bari, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Nazionale. Precedentemente al 16 giugno 2009 le estrazioni avvenivano contemporaneamente nelle dieci città italiane, una per ogni ruota, tranne Roma in cui si estraeva l'omonima ruota e quella Nazionale. Da allora le estrazioni avvengono a Roma (per le ruote Roma, Cagliari, Firenze e Nazionale), Milano (per le ruote di Milano, Genova, Torino e Venezia) e Napoli (per le ruote di Napoli, Bari e Palermo).
Per ogni ruota vengono estratti 5 numeri tra l'1 e il 90 senza reimmissione nell'urna. L'estrazione è effettuata su tutte le ruote attraverso un'urna meccanica che mischia le palline con un getto di aria compressa e le cattura con una nicchia rotante ai bordi dell'urna. Le estrazioni avvengono secondo le modalità descritte nel Decreto direttoriale prot. n. 2010/4500/Giochi/LTT dell'8/2/2010 - Procedura per estrazioni del gioco del lotto con urne elettroniche. In passato si utilizzava un'urna fatta girare a mano con una manovella da cui un bambino bendato pescava i bussolotti con i numeri.
Combinazioni vincenti Il gioco consiste nello scommettere sui numeri estratti sulle varie ruote.
Si può scommettere su una ruota, su più ruote o su tutte le ruote: ambata, o "estratto semplice", ovvero un solo numero (l'ordine di estrazione non conta); estratto determinato, ovvero un numero e la posizione in cui viene estratto; ambo, ovvero due numeri; terno, ovvero tre numeri; quaterna, ovvero quattro numeri; cinquina, ovvero cinque numeri.
Si possono giocare fino a 10 numeri sulla stessa scheda. La vincita è pagata a quota fissa e dipende da quanti numeri sono stati indovinati, da cosa si è giocato e da quanti numeri sono stati messi in gioco.
Vincite e probabilità
La probabilità che esca un numero su una determinata ruota è di 1 su 18. La vincita pagata da LottoItalia, unica concessionaria ufficiale del gioco del Lotto, ammonta a 11,232 volte la posta. Da questa vincita deve essere sottratta la trattenuta fiscale. In particolare nel testo del Decreto Legge 50/2017 all’articolo 6 è previsto che la tassazione applicata alle vincite al lotto a partire dal 1º ottobre 2017 passa dal 6% all’8%.
Nella seguente tabella viene indicata la vincita di una giocata (estrazione di cinque numeri) che si ottiene giocando 1 euro su 1 ruota e vedendo estratti tutti i numeri giocati, nonché i valori del rapporto fra vincita equa e vincita reale.
Numeri giocatiNumeri indovinatiVincita lorda (euro)Probabilità di vincita Vincita equa/Vincita reale1111,23 1,622250 1,6334500 2,6144120 000 4,26556 000 0007,32
La tabella evidenzia che il gioco del lotto è un gioco "non equo", laddove per gioco equo si intende un gioco che paga al vincitore una vincita pari alla posta moltiplicata per l'inverso della probabilità di vincita; in questo caso, per 1 euro di posta giocato, 18 € per un'"ambata" (estratto semplice). Si può notare che l'"iniquità" del gioco cresce al crescere della "difficoltà" del gioco in quanto il rapporto vincita equa/vincita reale cresce con il crescere della "difficoltà". Se si considera che sulla vincita vi è una trattenuta, i valori di questi rapporti sono ancora più alti.
In generale giocando su N ruote (1 ≤ N ≤ 10) la vincita lorda risultante è quella indicata in tabella divisa per N. Giocando M numeri (1 ≤ M ≤ 10) la vincita risultante è quella indicata in tabella divisa per il numero delle combinazioni che si ottengono combinando tra loro X elementi (dove X vale 1, 2, 3, 4, 5 a seconda che si giochi per ambata, ambo, terno, quaterna, cinquina) su M posizioni; in formula:
dove è il coefficiente binomiale.
Nel caso più generale, giocando M numeri su N ruote la vincita risultante è
Con una sola schedina la vincita massima lorda consentita è 6 milioni di euro.
Vincite record Nove sono state le vincite che finora in Italia hanno superato il milione di euro al gioco del Lotto.
1. Cinquina da € realizzata a Bologna l'8 maggio 2025, con 10 ambi, 10 terni, 5 quaterne, puntata 5 €.
2. Cinquina da € realizzata a Villa Agnedo (Trento) il 7 gennaio 2014
3. Cinquina da € realizzata a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) nel gennaio 2007
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